Mio Signore e Padrone,
Furion Kirnal,
Infuso dell'essenza stessa dell'ombra e della morte, corrotto dal male piu' puro e del male piu' puro portatore e veicolo,
A Voi il mio rispetto, mio signore.
Vorrete, io spero, perdonare la sfrontatezza che mi costringe, mio malgrado, ad affrontare per epistola un simile argomento. Accettate le mie piu' umili scuse, e credetemi se Vi dico che non v'e' mancanza di rispetto alcuna nel mio agire in tali termini.
Purtroppo, mio Signore, sono ricercato e braccato da un gruppo di... Curioso, non saprei dire cosa. Tagliagole, sembrerebbero. Strisciano in silenzio e si muovono furtivi, per poi, una volta arrivati vicini, parlare con aria ebbra di sicurezza e spavalderia. Sono avversari interessanti e instancabili, costoro che chiamano se stessi "Alsandair". Dunque, come dicevo, perdonatemi se non posso di persona affrontare il discorso: sono certo che nella Vostra infinita saggezza ne comprenderete bene il motivo.
Vi giurai fedelta', quasi due anni or sono, giurando di servire Voi e l'oscuro impero di Cha'el Balan. Le mie motivazioni le conoscete... Non vi insultero' ritenendo di dover spiegare a Voi, che sicuramente gia' tutto sapete, che accettai quell'incarico solo per seguire la donna che possedeva il mio corpo e la mia anima, il mio cuore e la mia mente.
E ora... Ora non capisco piu', mio Signore e non piu' Padrone Kirnal. Quella forza e' svanita... No, non e' svanita. E' semplicemente rimasta quella che sempre e' stata: solo che ad oggi non esercita piu' alcuna malia su di me...
E cosi', a malincuore, devo chiederVi di considerare nullo il giuramento che prestai due anni or sono. Era un giuramento che non facevo col cervello, ma col cuore - se non con altro organo, il mio Signore non se ne dolga se mi rivolgo in tal guisa ma Egli sa, nella sua grande saggezza, che il vero e' contenuto in queste irriverenti parole.
Il mio giuramento, mio Signore, e' di tornare a servirVi se scopriro', durante questo viaggio alla ricerca di me stesso, se tale e' davvero la mia strada. La Vostra forza, mio Signore Kirnal, non e' mai messa in discussione: Vi rispetto e Vi temo, e non e' mia intenzione sfidare la Vostra autorita'.
Eppure... Devo ritrovare me stesso, e sono certo che la perdita di un semplice razziatore, neppure dei migliori se mi e' concesso dirlo, non costituira' per voi una perdita tale da voler mobilitare un esercito sulle mie tracce.
Vi ringrazio per tutte le verita' che mi avete mostrato, con azioni, poteri e parole. La Vostra verita' e' incisa profondamente nel mio cuore, e mormora di un lato oscuro di questo mondo, un lato che e' tenebra e perdizione, un lato che dite essere destinato a predominare.
Non mi sento di dar torto alla verita' che sussurra dentro di me e che Voi mi avete instillato, ma voglio vedere con i miei occhi, appurare con i miei sensi... E morire da libero, se morire e' il mio fato.
Sono certo che voi Voi, nella vostra infinita' nobilta' e liberta', capirete quale forza mi spinga ora a comportarmi in tal guisa.
Le mie benedizioni e del mio saluto sono poca cosa al Vostro confronto: dunque, accettate il mio rispetto come segno di questo commiato.
Quello lo avete conquistato con la Vostra forza e determinazione: e lo avrete sempre.
Grivar, non piu' Razziatore di Cha'El Balan