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...non e' cambiato nulla.

Nulla.

La morte e' sempre dolce, la vita che si spegne tra le mie dita e' un nettare cui non mi e' dato resistere.

Io sono quello che sono sempre stato, e lo rimarro' in eterno: non c'e' salvezza, non c'e' redenzione, non c'e' perdono.

E so gia' che tornero' ad uccidere, e so gia' che non mi potro' fermare: non DESIDERO fermarmi, non desidero privarmi dell'estasi del sangue, non RIESCO a farlo.

La mano scorre lentamente alla custodia degli stiletti legata alla gamba.

Il battito del mio cuore accelera, le orecchie mi ronzano, i pensieri si fanno affrettati e frenetici, un sottile velo di sudore caldo ricopre la mia pelle.

L'estasi.

Il sangue scorre, la furia cresce, la morte si risveglia, la guerra chiama...

...e cosi' sara' per sempre.

...si puo' vivere senza aspettative?

Si puo' continuare ad andare avanti stanchi di cio' che si e', intrappolati nella propria vita come pazzi in catene?

Si puo' resistere al rimorso e all'impossibilita' di smettere di fare cio' che ce lo procura, senza perdere il senno?

Ho come l'impressione di aver messo in discussione tutto - tutto cio' che sono, tutto cio' che hanno fatto di me.

Se tanti anni fa avessi avuto la forza, la consapevolezza che ho ora, forse la mia vita sarebbe stata diversa.

Ma oggi?

Il rimorso e' una lama silente che affonda nei miei pensieri, lenta e atroce.

E insieme, la consapevolezza di non poter smettere di uccidere, divorato da una sete di morte che non si plachera' mai.

Io non VOGLIO smettere.

Eppure, non voglio neppure continuare.

Il mio e' un mondo spento e arido, di terra sterile e brulla, cotta dal calore e infettata dal sangue: non basta che due soli prendano a illuminarlo, per farvi germinare la vita.

Sono solo illusioni.

E' solo l'ennesima beffa alla mia esistenza.

Sto sprofondando ancora, o mi sto risollevando?

Non lo so.

Cosa so?

Nulla. Conosco le cose di cui ho bisogno, e nulla piu'.

Ho bisogno di uccidere, e bisogno di smettere assieme. Ho bisogno di vivere, e bisogno di morire al contempo.

Ho bisogno di lei, e bisogno di entrambe loro.

A cosa mi serve saperlo?

Siamo vicini: paradossalmente, non siamo mai stati cosi' lontani.

Tutta la mia esistenza non e' che un paradosso.

E mi contraddico, e sulle mie labbra passa il sorriso mentre i miei occhi trafiggono d'odio, e divento freddo mentre dentro rido. Buffone.

Sei semplicemente un folle... Lo sai, no?

Il mio e' un mondo che si sgretola.

L'amore per Khazira mi portera' alla follia, o forse l'ha gia' fatto: non so piu' quali pensieri mi appartengano e quali vengano indotti dalla sua malia, non so piu' quello che faccio e quello che dico, non so piu' cosa e' giusto e cosa e' sbagliato.

L'unico appiglio al raziocinio e' un pensiero, fisso e preciso: non deve, non deve, non deve risvegliare... Lui.

Colui che giace negli abissi del mare dei Dragoni deve continuare a dormire: non permettero' mai che torni, non permettero' che mi rimetta in catene, schiavo e men che umano. No, non posso.

Khazira... Khazira non esiste piu', ormai. L'ho compreso oggi, quando ha tentato di strangolarmi nel bosco sacro: e quando l'ho vista davanti a Callea, a Lamwothor... No, non glielo permettero'. Non esiste sentimento che possa spezzare la mia volonta': la volonta' che ho riconquistato dopo tanti anni di schiavitu', l'urlo del mio cuore che mi dice che non posso permetterle di fare del male a nessuno, soprattutto a Callea.

Cosi' simile a com'ero io, cosi'... vicina a diventare anche lei uno strumento di un potere che non conosce e non capisce, ma che e' costretta a subire. Callea.

No, non permettero' mai che accada: non permettero' che accada ancora, non assistero' impotente ad un'altra uccisione.

Io non permettero' mai, mai, che una persona a me cara subisca un simile destino.

...la mia Khazira non esiste piu': ho potuto vederla per un istante, il giorno in cui colui che riposa nel mare dei Dragoni le e' stato strappato dal corpo dall'Eklashirael.

Vivro' di quel ricordo, se necessario: ma non permettero' mai all'essere che ora la possiede di distruggere cio' che di caro ho adesso.

Non permettero' che Callea diventi cio' che sono diventato io, tempo fa.

Non permettero' che si ripeta.

Mai.

Mai.

Mai...

Mio Signore e Padrone,

Furion Kirnal,

Infuso dell'essenza stessa dell'ombra e della morte, corrotto dal male piu' puro e del male piu' puro portatore e veicolo,

A Voi il mio rispetto, mio signore.

Vorrete, io spero, perdonare la sfrontatezza che mi costringe, mio malgrado, ad affrontare per epistola un simile argomento. Accettate le mie piu' umili scuse, e credetemi se Vi dico che non v'e' mancanza di rispetto alcuna nel mio agire in tali termini.

Purtroppo, mio Signore, sono ricercato e braccato da un gruppo di... Curioso, non saprei dire cosa. Tagliagole, sembrerebbero. Strisciano in silenzio e si muovono furtivi, per poi, una volta arrivati vicini, parlare con aria ebbra di sicurezza e spavalderia. Sono avversari interessanti e instancabili, costoro che chiamano se stessi "Alsandair". Dunque, come dicevo, perdonatemi se non posso di persona affrontare il discorso: sono certo che nella Vostra infinita saggezza ne comprenderete bene il motivo.

Vi giurai fedelta', quasi due anni or sono, giurando di servire Voi e l'oscuro impero di Cha'el Balan. Le mie motivazioni le conoscete... Non vi insultero' ritenendo di dover spiegare a Voi, che sicuramente gia' tutto sapete, che accettai quell'incarico solo per seguire la donna che possedeva il mio corpo e la mia anima, il mio cuore e la mia mente.

E ora... Ora non capisco piu', mio Signore e non piu' Padrone Kirnal. Quella forza e' svanita... No, non e' svanita. E' semplicemente rimasta quella che sempre e' stata: solo che ad oggi non esercita piu' alcuna malia su di me...

E cosi', a malincuore, devo chiederVi di considerare nullo il giuramento che prestai due anni or sono. Era un giuramento che non facevo col cervello, ma col cuore - se non con altro organo, il mio Signore non se ne dolga se mi rivolgo in tal guisa ma Egli sa, nella sua grande saggezza, che il vero e' contenuto in queste irriverenti parole.

Il mio giuramento, mio Signore, e' di tornare a servirVi se scopriro', durante questo viaggio alla ricerca di me stesso, se tale e' davvero la mia strada. La Vostra forza, mio Signore Kirnal, non e' mai messa in discussione: Vi rispetto e Vi temo, e non e' mia intenzione sfidare la Vostra autorita'.

Eppure... Devo ritrovare me stesso, e sono certo che la perdita di un semplice razziatore, neppure dei migliori se mi e' concesso dirlo, non costituira' per voi una perdita tale da voler mobilitare un esercito sulle mie tracce.

Vi ringrazio per tutte le verita' che mi avete mostrato, con azioni, poteri e parole. La Vostra verita' e' incisa profondamente nel mio cuore, e mormora di un lato oscuro di questo mondo, un lato che e' tenebra e perdizione, un lato che dite essere destinato a predominare.

Non mi sento di dar torto alla verita' che sussurra dentro di me e che Voi mi avete instillato, ma voglio vedere con i miei occhi, appurare con i miei sensi... E morire da libero, se morire e' il mio fato.

Sono certo che voi Voi, nella vostra infinita' nobilta' e liberta', capirete quale forza mi spinga ora a comportarmi in tal guisa.

Le mie benedizioni e del mio saluto sono poca cosa al Vostro confronto: dunque, accettate il mio rispetto come segno di questo commiato.

Quello lo avete conquistato con la Vostra forza e determinazione: e lo avrete sempre.

Grivar, non piu' Razziatore di Cha'El Balan

...sai cos'e', amore?

E' da un po' che me lo chiedo... com'e' iniziato tutto questo. Mi sono legato a te, ma ancora mi chiedo: perche'?

Le mie orecchie risuonano dei tuoi sussurri appassionati

Delle tue labbra sensuali i miei occhi sono pieni

Le mie mani ancora profumano della carezza della tua carne

Eppure, non posso fare a meno di chiedermi: perche' proprio tu?

Fu quel giorno - ricordi, amore? - il giorno in cui mi desti alla luce. Il giorno in cui mi reclamasti per te. Il giorno in cui uccidesti Ellesil, insieme all'assassino di sua madre, in quel villaggio di glivi adagiati sul fianco della montagna - il mio villaggio, amore, ricordi Sentiara? - e reclamasti il mio corpo come tuo.

Mi ribattezzasti Grivar.

Nutristi la mia carne e la mia anima di un nettare troppo dolce - dolce, dolce vendetta, tanto amara quanto piu' e' bruciante, ma tanto dolce quanto piu' e' amara.

E ora, amore... Ora capisco.

Era la tua forza che amavo.

La tua forza rombante, quel fuoco che ardeva ruggendo e che ti possedeva nel profondo, quell'estasi frammista a piacere che ti prendeva in battaglia - e ricordo, il barluginio della tua lama quando s'immergeva tra le carni degli elfi alati, il sorriso di trionfo sul tuo volto, il sangue che imbrattava le tue vesti e la tua pelle.

...ma sai cos'e', amore?

Ti ho osservata, nascosto, nell'isola degli elfi alati. Ti ho veduta combattere e compiacerti di una forza che e' solo illusione, effimera chimera che non ti appartiene piu', ormai.

Sai cos'e', amore?

...sei debole, oggi.

Cosi' debole che potrei romperti tra due dita, se stringessi troppo o troppo velocemente.

Cosi' debole che, amore...

..oggi ti dico addio.

E' tempo che io voli sulle mie ali,

Che io suoni la musica della mia vita.

Portero' con me il dono che il tuo nero ricettacolo di morte mi ha donato, quello stesso dono che oggi mi ha permesso di superarti.

E portero' con me il ricordo delle nostre notti e delle nostre battaglie.

Questo, e nulla piu', amore...

Perche' da oggi sono libero.

Non hai piu' la forza di trattenermi, ormai...

Va' per la tua strada, anima tormentata. Non sento colpe nell'abbandonarti: mi hai usato tanto quanto io ho usato te, se non di piu'. Oggi, siamo pari.

...un buffo salto, non v'e' dubbio. Mi fa sorridere la fatalita' del destino, che ha voluto offrirmi questa interessante esperienza.

...no, non c'entra il destino: e' il mio carattere, e' stata la mia arroganza e la rabbia di vedere la mia caccia disturbata, a cacciarmi in questi guai.

Non importa. Il flusso del tempo scorre per tutti, e nei gorghi delle sue acque limacciose e insondabili si celano infinite possibilita' di crescita, per chi sa sfruttare la sconfitta come lezione, l'umiliazione come monito, l'errore come esempio... Ma ancora non sono sconfitto, no. Oggi di sicuro hanno imparato a essere un po' meno spavaldi, quel sedicente "branco". Chi fossero, ad oggi lo ignoro: fatto sta che l'eccessiva fiducia in se gli e' costata la sconfitta, e di questo ringrazio ma non mi illudo: la prossima volta verranno preparati, e non mi bastera' stordire i lupi e fuggire, no...

Specie uno di loro mi impensierisce. L'hanno chiamato capo, e la sua voce aveva un timbro cosi' particolare, cosi' strano... che razza di creatura fosse, lo ignoro: e' stato l'unico abbastanza astuto da rimanere sempre celato al mio sguardo, e dunque ad oggi e' sicuramente il piu' pericoloso di loro, per me, dal momento che ne conosco la voce ma non le fattezze. Uno di loro mi s'e' presentato come Dhora, una arial dai curiosi modi, talvolta educati e fin troppo cortesi, altre sfacciatamente irriverenti, altre ancora bruschi e violenti. Penserei sia schizzofrenica, ma e' presto per dirlo. Un secondo uomo invece era un umano che hanno chiamato un paio di volte "Yemj", e credo sia quello che mi dara' meno problemi: e' spavaldo, non semplicemente reso incauto dall'eccessiva sicurezza di se del momento, ma proprio piuttosto spaccone naturalmente di suo. E sono sicuro che, al contrario degli altri, continuera' a sottovalutarmi. Me ne compiaccio.

Non conosco i nomi dell'elfa e dell'altro umano, dunque c'e' poco che possa fare nei loro confronti... Ma contro i primi due, so gia' che misure adottare.

...una vera fortuna aver udito quel discorso tra il nano e l'uomo, in piazza... Oh, si... mi costera' un po', ma ne varra' sicuramente la pena.

La cosa mi eccita.

Sono forti, taluni anche singolarmente, ma sicuramente quando cooperano diventano letali: si vedeva da come mi cacciavano senza sosta, sono abituati a essere predatori.

E questa volta, da cacciatore sono preda.

E non ci saranno sempre elfi oscuri a difendermi, no... Vorrei tanto sapere cosa sta dicendo a Khazira, adesso... Ma il tempo lo dira'.

Adesso sono preda, e la cosa mi eccita.

...fatemi divertire, "branco"... E vedro' se valgo abbastanza da rivelarmi un osso duro da rodere perfino per avversari tanto affiatati.

Finora lo sono stato.