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Incredibile come una tediosa giornata possa poi rivelare nel suo ultimo respiro di vita attimi di magia indimenticabili...

Inutile tentare di spiegare quelle visioni, e il canto di quell'elfa...

Solo polvere mi rimane di lei, e il ricordo del suo canto, così soave e malinconico...

Serberò con cura il suo ricordo, sperando un giorno di vederla ancora... di capire...

La pergamena porta tracce di una strana polvere luminescente

Mi si prospetta una lunga sofferenza. Per tenere ai miei principi ho scelto una via dura, costellata di privazioni e sopra ogni cosa di dolore. Non è stato piacevole. Non lo è mai stato, e tanto meno lo sarà da ora in poi. Ho due sole speranze ormai, che le cose si risolvano per il meglio, e che Leyva torni al mio fianco come era prima, perchè lei è la mia vera forza...

A volte sento il peso delle mie scelte...

La luce di Kyra si sta dissipando, Marhis è pronta ad illuminare la notte ed io mi ritrovo qui nella foresta di Haon Dor da diversi minuti mentre fisso l'elsa cristallina di Naratsil ed attraverso essa scorgo i ricordi delle avventure legate a mio fratello e di tutti coloro che lo ammiravano in tutto il suo nobile atteggiamento mentre cavalcando il suo destriero rientrava in città ed il popolo di Kyrandor che lo acclamava al suo ritorno come fosse l'eroe d'una fiaba o come se fosse una statua su un piedistallo mentre io dietro di lui apparivo come un suo semplice scudiero.

Mi sono isolato qui per evitare la ressa che è presente nelle città e per non dover assistere a tanti buffoni che cercano di aggraziarsi la folla rendendosi solamente più ridicoli.

Nonostante tutto, contro ogni aspettativa, continuo a ricevere visite nella foresta che, seppur mi destano dal mio intenso raccoglimento mentale, non mi arrecano fastidio (fatta eccezione per quella del duergar Krosis che continua a tentare di oltrepassare il limite della mia pazienza e che, con la sua perseveranza sta per ricevere la morte che tanto brama); specialmente interessante si è rivelata la discussione con Barak il signore dei draghi il quale ho scoperto che ha una mentalità sotto vari aspetti simile alla mia, anche se... costui combatte per proteggere la sua donna e sé stesso diversamente da me che ricerco la perfezione non per proteggere qualcuno, ma unicamente per far si che le mie imprese eroiche possano giungere alle orecchie di tutti ma in particolare ad Aral - ovunque lui sia - ed al castello di mio padre che mi rinnegò, cosicché possa pentirsi d'avermi rifiutato in quanto suo figlio illeggittimo ottenuto da una relazione avuta con una prostituta.

Fratello...mi hai abbandonato speranzoso che dopo tanti anni di insegnamento le mie gesta arrivino sino alle tue orecchie?

La gloria che tanto bramo...farò di tutto per evitare che qualora tu torni divenga io nuovamente quello messo in penombra, non m'importa quanto sangue e quanto sudore dovrò versare per ciò ma farò di tutto per superarti

Ebbi una piacevole e fruttuosa conversazione giorni fa, con Mekreth Nirvail. Lo incontrai intento a meditare sulla sua lama, lungo il sentiero che dal cancello ovest di Kyrandor porta nella foresta. Il suo sguardo sereno ma assorto mi aveva colpito e dopo averlo salutato me ne feci spiegare il motivo. Venni così a sapere da lui la storia della sua lama, e la memoria eterna che egli ha del fratello Aral, citato e lodato da ogni bardo al quale sia chiesto di raccontar storie di cavalieri nobili e guerrieri senza eguali.
A questo proposito, ho ritrovato quel vecchio schizzo che avevo disegnato di un buon equipaggiamento, lama compresa, e l'ho esaminato con attenzione; anni di distanza ed esperienza in più mi hanno permesso, come sono stato contento di scoprire, di annotare subito piccole modifiche semplici ma efficaci. Conto di finirlo a breve, sono ansioso di essere in piena forma! Ho dei doveri da rispettare, interessi da proteggere, senza contare quei maledetti demoni, nessuno mi assicura che siano spariti del tutto dalla città... è opportuno che io continui ad allenarmi senza sosta, per poter proteggere le cose a me care... e lei...

Dei, quanto mi manca... da molto non la vedo; presa dai suoi affari chissà dove, il vento non mi lascia cogliere il suo profumo da molto, troppo tempo... Eppure lei è con me, lo sento. Sento la sua presenza al mio fianco in ogni momento, e quella piuma che porto salda al braccio come unico cimelio guida la mia mano nel giusto. Quando riposo le mie membra stremate a fine giornata mi assale il freddo della solitudine della sua mancanza; subito la mia mente vola a quella notte in cui ci immergemmo nel marmoreo bianco di quella fontana, e di colpo un fuoco imponente cresce in me al ricordo della sua pelle liscia e perfetta, e le sue mani...
Una magica creatura divina ha prigioniera la mia anima, e me la rende poco per volta in ogni bacio rubato...

Ho iniziato questa pagina di diario con l'intenzione di annotare solo alcuni incontri fatti, doveva essere un promemoria, ed invece eccolo trasformato in un ricettacolo dei miei sfoghi, dei miei sentimenti. Dovrei fare di piu', e curar meglio le cose a me care, ma sento ancora di non averne la possibilita'. Sono solo nel buio, e avanzo a tentoni. Ho un grande fuoco da sfogare...

Marito caro ed amato,
Ricordo ancora quel giorno da Esme, quel giorno in cui tu facesti il tuo ingresso, nel tuo completo nero da ninja e nel tuo portamento sicuro e calmo..come chi non ha bisogno di strabordar di pomposità per intimidire e figurare..
Proprio quella fu la prima volta che incrociammo la sguardo, e ricordo che allora pensai che forse, per una volta, quello che mi trovavo davanti era un uomo degno di tal nome, e non uno zerbino come gli innumerevoli che solcano queste terre...

Chinasti il capo forte della tua educazione, parlasti con sagacia e furbizia, mi lasciasti intravedere il tuo vigor di mente e corpo che ancora non avevo personalmente visionato e sperimentato, un bizzarro gioco dialettico ne fu veicolo, gioco allora iniziato ed in seguito continuato, gioco che ci ha intrigati e legati luna dopo luna, e carezzati da essa mente e braccio diventammo, affiatati e rispettati in ogni dove, uniti dall'amore e dalla fede nella Signora Oscura, patrona della nostra promessa d'anime pronunciata al Suo tempio.

Pareva che mai questo idillio dovesse terminare, persino nel Suo Regno eri pronto a venirmi a cercare e domandare la mia anima, o abiurare poichè quell'affronto non volevi sopportare, e che giubilo fu per me tra le tue braccia infine ritornare...

E davvero, davvero amore, ho voluto che non finisse mai, davvero le mie promesse, nel mio pensiero ho rinnovato, davvero nel mio cuore innamorato ti ho portato..

..e poi?

Poi, mio amato, te ne sei andato, a viaggiare sei andato, promettendo con la verità negli occhi che saresti tra le mie braccia ritornato..ed io ti ho aspettato..ma ben presto un cattivo presagio nei miei pensieri si è annidato, e non più come prima ti ho anelato, nè mai ho ricominciato, ed ecco che il tuo ritorno aspettavo, per ridarti l'anello che mi avevi donato!

Ed e' evidente, caro, che devo aver un sesto senso sviluppato, poichè doveva aver per primo compreso cosa in che cosa fossi mutato, ovvero in un codardo smisurato, e che oltretutto la Signora ha rinnegato!
Un rammollito, che con la coda tra le gambe da una giusta punizione a tutta velocità se n'è scappato..!
Un poveraccio, che della prima che è passata per ripicca si è accontentato!

La tua affascinante aria d'uomo degno di tal nome ti ha salutato, un pusillanime come altri sei diventato, ed il mio cuore dalle tue catene si è slegato!

Addio dunque, un tempo tanto amato, io ti lascio li e per la mia strada me ne vado...e sappi che con infinito amore alla morte ti ho consegnato...!