Ven 19 Ott 2007
Journal di Barak
Ebbi una piacevole e fruttuosa conversazione giorni fa, con Mekreth Nirvail. Lo incontrai intento a meditare sulla sua lama, lungo il sentiero che dal cancello ovest di Kyrandor porta nella foresta. Il suo sguardo sereno ma assorto mi aveva colpito e dopo averlo salutato me ne feci spiegare il motivo. Venni così a sapere da lui la storia della sua lama, e la memoria eterna che egli ha del fratello Aral, citato e lodato da ogni bardo al quale sia chiesto di raccontar storie di cavalieri nobili e guerrieri senza eguali.
A questo proposito, ho ritrovato quel vecchio schizzo che avevo disegnato di un buon equipaggiamento, lama compresa, e l'ho esaminato con attenzione; anni di distanza ed esperienza in più mi hanno permesso, come sono stato contento di scoprire, di annotare subito piccole modifiche semplici ma efficaci. Conto di finirlo a breve, sono ansioso di essere in piena forma! Ho dei doveri da rispettare, interessi da proteggere, senza contare quei maledetti demoni, nessuno mi assicura che siano spariti del tutto dalla città... è opportuno che io continui ad allenarmi senza sosta, per poter proteggere le cose a me care... e lei...
Dei, quanto mi manca... da molto non la vedo; presa dai suoi affari chissà dove, il vento non mi lascia cogliere il suo profumo da molto, troppo tempo... Eppure lei è con me, lo sento. Sento la sua presenza al mio fianco in ogni momento, e quella piuma che porto salda al braccio come unico cimelio guida la mia mano nel giusto. Quando riposo le mie membra stremate a fine giornata mi assale il freddo della solitudine della sua mancanza; subito la mia mente vola a quella notte in cui ci immergemmo nel marmoreo bianco di quella fontana, e di colpo un fuoco imponente cresce in me al ricordo della sua pelle liscia e perfetta, e le sue mani...
Una magica creatura divina ha prigioniera la mia anima, e me la rende poco per volta in ogni bacio rubato...
Ho iniziato questa pagina di diario con l'intenzione di annotare solo alcuni incontri fatti, doveva essere un promemoria, ed invece eccolo trasformato in un ricettacolo dei miei sfoghi, dei miei sentimenti. Dovrei fare di piu', e curar meglio le cose a me care, ma sento ancora di non averne la possibilita'. Sono solo nel buio, e avanzo a tentoni. Ho un grande fuoco da sfogare...