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Oggi sto' facendo strani incontri...prima una umana molto scorbutica che dice di chiamarsi Jourine (ma secondo me e' un nome falso).

Strana tipa...le ho chiesto solo cosa significavano i tatuaggi che portava sui polsi...

Ha parlato male delle arti magiche.....che la magia e' vile....forse si finisce con l'odiare quello che non si possiede....ma io la chiamo invidia, si.

Poi...ero in piazza e ho visto qualcosa prendere il mio aspetto....e poi una voce strana che urlava: Muori, Takjar, infame....

Sisi, decisamente ci sono strane persone in giro...spero tanto che la selezione naturale faccia il suo dovere....

Takjar

Giorno dell'Ombra, 22o del Mese di Hazon.

Ieri ho fatto un incontro con un Drow, mi sembrava un ottimo candidato, ma a quanto pare sembra sia gia "occupato", ha parlato di un certo "Signore", ho chiesto udienza con lui.Vedremo chi è e quali sono i suopi scopi.

Tabitha fa progressi, per motivarla gli ho affidato un compito importante, so che non fallirà. Ha sempre strane compagnie...dovro' farglielo notare.

Il mio giovane apprendista promette bene, l'ardore e il rispetto risiedono in lui, un'ottimo neofita.

Sempre lode all'Imperatore.

Dal Diario del Campione.

ACCENNI SULLA STORIA DEGLI ELFI

Migliaia di anni fa in Isole sconfinate e territori verdeggianti cavalcarono uomini e meravigliose donne.

Si narra che essi fossero i Thuatha de Danaan, gli uomini della Dea, che giunsero li' dalle città di Falias, Murias, Gorias, Finias. Questi possedevano e viaggiavano con loro la spada di Gorias, la pietra della virtù di Falias, la pentola sempre piena di Finias e la lancia della vittoria di Finias) e conquistarono tutta l'intera isola, ma solo sino a quando i Gaeli cercarono di liberare tali terre molti secoli avanti.

In seguito a tale affronto,gli uomini della Dea, presi dall'ira risvegliarono le forze naturali contro i Gaeli che pero' ricorsero all'aiuto di una Druida che scateno' gli elementi.

I Thuata de Danaan furono sconfitti ritirandosi in altre terre e successivamente grazie ad un incantesimo divennero immortali.

Alcuni discendenti dei Thuatha de Danaan gli elfi, immortali e somaticamente simili agli uomini sono alti, ma meno robusti degli uomini e dai lineamenti delicati, ma con un'incredibile forza.

Essi possono essere portati alla morte in sole due modalita', con una morte violenta o la stanchezza di vivere.

Gli elfi non dormono mai, si riposano semplicemente meditando e ricordando il passato, soprattutto di notte quando si stendono e a occhi aperti guardano il cielo stellato ed inoltre hanno una vista ed un udito superiore alla media.

Amano l'arte del canto e della musica.

Esistono varie tipologie di Elfi:

-i Sindar:gli elfi dei Boschi

- i Mezzelfi:incrocio tra uomini ed elfi

-i Noldor: i più diffusi e importanti, detti anche "Elfi Puri".Aggiungono alle loro arti quella di lavorare le gemme preziose. Sono più gracili degli umani ma i più forti e robusti tra gli elfi e sono immuni da malattie; sono i più curiosi e sentimentali tra gli elfi, pieni di passione per le arti e di bramosia di conoscere. Nemici giurati dei Noldor sono i goblin, i troll ed i draghi. Inoltre, a causa del loro orgoglio, non hanno molta considerazione delle altre razze umane.

Gli elfi sono la classe più antica di semi-umani; la loro caratteristica principale è il possesso di una magia speciale, derivante dalla natura, che li mette in grado di vivere a stretto contatto con le foreste e le altre forme di vita naturale.

Rigirando le carte ancora bianche tra le mani, nella stanza di Marhis, contemplavo la volta celeste, mentre il divino spirito dell’acqua era intento a decorare le carte che avevo passato.

Il mio sguardo cadde per un attimo ad una stella, una piccola stella dalla luce fioca, e immediatamente ricordai la discussione con Derfel, che mi chiedeva quale fosse il suo nome.

“Divino spirito..” mormorai senza pensarci su troppo.

ÒSi?”

“Conoscete per caso.. il nome della stella che brilla di meno? E’ una piccola stella, sembra la più lontana, brilla di fievole luce ma rimane perpetua nel cielo notturno di Marhis..”

L’immortale spirito mormorò qualcosa puntando il dito verso l’aria, poi tornò subito a lavorare sulle mie carte.

In un attimo, da quell’angolo d’aria si materializzò la Divina Marhis, in tutto il suo splendore, argentea e vestita del suo manto color Zaffiro!

“Siete davvero sempre presente, Divina!” cercai di controllare lo stupore e inginocchiarmi.

ÒSi.. anche quando Kyra illumina Therial, ci sono lo stesso, ma la sua luce offusca la mia, com’è giusto che sia” rispose la Dea dal benevolo sorriso.

Mi tolsi la maschera, la Namarra, e mi alzai lentamente.

“Divina, mi avete fatto un grande onore a mostrarvi.. posso dunque porvi il quesito?”

Marhis dapprima ci penso’ su, poi disse: “Nebriathel.”

“E’ la mia figlia più piccina..”

Nebriathel.. sorrisi tra me, poi volgendo tale sorriso alla mia Dea.

“Brilla di luce fioca, ma non per questo e' la meno importante,” prosegui’ la Dea, sfilandosi un piccolo anello di fioca luce dal dito, Òquesto anello porta un po' della sua luce”, quindi se lo rimise.

ÒLa luce ha una bellezza sua.. essa si riflette, ma non viene separata, dalla fonte. Una stella puo' donare la sua luce infinite volte, e risplende sempre, comunque, della stessa quantita'”

Riflettei su quelle parole. “..Per questo, anche la stella che brilla della luce piu' fioca, sara' eguale alle altre..” sorrisi per un attimo, osservando le stelle dalla volta.

ÒLa saggezza illumina la tua mente, mortale”, sorrise la Dea.

“..e.. una stella nera?” mi affrettai a chiedere, tornando a guardare le stelle sopra di noi.

“Una stella nera si pasce della luce.. anziche' donarla, ma anche essa ne e' figlia; solo, la tiene in se', e non la cede”

Òe sembra non emettere alcuna luce.. mentre al contrario, ne e' piena?”

Marhis annuì, avevo capito il suo pensiero..

“Esattamente. Le stelle son sempre comunque figlie di luce. Ciascuna la adopera a suo piacere, ma i mortali ne vedono solo il riflesso, quindi la loro essenza resta celata”

“Grazie Divina per questo favore..” Mi inchinai al cospetto delle due divinità, e con calma presi congedo, ricordando come sempre la mia devozione alla Natura.

ÒE la Natura te ne sara' grata..”

*Scritto su una sottile corteccia d'albero, con un inchiostro violaceo ricavato da alcune bacche*

Sono ritornato a Kyrandor per un motivo talmente futile da rendere il tutto quasi un pretesto per parlare con qualcuno...

La solitudine sa essere una compagna molto spietata!

Così mi ha fatto piacere incontrare le due persone che più di tutte mi hanno insegnato, sebbene in modo diverso, molto per diventare il guardia boschi che sono...

Mi hanno anche informato, che un certo elfo oscuro, che si e' presentato a loro come Xao mi sta cercando...

Ora un dubbio mi assale: che si tratti di mio padre Xaorge sotto mentite spoglie alla mia ricerca?

Oppure che sia la figura oscura che tormenta i miei incubi di morte?

Non ho potuto o voluto chiedere ulteriore ragguagli ai miei due interlocutori, perchè dentro di me non credo, almeno per il momento, di voler incontrare mio padre ne tantomeno un elfo scuro...

La confusione e le trame cittadine poco si adattano al mio stile di vita schivo e solitario...

Se qualcosa dovrà accadere non sarò di certo io a guidarne il percorso ma sarà come natura comanda!

Anche se a volte vivendo così credo di perdermi molto...

*Ripensa all'incontro con Flaminea, mentre rintuzzando il fuoco nel suo rifugio montano mette la pergamena insieme alle altre contenenti i suoi pensieri*

*Una figura nero ammantata osserva da lontano nelle tenebre dell'underdark la sua città natale per poi allontanarsi e scomparire tra le tenebre...*

Presto potrò tornarvi a testa alta e riabilitare il nome della mia famiglia...

Non credevo che vi fossero così tante persone e così vicine a me che conoscessero il mezzosangue...

Giorni addietro ho incontrato e conosciuto un elfo oscuro rinnegato, tale Vlatel che in base a quanto mi disse Furion ne è stato il maestro...

Non mi stupisce che il mezzo sangue abbia avuto come proprio maestro un elfo oscuro corrotto, cosa ci si può aspettare di diverso da un essere così empio?

Ora però conosco il suo nome...

Thorvin...

A quanto pare anche Koryu l'ha conosciuto, mi ha stupito la cosa...

Entrambi però non mi hanno saputo spiegare, dove posso trovarlo, e neppure fornirmi una descrizione...

Troppi anni sono trascorsi dall'ultima volta che l'hanno veduto!

Hanno però accennato a delle montagne come sua possibile dimora..

Per quanto sia impensabile cogliere di sorpresa un guardia boschi nel suo ambiente naturale; ora che sono così vicino a quello che è stato l'unico obiettivo della mia vita non mi tirerò indietro!

Presto l'altare della triade sarà bagnato dal suo sangue!!!

Sono giorni che camminiamo abbiamo gia' attraversato le lande che conoscevo io, il guerriero conosceva meno terre di me, mentre la strega.... lei pare che sappia molte cose, ci ha gia' tratti in salvo due volte e tutte e due le volte ci trovavamo nei guai per colpa del nano!

A dire il vero non e' che conosca molto bene questi due, il nano e' un guerriero, quindi e' normale che sia un po' scorbutico e attaccabrighe (ma sono sicuro che in fondo e' un grande nano), mentre la strega mi da' da pensare... e' molto taciturna, di solito, ma a volte si lascia andare e mi guarda con fare amabile, anche se scorgo un velo di tristezza nei suoi occhi.

Penso spesso ai miei amici e alla donna che ho lasciato alle mie spalle.... chissa' se li rivedro'.

Quello che mi manca di piu' credo sia la simpatia di Murkemor e i caldi abbracci di Drelind, spero davvero che mi abbiano perdonato per la mia partenza.....

Comunque la strega mi preoccupa proprio adesso che ci penso, l'altra sera ho notato che mentre dormivamo lei singhiozzava, ma quando le ho chiesto se avesse dormito bene mi ha tirato una gelida occhiata ed ha affermato che lei non dorme mai male..... curioso comportamento, dovro' fare attenzione a quella donna. Goiji, cosi' si chiama il nano, ha detto che la strega a volte parla da sola.

La terro' d'occhio... tanto per un po' non dovrebbe accadere nulla, a detta della strega ci aspettano due settimane di deserto.... sigh! e io che amo la Foresta!!!!!!!!

L'ho gia' detto che voevo il chierico con noi????!!!

[Spostato dalle vecchie bacheche]:

Al circolo delle Streghe un calderone ribolle incurante della pioggia che martella Kyrandor..

Una strega nella semi oscurita' si preoccupa di leggere gli ingredienti su una pergamena e facendo uscire una scura mano dall'oscurita, li getta nella pentola che bolle.

-Uhm.. coda di topo, squame di lucertola, foglia di betulla..

Un'altra strega entra in quel momento, e saluta cortesemente la presente.

-Buonasera... e' un piacere vedervi, Milady.. che filtro preparate..?

-se riesco, una pozione per esser piu' potenti.. hmm.. corteccia di legno.. poi..

-Oh, allora non fate caso a me.. staro' in disparte a guardare..

La strega piu' anziana le annuisce, e continua a mescolare gli ingredienti.

-E una volta fatta..cosa ne farete?

La strega esperta sospira..

-Non lo so.. era solo per provare...

Voi non ne fate di pozioni?

-No.. non le so ancora fare..!

-E tutte quelle che portate nello zaino?

Come fate a farvi chiamare alchimista se non le sapete fare?

- Eh, mica posso saper tutto..! Per ora sto studiando alchimia delle erbe.. trovo pozioni e le catalogo.. poi mi mettero' a farle. Sono un'alchimista strega alle prime armi..

(Disse sorridendo..)

-Strega..? ah..siete una strega..? Bene.. mi fa piacere lo abbiate ammesso.. uh..cosa c'e scritto qui..? lingua di squalo.. capello di elfo..

-Si.. certo che sono una strega. Non si capiva.?

-Oh, si, io l'avevo capito. Ma sapete..

(La strega lascia il calderone e si avvicina

all'altra strega..)

..alcune donne lo sono e non l'ammettono..

Sapete leggere che c'e scritto qua..?

-oh..si. occhio di drago.. credo. Ma come fate a sapere che sono streghe? Magari non lo sono veramente!

-Noi streghe siamo diverse dai maghi e dai necromanti.. noi streghe non abbiamo bisogno di studiare, la nostra magia nasce da dentro.. siamo quasi 'creature magiche'.

Per questo motivo, percepiamo quasi subito se un'altra e'..come noi..

hmm.. e' quasi finito..

-Vedere, vedere!

La strega bionda zompetta accanto al calderone..

-Ahahah.. che c'e da vedere? e' solo dell'acqua verde che ribolle! L'effetto si vedra' dopo.. spero.

La streghetta si avvicina alla pentola.. ma leggendo la pergamena, nota un'ultima cosa..

-Ma qua c'e scritto...

-cosa? oh, avete ragione, c'e dell'altro! Ma questa pegamena e' scritta cosi' male..

"Ultimo ingrediente necessario: una lacrima della persona che amate."

-Hmm..

-Oh.. cosa farete adesso?

(Con un sorriso che sembra quasi un ghigho.)

-Nulla. Se per essere piu' potente devo voltar le spalle a chi amo, che me ne faccio..?

-Ma.. siete una strega..

-E dunque..?

Mentre la piccola strega bionda scuote la testa imbarazzata, l'altra prende il calderone incompleto e lo butta fuori alla pioggia.

-La pioggia lavera' tutto questo pasticcio..

E sorridendo, mentre la streghetta ancora la aspettava al caldo del bar, stese le braccia e prese un po' di pioggia..

*[Spostato dalle vecchie bacheche:] Da anteporre a tutto ciò che è scritto qui, pensieri di una Phasys mooolto giovane..*

Diibith era un piccolo villaggio in una terra remota; era uno scuro, piccolo posto dove

raramente i raggi del sole penetravano tra le nere fronde degli alberi... e li' passai la

mia infanzia. Ora provo a ricordare quei momenti, quasi indifferente.. Non so che fine abbia

no fatto i miei amici, non so che fine abbia fatto il villaggio.. non me ne importa niente.

Passai tutta la mia infanzia in quel dannatissimo villaggio, pieno di gente come me, ma non

uguale a me. I miei genitori erano dediti all'arte arcana della necromanzia. Sono cresciuta

in un luogo tetro e saturo di morte..ero gia' morta dentro. Continuavo a essere sgridata,

"se non studi non diventerai mai come noi!" piu' loro mi dicevano di studiare e meno aprivo

libri. Mi opprimevano. Non li sopportavo piu'. Un giorno il nostro villaggio fu invaso da

predoni, barbari.. vidi l'impotenza dei miei genitori di fronte ad un fatto del genere.. la

loro magia non servi' a nulla. Vidi il sangue che ancora cadeva mentre venivano trucidati

davanti a me. Non mi chiesi neanche il motivo del perche' venni risparmiata.. L'assassino

mi guardo' con aria di sufficenza, probabilmente indeciso se lasciarmi vivere o morire, e

intanto, leccandosi le labbra, ammirava la magnificenza della sua impresa, sua e di quei

suoi compagni, tanto superiori alla debole magia del mio villaggio. Io stetti ferma, senza

osare muovermi, fino a quando non se ne furono andati tutti. Smidollati, pensai. E lo penso

tutt'ora.

Un brivido mi assale a ripercorrere questi ricordi. Quando la gente mi dice che dovrei

studiare, mi torna alla mente quel truce episodio, e rispondo "non ne ho bisogno". I piu'

saggi penseranno che sono una sciocca, ma io mi rifiuto di leggere libri di magia.

Preferisco imparare dal vivo ogni tipo di conoscenza, praticare direttamente cio' che i

miei genitori leggevano soltanto... Non voglio diventare come loro. "Sono superiore a

loro", mi dico...ma e' una mera illusione. Che passa subito.

Me ne andai da casa mia sicura, fiera e orgogliosa...

Ora mi guardo allo specchio e non mi riconosco piu'. Sono stanca dentro. Mi sento morta.

Provo invidia per tutto e tutti, in alcuni momenti odio il mondo intero, soprattutto provo

invidia per la bellezza altrui, mi guardo e noto che i difetti dello spirito stanno

divorandomi, infettando anche il mio corpo.... Non so che fine abbia fatto la mia

fierezza...giuro che se lo sapessi andrei a riprendermela.

Per sfogare la mia frustrazione uccido e infierisco sugli altri. La mia vita e' vuota.

L'unico bagliore e' mio marito. E i pochi amici che ho. Il resto e' nulla. Il mondo non

mi ha mai dato nulla. Rido istericamente, cercando di soffocare la tristezza nel mio cuore..

.e poi piango in silenzio ma vorrei gridare.. non sono neanche degna di essere chiamata

Strega. L'accidia mi sta divorando, e io non sono in grado di muovere un dito, proprio come

allora....

Camminai per tre giorni in direzione sud-ovest finché non arrivai a quello che da lontano pareva un villaggio abbandonato. Ma fatti pochi passi nella strada principale i miei sensi captarono un sottile odore di carne bruciata e da lontano intravidi due o tre capanne rase al suolo. Immediatamente feci per voltarmi e cominciare a correre in direzione opposta ma mi trovai la strada sbarrata da due uomini vestiti di scuro e dalle barbe incolte. Lo stomaco mi si chiuse in una morsa. Mi girai di nuovo, tutti i miei sensi in allarme, e dall’altra parte ne vidi un altro. Con il cuore in gola cominciai a correre con tutte le mie forze verso l’unico spiraglio rimasto libero tra le capanne ma uno di quegli uomini mi raggiunse e mi prese per i capelli. Strattonandomi mi trascinarono a circa un chilometro di lì, fuori dalla pista che scendeva a valle, dove i loro compagni stavano gozzovigliando. Tra le risate e gli spintoni mi legarono ad un albero e si unirono agli altri. Non un lamento era uscito dalla mia bocca ma sudavo freddo ed ero terrorizzata.

Intanto era scesa la sera e nonostante i miei sensi acuti intravedevo solo le loro sagome stagliarsi contro il fuoco, mentre sentivo le loro urla e i loro sghignazzi. Ad un tratto sobbalzai sentendo avvicinarsi qualcuno: era uno di loro. Mi toccò i capelli e me li tirò in malo modo dicendomi in un dialetto che comprendevo a fatica che all’alba me li avrebbero tagliati per prendere tutti i gioielli. Ma capii subito che non si sarebbero limitati a tagliarmi i capelli. Rideva toccandomi e il suo fetore riempiva le mie narici facendomi girare la testa.

All’improvviso mi fissò strabuzzando gli occhi in maniera abnorme e mi crollò addosso con tutto il suo peso. Dietro di lui nell’oscurità, in piedi, si ergeva una donna altissima e muscolosa. Lunghi capelli biondi coprivano le sue spalle e il suo viso particolare era di una bellezza fuori dal comune. Lungo i suoi fianchi pendevano due pesanti foderi e la sua mano destra impugnava una grossa spada grondante di sangue. I suoi strani occhi emanavano bagliori rossastri nel buio ma mi sorrideva. Ai miei occhi parve una dea.

Velocemente si chinò, tagliò le corde che mi tenevano legata e mi aiutò ad alzarmi mettendomi in mano una daga leggera.

Nel frattempo sentivo urla femminili mescolarsi a quelle maschili e cozzi di metallo, mentre ombre confuse passavano davanti al fuoco. Ci buttammo nella mischia e l’odore del sangue mi ricordò quello delle prede che mi portava mia madre puma, ma più intenso. Buttai fuori tutta la mia rabbia e urlando e ringhiando mi gettai su quegli uomini che volevo vedere morti.

Non ricordo quasi nulla di quei momenti, solo il balenio del fuoco, il ruggito del metallo delle armi e degli scudi, l’odore del sangue reso ancora più acre da sudore, paura e urina, e sopra a tutto la rabbia cieca che mi faceva menare fendenti senza quasi nemmeno vedere ciò che facevo, e una sorta di ebbrezza totale, completa.

La battaglia durò poco: i maschi erano in numero esiguo e storditi dal vino…in pochi minuti li uccidemmo tutti.

Solo due delle donne erano rimaste lievemente ferite. Mi dissero di essere Amazzoni e mi portarono con loro.

Il loro capo, Aisha, era la mia salvatrice e mi sorrideva come una sorella maggiore.

Mi presero con loro e mi iniziarono alla vita delle Amazzoni. Diventarono la mia famiglia e Aisha mi istruì ulteriormente alla via delle armi e in particolare al corpo a corpo. Questo continua infatti a restare il mio modo preferito di combattere: calciare a tradimento la terra in faccia all’avversario, spingerlo a terra, prenderlo a calci e farlo cadere con uno sgambetto… in questo modo la mia non eccezionale forza fisica è compensata da un’agilità quasi felina.

(segue)