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...e ritorna, e ritorna, e ritorna, questa serpe che si morde la coda, non paga del veleno che ha gia' inoculato, serpe sciocca, serpe che uccide se stessa, mordendosi una coda che e' fine ma che diventa anche principio...

....il principio della fine...

E ora mi trovo qui, a questa scrivania, a ricomporre gli ultimi tasselli d'un mosaico durato una vita, consumatosi in pochi mesi, bruciato nell'istante d'una rivelazione, distrutto dalla piena consapevolezza, ma dalla prima consapevolezza nato...

Perche' in fondo, e me ne rendo conto solo ora, ho sempre saputo tutto. Certo, non potevo conoscere cio' che solo oggi ho capito, ma in fondo, dentro di me ho sempre saputo...

E ora tutto ha un senso... Vecchie reminiscenze del passato tornano a tormentarmi, a mostrarmi ancora una volta i miei errori, come daghe che mordano le mie carni, troppo in profondita' per estrarle, troppo in profondita' per curarle - sono parte di me, ormai, questi errori e queste ferite, sono parte di me e lo saranno sempre.

...sbagliavo, quando pensavo di avere una sola cicatrice, un unico marchio apposto dal demone che si nasconde dentro di me...

Reco una cicatrice per ogni giorno, per ogni istante, per ogni millesimo di secondo in cui ho saputo ma ho taciuto a me stesso la verita'.

Ora, davanti allo specchio, guardo il mio viso e quell'inquietante cicatrice pare deridermi, canzonarmi... Ma e' quando guardo piu' in profondita', spingendo con lo sguardo sotto la pelle e al di la' della carne, e' quando rimiro la mia anima che le cicatrici peggiori si mostrano a me, ancora fresce e stillanti sangue...

...perche' in fondo l'ho sempre saputo...

...il demone non e' venuto solo...

*Nell'aria si avverte una lieve tensione, e una tenue scarica di energia elettrostatica fa rizzare una ciocca di capelli di Elediel, mentre un accumulo magico si va via via materializzando... E' un piccolo plico, chiuso da un rosso sigillo in ceralacca recante su di se il sacro simbolo di Marhis, accompagnato da un bigliettino, poche parole vergate nella grafia elegante e sinuosa d'una delle maestre di Elediel, la Signora della Torre della Magia*

E' venuto in questi giorni un ragazzo, piu' e piu' volte richiedendo di voi. Dalla descrizione che me ne avevate fatto, l'ho alfine riconosciuto come il vostro compagno, quel Caladrass di cui spesso mi parlaste. Era in cerca di vostre notizie, ma e' da parecchio che non vi vedo (gli allievi, a quanto pare, tendono a dimenticare la gratitudine dovuta ai vecchi maestri, quando questi hanno trasmesso loro cio' che piu' gli preme...). Tuttavia, visto il suo stato d'animo, agitato e impaurito, e visto che sicuramente con mezzi convenzionali impiegherebbe mesi a trovarvi, ho deciso di aiutarlo, spedendovi io stessa la lettera che il giovane mezz'elfo ha vergato di suo pugno.

Sperando d'aver fatto cosa gradita, vi porgo i miei piu' cordiali saluti e sinceri auguri, salutandovi nella speranza di rivedervi quanto prima, se non per apprendere qualcosa, per puro piacere di rivedervi.

Mia amata Elediel,

come ben sai, diffido della magia arcana in ogni sua forma, ed e' con il cuore oppresso da pesanti dubbi e nefasti presagi che mi accingo a vergare queste parole, questo mio disperato appello.

Se, come temo, non dovesse funzionare e tu non venissi mai in possesso di questa pergamena, prego gli Dei affinche' ti proteggano e preservino, mia amata, e prego Marhis che ti conduca al piu' presto sana e salva tra le mie braccia.

...sei in pericolo, Elly... un pericolo mortale...

Non mi fido, non posso dirti di piu', amor mio... Se questa pergamena cadesse in mani sbagliate e io dicessi piu' del dovuto, potrei metterti in un pericolo forse maggiore di quello che gia' incombe su di te, e questo non lo voglio, non lo voglio in alcun modo.

Devi tornare ad Ofcol, Elediel... Attendero' il tuo ritorno al Tempio Dorato, dove finalmente potremo parlare, e li', dove forse gia' mi aspetta Keyla, ti spieghero' ogni cosa...

Ti prego, Elediel... Per cio' che hai di piu' caro al mondo... Nel nome di quanto e' sacro... Torna al piu' presto, amore... E qualsiasi cosa succeda, diffida di CHIUNQUE nella strada del ritorno verso casa... Ti scongiuro, amore, non farti domande, non porti quesiti, fa' semplicemente come ti dico.

Non ti ho mai chiesto nulla, e sai che non lo farei se la situazione non fosse piu' che grave...

Se gli Dei vorranno, presto sarai con me, al sicuro tra le mie braccia, e ti diro' ogni cosa.

Se e' in tuo potere farlo, fammi avere una risposta, un cenno qualsiasi affinche' io sappia che le mie parole ti sono giunte, e non sono perse o rimaste distrutte dall'incantesimo che, stando a quanto dice la tua maestra, dovrebbe portarle fino a te.

Ho paura, Elly... Paura, e non fatico ad ammetterlo... Paura per te... Ti scongiuro, sii prudente...

Tuo per sempre,

*Caladrass*

*un messo si avvicina a Keyla, fissandola con aria imbarazzata*

*borbotta qualcosa a proposito di un sacro tempio e di una missiva, quindi depone tra le sue mani un plico in carta pergamena, con un sigillo in ceralacca su cui spicca il simbolo sacro di Marhis, quindi si dilegua con un inchino, imbarazzato*

Sorella,

non ti ho mai scritto, e questa e' di sicuro la peggiore delle occasioni per darti l'opportunita' di conoscere la mia grafia, me ne rendo conto... Ma ti prego di non prendere alla leggera quanto sto per dirti, Keyla.

Devi fare attenzione. Voglio che tu stia piu' all'erta possibile, e preferirei che tu mi venissi a cercare in Ofcol, nel Tempio Dorato dove sono ospite al momento.

...c'e' una grande minaccia nell'aria, Keyla... Sei in pericolo, e come te lo e' anche Elediel, cui ho gia' provveduto a spedire una missiva... Purtroppo e' in viaggio, sicuramente per motivi di studio, e purtroppo non mi e' possibile raggiungerla...

Non posso dirti molto, Keyla... C'e' una persona, una donna, che mi cerca... E vuole la mia morte.

So gia' che starai sorridendo nel leggere queste parole... Bada, Keyla, non e' un'avversario facile, e sicuramente non agira' da sola. Diffida di chiunque, diffida delle ombre, diffida della stessa notte, e recati al piu' presto possibile da me.

Se tu dovessi, nel viaggio, incontrare una donna dai lunghi capelli biondi, vestita d'una pesante armatura nera, dagli occhi verdi e dall'aria amichevole... Scappa, Keyla, per cio' che di piu' caro hai al mondo, scappa senza voltarti.

E' un demonio, tu non sai neppure di cosa potrebbe essere capace... Se sa di te, se sa che sei mia sorella, verra' a cercarti di sicuro.

Non posso dire altro, questo plico potrebbe essere intercettato e letto... Ti aspetto al Tempio Dorato, dove attendero' con ansia il tuo arrivo...

Marhis ti accompagni e protegga, sorella...

Perdonami, Keyla... sono sempre stato una fonte di guai inesauribile per voi tutti... mi dispiace, mi dispiace... perdonami, sorella...

Ti prego, parti immediatamente, e non voltarti mai nel cammino verso Ofcol...

Con affetto,

*Caladrass*

Avevo iniziato questo diario con uno scopo ben preciso.

Scopo che ora, nel tempo, pare essersi perso: non riesco a tenere un diario ordinato e preciso di tutto cio' che mi accade, non e' nella mia natura, e non mi fa ne' bene ne' male... Mi e' indifferente, non mi aiuta a riflettere.

Ma devo scrivere, devo sfogarmi in un qualsiasi modo, o rischio di impazzire.

Dalla finestra della camera mia e di Elediel, nel palazzo del Drago, arrivano gli odori del sottobosco... La leggera fragranza delle felci e delle foglie bagnate dalla rugiada, quell'odore intenso e dolciastro di terra bagnata, il profumo dei fiori che si dischiudono... e' l'alba ormai, e un'altra notte senza riposo e' passata.

...e' tornata...

Dei del cielo, come ha fatto a scappare dalle segrete del tempio?

...non e' cambiata... dopo quasi dieci anni, non e' cambiata neppure un briciolo... e' splendida, troppo bella per apparire reale, troppo empia per apparire desiderabile...

Perche' il passato continua a tormentarmi in questo modo?

Perche' non mi e' dato vivere in tranquillita' e serenita' come tutti?

Khazira... Cosa devo fare? E' evasa, lei stessa l'ha ammesso... grazie a quella inquietante armatura che indossa... Cos'e'? Come l'ha avuta? Come mi ha trovato? Perche' mi cerca?

...no, io so bene perche' mi cerca... vuole vendetta...

Dovro' combattere, non posso scappare. Non c'e' via di fuga, non c'e' compromesso: daltronde, non ce n'e' mai stato con lei.

Lucido la spada, la bellissima e tremenda lama che Elediel mi ha donato mesi fa: dolce, amata Elediel, tu sai che non ho il coraggio di difendermi, tu sai che mi pesa brandire le armi foss'anche per difendermi... Cos'hai voluto dirmi con quel dono, Elly?

...no, inganno me stesso e inganno anche te, con questa domanda... Io so cos'hai voluto dirmi... so cosa devo fare... Combattere.

Khazira va fermata. E' pericolosa, ora come non mai... E ancora non conosco i suoi poteri.

"Un Sacro Araldo reca nelle sue battaglie l'essenza delle cose, giacche' sa che non potra' portare tutto.

Reca una gemma nella propria anima, e ne conosce il nome: "Speranza", e la culla al petto come pargolo amato, mai venendole meno, incantato dal suo bagliore.

Reca una lama nel proprio pugno, e ne conosce il nome: "Fede", e la sua mano ne cinge l'elsa, perche' essa e' tutto cio' che avra' per difendersi nella peggiore delle battaglie che lo attendono... La battaglia contro se stesso.

Reca un'armatura attorno al proprio corpo, e ne conosce il nome: "Umilta'", e giammai ne scorda il prezioso insegnamento, giacche' Egli sa la prima delle verita': noi non operiamo miracoli, ma ne siamo veicolo, affinche' la volonta' divina si manifesti e compia.

Tenendo la gemma alta sopra la testa, affinche' rischiari il proprio cammino, l'Araldo indossa la propria armatura e impugna la propria spada, affinche' sia pronto nell'ora della battaglia: rischiarato dalla speranza, armato della propria fede, vestito d'umilta', Egli sa che la vera lotta non e' nel conflitto ma in ogni giorno di vita concessagli..."

...la calma e' giunta, assieme alle parole che l'Abate ci leggeva sempre prima d'ogni rito.

Se la mia strada e' una sola, la percorrero' senza timore.

Se avro' la possibilita' di scegliere... Prego Marhis di ispirare il mio cammino.

La mia gemma risplende, la mia spada e' affilata, la mia armatura ben salda: qualunque cosa succeda, posso affrontare Khazira.

*Caladrass Pherelen*

Nuova Ofcol, giorno di Deothium, 14esimo del mese di Xanathon

Mio caro Caladrass,

non esistono parole adatte a esprimere, figliolo, la profonda gioia con cui ho accolto la lieta notizia recatami dalla tua ultima missiva.

Gli anni passano, Caladrass... E non sono piu' quello di un tempo. Certo, la mia mente e' ancora sveglia e acuta; che resti tra noi, ma credo che se non vi fossi io a sovrintendere la copia e la custodia dei documenti della biblioteca, la tua preziosa mappa delle terre d'ombra sarebbe gia' finita nella zuppa della cena di qualche annetto fa...

I giovani novizi non hanno piu' l'impeto di una volta, ragazzo mio. Vedono gli incarichi come pesanti incombenze, e i doveri come obblighi imposti... E spesso mi sono trovato nella sgradevole posizione di doverli riprendere, mio malgrado.

Un tempo tutto questo non sarebbe accaduto...

Sai, ragazzo mio... Non ritiro quanto gia' detto un tempo: la tua guardia e' scarsa, e i tuoi affondi sono lenti e prevedibili come quelli di un principiante... Ma se tu un giorno decidessi di ripensare alla mia proposta, sappi che sarebbe per me un'immensa gioia se tu accettassi di tornare a insegnare il Sacro Codice ai novizi...

Ma mi sto dilungando, e non e' certo per questo che ho cosi' tempestivamente risposto alla tua missiva della scorsa settimana.

La mia benedizione, figliolo?...te lo dissi gia' otto anni or sono, quando mi rivolgesti, per altri motivi, la medesima domanda: la mia e' la benedizione di un uomo, Caladrass, e per quanto puo' valere, se tale e' il tuo desiderio sappi che senza dubbio alcuno sono disposto ad accordartela. Ma non ne hai bisogno, figlio mio, perche' rechi in te la benedizione della Signora della Luna, che ti ha scelto quale suo Araldo...

Segui i tuoi sentimenti, e fa sempre cio' che il cuore ti dice, giacche' e' attraverso di esso che la Splendente Marhis ispira i suoi fedeli e guida i suoi devoti.

Sono impaziente di conoscere la dama che ha saputo rapirti il cuore, e confido che accetterete il mio invito a recarvi qui, in Ofcol, a farmi visita. Perdonami se insisto, figliolo, ma ci sono molte cose di cui dobbiamo parlare...

Il tempo e' tiranno, e l'inchiostro nel mio calamaio ormai finito: se Marhis vorra', il messo sara' puntuale, e questa lettera giungera' in giornata. Puoi dare la risposta direttamente al ragazzo: e' fidato, non aprira' il plico e lo fara' giungere a me piu' in fretta di qualunque corriere.

...possa la Signora della Luna proteggerti e guidarti, benedetto figliolo...

Tuo, con affetto,

Vintar di Ofcol

Avevo deciso di scrivere questo diario per vari motivi.

Anzitutto, speravo di riuscire a trascrivere parte dei sogni che mi tormentano... Visto che breve e' il tempo, al mio risveglio, in cui il ricordo di tali sogni permane nella mia mente.

Poi, speravo che l'annotare i cambiamenti di umore, le ansie, le paure... e il manifestarsi di QUELL'ALTRO... mi aiutasse a evitare di smarrire il senno, in quella che parrebbe essere una crociata senza speranza alcuna di salvezza.

La crociata per la salvezza della mia anima...

Riflettendoci ora, a mente lucida, mentre il pallido lucore lunare e' sostituito dai primi timidi e caldi raggi di luce dell'alba, penso che forse sarebbe il caso che trascrivessi un giorno la mia storia, ripercorrendo mentalmente quanto so di me e di quello che... dimora in me.

Forse, una volta scritta, assumerebbe connotazioni diverse, e forse, una volta che mi trovassi a scorrere lo sguardo tra righe vergate di mio pugno che narrano l'inizio di questa maledizione, vedrei nuovi spiragli di luce e nuove soluzioni...

Devo farlo, si.

Ma non ora...

Ora sono felice. Che Marhis mi perdoni, perdoni il piu' indegno dei Suoi araldi... ma sono felice...

Tra le tenebre in cui ero sprofondato ieri notte, e di cui i ricordi vanno gia' ora sbiadendosi, si e' fatto strada un pallido raggio di luce. Tra i sussurri abominevoli e lascivi che tormentavano la mia anima, si e' fatta strada una voce che, nella sua gentilezza e serenita', forte di sentimenti cui tutt'ora non ho ancora dato e non voglio dare nome, mi ha raggiunto, finanche nell'abisso di follia cui ero preda... E mi ha tratto a se.

...dorme ancora nel grande letto a baldacchino dietro di me... Dei, deve essere la centesima volta che mi volto a rimirare il suo viso. Cosi' tanta forza donata da cosi' incredibile bellezza e dolcezza... Quale incanto, quale magia puo' cosi' tanto?

...la risposta e' una sola... Ma che senso ha scrivere? Che senso ha parlare? Non sono un poeta ne' un cantore... Come non sono un guerriero, in fondo...

Buffo, a volte mi chiedo cosa io sia.

In questo momento, l'unica risposta che mi affiora alla mente e': sereno.

Qualsiasi cosa io sia, qualunque sia la mia strada, ora sono sereno... e lo devo a lei.

Possa Marhis benedirla, e donanrle il giusto e dolce riposo di cui ha bisogno.

...il futuro e' incerto, e' vero... ma stranamente sono fiducioso.

So che qualsiasi cosa succeda, lei mi sara' accanto: e' piu' di quanto possa chiedere, e piu' di quanto abbia mai avuto...

In fede,

Caladrass Phere-elen

Palazzo del Drago, Giorno della Pace, Ventisettesimo del mese di Marhis

Ore 23:00

Il mio nome e' Caladrass, Caladrass Phere-elen.

Non mi importa cosa dicano i sogni, non mi importa cosa sussurrino le voci; so chi sono, so cosa sono, so...

Il mio nome e' Caladrass, Caladrass Phere-elen; e 9 anni, 3 mesi e 21 soli or sono sono stato consacrato Paladino al servizio della Signora della Luna.

Li sento, attorno a me... voci, sussurri spezzati e grida strazianti; anche ora, anche mentre scrivo, sento il loro fiato sul mio collo, nella stanza rossa che mi e' stata destinata all'interno del Palazzo. Fuori, dalla finestra dischiusa, giungono lievi e graditi i rumori della notte: il Bosco Sacro e' desto e pulsa di vita... ma nella stanza, nella mia stanza, qualcuno... qualcosa...

Il mio nome e' Caladrass.

Vorrei poter scrivere altro su di me, ma non c'e' altro ch'io ricordi ora. Rileggo quanto compare in cima al foglio davanti ai miei occhi... ma non so se posso fidarmi di quello che vedo scritto. Le voci continuano a sussurrarmi infiniti nomi, e ricordi di infinite vite sembrano lambire i limiti del mio io cosciente.

Un senso di oppressione e amarezza grava il mio cuore, ora; ma non so il motivo, non ricordo il perche', non ricordo nulla...

Dietro di me il letto, l'oblio. Spero sia stato utile scrivere, spero che domani quanto scritto su questo foglio mi riveli qualcosa... mi aiuti a capire...

Dei, perche' queste voci non si quietano un attimo!?!