Cado, cado sempre più velocemente verso la nera superficie del mare sotto me che sembra aspettarmi nella sua calma apparente.
Un ultima carezza alla piccola Agha stretta al mio petto e poi l'impatto.
Nulla!
Continuo a cadere attraversando un mare fatto solo di oscurità e accanto a me sento ancora la presenza del corvo, sempre più vicino, sempre più a portata di mano.
Non capisco!
Non sento le mie ali e nemmeno il dolce e caldo peso della bimba sul mio petto eppure continuo a cadere come se la nera superficie del mare si prendesse gioco di me sfuggendomi, costringendomi a cadere all'infinito.
Un ala mi sfiora il viso e l'istinto guida la mia mano ad afferrarla... l'ho preso... raggiunto... adesso è mio.
Ma anche ora tutto sa di assurdo, di imprevisto, di insensato.
Sento il corvo passarmi attraverso come se io fossi aria e lui solo fosse sostanza, mi attraverso e lo perdo, lo perdo e so che non lo ritroverò mai più.
Respiro!
Avevo dimenticato cosa fosse respirare, sentire odori, rumori.
Apro lentamente gli occhi e la luce li ferisce come lama rovente ma il dolore mi dice che sono vivo, ancora vivo.
Le spalle dolenti mi costringono a muovermi lentamente, con cautela.
Ricordo!
Le mie ali tagliate dalla mano di una bambina, mentre un altra viene accolta tra le braccia di quello che sembra un angelo.
Tocco il mio viso e rido.
Lentamente mi rialzo e osservo la grotta in cui mi trovo e l'orso che dorme beato indifferente alla mia presenza.
Mi sento così debole che a malapena riesco a camminare.
Seguo la luce verso la bocca della grotta e mi lascio inghiottire dal giorno, le mani forti e morbide di un angelo dalle ali argentee mi sostengono mentre dalla sua bocca provengono dei suoni capaci di farmi passare il dolore e di ridarmi forza.
Costringo gli occhi a rimanere aperti ad affrontare la luce e la vedo accanto a me, col suo sorriso beffardo e dolce, coi suoi capelli lucenti come la notte fonda e le magnifiche ali che mi avvolgono in un abbraccio dolce e doloroso al tempo stesso.
Le sue labbra, un sorriso, una carezza ed il ricordo di un sogno che mi ha aperto gli occhi.
Nuun