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Stavolta non è un sogno e non c' è dubbio.

Evalor non è più al mio fianco.

Ho accettato l'aiuto del demone che da anni interferisce con la mia vita e con la vita di coloro che amo.

Cosa accadrà.

L'elfo!

Debbo parlare con l'elfo, col mio vecchio nemico, ora che non lo odio più e prima che gli eventi precipitino.

Lui c'era, lui sa!

E dare la caccia a loro.

Quelli che han causata la scomparsa di Evalor.

Il Demone lo vuole e io non riesco a resistere alla sua volontà senza Evalor al mio fianco.

Ma anche io lo voglio per il dolore che sta provando ora la mia compagna.

Odio, è forse odio ciò che provo ora?

Di nuovo?

Finalmente tutto è chiaro nella mia mente, Sorhaja, i sogni, il mio destino, tutto ha trovato il giusto ordine e il giusto posto.

Sento lentamente tornare in me le forze, non ho fretta, attenderò.

Nuun

Ancora una volta ciò che più temo si è avverato.

E' tornata!

Ancora una volta l'antico scontro che contrappone i due rami della mia famiglia si riaccende ed ancora una volta è un miserevole druth a fornire alla mia nemica l'opportunità di sfuggire alla prigione in cui è costretta.

Quale strano caso che proprio ora che ho perso le mie amate ali e che mai come prima mi ritrovo debole Lei trovi, una volta ancora, la strada per tornare.

Ancora una volta l'angelo e il demone si scontreranno e ancora una volta i talismani di famiglia torneranno a risplendere dell'odio e dell'amore.

E' tornata!

Non riesco a pensare ad altro, Lei è di nuovo qui e ancora una volta ciò che più amo è in pericolo.

E' tornata!

Ed io non ho la forza per ricacciarla indietro.....

Nuun

Cado, cado sempre più velocemente verso la nera superficie del mare sotto me che sembra aspettarmi nella sua calma apparente.

Un ultima carezza alla piccola Agha stretta al mio petto e poi l'impatto.

Nulla!

Continuo a cadere attraversando un mare fatto solo di oscurità e accanto a me sento ancora la presenza del corvo, sempre più vicino, sempre più a portata di mano.

Non capisco!

Non sento le mie ali e nemmeno il dolce e caldo peso della bimba sul mio petto eppure continuo a cadere come se la nera superficie del mare si prendesse gioco di me sfuggendomi, costringendomi a cadere all'infinito.

Un ala mi sfiora il viso e l'istinto guida la mia mano ad afferrarla... l'ho preso... raggiunto... adesso è mio.

Ma anche ora tutto sa di assurdo, di imprevisto, di insensato.

Sento il corvo passarmi attraverso come se io fossi aria e lui solo fosse sostanza, mi attraverso e lo perdo, lo perdo e so che non lo ritroverò mai più.

Respiro!

Avevo dimenticato cosa fosse respirare, sentire odori, rumori.

Apro lentamente gli occhi e la luce li ferisce come lama rovente ma il dolore mi dice che sono vivo, ancora vivo.

Le spalle dolenti mi costringono a muovermi lentamente, con cautela.

Ricordo!

Le mie ali tagliate dalla mano di una bambina, mentre un altra viene accolta tra le braccia di quello che sembra un angelo.

Tocco il mio viso e rido.

Lentamente mi rialzo e osservo la grotta in cui mi trovo e l'orso che dorme beato indifferente alla mia presenza.

Mi sento così debole che a malapena riesco a camminare.

Seguo la luce verso la bocca della grotta e mi lascio inghiottire dal giorno, le mani forti e morbide di un angelo dalle ali argentee mi sostengono mentre dalla sua bocca provengono dei suoni capaci di farmi passare il dolore e di ridarmi forza.

Costringo gli occhi a rimanere aperti ad affrontare la luce e la vedo accanto a me, col suo sorriso beffardo e dolce, coi suoi capelli lucenti come la notte fonda e le magnifiche ali che mi avvolgono in un abbraccio dolce e doloroso al tempo stesso.

Le sue labbra, un sorriso, una carezza ed il ricordo di un sogno che mi ha aperto gli occhi.

Nuun

Pochi colpi d'ala ancora e le forze non mi basteranno più a continuare l'inseguimento.

Anche il corvo sembra essersene accorto e ha iniziato a volare guidandomi attraverso le poche correnti d'aria che sembrano capaci di sostenermi in volo.

Il mare sotto di me è diventato un immensa distesa nera in cui nemmeno la mia ombra riesce a trovare posto, chissà se accetterà le mie spoglie quando le ali cederanno?

A volte sento la bimba che porto con me agitarsi, ha fame anche lei, come me, posso solo pungermi le dite con la punta di una penna e lasciarle succhiare qualche goccia del mio sangue, ma non basta e anche lei diventa sempre più debole.

Ancora un colpo d'ala e poi un altro solo, poi.... non so.

Nuun

La stanchezza comincia a diventare insopportabile, non so più da quanto tempo sto inseguendo quel corvo nè se ne valga la pena.

Eppure lo vedo sempre ad un battito d'ali da me, non di più.

A volte allungo le braccia e quasi sento di averlo preso ma continua a sfuggirmi.

Avrei bisogno di riposare almeno un pò ma sotto di me c'e' solo acqua e i pochi pesci catturati non riescono a darmi l'energia sufficiente a continuare.

Vorrei rinunciare, dimenticare quel sogno e tornare a guardare le mie bambine tra gli alberi.

Ma non posso, non riesco.

Non so cosa troverò nè se troverò qualcosa ma continuo a volare inseguendo un corvo.

Nuun

Sono seduto su uno dei rami di un giovane acero e guardo le mie figlie volare tra le tenere foglie rosse.

Un corvo si posa sulla mia spalla e mi becca gli occhi senza ferirli.

Mi alzo tenendomi in equilibrio sul ramo aiutandomi con una mano appoggiata al tronco mentre il corvo riprende il volo in direzione delle bambine.

Non voglio che becchi i loro occhi come ha fatto coi miei e mi lancio dietro lui ma dopo pochi colpi d'ala non siamo più tra i rami ma sorvoliamo una immensa distesa d'acqua che rimane nera nonostante una luce abbagliante la colpisca forte da est.

L'inseguimento continua per giorni e sulla nera distesa d'acqua non vi è la mia ombra o la sua ma solo un riflesso nero delle nostre anime perdute.

Ho paura e per un attimo penso di tornare indietro verso l'isola e le sicure foreste di Therial ma non riesco a voltarmi perchè il corvo che inseguo è ormai vicino e sto per raggiungerlo e non ho il coraggio di rinunciare proprio ora.

Allungo la mano e lo vedo, vedo il corvo e le sue ali e capisco.

Mi sveglio e sono ancora sul ramo d'acero ma ora so cosa fare.

Lancio un ultimo sguardo alle mie figlie e alla mia bellissima compagna poi strappo le più belle tra le penne delle mie ali e le affido al vento sapendo che il vento saprà cosa farne.

Allargo le ali e mi lancio verso il mio sogno per mai più tornare.

Nuun