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Gli attacchi di dolore si fanno sempre più frequenti. Per la prima volta, ne ho avuti anche di fronte ad altri.

Il primo è stato addirittura davanti a un'elfa, mi sono accasciato rifiutando di mangiare e bere, e, strana reazione che non mi attendevo, lei ha avuto pietà di me. Per farla corta, le devo praticamente la vita. Non che la cosa mi turbi particolarmente, sto solo riflettendo se e come poter sfruttare la cosa.

La seconda volta, forse anche più grave, è stata in presenza dell'arial e di quel nuovo drow chiacchierone che pensa di sapere e capire tutto. Mi stavo divertendo a spezzare il morale e l'anima dell'arial, quando è arrivato il drow ad impicciarsi. Decisamente sanguinolento, voleva a tutti i costi che qualcuno ammazzasse qualcun altro, saltellava da un punto all'altro della stanza con un pugnale in mano sperando che qualcuno desse una coltellata. L'avrei data volentieri io a lui, una coltellata...
Comunque, con l'intrusione di quello stolto e l'arrivo, come al solito totalmente intempestivo e fuori luogo, di mia sorella, ho perso il controllo sull'arial, e il drow ha finalmente avuto la sua vittima. Solo allora ho recuperato il mio controllo (non sono nemmeno certo di cosa abbia fatto quando era obnubilato dal dolore, ricordo che però sono riuscito a scaricare una notevole ondata di dolore sul drow) e... e ho capito.
Il drow non era altri che quello che aveva adottato la mia sorellina, e per il quale lei continuava a "innervosirsi" quando lo dileggiavo. Dunque ho finalmente visto il mio "paparino", il quale alla mia rivelazione ha immediatamente abbassato le arie e si è tenuto molto sulle sue, imbarazzato. Oh, ma quanto mi ha divertito la situazione! Con Kashaza che mi ha ripetutamente minacciato, mentre insisteva quasi isterica che me ne andassi...
Credo che ci sarà ancora molto da divertirsi, adesso che tutti i pezzi sono al loro posto. Chissà come reagiranno "paparino" e la mia sorellina di fronte a un pericolo, sarà molto interessante sperimentare.

Non... non c'è nessuno. Non c'è mai nessuno.

Mia sorella? Dov'è lei?

Dove sono quelle facce, quei visi?... Nulla, ora quei visi sono grigi, inespressivi. Sono nulla.

L'arial? La femmina da spezzare? Il mio unico scopo e la causa della mia rovina? Anche lei? Dov'è? Almeno lei?...

Vedo solo ombre. E io? Sono un'ombra anch'io? Posso vedermi? Posso sentirmi, toccarmi?

Quella umana bionda, Khas... Kaz... Non c'è più, o non la vedo.

Siete qui? Sono un'ombra anch'io? E se sono un'ombra, perché non sono con voi? Chi mi ha abbandonato? Cos'è questo nulla? E' la pace? Il vuoto può essere pace? L'unica mia speranza è il nulla?

Oh miei dei, sento che ritorna... Se riapro gli occhi, so che lui è lì, che mi aspetta... Il dolore.

Oddioddioddioddio....

Perché non c'è pietà per me?!?! Dove sono gli dei??? Dov'è la bontà e la misericordia degli dei della luce? Dove sono i tanto agognati doni promessi dagli dei oscuri? E se un dio è tanto indifferente a me, perché è insensibile anche alle mie bestemmie, che grido contro di lui adesso, perché non mi dà sollievo o almeno mi punisce, e io prego, che un dio mi colpisca per tutto, tutto l'odio che ho per lui, non restate immobili a guardare questa marionetta spezzata che piange.....

Mi hanno abbandonato, anche gli dei mi hanno abbandonato, non ho più nulla. Non sono più nulla se non l'odio e il dolore che porto. Non ho altro.

E' passata. Mi è tornata la lucidità, e ora posso tornare a dominare il dolore che non abbandona mai questo corpo, guarito dalle sue ferite solo al prezzo di un male che mi brucia dentro, tra le ossa, e non mi abbandona mai.

Rileggo le cose che ho scritto durante la crisi. E' vero, sono solo; devo tornare a cercare quei pochi che conoscevo e con cui potevo, almeno, condividere obiettivi.

Mi serve mia sorella, purtroppo. Lei dovrà creare i golem a cui potrò donare quella scintilla di fiamma distorta che è ormai la mia vita. Dovremo studiare, tornare a pensare insieme. Conoscessi qualcun altro, mi affiderei a qualcuno di meno sciocco e arrogante.

L'arial. Altro pensiero. Devo decidermi a spezzarla una volta per tutte. Il gioco mi è venuto a noia, anche se cominciavo a vincere. Ma ci si deve alzare dal tavolo quando si sta vincendo, e io non amo rischiare. Soprattutto quando in palio c'è solo l'anima di una stupida arial.

L'ultima notte ho urlato.

Cioe', non e' stato un momento, ho urlato per tutta la notte, preso dalla morsa del dolore, ore e ore di sofferenza, delirio e grida. All'alba, sfinito, per cercare sollievo mi sono colpito il costato con l'elsa del pugnale, fino a causarmi un livido. Almeno avevo dolore in un punto solo.

E ho pianto. Di rabbia, di dolore e di frustrazione. C'era un topolino che mi osservava: non avevo la mente molto lucida, ma ricordo che l'ho preso tra le mani con un sorriso, l'ho accarezzato, e gli ho fatto provare quello che sentivo con l'incantesimo "Link".

Devo dire che quell'incantesimo ha degli effetti secondari interessanti: mettendo in comunione le menti, nel mio caso permette alla creatura che tocco di provare per qualche secondo il dolore che porto dentro. Mi sono ritrovato tra le mani il topolino letteralmente morto dal dolore.

Ho fatto lo stesso esperimento con un ladruncolo che aveva inavvertitamente dimenticato la sua mano nella mia borsa: mentre mi sorrideva imbarazzato gli ho afferrato il polso e ho recitato l'incantesimo "Link"; non è morto, ma credo che sia ancora lì a contorcersi per terra.

Certo, ogni volta mi lascia svuotato e praticamente inerme, ma almeno ho trovato un modo di utilizzare questa condanna che mi porto dentro. Il mio corpo esternamente non mostra alcun cambiamento, mi sono osservato allo specchio a torso nudo e di fatto non si vede nulla di quello che io avverto come una morsa arroventata che mi stringe le carni.

Curiosa similitudine: così come il mio viso apparentemente innocente e gentile non ha mai mostrato i miei pensieri, adesso il mio corpo non dà segni del dolore lancinante che mi opprime. E dell'odio che continua a crescere.

Sono vivo.

Il che è già qualcosa, ed è già molto. L'arial mi ha lasciato credendomi morto, piangeva addirittura come se le dispiacesse. Non avevo nemmeno la forza di respirare.

Sono riuscito a tornare al rifugio mormorando appena la formula, e lì mi sono concesso il lusso di gridare per il dolore. Mai provato tanto dolore, e ancora non mi abbandona.

La resistenza e la rigenerazione elfiche mi hanno tenuto in vita, ma devo lamentare che nella nostra razza nessuno ha mai studiato la resistenza al dolore elfica. Faccio fatica anche solo a muovermi, a camminare, a respirare. Ma la rabbia e l'odio, quelli non mi hanno lasciato.

Volevo assolutamente vedere Kashaza, per farle vedere gli "spiacevoli effetti secondari" del suo rito che a quanto pare non è riuscito benissimo. Doveva fare in modo di controllare l'arial, e questa invece mi aggredisce lasciandomi mezzo morto a terra.

Cercavo lei, e invece ho incontrato quello che ha preso per maestro. Uno sciocco fanfarone chiacchierone che mi stava quasi facendo rimpiangere i colpi e le mazzate di quel gigante. Prima mi ha assillato con le differenze delle scuole di magia, poi mi ha subissato di domande perché era convinto che il mio dolore avesse una natura di tipo magico.

Ero a un passo dal crollare al suolo, non so se per il dolore o per lo sfinimento, quando è arrivata Kashaza. Piccola e sciocca bambina viziata! Sembrava "sorpresa", quasi incuriosita: si interessava più degli effetti del suo incantesimo che del mio stato.

Stupida egoista, cieca ad ogni cosa che non siano i suoi esperimenti. Sono convinto che preferisca vedere gli aspetti scientifici del suo rito piuttosto che la sua utilità pratica. L'utilità pratica è che sono finito mezzo morto abbandonato tra le colline.

Ma adesso basta, sono sfinito. Il dolore mi tormenta e mi toglie il fiato. Le ossa si sono calcificate storte, e le sento premere sui polmoni e sugli organi interni: è come se mi sentissi morso continuamente da lame arroventate.

E basta anche con l'arial. So quando sono sconfitto. Era un gioco divertente, ma non ho la minima intenzione di espormi e di rischiare ancora per un giocattolo. Ora posso, e devo, tornare nell'ombra, anonimo e confuso tra gli altri. Ho trasgredito alla mia stessa regola più importante: non fidarsi di nessuno. Mi sono fidato di Kashaza e dell'arial, e questo è il risultato. Giusta punizione.

Quando finirà il dolore?

Povere piccole anime fragili. Così deboli, così inscure. Così pronte ad aggrapparsi ad ogni speranza. Deliziosamente, afferrano la mano che gli è tesa. Oh, com'è affascinante il loro tenero sorriso di riconoscenza, prima che la stessa mano li abbandoni, per lasciarli cadere nell'abisso!

Dolce Tabitha... Devi soffrire parecchio, per essere costretta a dar fiducia proprio a me. Ed è incantevole pensare che il motivo di tanta insicurezza è la persona che ami, e che sicuramente ti ama. Così, a causa del vostro stesso amore, sfruterò le tue debolezze e le tue paure, ti darò nuova speranza e in realtà come un parassita mi inserirò nella tua mente e nella tua anima, a soffiarvi dentro altre paure, altre insicurezze.

E lo splendido paradosso sarà che non sarai più in grado di fare a meno di me, dei piccoli bagliori di luce che lascerò trapelare nel manto d'ombra che avvolgerà la tua anima. Povero, piccolo animaletto spaurito...

E tu, Illirian, forse non saprai che in fondo sei tu la causa di tutto. Che ti devo ringraziare per la tua follia, e per la tua cecità. Ma non ti preoccupare, ti sarò riconoscente: quando avrò finito, ti riconsegnerò quel burattino rotto e spezzato che sarà Tabitha!!!

Ahahahahha!!!!!

Lo sapevo, sapevo che non avrebbe potuto funzionare! Non se l'ha fatto lei, incompetente, vacua superba di nessun valore! Sempre pronta a chiacchierare a vuoto, a vantarsi di sapienza che non ha, non ha mai avuto e non avrà mai!

No, calma, adesso calma... E' vero, ho sbagliato io, sono stato troppo prudente, ma non mi fido mai, non mi posso fidare mai. E così anche questa volta non mi sono fidato, e ho fatto male, perché se fossi stato più diretto forse avrebbe funzionato.

Detesto rischiare.

E comunque, se non fosse stato per quel drow... Se non fosse stato per lui, ce l'avrei fatta ugualmente, mi occorreva solo un po' di tempo, ma ci sarei riuscito.

Stupido di un drow, con sentimenti ancora più stupidi. Ridicolo, semplicemente ridicolo. Ora è il nostro nemico più pericoloso.

Una battaglia è persa; la guerra è tutt'altro discorso.

Devo dire che stavolta è stata brava. Non mi aspettavo che riuscisse e riuscisse con così tanta facilità.

Certo, mi aspettavo qualcosa di diverso, di più "scenografico", tutto si è risolto con un graffio o poco più. Però ha funzionato... o almeno così sembra.

Brava Kashaza, molto brava. Si è davvero superata, non mi è mai stata tanto preziosa. Mi è davvero utile averla affianco, e non credo potrei riuscire senza di lei. E' davvero un sostegno, a volte, e uno stimolo, e non ho nessun altro con cui confidare e condividere le mie idee tranne lei. Mi chiedo se mai potrei...

Ma cosa sto pensando! Sto perdendo il controllo della situazione e di me stesso! Lei è infida, pericolosa, subdola quasi quanto me!

Devo allontanare questi pensieri, recuperare il controllo: non mi posso fidare di nessuno, nessuno!!

Dovrò fare degli esperimenti sull'arial, vedere cosa ha fatto effetto e come; non posso lasciarmi dei dubbi dietro, e dei potenziali pericoli di cui non conosco la natura e le circostanze. Dovrò essere molto attento quando la incontrerò, pronto ad ogni suo tipo di reazione.

E Kashaza... No, per il momento non voglio pensare a lei, sono troppo confuso, non posso mostrarmi debole proprio ora.

Non mi posso fidare di nessuno.

E' stata un'esperienza interessante.

Devo dire che non mi è sembrato granché, se si è ridotto a reclutare sudditi personalmente, girando come l'ultimo degli accattoni a chiedere l'elemosina. E che elemosina!!

Sostanzialmente mi ha proposto un patto dove aveva tutto da guadagnare e io solo da perdere: un mio impengo per la vita in cambio di un mucchio di parole.

Ha anche cercato di ingannarmi su mia sorella, che miseria... Come se non la conoscessi e non sapessi quello che lei avrebbe potuto dire. Venirmi a riferire che mia sorella aspettava la mia opinione per accettare il patto, quale follia!

Certo, è una situazione interessante, che se ben sfruttata mi darebbe molto da guadagnare; ma voglio qualcosa di concreto, non chiacchiere e aria. E rischiare la mia vita per difendere la sua città! Ah ah ah!!!

Poco male, ne parlerò a mia sorella, vedremo cosa decidere. Mi farò anche consigliare su quella missiva, mi è costata cara, maledizione, ma sicuramente meno di quello che mi chiedevano quei cialtroni.

E' interessante che io abbia nemici in comune con potenziali alleati, ma non vorrei assolutamente rimanere coinvolto in uno scontro frontale. Il mio interesse è l'arial, non certo il sangue di quel fanfarone dipinto, pieno di chiacchiere e di idiozia.

Devo chiedere consiglio, vedremo...

Non vale molto. Come incantatrice, non ha alcuna potenza, dipende da me per sopravvivere ad ogni avversario, e alcuni da sola non riuscirebbe nemmeno a metterli in difficoltà.

Ovviamente non lo capisce, è troppo egocentrica e viziata per rendersene conto, e troppo futili sono le sue passioni. Dove siamo andati a coricarci, quest'ultima giornata, abbiamo trovato un golem: subito, lei ha detto che avrebbe voluto provare a farne uno. Ridicola.

Ma dovrò sopportare ancora la sua noia, non sono decisamente in grado di muovermi da solo, la differenza è che riesco a rendermene conto, io...

Ah, molto importante, devo trovare un posto dove dormire, un rifugio dove stare tranquilli, abbiamo trovato gente all'altare e mentre lei dormiva una femmina si aggirava per la torre dove eravamo andati a riposare.

Un posto, tranquillo e discreto...

Cani.

Cani da guardia, ben pasciuti, grassi e sorridenti, ma sempre cani pronti a leccare la mano del loro padrone. Non sono qui per cambiare padrone, ma per non averne uno.

Ci ha promesso potere e denaro in cambio della nostra fedeltà, stavo quasi per scoppiargli a ridere in faccia, per fortuna era Kashaza a parlare con lui, adora mettersi in mostra e dimostrare che comanda lei, mi sta bene, mi lascia in ombra a osservare, e a pensare.

Superba e boriosa, mia sorella, le piace dare ordini, si sente investita di chissà quale potere... Meglio così, non vale molto come incantatrice, ha dei chiari limiti, se si illude sarà molto più facile da manovrare, con calma e pazienza.

Calma e pazienza... Saprò attendere, non ho fretta, concederò sorrisi ad ogni passante, giurerò fedeltà a chiunque me ne faccia richiesta, finché saranno in grado di farmi del male... Anche mia sorella, ovviamente. Un sorriso per te, dolce sorellina.