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Da qualche parte nel cuore della foresta

Perche' ho accettato l'offerta di quel drow, lo stesso che mi ha reciso la gamba?
L'odio con tutto me stesso, eppure ho acconsentito alla sua proposta... sto forse iniziando a provare rispetto per lui?
Ha indubbiamente dimostrato di essere un degno appartenente della nostra razza sconfiggendomi slealmente...da vero drow...
Ha rivelato di essere deciso, testardo, e particolarmente scaltro...
Ha anche espresso che niente potra' impedirgli di raggiungere i propri scopi...
Mentre ci stringevamo la mano mi ha fatto intendere quanto sia importante per lui un patto...non credo neanche a una virgola di quello che ha detto, ma dopottuto non ha bisogno che io creda alla sua apparente "buona fede", piu' importante e' che io sia effettivamente motivato per questa...coalizione di reciproco vantaggio?
Senza nessun interesse sarei tentato di conficcargli un pugnale nelle spalle, per questo mi ha promesso il potere...l'irresistibile potere...sapra' mantenere la promessa?
Presto vedremo a cosa portera' la mia decisione...un pugnale o una pacca sulla spalla?

Una sonora risata riecheggia tra le fronde degli alberi

Probabilmente so' anche dove sono, ma non mi guardo attorno, non me ne curo.
Mi muovo forse, ma non me ne accorgo. Penso.

"buio davanti a me, non so cosa mi aspetta ora, non so' come passare il mio tempo che sembra dilatarsi.
Vuoto dietro di me, sento un vuoto divoratore alle mie spalle, cerco di capire se ci sono cocci, frugo e non c'e' nulla.
Ediliwyn dove sei, non so nemmeno quando e come te ne sei andata.
Thanys, Yukey, voi dove siete...
Quello che volevo? non l'ho piu'.
Quello che avevo? sparito non so ne' come ne' dove.
Dopo una serie di eventi rapidi sempre la calma, ma questa non e' calma...questo e' nulla.
Un tunnel senza una luce, ecco mentalmente dove sono.
Un tunnel senza una luce e' nulla, non ha nemmeno una direzione...
Buio davanti, dove ancora non sono passato.
Vuoto dietro, dove ho gia mosso i miei passi. "

Sposto un ramo ed entro.
Un piccolo draghetto mi viene incontro...

Fisso le foglie rossastre di un giovane acero. Mi rivedo in lui che cerca di crescere in uno spiazzo lasciato stranamente libero dalle antiche radici dei larici e delle quercie di Haon Dor.

"Perche' e' successo tutto questo? e' stato tutto cosi rapido.
Perche' sono qui solo?
Perche' non rimangiarsi certe parole?
Perche' gli eventi diventano turbolenza?
Perche' dover dimostrare di essere un cacciatore a scapito di un futuro fratello?
Perche' un giovane ed irruento umano dovrebbe dimostrare di essere valido sulla mia pelle?
Perche' un fratello dovrebbe alimentare gli errori commessi, per metterci uno contro l'altro?
Dove e' il branco in tutto cio'?
Ma un branco non e' questo, non e' quello che sognavo, non e' quello che volevo.
Illuso.
Guardati attorno, ora sei solo..."

Seduto sul ramo di un albero della grande foresta di Haon dor, mi massaggio la gamba chiara, sotto sforzo per i continui allenamenti a cui la sto sottoponendo...

L'elfo dal quale l'hanno presa sicuramente non era un combattente...la gamba dalla pelle liscia non presenta neanche il minimo graffio...l'assenza di muscoli sviluppati e' il tipico segno di una vita dedicata all'esercizio mentale...o peggio all'ozio piu' totale...
Ho bisogno di due solide gambe per affrontare al meglio i miei nemici...per mantenere l'equilibrio nelle situazioni di pericolo...per ritrovare quella velocita' nei movimenti che avevo prima della perdita della gamba...

Mi stringo una fascia attorno al polpaccio, balzo con estrema agilita' giu' dall'albero e inizio a correre evitando di volta in volta le frasche basse e saltando le radici sporgenti sul terreno...

Mi serve un avversario, qualcuno che mi obblighi a compiere movimenti forzati per evitare i suoi attacchi...

Mentre corro cosi' assorto sento un inpercettibile fruscio alla mia destra ed alcuni istanti dopo un grosso lupo dal pelo nero mi si avventa contro...sorrido...

Ecco l'avversario...
Dovro' giocarci un po' prima di ucciderlo...ma servira' al mio scopo...

Un eco sordo vaga per la mia mente, e lei cerca di indirizzarlo verso un'uscita che a tutti gli effetti non c'e'.
Ma cosa vuol dire far parte di un Branco? questa domanda mi assilla e mi tormenta.
Io credo di saperlo, Jayreen sorriderebbe sentendomi ora. Rispetto, Fiducia, Fratellanza, Attenzione ai bisogni del compagno.

"....Anche se sei nel branco io non ti rispetto, perche' dovrei farlo?..."

Parole che non capisco, che in effetti non mi spiego.
E mentre la mia mente si corrode, che faccio? Viaggio verso una meta o vago? Perche' mi muovo cosi rapido, sono cosi' accecato da un desiderio per trascurarne un'altro?

Non c'e' soddisfazione maggiore per me.
Vedere riconosciuto il proprio lavoro, sentire gli amici che ti chiedono di preparare per loro una lama o un utensile per un qualsivoglia utilizzo, avere sempre la risposta per loro, riuscire a soddisfare le loro richieste e sentire la loro sincera pacca sulla spalla, a parte quella di Yukey che ogni volta mi manda al tappetto.
Ci tengo al mio lavoro.
Trovare un qualcosa da fare in queste terre e' fondamentale per essere riconosciuti, per avere una propria identita', per essere apprezzati.
Non sopporterei vedere maltrattato un mio manufatto, mi urterebbe e infastidirebbe vedere un mio stiletto nelle mani di un qualcuno immeritevole del mio tempo e della mia passione.
Credo ammazzerei per questo.

Girovago attraverso la grande foresta di Haon dor, verde polmone di Therial, quando scorgo davanti a me un enorme pianta che si innalza verso il cielo...

E qui che ho incontrato quel...mezzelfo, se posso definirlo mezzelfo...
Credo che nessuna razza, neanche tra le piu' infime come quella dei mezzelfi gradisca additare tra le sue fila un tale individuo...avevo visto molti mezzosangue, uno peggiore dell'altro, ma mai uno ridotto cosi'...e da cosa poi?
Amore!!! Di una drow per giunta!!!
Immagino che la "signora" l'abbia scacciato...forse dopo essersi resa conto del colore della pelle del suo amante o dopo averne trovato un altro piu' soddisfacente...non deve aver cercato a lungo...

Ridacchio divertito per qualche attimo mentre lascio la pianta alle mie spalle, ma i remoti ricordi della mia vita passata si destano e mi obbligano a riflettere ancora sull'accaduto...

Quel mezzelfo...
Ho visto in lui il mio peggiore incubo...arrendersi, smettere di lottare, abbandonarsi al proprio dolore...piu' volte, quando mi trovavo nel sottosuolo fui tentato alla resa...ogni frustata logorava le membra...ogni attimo opprimeva l'animo...se non fossi fuggito sarei divenuto molto simile a lui...
Per questo pensai di tagliargli la gola, di fargli un piacere ponendo fine ai suoi dolori che, a sua detta, lo tormentavano da immemorabile tempo...
Vivere con il desiderio di assistere al piu' presto all'ultimo rintocco della proprio vita...non equivale forse ad essere gia' morti?

Eppure non lo sfiorai, ma lo lasciai al suo dolore ovattato dalle droghe che gli offuscavano la mente...non era compito mio terminare le sue sofferenze...

Sospiro scuotendo la testa mentre mi fondo con le ombre di alberi lontani dall'enorme pianta...

Il mio obiettivo e' vicino, sempre piu' vicino, sono con il Capobranco, faccio strada io nella foresta di Haon Dor.
Si cammina rapidi e silenziosi lungo un oscuro sentiero tra gli alberi, l'umano incappucciato mi segue da vicino non lo sento nemmeno. Arrivati davanti ad un grande faggio, sento un fruscio alle mie spalle, Il Capo mi prende per il collo e mi tira verso su, arrampicandosi agile su un filo bianco che pende dal vecchio albero.
Mi guardo attorno e vedo una tela gigantesca, e lui che sorridendo malignamente mi ci lancia dentro.

"Avanti liberati prima che lei ti sbrani davanti ai miei occhi...quando e se riuscirai a fuggire dalla sua tela, raggiungimi dove sai."

Mi dimeno, e mi intrappolo sempre piu', devo stare calmo, devo stare fermo e freddo.
L'uomo e' gia' andato via, e sento la tensione dei fili aumentare ritmicamente sotto di me, non vedo che succede, il mio collo e' bloccato, ma intuisco.
Famelica e' uscita dalla sua tana e viene verso di me sicura che avra' in pasto un tenero mezzoelfo.
Mi piego verso le ginocchia e con la punta delle dita riesco a prendere la punta di ossidiana che, da sempre ormai, porto legata al polso.
Taglio, strappo e salto fuori su uno dei rami, lei ancora lontana si ferma, vedo a malapena i suoi occhi rossi guardarmi con rabbia ed un filo di delusione, sorrido e vado via.
Arrivo al punto di incontro, la sua aurea rosa e' li che mi attende.

S:"Bene Ragno, non nascondo che pensavo di non vederti piu'..."

N:"Eh??...Ragno?"

S:"Si, come un ragno caccia con la sua tela e ne fa' la sua unica arma micidiale, tu hai i tuoi utensili e con quelli fai le tue armi, non e' cosi? quell'utensile ti ha salvato la vita...immagino non sia la prima volta.
Cosi come la tela sfama da sempre lei, la tua punta di ossidiana sfama da sempre te."

Ragno....

Corri mezzoelfo, stringiti dentro l'ormai fradicio e fedele mantello, cammina rapido e silenzioso sopra le foglie secche di questa foresta e superala, supera montagne innevate e paludi putride, fallo per trovare te stesso, fallo per lei che ora aspetta e chissa' se capisce, quando riavrai un branco attorno potrai aiutarla a superare l' inquietudine che la tormenta da quando, giovane oscura, e' fuggita al suo destino.
Immagina come sarebbe bello se si avverasse il vostro progetto, insieme dentro il branco uniti non solo dall'amore, ma anche dagli intenti e dalle azioni.
Non fermarti, ti aspetta lo sai...

Siamo ospiti per una notte alla capanna di Sorbus, nella zona ovest delle pianure erbose a nord di Therial, Io, Gervin che una volta tanto esce dalla tana, Ediliwyn e Yukey, e naturalmente il padrone di casa Sorbus, che si guarda attorno cercando il suo vasetto scarlatto con cui condire l'arrosto di coniglio, qualcuno potrebbe dire un arrosto al sangue...Yukey fischietta e ride ma non si e' accorto del rivolo rosso sulla sua guancia, al solito quando sente il profumo ferreo del sangue non riesce a fermarsi.

"Avanti Nywulf come mai sei zitto stasera, di solito sono io silenzioso a casa".

Gervin mi guarda con una punta di ironia, mi riprendo giusto in tempo per rispondere e non sembrare maleducato

N:"Pensieroso non so...ho in mente lei, le sue zampe, il suo manto materno, tu la ricordi??"

G:"E come no, in un'altra vita doveva essere di sicuro una donna bellissima..."

G:"Dai avanti racconta la storia di Garulf, non l'avevi scritta da qualche parte?.."

Senza chiedere il permesso Gervin prende il mio taccuino dal sacco, sfoglia un po' e legge...

....Garulf mi guarda, i suoi denti gialli sono macchiati, grondanti sangue e carne, e' fermo davanti al suo corpo ancora caldo.
Ora mi guarda.
Mi sfida.
Mi aspetta.
La mano non trema, lo sguardo e' fisso, mi punta e non mi muovo, corre verso di me e non mi sposto, arriva lo sento, sento il suo fiato e chiudo gli occhi.
Il sangue sul mio viso mi fa' guardare in alto, vedo la sua pancia nera aprirsi in due per meta' della sua lunghezza, perde rapido la vita mentre e' ancora in volo.
Un tonfo ed era polvere. Cosi muore Jayreen mia madre e cosi muore Garulf, assassino di mia madre, traditore del branco, fautore della rovina di un gruppo che sembrava saldo.

G:"Ma che belle parole...e con questo in che punto della storia siamo??"

N:"Ora siamo ai giorni nostri..."