← I Reperti · Sola lettura · Cerca nell’archivio

*Shorkan si siede ai piedi di un albero, posa la borsa e appoggia la sua spada sporca di sangue... prende il diario sporco e bruciacchiato e scrive, finalmente solo...

Sono appena arrivato a Kyrandor, la città appena a ovest del reame dei nani, per cercare mio fratello Kath che non si è presentato al nostro incontro del 12° di Hazon... ho una rabbia profonda verso quello che è il mio fratello maggiore, devo portargli notizie da Lynxor, la nostra piccola valle natale che dopo l'indipendenza i nostri padri chiamato chiamato patria.

E nel freddo della prima notte kyrandoriana eccola là, splendida, incredibilmente bella, dal pelo arruffato come avevo sognato tante volte...

Yreth, la dolce piccola Yreth. Ci siamo conosciuti subito, e nel parlare mi è tornato il sorriso...da quel momento vago con lei per Kyrandor e dintorni, facendo tesoro degli insegnamenti dei miei maestri a Lynxor e sperando di incontrare Kath da qualche parte... si dice che anche il grande Pikehuan sia in città. Per ora mi limito a proteggere Yreth nelle nostre scorribande e a tener fede al mio patto d'onore e d'affetto che ho con lei... anche se a volte ho difficoltà a capire se ciò che mi muove a proteggerla sia onore o amore.
.

Shorkan Zan-Tukmar, erede della sapienza di Lynxor

Primo giorno

*Shorkan mette via il diario e nota che l'alba è vicina, intona una canzone breve per i suoi antenati poi prende le sue cose, si arrampica sull'albero e si addormenta: un pensiero gli solca la mente poco prima di crollare esausto tra i rami nodosi... ripensa a Yreth e sente che l'onore c'entra ben poco*

Giorno della Distruzione nel mese di Xanathon...

Mi accingo ad andare all'Altare rituale della Divina Triade Maligna per offrire a loro dei sacrifici che mostrino il mio rispetto e la mia devozione, in particolare al mio signore Zeius.

Completata la funzione sacrificale esco e mi reco nelle terre d'ombra per meditare, appena son uscito ho avvertito il favore degli Dei, ho capito che col loro occhio mi seguono..

Quel viscido essere, un githyanki che puzza di morto ha osato attaccare un valido elemento della scuola Kendo, il quale difendendosi però è riuscito involontariamente a coinvolgermi nel combattimento, mentre ero per gli affari miei al tempio di Kyrandor.

La fine si è rivelata tragica, ho ucciso un mio compagno di scuola e ora il mio cuore è pieno di rabbia e cerca la vendetta per lavare la macchia sul mio onore. Githyanki, rimarrà poco delle tue viscide membra.

Si tratta di una pagina di diario, scritta con una grafia tremante e stentata.

L'ho rivista ancora, stanotte. Una lucciola mi si e' posata sul viso mentre camminavo lungo il molo, al porto.

E' la seconda notte consecutiva che accade, e inizia a inquietarmi. Non voglio neppure prendere in considerazione l'ipotesi che essa possa essere stata mandata dal sacerdote...

No, non e' possibile. E' una tradizione vecchia, non si hanno testimonianze che sia mai realmente accaduta una cosa simile. Devo mantenere la calma.

Mantenere la calma... Sta diventando sempre piu' difficile. La sete... la sete di sangue... Korsath e Yukari mi hanno insegnato ad imbrigliarla e usarla a mio vantaggio, mi hanno spiegato come ottenere dalla ferocia che e' parte e prerogativa d'ogni essere umano una forza senza eguali.

Eppure non posso. Non voglio. Ogni volta che mi abbandono all'istinto mi sembra di perdere un pezzetto di umanita'. Ogni volta che mi lascio dominare dalla sete, mi risveglio in un lago di sangue.

Non posso. Non voglio.

Mi sono ripromesso di non usare mai piu' quella tecnica, se non in casi di estremo bisogno: e piu' passa il tempo, piu' penso che non arrivera' mai un bisogno tanto estremo da costringermi a ricorrervi nuovamente.

I combattenti sono guerrieri feroci e spietati, sanguinari... Ma con un alto senso dell'onore e una grande considerazione del gruppo. Pur comprendendo le profonde differenze che ci allontanano, rispetto il loro stile di vita, e in onore ai loro insegnamenti faccio di tutto per non far pesare loro il mio diverso codice mo

Lo scritto si interrompe bruscamente, per ricominciare parecchie righe piu' in basso. La grafia e' peggiorata ancora, le parole sono piene di sbavature e imperfezioni, come se la mano che le abbia vergate fosse preda di un forte tremito.

Ancora quella lucciola! E' la stessa? E' una messaggera? Devo andarmene da qui. Aileron, ovunque tu sia, prego Kyra che tu sia in salvo.

Oggi... Oggi... Oggi..

Che dolce che e'... Con quel bellissimo viso...

e poi... Che ragazza stupenda...

Il tempo con lei passa sempre cosi' velocemente... Non e' mai abbastanza pero'...

Ogni volta che la vedo...

Il mio cuore brilla nuovamente... Mi sa' che stavolta sono proprio innamorato...

Non ho mai provato sensazioni cosi' forti con una ragazza...

E poi... Com'e' sensuale...

E' sorprendente come il termine "nozione" possa applicarsi a due soggetti diversi come una lezione di vita e un frutto degli studi.

Perchè posso dire di aver assimilato entrambi, ultimamente.

Ho continuato i miei studi ed esperimenti di alchimia, con costanza e impegno, fino a giungere a..una temporanea fine.Diciamo temporanea poichè non si sa mai cos'altro si dovrà fare in futuro per arricchire le proprie conoscenze..

Ma negli ultimi tempi, mi fa quasi vergogna ammetterlo, avevo sottovalutato quanto potesse essere utile lo scambio di opinioni con altre persone..Credo di dover ringraziare un valoroso guerriero, per avermi fatto notare quanto avessi sbagliato esprimendo un parere sulla vita dedicata al combattimento credendolo giusto in partenza..Non avrei dovuto esprimere sentenze su qualcosa che non conosco a sufficienza, ma certo sbagliando si impara a non ripetere l'errore.

Nato per svolgere un duro compito..

Il compito di servire gli altri sempre e comunque..

In ogni situazione..

Si ho trovato!

E' questa la mia vocazione!

Seguiro' la via della luce, nel Bene e nella Giustizia.. e' questo il mio destino!

E' questa la mia ragione di vita!

Spero che Chastil mi dia la forza e il coraggio di andare avanti illuminando il mio cammino..

..Sentenjih..

*Osserva una mazza di strana fattura regalatagli da colei che dovrebbe essere solo un gioco*

Sono dubbioso sul da farsi...Mai prima d'ora non avevo trovato risposta ad un qualcosa di cosi'...Cosi' inspiegabile...A tal punto da farmi prendere in considerazione l'idea di non affrontare proprio questo problema...

Un drow sconfitto da un gioco...Che cosa ridicola...Come sono caduto in basso!

Devo pensare ad altro...

Ho trovato il posto dove far risorgere la mia casata...

Dedichero' questo tempo di riflessione alla ricerca delle persone piu' degne per ricostruire casa M'uncse dji dennope!

Non importa quanto tempo ci vorra' sara' più grande e più magnifica di quella nella mia citta' natale: LO GIURO!

Ma e' davvero possibile che quel "gioco" mi abbia vinto?

La viziosità dell'animo umano è una delle cose che più mi diverte quando gioco con loro!

Per quanto i bardi di queste terre non facciano che decantare epiche gesta, sia nel bene che nel male, degli uomini nessuno ne è esente!

Epiche imprese e misere figure tutto per mano delle stesse persone...

Il desiderio morboso, la ricerca di quello che è o può essere nocivo non lascia indenni neanche i cosidetti studiosi o studiose...

Questo tratto in comune con noi elfi scuri non li rende però migliori...Anzi li rende ancora più deboli di quanto la loro già inetta natura non faccia!

Non è però questo pensiero ad occupare la mia mente ultimamente.

Quanto il dubbio sempre più radicato in me sul come un "gioco", uno dei più comuni ma a suo modo speciale possa sfuggire di mano...

Di certo i precetti che mi sono stati insegnati non sono sbagliati: i Drow sono i soli esseri degni di calcare questo mondo...

Che sia dunque io indegno d'appartenere a tale razza?

La preghiera mi portera' consiglio...Spero...

vagavo da giorni, nelle terre che un tempo furono patria della mia famiglia, ora abbandonate...

doveva essere li, ne ero sicuro, ma non ero in grado di trovarla... a guidarmi, c'erano solo le ultime parole di mio padre, nulla piu'.

All'improvviso, trovai quello che stavo cercando: un arcata nascosta, all'interno delle montagne; sopra di essa era incisa la seguente iscrizione "SOLO COLUI IN POSSESSO DEL SEGNO POTRA' VARCARE QUESTI CANCELLI" la porta era sigillata e non mi riusci' di aprirla, ne con la forza, ne con la magia.

mi fermai a riflettere intensamente e notai che il mio anello, l'emblema degli Stark, era stranamente illuminato; subito lo tolsi e lo appoggiai contro le porte, che si aprirono lentamente...

quello era il segno, l'anello che mi aveva consegnato mio padre prima di morire, la chiave per accedere al tesoro piu' prezioso della mia famiglia.

Ed era la, sospesa a mezz'aria sopra l'altare...

cio' che stavo cercando, finalmente era mio...

mi avvicinai all'altare e la presi con mani tremanti, l'impugnatura che sembrava creata apposta per la mia mano...

Fereghrind, la spada sacra della mia famiglia, era infine tornata a risplendere.