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*Appena tornata a casa si reca nello studio e inizia a scrivere su una pergamena, la mano tremante*

Caro Lyonel, amore mio,

la quotidianità senza di te è davvero straziante, ogni giorno passato lontano da te mi sembra un mese e non nego che la mia gravidanza rende chiaramente le cose più difficili: il grembo cresce e sono spesso affaticata, oggi nel recarmi in città mi sono dovuta riposare più volte all'ombra degli alberi; e pensare che fino a qualche tempo fa facevo la strada correndo senza accusare la minima fatica...

So che nel ricevere questa missiva ti sarai immediamente preoccupato del nostro stato di salute, non preoccuparti: sto scrivendo solo per darti notizie positive che credo ti faranno molto piacere!!

Oggi, per l'appunto, mi sono recata a Kyrandor e in piazza dei Mercanti c'era più traffico del solito: il motivo di tutto questo trambusto è un concorso di bellezza indetto da una vecchia githyanki. Tale concorso ha recato una ventata di gioia tra i cittadini: c'era chi si proponeva come giurato, chi come concorrente, sarà sicuramente una gara avvincente, come ben sai ci sono creature molto graziose e si daranno del filo da torcere le une con le altre. L'unica cosa che mi ha lasciato un po' perplessaè stata la vecchia... il mio sesto senso mi ha suggerito di starle di lontana, non so perchè (che siano paranoie dovute alla gravidanza?), in ogni modo non intendo patecipare: forse qualche mese fa avrei potuto aspirare alla vittoria, ma ora con questa pancia proprio no... anche se c'è chi sostiene che la maternità mi sta donando una bellezza aggiuntiva (bah a me non sembra...).

Ma ora veniamo al punto per il quale ti sto scrivendo...

In piazza ho incontrato la dolcissima Arimi, sempre così aggraziata nei modi e dalla bellezza ineguagliabile: con il suo sguardo sa infondere una tale tranquillità e serenità...

Ella si è avvicinata, augurandomi un buon pomeriggio e informandosi sul mio stato di salute, poi, ad un certo punto, si è avvicinata e ha poggiato delicatamente la sua mano sul pancione e ha chiuso gli occhi... E' stata zitta per parecchi istanti, istanti nei quali il mio cuore si è fermato... Infine, guardandomi negli occhi, ha affermato che si tratterà di una rockseer... UNA FEMMINA!!! sono veramente contenta della visione di Arimi, e immagino che tu lo sarai ancora più di me: è risaputo che le bambine tendono ad avere un legame fortissimo con il padre, mentre sono certa che io e lei avremo un rapporto molto confidenziale e, visto la mia giovane età, saremo come sorelle...

Eh eh, amore, ti ricordo che si era detto che nel caso fosse stata femmine il nome sarebbe stato una tua scelta, quindi, se non l'hai già fatto, inizia a pensare (e levati dalla testa quei nomi assurdi che già tempo fa mi avevi proposto eheheeh...).

Devo ammettere che la previsione di Arimi non è altro che una conferma a quello che mi diceva l'istinto, ma sai che quando ho sensazioni su di me e sui cari ho sempre il timore di essere influenzata...

A quel punto ho preso il coraggio a quattro mani e ho chiesto alla splendida fata un'ulteriore predizione.... Tu sai già cosa le ho chiesto, vero? Tutti i giorni rischio un fulmine dalla Divina Althea nelle mie suppliche di non permettere che nostra figlia (che effetto strano ora sapere che è femmina!) sia creatura delle tenebre come me... Ovviamente ho esposto ad Arimi questo mio enorme timore e le ho chiesto cosa vedeva... La giovane, continuando a posare le sua mani delicate sulla piccola ha chiuso gli occhi e questa volta gli istanti di silenzio sono stati molti di più...Il chiacchiericcio delle persone in piazza ha cessato di sentirsi nelle mie orecchie: vedevo solo lei e me, sentivo solo il battito del mio cuore che pareva impazzito, la mia fronte gocciolava di sudore e brividi pervadevano il mio corpo: mai ho avuto così paura in vita in mia, nemmeno quando sono diventata quello che sono...

Infine, la splendida Arimi ha riaperto gli occhi e, con il sorriso più tranquillizzante che ho mai potuto vedere, mi ha rivelato che si tratterà di una creatura luminosa.... Mi trema ancora la mano dalla felicità e dall'emozione che ho in corpo... Quella dolce elfa non ha idea del regalo meraviglioso che mi ha fatto, ora tutte le mie paure sono state spazzate via e sicuramente affronterò il resto della gestazione in tutt'altro modo. Quindi, amore, ora puoi stare tranquillo, sia per me che per la piccola, finisci pure il tuo lavoro senza fretta e non temere per noi: siamo attorniate da persone disponibili sempre ad aiutarci e, ora che so che il destino di nostra figlia non è essere una vampira, l'ansia non si impadronirà più di me, e questo è sicuramente un bene per tutte e due. Non nego che mi manchi e conto i giorno che ci separano da quello del nostro prossimo incontro almeno 10 volte al giorno (spero sempre di aver contato un giorno in più...).

Ti amo.

Anny

*Sempre con mano tremante ripone la pergamena e, sorridendo, la prepara per la spedizione*

In pochi minuti il fumo invase la caverna e mi ritrovai circondato da una numerosa pattuglia di goblin. Non sembravano essere intenzionato allo scontro, ma non avevano nemmeno un'espressione amichevole.

Mi alzai di scatto e presi salda l'elsa della mia spada, loro si muovevano lentamente e molto poco, non sapevo cosa fare. Poi uno di loro alzo' la sua ascia al cielo e mi carico'.

Nemmeno riusci' ad abbassare l'ascia che gia' stramazzava a terra, alla vista del sangue del loro compagno mi saltarono tutti addosso.

C'era poca luce e la visibilita' era poca, da questo punto di vista loro erano favoriti, senza contare il fatto che erano sessanta occhi contro due. Riuscii a parare la prima ondata di colpi, scagliati con poca forza, poi, dalla cima del picco arrivo una freccia a gran velocita', feci appena in tempo ad abbassarmi e far si che colpisse un goblin di fronte a me. Misi la spada in orizzontale e girai su me stesso una volta, ne uccisi sei in un sol colpo. Approfittai degli schizzi di sangue sul volto che mise in confusione la fila dietro e mi avventai su due goblin che sembravano quasi acciecati.

I goblin sono negati per il combattimento, ma quando si parla di prolificare sono imbattibili.

Ne rimanevano quindi ventidue, a me non era ancora sucesso niente, quando un'ascia di piatto mi colpi' alla nuca.

Barcollai per qualche secondo, loro non sembravano pero' approfittare della mia pessima situazione, quando mi ripresi si erano sparsi, la mia vittoria era sempre piu' vicina.

Caricai un gruppetto, poi l'altro e poi l'altro ancora. Erano tutti a terra feriti mortalmente ora.

Raccolsi in fretta le mie cose e corsi lungo il sentiero, per ore.

La caverna si stringeva sempre di piu', faceva sempre piu' freddo e l'aria era piu' umida.

Vidi delle iscizioni dorate in umano antico, era l'entrata del labirinto.

Riposai appena fuori per qualche ora, poi, una volta svegliato entrai senza timore.

Era buio, in profondita' si sentivano strani rumori.

Ad un certo punto, girato un'angolo, vidi un'acciecante massa di fuoco che mi veniva in contro, feci appena in tempo a lanciarmi indietro e schivarla.

Misi la testa oltre lo spigolo del muro e vidi un uomo, di corporatura gracile, molto basso, vestito di strane pelli con dei teschi legati lla cintura...uno sciamano. Girai l'angolo e lo scrutai per vari secondi, quando fece per alzare il bastone balzai in avanti e lo colpii, un pesante fendente alla testa, la figura dello sciamano svani' come fosse nebbia, mi girai ed era dietro di me, che ghignava. Lancio' una voluminosa fiammata dal suo bastone magico, ruscii a pararla con il mio ampio scudo, dopo di che' mi fermai a pensare come sconfiggerlo.

Non c'era nulla da fare, continuava a spostarsi ogni volta che gli andavo in contro, ed ogni volta dovevo proteggermi da una fiammata sempre piu' grande. Ad un certo punto mi stufai, e provai una tattica tanto banale quanto letale infine.

Conoscevo i suoi movimenti ormai, lo caricai velocemente e lui fece l'errore di teletrasportarsi prima che io lo colpissi, mi girai di scatto e con la mia balestra gli assestai un perfetto colpo alla fronte. Non avevo subito alcun danno, se non per il mio scudo annerito. Mi incamminai

La puzza di cadaveri bruciati era forte, di tanto in tanto venivo colpito da conatti o improvvisi mancamenti.

Il labirinto si faceva sempre piu' tortuoso e impegnativo, anche il mio sistema nervoso ne risentiva.

Mi trovai all'improvviso in uno spiazzo, dove potevo scegliere cinque vie diverse.

Stavo cercando di capire qual'era la migliore quando un rumore metallico si fece sempre piu' udibile alle mie spalle, mi girai lentamente e vidi un imponente cavaliere, completamente bardato da un'armatura e un'elmo nero, con un'ascia enorme impugnata saldamente che avanzava.

Indietreggiai di pochi passi e vidi che inizio a correre, quasi come volesse caricarmi.

Alzo' l'ascia e mi si avvento' contro, sferrandomi un colpo di potenza inaudita, lo parai con lo scudo ma l'impatto fu devastante, caddi indietro, la sua forza era incredibile.

Capii che sarebbe stato uno scontro difficile.

Riprese la posizione iniziale velocemente e mi si scaglio' nuovamente contro, questa volta evitai il colpo della sua ascia che si schianto' nel muro. La estrae' come se l'avesse piantata nel fango e riprese la sua furia implacabile.

Sapevo che era fisicamente piu' forte, mi restava solamente testare la sua tattica e la sua intelligenza.

Cerco' di colpirmi nuovamente e pianto' l'ascia nel muro, con piu' profondita', era lento, approfittai dei pochi secondi che gli servivano per estrarre l'ascia per colpirlo ai fianchi scoperti, cosi' da indebolire le sue braccia e quindi i suoi colpi violenti. Si giro' di scatto con l'ascia tra le mani e si accorse subito che la sua forza era diminuita, ora era ancora piu' infuriato.

Stacco' un'ascia da lancio dalla cintura e me la scaglio' contro. Era una mossa inaspettata e riuscii ad evitarla per un pelo abbassando la testa, quando mi rialzai la sua ascia gia' cadeva su di me, evitai anche questo colpo e con un fendete lo ferii ad un braccio, era sempre piu' debole,

ad un certo punto pero' trangugio' qualcosa, e divento piu' veloce, quasi non riuscivo a star dietro ai suoi movimenti, mi colpi' frequentemente sullo scudo che si stava pian piano squarciando, quando lo scudo si ruppe

definitivamente, mi colpi al petto, rovinandomi l'armatura. Sembrava finita. Mi colpi' di nuovo e riuscii a schivare il suo colpo, era scoperto, lo colpii prima alla spalla destra, poi a quella sinistra, non aveva piu'

forza nelle braccia. Si muoveva velocemente ma non quanto me, a questo punto aveva solo un vantaggio di peso, riuscivo persino a parare i suoi colpi, decisi quindi di farla finita e dopo ripetuti fendenti lo colpii alla testa,

stramazzo' a terra, rantolando lievemente.

Respirai profondamente, per recuperare le forze perse.

Ad un certo punto s'illumino' una delle cinque vie, decisi di percorrerla, era un corridoio diritto, infinito, dopo ore di cammino arrivai in una piccola stanza, dove c'era una struttura di legno con un'armatura di pietra

accuratamente appoggiata sopra.

Mi avvicinai e la presi in mano, era pesantissima...

Era dunque questa la forza dell'antico eroe, una stupida armatura di pietra pesante?

Preso dalla rabbia cominciai a tirar fendenti sull'armatura senza nemmeno guardarla, ad un certo punto sentii che stavo tirando fendenti al metallo. Avevo rotto l'involucro di pietra, e sotto vi era un'armatura di perfetta

fattura, piu' leggera e resistente del mithril. Presi tutto dalla piccola struttura e mi diressi verso l'uscita, ma mentre mi accingevo a varcare la soglia della piccola porta d'entrata della stanza, un sasso mi chiuse la strada.

All'improvviso si apri il terreno sotto di me e caddi rovinosamente lungo il crinale della montagna.

Mi svegliai ai piedi di essa, con l'armatura al mio fianco, era fatta.

La donna usci' dalla stanza della locanda con il volto soddisfatto anche se lievemente impaurito. Tra se e se' si chiedeva perche' l'aveva fatto, e piu' ci pensava piu' trovava la cosa inesplicabile. quell'uomo era un demone tentatore! Le sue parole, belle ma altrettanto insidiose, ti colpivano dove faceva piu' male.

Cosi' pensando si avvio' a passo lesto verso casa, dove sicuramente suo marito la stava aspettando. Accellero' il passo.

Nella stanza della locanda, l'uomo stava ancora dormendo, sebbene fosse gia' giorno inoltrato, finalmente di un sonno senza sogni.

L'espressione del suo viso era simile a quella di un cadavere, fredda e immobile.

D'un tratto i due occhi si spalancarono: era sveglio.

In pochi minuti era fuori dalla porta, vestito ed armato di tutto punto.

- Lord Nial avete un'aria riposata stamattina! - fu l'allegro saluto della moglie dell'oste.

- Oh, si... ma qualcuno avra' una pessima giornata oggi... - fu la criptica risposta di Nial, accompagnata dal solito, incancellabile, inquietante sorriso.

Infatti, a poche strade di distanza, la moglie del fornaio aveva qualche problema con il marito, il quale sembrava non voler credere che la sorella di lei era improvvisamente stata male nel cuore della notte, e lei era accorsa restando fuori per tutta la notte.

L'ostessa rideva porgendo un bicchiere di porto a Nial.

- Non dovreste bere al mattino presto Lord Nial - disse lei.

- Beh di sicuro non accetto consigli del genere da una donna, soprattutto da una che se portassi nel mio letto mi schiaccerebbe - rispose Nial, sorridendo alla donna come se le avesse rivolto un complimento.

La donna scoppio' a ridere allegramente, apparentemente non consapevole dell'insulto

rivoltole.

- E poi siete proprio brutta da far spavento -

Ancora risa.

- Siete cosi' simpatico Lord Nial! - riusci' a dire lei tra le risa.

- Allora, visto che vi sono cosi' simpatico vi rivelero' un segreto... - e si avvicino' all'orecchio della donna con fare cospiratorio.

- Io vi odio tutte, e sono qui per farvi cadere lentamente in un'abisso di disperazione.

Dovrete soffrire. La vostra lussuria sara' la mia forza e la vostra rovina. -

Non vi era schernonello sguardo di Nial, solo gelido odio, ma la donna parve non capire, e si limito' a ridere piu' forte.

- Stupida donna

Cosi' dicendo si avvio' per le strade di Therial, mormorando "Flaminea..." e sorridendo tra se'.

Seguendo la scia dei miei pensieri, ieri ho incontrato un'elfa scura estremamente affascinante: il suo nome e' Lealia, ed ho scoperto essere niente meno che la sorella di Mantis.

Dopo esserci studiate per qualche tempo, la sacerdotessa ed io abbiamo stretto un'accordo di reciproca alleanza.

I nostri poteri e la nostra astuzia e' ora unita per un'unico scopo, poveri gli stolti che si metteranno sul nostro cammino...

A lungo mi parlarono, nel mio passato, di un leggendario guerriero che compi' imprese impossibili.

Si diceva che fosse invincibile grazie alla sua preziosa armatura, sepolta poi insieme al suo cadavere logorato dal tempo infinito.

Giravano pero' diverse voci di vecchi viandanti che sostenevano che l'armatura fosse stata recuperata e posta in fondo ad un labirinto infinito, le cui mura sono indistruttibili e i guardiani imbattibili.

Nella calma piatta di un mezzogiorno come gli altri, decisi quindi di partire alla ricerca di questo labirinto, che i viandanti dicevano si trovasse scavato nella montagna dei nani.

Raccolsi i miei stracci e con la mia fidata sacca e la mia fidata spada mi incamminai verso la montagna.

Arrivai ai piedi verso sera, e decisi di fare ancora un po' di strada prima di fermarmi per la notte, solitamente ci mettevo molto meno di mezza giornata per arrivarci ma le mie vecchie gambe non avevano piu' l'efficenza degli anni passati.

Arrivai sulle ultime praterie prima delle rocce nude del monte e decisi di accamparmi per la notte.

Dormii serenamente cullato dal suono dei grilli e dei lupi insonni. Mi svegliai presto, altrimenti non sarei arrivato al labirinto prima di sera.

Camminando una giornata intera infatti, arrivai alla porta del lungo labirinto tra le miniere, decisi di fermarmi per la notte per addentrarmi il giorno seguente.

Un silenzio inquietante pervadeva la zona, nessun rumore, nessun verso o gemito, il silenzio totale vi era oltre il mio affannato e vecchio respiro.

Il sole era coperto dalle nubi il mattino dopo e mi svegliai a giornata inoltrata, mi affrettai a prepararmi per entrare con la spada tratta e la lanterna ben in vista.

Non ero ancora nel labirinto, ma camminavo lungo uno stretto e tortuoso sentiero tra le rocce sporgenti della caverna.

Camminai per molto tempo, senza sole non potevo stimare pero' la durata del mio viaggio, mi fermai quando le mie gambe andavano avanti solamente per inerzia.

Decisi quindi di dorimre sotto un grande picco di roccia, faceva molto freddo, accesi un fuoco, che non avrei dovuto accendere...

*Torna a casa dopo aver visitato la bacheca, si siede alla scrivania e prende un'altra pergamena dl cassetto, quindi inizia a scrivere*

Stavo passeggiando per Kyrandor quando vedo uno strano affollamento in piazza del tempio... mi avvicino al crocchio di persone e vengop indicata da Korsath, che mi propone addirittura come partecipante ad un concorso di bellezza! Stupita, seguo la conversazione e capisco che è stata una vecchia githyanki strega a indirre questo concorso. Non mi sarei mai iscritta se non mi avesse convinta la mia vecchia maestra a partecipare... Può essere comunque un modo di divertirsi anche se so che non ci sono speranze di una mia vittoria non essendo nè bella, nè particolarmente brava... beh, staremo a vedere...

*Arrotola la pergamena ponendola tra le altre, mette la piuma nell'inchiostro e va a prendere un libro polveroso su cui scrivere i suoi appunti di magia*

*Si siede alla scrivania della sua stanza, prende dal cassetto una pergamena ingiallita e intinge la penna d'oca nell'inchiostro, iniziando a scrivere*

Mi sto dedicando assiduamente allo studio. Tutte le sere appena tornata a casa accendo le mie sfere di luce e mi metto a studiare sui miei libri. La mia libreria si sta riempiendo di nuovi libri, utili al mio studio.

In particolare mi sto dedicando allo studio di un libro che ho trovato in un piccolo negozietto. Parla di alchimia e la materia mi sta affascinando in materia particolare.

*si alza e fa per arrotolare la pergamena, poi le viene in mente qualcosa e torna a scrivere*

Qualche giorno fa e' arrivato da me un giovane arial chiedendomi di instradarlo sulla conoscenza della magia. Cosi' dopo più di un anno dalla sparizione da Therial della mia giovane allieva Arvel, ho di nuovo un discepolo. La cosa mi ha resa piacevolmente colpita...

*Si alza e stavolta arrotola la pergamena ponendola tra le altre scritte in precedenza. Pulisce la piuma e copre l'inchiostro, dopodichè torna ai suoi studi di magia*

Dalla mia risalita in questo mondo di luce, sento che la mia personalita' si sta' lentamente limando.

Sto imparando la pazienza. naturalmente e' ridotta per via del mio carattere impulsivo e orgoglioso, ma e' gia' una buona cosa. Le razze inferiori in superficie sono così sfacciate!!!

Nonostante questo ho fatto incontri interessanti, tra cui entrambi gli imperatori riconosciuti dagli elfi scuri di superficie.

Il primo incontro e' avvenuto casualmente, mentre esploravo la zona vicina a Lamwhothor.

Mi ero addentrata nel suo territorio, e lui mi ha intimato,inizialmente gentilmente, poi minacciosamente, di andarmene.

Il suo sguardomi ha ricordato un animale in caccia, che difendeva il suo territorio, l'aria sfrigolava attorno a lui, la magia crepitava nell'aria.

Sebbene sapessi di stare per cacciarmi in qualche guaio, non ho potuto mettere a tacere il mio orgoglio e la mia lingua tagliente.

L'ira di quell'elfo oscuro era tale che evoco' una creatura d'ombra allo scopo di uccidermi... ad ogni modo sono ancora viva.

Ora che ci penso a mente lucida, e che la rabbia non oscura i miei pensieri, devo dire che si e' comportato in modo onorevole e giusto, non avrei fatto niente di diverso al suo posto. Anche il fatto che abbia tentato di uccidermi lo considero normale, niente di meno di quel che mi sarei aspettata. Rispetto il suo potere, ma non gli darei mai la soddisfazione di dirglielo.

L'altro "imperatore" lo incontrai trammite Derfel: l'unico gith che ho avuto modo di apprezzare fin'ora. Derfel sosteneva che avrei potuto essere un ottimo elemento da inserire in Cha'el Balan (ottenendo io stessa dei vantaggi), quindi nonostante le riserve che gli avevo gia' illustrato, acconsentii ad incontrarlo. L'imperatore pero' non sembrava pensarla come lui. Ricordo con particolare vivezza le parole "...a cosa mi servirebbe un'altra strega?" che hanno segnato un nuovo livello al mio limite di pazienza.

Con arroganza e un'aria seccata quindi, mi ha proposto di diventare "razziatrice".

Mentre il mio cervello gridava a piena voce che anche l'ultimo dei guerrieri e il piu' rozzo dei barbari poteva fare il razziatore, e che era nientemeno che un lavoro da macellaio, la mia voce cercava di spiegargli con apparente calma come sarebbe stata una mossa piu' saggia darmi dei compiti piu' adatti a me.

Anche Derfel cerco' di farlo ragionare, ma la risposta irata dell'imperatore fu di soffocarmi e di scagliarmi magicamente contro il muro, dicendo che quella era la sua unica offerta.

Penso di aver provato dispiacere per Derfel (se e' questa la parola che qui si usa, quasi sconosciuta nel buio profondo) mentre dignitosamente mi rialzavo e me ne andavo mandando maledizioni verso quel "drow".

Nessuno stregone degno di nota quindi.

A parte forse...

Un elfo oscuro che ho incontrato un paio di volte: nei suoi occhi vi era una grande intelligenza ma nessuna presunzione.

Ricordo con molto piacere la prima volta che lo vidi, o meglio, fu lui che mi vide "bene": insieme ad Horyal, il mio fido umano barbaro (ma assolutamente utile come strumento di distruzione), mi recavo da Dhethor perche' provvedesse a tatuarmi il simbolo della mia fede, e visto il particolare sito del tatuaggio, m'ero completamente svestita.

All'inizio non avevo prestato troppo attenzione a quell'elfo scuro che, assistito a tutta la scena, mi osservava a bocca aperta, notai solo che era piacente quando mi avvicinai per serrargli cortesemente la mascella, solo in seguito notai il resto.

La seconda volta trafficava con delle pozioni e mi permise di assistere ai suoi esperimenti. Silenzioso, sembra molto riflessivo, ma sono sicura che ha potere, molto e se cosi' fosse potrebbe essere un'interessante compagnia.

Mantis... dovro' fare qualche domanda alle persone giuste... e forse la mia cerca di un maestro che mi porti oltre i miei limiti attuali di potenza potra' fare un passo avanti...

Non so esattamente dove sono nato... ricordo solo che il Felar Tukmar Feyermaster mi ha insegnato ciò che sapeva sulle antiche arti del suo clan... ma di questo non posso scrivere, le arti del Clan del Fuoco Segreto devono restare celate a coloro che ne vogliono fare un uso troppo buono o troppo malvagio, e questo diario, come ogni scritto, rischia di cadere nelle mani sbagliate. Tuttavia, dopo ben otto anni di addestramento, non sono che un semplice allievo... è così immenso il potenziale del fuoco combinato con la forza della vita, e noi umani siamo anche i più deboli... forse non arriverò mai ai livelli dei miei maestri e compagni, ma sono determinato a completare l'addestramento e raggiungere il rango di Feyermaster per portare l'arte nella civiltà degli altri felar, di cui sto scoprendo la meraviglia solo ora, a Kyrandor, e di cui porterò sempre bei ricordi... Ho conosciuto infatti alcuni felar davvero valorosi, e ho condiviso con loro la strada, l'oro, la birra... anche la buona musica. Sono stato ospite del mio buon amico Kath, e del suo fratellastro Shorkan...

Brava gente i felar, sono degni dell'antica arte, forse più di tutti... so che riuscirò a raggiungere la fine del mio sentiero, e so che non sarà altro che l'inizio di uno ancora più tortuoso.

Qualche giorno fa, passavo per il tempio a Kyrandor, per caso..e lì incontrai una drow, che poi mi disse di chiamarsi Ryeehl e di essere la veggente dell'ormai caduta Dunkle Stadt. Mi rivelò di aver avuto visioni su me e che era suo dovere riferirmi ciò che aveva visto..sarebbe stato poi a mia discrezione darvi credito o meno.

Ciò che mi ha detto mi ha toccata profondamente e riempita di preoccupazione.

Tre sono le previsioni..

Una, riguarda lo stato di salute di un mio parente, o in ogni caso qualcuno a cui sono legata..a suo dire si tratta di un drow, e l'ha descritto morente, mentre una sacerdotessa con i simboli della Dea Tricksty frustava, irata, una figlia della notte.Ve n'è abbastanza per capire di chi tratta la visione, e sono profondamente in ansia per non sapere dove trovarlo, per salvargli la vita.

Le rimanenti due riguardano invece due prossimi arrivi, di due persone..di una conoscenza del mio passato, del quale non ha però saputo identificare l'identità, e di una vecchia strega, stanca della vita sotterranea, che, a meno di fare attenzione porterà gelosia verso me e cercherà di rubare la mia identità, la mia vita e la mia apparenza. Si tratta di una donna che studia magia da una vita, e che è sicuramente più esperta di me, per cui non credo potrei esserle superiore, in tal senso.Ciò che posso fare è..non suscitare invidia..o sfuggirne l'incontro..

Non nascondo che tutte le previsioni, nessuna esclusa, mi preoccupano, e in un qualche modo sentivo che la calma non sarebbe durata a lungo..