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Adesso che porto qusto titolo, Sir Pax, le cose non sono cambiate...
Era da molto tempo che non avevo voglia di scrivere, era forse da troppo; e adesso, che questo titolo mi sta attaccato addosso come un calzone comodo ma nuovo, io penso ancora al passato...penso al mio maestro, al tempo passato con lui, alle sue parole e ai suoi nobili gesti. Penso anche al modo in cui l'ho perso, e al fatto che riesco ancora a sentire la sua voce e a vedere il modo in cui teneva la spada in mano: fiero, in perfetto equilibrio, piu' dell'elsa e del filo della lama. Riusciro' ad essere mai come lui? potro' anche io portare alto il nome del Clan e della Luce, come fece lui? Spero di si, e spero che un giorno, se avro' fatto bene, Ermete possa vedere tutto cio', compiacersi del suo allievo e fratello. Lo spero...

Sia lode a Chastil, il misericordioso!!

Son stato protagonista di un evento che mi ha fatto sorridere il cuore, da tempo triste per la partenza del mio maestro e fratello, il prode Ermete. Ho avuto la prova, nel caso ce ne fosse bisogno, che la umile vita di questo indegno servitore della Luce, quale mi sento di essere, e' legata a quella del mio maestro.
Infatti, mentre mi trovavo al Rifugio, e parlavo con il ritrovato Demus e Shannon, un vecchietto entra, mi indica e mi solleva, letteralmente appendendomi al muro; scoppia un putiferio, come e' normale che possa succedere, di fronte ad una azione si' ingiustificata. Il vecchio era stranamente forte, per essere solo ''un vecchio''. Riesco a tenerlo a bada, ma la sua e' una forza non comune, una forza che solo un combattente puo' avere. Dopo la furibonda lite, si presenta, ed e'..e'..il Principe Osservante, Paladino della Fede e padre del mio fratello e maestro, venuto in citta' alla ricerca del figlio!! Appena avuta la notizia, mi getto ai suoi piedi per chiedere scusa della mia impudenza, e lui fa lo stesso, quando mi presento io, avendo avuto n otizie di me dal figlio. In qualita' di Araldo del Clan della Luce e dell'Onore, sono un suo rappresentante e seguace, in quanto il clan fu fondato da Ermete sugli insegnamenti e i principi del padre. Ed io ne sono una parte! Questo mi empie di gioia! Oltre che di onore, per aver conosciuto il Paladino piu' illuminante, per la strada che vorrei seguire; Osservante ha tanto, ancora da insegnare, chissa' se potrebbe...io...bah! Vedremo!
Sia lode a Chastil, e Onore al Clan!!

Ho visto un Paladino, e ho visto la sua amarezza; ho visto anche quanto puo' essere difficile difendere la Luce, quando intorno la sofferenza e le ombre sembrano avere il controllo totale del mondo. Ho capito che e' possibile dubitare del Bene, anche fino al punto di dare alla polvere la sacra insegna di Paladino. Questo e' segno che i tempi sono cattivi, che il Male e' si presente e che sta acquistando forza; questo e' il tempo in cui tutti i veri difensori della Luce debbono avere coscienza di se' stessi e del loro compito, perche' l'ora del confronto finale sempre piu' s'appressa. Ho visto anche occhi fieri, quelli del mio maestro Ermete, da lui ho imparato che la Luce non e' un cammino semplice, tutt'altro: un cedimento nella Fede e' cosa normale, perche' mortali siamo, e tutto quello che abbiamo per andare avanti e' la nostra misera spoglia e la nostra grande Fede. Ma la speranza mai deve crollare, e la Luce sempre deve essere il riferimento supremo, lo scopo ultimo, il bene intoccabile.
Ho visto un Paladino cadere, spero di poterlo vedere rialzarsi..Coraggio, Demus...coraggio...

Ora che tutto si perde nel silenzio, ora che la notte pare aver inghiottito ogni fievole barlume di speranza, ora che sono solo con i demoni che mi attanagliano. Solo ora vedo che la Luce chiede impegno, sacrificio, costanza, e grande forza di volonta'.
Il mio fratello e maestro piu' grande non e' piu' in queste lande, e' partito per un viaggio dal quale, probabilmente, non tornera' piu'. Ed io resto ancora solo, con i segni delle lotte passate, che bruciano e preannunziano le ombre del futuro ed il prosieguo della ricerca, instancabile.
Prego Chastil, il Misericordioso, affinche' illumini la mia via e guidi i miei passi nel silenzio delle notti solitarie. Prego perche' non e' abbastanza quello che faccio, prego perche' la misura non e' ancora colma, e i ribaldi oscuri adoratori delle tenebre ancora s'appressano alle porte del regno della Luce, per strappare tutto cio' che riluce.
Prego perche' non e' ancora finita, ed il mio compito e' ben lungi dal compiersi...

Poche righe, alle volte, possono aprire squarci nell'anima di profondita' imperscrutabili. Basta una parola, o, a volte, un silenzio. Il mio amato maestro, Ermete, e' un esempio di cio' che vorrei essere, una volta maturato. Ermete e' chiaro, come se brillasse di esperienza e forza; nei passati lustri mi sono sempre chiesto da cosa traesse la sua incrollabile fortitudine di spirto. Solo adesso capisco che alla base di una forza siffatta puo' stare solo una cosa: la Fede, una Fede che non crolla, perche' e' costruita sulla Luce che viene dal divino Chastil. Chi potrebbe far crollare una tale fortezza, un maniero eretto sulle fondamenta piu' solide del mondo!

Ecco allora che il mio esempio nel codice, il mio maestro e fratello Ermete, diventa anche il mio modello di vita; e non potrei essere piu' felice di come sono in questo momento, perche' so che ho un forte riferimento nel mio amato fratello.

Le parole, le mie parole, sempre dubbiose per via di una mia naturale tendenza ad essere guardingo, illuminate dalla forza del Luminoso Chastil e dall'esempio dell grande Ermete, si riempiono ora di nuovo significato: parole pesate, certo, ma parole sorrette dalla gioia che solo un figlio di Chastil puo' avere!

Grazie al Divino Luminoso, e grazie all'onore che sto imparando a costruire grazie al mio amato maestro.

ONORE E LUCE!!!

Da quando sono tornato in citta', mi sono accorto di essere parecchio taciturno. Non riesco a intuirne la cagione,

anche se sono certo che il viaggio che ho intrapreso mi ha cambiato, e non poco.

Credo che il silenzio sia una virtu' che pochi sanno apprezzare, persi come siamo nella folle e sanguinaria realta' di un mondo ove si combatte per la luce (o per il buio, dipende dai punti di vista), un mondo in cui la spada puo' diventare la tua unica speranza. Un mondo in cui, alle volte, non c'e' peggior accadimento di rimaner soli con i propri incubi e ricordi.

In siffatto mondo la parola e' sprecata, urlata, sbattuta in viso a chiunque senza un riguardo o, quel che e' peggio, senza motivazione.

Chi sa conoscere il silenzio ben ha compreso il valore della favella, e ha abbandonato gli sproloqui a favore della meditazione e dell'equilibrio, anche nella parola.

Chi non ha nulla da dire, meglio che taccia.

Cio' che ho visto mi ha cambiato, ora ne sono certo, e ringrazio il Luminoso Chastil che mi ha offerto questo ulteriore dono, quello del silenzio.

Come usava dire il mio vecchio maestro, Aelan: <>, ed io ho fatto tesoro di questo insegnamento.

D'ora innanzi, ogni parola sara' soppesata, non voglio finire come certi ciarloni che vagano per le lande di questo mondo....

Sono tornato or ora da un lungo pregrinare che mi ha condotto lontano da Kyrandor e dalla mia patria, Ofcol.

Noto che la situazione in citta' e' di gran lunga piu' pacifica dei giorni, ormai lontani, in cui ho mosso i miei passi verso quelle lande innominabili.

I luoghi che ho veduto sono colmi d'orrore, le anime che ho visto sono in pena oltre ogni possibile immaginazione.

La mia anima ha sofferto con loro e le loro grida di sofferenza mi rammentano della mia fede nel Divino Chastil, signore della Luce e della Carita'.

Tornare a casa mi solleva lo spirito e riempie il cuore di gioia. Pochi avventurieri che ricordo sono ancora fra codeste salde mura ma cio' che mi sconvolge e' di non avere alcuna notizia del mio onorato ed amato maestro, Ermete, da molti mesi.

Attendero', come ho sempre fatto, il suo ritorno, mentre cerchero' sempre meglio di tenere fede alla promessa che gli ho fatto e, con l'aiuto di Chastil, di diventare ancor piu' meritevole.

Per Chastil, e per L'Onore, eccomi ancora qui!!

Sono tornato giusto ieri da una missione di pattugliamento affidatami dal mio maestro Ermete, e quello che vedono oggi i miei occhi mi riempie l'anima di un terrore che non avevo mai provato.

Sento il male, lo vedo nel cielo di notte coprire le stelle, lo percepisco nell'aria delle citta' che visito. E poi questo silenzio, un silenzio che sembra voler coprire un lavorìo sotterraneo, come una intensa attività soffocata da centinaia di metri di suolo.

So che il male si sta risvegliando, voci e visioni mi avvertono di ciò e la tensione sale, su Therial; stavolta non e' il solito attacco condotto da pochi sprovveduti, stavolta si sono organizzati... Chi siano ancora non lo so, cosa vogliano, mi pare chiaro, e' spegnere per sempre la Luce su Therial, e condannare Althea alla prigionia, per sempre.

Sono arditi, gli stolti, credono di potersi mettere contro la Luce; si stanno preparando, è vero, ma a cosa? Ad una battaglia, un confronto di cui forse non conoscono la portata, a qualcosa che porterà sicuramente ancora sangue, su Therial.

Stolti, semplicemente stolti, credono di poter sconfiggere la Luce, ma il silenzio non coprira' ancora a lungo le loro trame...

L'onore del mio Maestro, il potente Ermete, e' stato vituperato da un fellone che non ha voluto neanche rivelare il suo nome. Mai il mio Maestro si sarebbe preso la liberta' di offendere un Antipaladino, cio' non significa che possa verificarsi l'opposto, senza che ci siano delle gravi conseguenze. Io, che ho promesso di mettere al servizio del Clan la mia esperienza e la mia spada, giuro che l'Antipaladino che si e' permesso di compiere siffatto riprovevole atto sara' invitato a riparare al danno, chiedendo scusa al mio Maestro. Chi vuole rispetto, porti rispetto; chieda scusa, chi si comporta con insolenza! Onore al Clan!

La tensione che si condensa in un attimo, poi l'attacco, la pugna frenetica ed infine un corpo che si accascia a terra, privo di vita e di onore.

E' accaduto a me, Pax, Primo Cavaliere del Clan dell'Onore e della Luce di maestro Ermete, di essere vilmente attaccato in citta', senza apparente motivazione, da un ambiguo soggetto.

Mi trovavo presso il negozio di mappe di Kyrandor, con un amico necromante, Moffiu, quando giungono una squadra di guardie di Gerighelm, complete di comandante; strano accadimento, pensai, quale motivazione potrebbe spingere quelle guardie fino a Kyrandor?

Usciti fuori, mi accorsi di essere osservato e seguito dalle guardie e da un altro losco figuro, un rokseer, che portava intorno al collo una collana con impresso un nome: ''Majira''.

Pochi istanti e scoprii sulla mia pelle il motivo di tante stranezze: una delle guardie mi attacco', in pieno giorno, in una delle strade principali della citta'. << Vigliacchi! >> - urlai io, mentre cercavo di fare scudo con il mio corpo, per evitare che il giovine Moffiu venisse colpito.

Ma vidi che i colpi erano diretti a me, e, pur non comprendendo la cagione di cotanta ira, decisi di evitare spargimento di sangue, ritirandomi dallo scontro armato. Il mio tentativo risulto' quantomai vano, infatti le guardie rinnovarono la carica e, stavolta, ai loro colpi, si unirono quelli del rokseer.

Non vidi altra scelta che collegare lo strano comportamento delle guardie ad un incantesimo del rokseer con al collo il nome di ''Majira'', e fui dunque costretto ad estrarre nuovamente la spada e a combattere, pur sapendo che la pugna e' vietata dalle leggi delle citta' protette. Al grido di << Majira, siete un fellone! >> mi lanciai contro gli aggressori, e fu sangue e stridore di acciaio.

Pochi istanti dopo la mia decisione, le guardie ed il loro mandante giacevano in terra, esanimi. Ma il pusillanime era riuscito a smaterializzare la sua essenza, e gia' mi accusava da chissa' quale profondita' oscura, urlando che non potevo sapere il suo nome, e che una collana al collo non significava nulla.

Io credo cio': o quel rokseer mentiva sulla sua identita' (anche se sarebbe parecchio da stolti negare quando l'evidenza e' cosi' chiara...), oppure la collana e' frutto di una ruberia. Vorrei sottoporre il caso alla saggezza dei Legislatori, conscio delle mie responsabilita' per le mie azioni, invitandoli nel contempo ad essere piu' presenti in citta', in questi giorni in cui pare che le esalazioni maligne stiano corrompendo tutto cio' che di buono e di puro c'e' su Therial.

In fede, Pax, Primo Cavaliere del Clan dell'Onore e della Luce, allievo di Ermete.