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Dove sono...
Candele emettono la loro luce soffusa, illuminando parzialmente l'ambiente
Che luogo e'...
Se non fosse per quelle candele sembrerebbe disabitato, la polvere e' sovrana come l'oscurita'.
Cosa e' accaduto...
I miei occhi vedono due statue, sono mezzi busti incastrati in quelle due piccole nicchie.
Io chi sono...
Scrivo in una pergamena che non so di avere, con inchiostro che non so di avere vedo un portale
Cosa cerco...
Mi manca qualcosa, parti di me e mentre cerco di ricordare qualcuno esce da quel portale: un fiero dragone rosso ne e' lo stemma, incrocio i suoi occhi verde smeraldo, mi osserva e' umano credo, ma non distinguo sotto il suo largo cappuccio rosso, di certo un guerriero.
Pochi attimi e con un balzo entra nel magico portale.
Torno all'Io chi sono...
ricordo il mio nome ma null'altro.
Decido almeno di capire dove sono mentre lascio questa pergamena qui nell'anticamera di questo tempio oscuro e in rovina.
Per chi leggera' una domanda:
Che posto e' questo?

Torno, torno con il vento del sud, lasciandomi alle spalle il bel mondo di Ashara.

I miei figli sono grandi, ed a loro ho lasciato l'incarico di vegliare su quel mondo, con giudizio e temperanza.
A loro ho insegnato tutto ciò che sapevo, tutto ciò che ho immaginato, come sognare e come affrontare le avversità; Ho insegnato loro il carattere del padre, i suoi sogni e le sue aspettative; Ho insegnato loro a piangere, a ridere e a sorridere nel momento più duro.

Sono pronti, e ad essi lascio la mia eredità. A loro il mio ricordo, a loro la mia voce.

Torno, come il vento del sud. Dietro di me c'e' una strada infinita, come infinita e' la memoria elfica.

Tutto appare cambiato, spento, inesistente: torno a conoscere il mondo di Therial con occhi pacati, opachi e lucidi, fra le mani una Magia che da tempo plasmavo in modo molto diverso; Torno a Sapere, ricalcando percorsi gia' calpestati su cui tuttavia si era posata la polvere.

Torno.. e tutto ha perso la memoria di me.

L'ho visto oggi.
Ho assunto queste sembianze di angelica arial prima di partire davvero, cosicchè non sembrasse sospetto a qualcuno che la straniera Ilyarel comparisse immediatamente dopo la mia partenza, ed ora, ufficialmente, mi trovo lontano da queste terre.
Non che sarebbe un grosso guaio che Memian scoprisse la mia identità segreta, mi fido di lui e non è a lui che deve restar oscura finquando lo vorrò io, ma preferirei restasse ignota a tutti. Ho un nuovo nome, un nuovo aspetto, una nuova razza, mi fingo una semplice apprendista; è faticoso mantenere il cambiamento di forma per tempi tanto lunghi, ma ho perfezionato discretamente questa dote modificando in parte il mio aspetto, da ragazzina, ed ora che ho di nuovo i miei poteri, per quanto siano quelli di stregoneria e non siano comparabili alle vette che conoscetti in seguito, sono in grado di far questo, seppure con molta fatica, considerando anche la vita che cresce in me e che da me pretende energia. Non so per quanto tempo potrò farlo ancora, devo assolutamente evitare di perdere il controllo sulle mie sembianze illusorie in momenti poco opportuni; appena percepirò questo rischio, significherà che non posso più permettermi lo sforzo. Lui mi sgriderebbe anche solo perchè lo sostengo, lo so, ma è necessario: non potevo stargli lontano e abbandonarlo a se stesso, e allo stesso tempo non posso stargli vicina rivelandomi per quella che sono.
L'ho visto in arena, oggi con Krandor e Areshim. Ha combattuto con furia nervosa e violenta contro Krandor, per poi perdere contro Areshim, però. Probabilmente non è bastata, e anzi gli ha procurato diverse ferite, ipotesi mia che ho visto concretizzata quando l'ho incontrato fuori dall'arena, uscendone. Riposava a terra, e non aveva l'aria di riuscire ad alzarsi granchè bene. Ho provato a offrirgli le mie cure da erborista, ma mi ha respinta dicendo che soltanto lei può guarirlo e toccarlo, poi sottovoce ha aggiunto che neppure la Dea ha pietà di lui. E' convinto di avermi perduta.
Quanto avrei voluto dirgli che così non è, che sono qui e che aspetto soltanto di guarire le sue ferite, ma come farei, come farei a stargli accanto senza essergli compagna..? Come posso sapere che è pronto a riprendermi indietro, me, come un tempo? Come posso stargli vicina, se respinge così chiunque non sia la donna che ama? Sono stata molto ostinata, quella sera, a rifiutare la sua richiesta, e non sono più sicura che sia tanto importante oppormici, o poter fare qualche giochetto di retorica di più, se deve significare questo dolore e questa lontananza, questa separazione. Lui mi ha detto che se mi oppongo tanto allora lui non conta poi molto per me..è falso, falso, contava ribadire la mia opinione e il mio punto di vista perchè il suo mi pareva eccessivo, ma di fronte a questa situazione e questa prospettiva, se dobbiamo soffrire tanto, se lui ha tanto insistito per amor mio..
Ilyarel ha saputo da Krandor che la sua donna è scomparsa, io potrei forse dirgli che sono una divinatrice e che posso scoprire per lui dov'è, o come sta, se sta bene, se suo figlio sta bene..non so se lui voglia sapere dov'è Flaminea ora, ma di certo vorrebbe sapere come sta, sapere che sta bene e che non è in pericolo..
Chissà, potrebbe funzionare senza coivolgere Memian e rivelarmi a lui...
Lo spero tanto..così potrò rivelarmi a lui, al mio amato, quando sarà il momento giusto...e lontano da occhi indiscreti..