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Senza forze, mi sono accasciato qui per riprendere fiato, volevo dormire qualche ora per placare il dolore alle gambe e i polmoni in fiamme, ma sembra che il riposo mi debba essere negato ancora, così scrivo velocemente questa pagina prima di cercare la via di casa.

Casa... come mi piacerebbe che fosse con lei, poter chiamare casa mia un luogo da condividere...

Ho corso così tanto da non sapere dove sono, mi guardo intorno e non riconosco nessun segno familiare, spero di poter usare la magia per tornare in città.

Ho bisogno di lei...

Buio. Ho appena luce per scrivere piano questa pagina di diario. Le finestre schiuse lasciano entrare solo un flebile raggio, che nel silenzio di questa notte triste si espande riflettendosi libero nella camera, come solo i miei occhi ormai abituati all'oscurita' potrebbero vedere.
Abituati all'oscurita'...
Lei è qui che dorme, accanto a me, stesa su un fianco con le braccia conserte, la coperta le arriva poco sopra il naso e i capelli fanno da splendida e morbida cornice al suo volto, che però stasera non sembra sereno come le altre notti, o forse sono io a non cogliere quel sorriso accennato che tanto mi piace vedere quando dorme...
Prima ho rischiato anche di svegliarla, pur di rubarle quel lento e dolce bacio che mi aveva negato ieri sera...
Come resistere però... sono stato ingiusto, ma non potevo far altro.. lei mi attrae così tanto...

Io sono un uomo fortunato, e non me ne rendo ancora totalmente conto. Sono uno stupido, uno stupido fortunato che si pavoneggia sbeffeggiando la sorte che mi sorride, come il peggiore tra gli incoscienti. Certo, pensavo soltanto di farle uno scherzo innocente, e così mi sembrava, ma la sua reazione mi ha sbattuto davanti la crudeltà del mio gesto...
Da una parte si può dire che mi abbia fatto piacere la sua reazione, vederla così profondamente dispiaciuta al pensiero di stare senza di me... è stata una sensazione strana... forse perchè non sono ancora completamente abituato, ma non trovo parole per descrivere come mi faceva sentire bene, importante, vedere nei suoi occhi il terrore di stare senza di me...
Mi fa sentire così completo... io so di essere amato, da colei che più di tutto amo...

Eppure questo non mi ha impedito di sbagliare, di ferirla, di agire come uno stupido, avventato, avendone come solo risultato lacrime e dolore. Cosa pretendevi maledetto ignorante, pensavi davvero che avrebbe giurato lei anche per il tempo? Pensavi davvero che sarebbe bastata una parola ad unirvi per sempre? Cos'hai imparato dalla vita allora? Non esiste quello che tu cerchi, solo guardando indietro nel passato potrai dire di esserle stato sempre vicino, ma non puoi, per quanto forti siano le tue convinzioni, prevedere cosa succederà in futuro...
E se dovessi cambiare... e se dovessi non piacerle più? Dimmi guerriero... cosa faresti se lei ti lasciasse?

Cosa faresti se quello scherzo stupido avesse rotto qualcosa tra voi?

non oso pensarci...

Non riesco a dormire, ho bisogno di camminare un pò... lascerò qui la mia lama...

Volontà ed egoismo..sono due concetti strettamente legati.
Chi desidera qualcosa, si dice, deve ponderare fin dove spingersi per stringere tra le mani l'oggetto del suo desiderio. Perchè facendo altrimenti, non considerando ciò che è bene fare, ciò che si può fare, ciò che la morale consente di fare, ciò che è bene per l'oggetto del desiderio, pecca di egoismo. Deve ponderare fin dove sia lecito lasciar campo libero alla propria volontà.
Frottole!
Ciò che è bene è ciò che dà gioia, piacere, estasi, soddisfazione a me, non ciò che la parola di altri vuole impormi come giusto, lecito, morale o possibile. Io sola decido dove termina il campo libero per la mia volontà, cosa toccare e cosa no per giungere ai miei obbiettivi, quale strada percorrere. Non la società, non i Legislatori, non quello che è l'oggetto del mio desiderio. Io, io sola.

Se per non essere egoista devo reprimere ciò che sono e non allungare la mano verso ciò che voglio per me, se per non essere egoista devo essere il burattino di morale e convenzioni che altro non fanno che imbrigliarmi, se devo imbrigliare me stessa, allora che sempre sia la mia volontà a prevalere e sconfini pure in ciò che un moralista chiamerebbe egoismo!

Apro gli occhi confuso, alle prime pallide luci di Kyra che fanno timidamente capolino dalla finestra. Mi guardo intorno quasi incredulo. Nel sonno immagini di ciò che è accaduto si son succedute senza sosta, ma appena sveglio sembro non ricordare nulla. Mi volto e la trovo, bellissima, silente, il volto sereno quasi sorridente nel sonno. Le sfioro una guancia e il suo calore risveglia in me brividi che non dimenticherò mai. Vorrei svegliarla, baciarla ancora, raccontarle cos'è stata per me quell'improvvisa passione, ma decido di lasciarla dormire, è così dolce, e probabilmente l'annoierei soltanto con le mie parole...

Mi alzo e mi vesto con calma senza far rumore, e prima di uscire la guardo ancora, i raggi di kyra posati su lei ne esaltano le forme ammalianti. Sceso nel salone, esamino il pettorale della mia corazza, il foro provocato da quel raggio che mi ha dilaniato le carni ha una forma perfettamente circolare, è incredibile. Difficilmente riuscirò a ripararlo, per cui infilata la cintura, decido di andare dal fabbro senza indossare l'armatura; se mi vedessero con quel buco qualcuno potrebbe fare scomode domande. Poi volto il capo e vedo il giardino; decido di farci due passi e appena dentro mi colpisce la bellezza di fiori e piante ben curate, e il miagolio di una gatta che già conosco. Cosi' mi fermo con l'intenzione di coccolarla un pò, e appena steso sul morbido prato del giardino, mille pensieri mi sovvengono. La sensazione di pace interiore che mi pervade dalla sera prima, cosa significa? E' davvero quel che penso? La visione di Senroth e' stata... dei, non trovo neanche le parole per descriverlo, è stato... necessario... Egli prima di me ha capito cosa mi accadeva, cosa ci accadeva anzi, e ha deciso per me l'unica cosa sensata da fare, mettere da parte ragione e logica per abbandonarsi ai sentimenti e all'istinto. Solo in questo modo avrei carpito davvero la mia natura, e ora che quelle atroci sofferenze sono solo un ricordo del passato e la macchia che avevo sul petto sembra sparita, una sensazione di libertà e di pace interiore mai provata prima mi pervade. Ancora molte cose ci sono da cambiare, ma una nuova forza mi sostiene.
Poi il ricordo della pacata luce che quelle ametiste le donavano mi porta ad una domanda che dapprima mi provoca un brivido lungo la schiena... "tu cosa credi di essere, per lei?"...
Cosa sarà di quel che è stato ieri, cosa saranno stati per lei quei momenti?
Stendo la schiena a terra e fisso il cielo cercando una risposta, poi capisco che è inutile farsi domande. Gioisci di ciò che è stato, per quello che è stato, senza farti illusioni, e sarà poi quel che deve essere. Lei ha già conosciuto i piaceri e i dolori del dividere il letto con qualcuno, non è una sciocca nè una sprovveduta, e se ti ha concesso ciò che hai avuto non è certo per caso. Mi tocco il collo e sento un lieve dolore che mi riporta alla mente così forti sensazioni da farmi gemere ancora. Forse dovrei parlarle? No.. dopo così poco tempo insieme.. e poi perchè? Cosa pretendi più di quel che ti è stato dato? Del resto, tu tieni alla tua libertà, così come lei tiene alla sua, quindi a che scopo cercare legami forzati, sarà il tempo a decidere cosa farete...
Però... dei, quanto mi sentivo vivo e forte quella sera in piazza... quella luce nei suoi occhi, la terribile scintilla di tenebra che col suo scoccare mi ha acceso in petto quel fuoco incredibile, sentirmi fiero di camminare al suo fianco, poi il niente, tutta la noia che ci circondava è sparita improvvisamente e c'eravamo solo io e lei, e la passione che mi guidava...
Ora basta però, i raggi di kyra sono alti ormai e io sono ancora qui steso in giardino, mentre tanti impegni mi aspettano. devo incontrare assolutamente anche Memian, dopo gli ultimi avvenimenti avremo da fare una bella chiacchierata...
Bella giornata però...

E' da tempo ormai, che cerco una risposta, una via d'uscita da questo labirinto senza fine che mi avvinghia. Fugace si è rivelato quel primo istante in cui mi sono illuso di essermi realizzato, di aver fatto chiarezza in mè e conquistato qualche certezza...
Fragili promesse ammantate d'amore spezzandosi nel mio cuore l'hanno fatto sanguinare e soffrire come soffre un bambino nel vedersi morta la madre.
Mi sento solo, solo e incatenato in un ruolo che non fa per me, pur rimanendo più adatto di quel corrotto, per ricoprire la mia carica...
Posso sentire Senroth dentro di me rivoltarsi... mi ripete che non è questa la mia strada, mi ripete che lui è un guerriero non un paladino rammollito, che tutta questa formalità tutte queste promesse, è inutile... è tutto inutile!
Ricordo ancora le sue parole... "lei fa i suoi comodi? insomma, fateli anche voi"... tanto brevi quanto vere, ma è stato duro accettarlo...
Molto tempo è passato ormai, e io ho rinunciato a darmi eterna pena per chi mi vuole affossare e chi non mi tiene in considerazione...
In questi ultimi giorni... ho finalmente provato dopo lungo tempo nuovi brividi di vita... nuove sfide, riscoprire me stesso, potermi sfogare appieno senza costrizioni...
Forse Memian aveva ragione... forse è quello il mio destino, e devo ammettere che... non mi dispiacerebbe...sono stufo di lottare contro il fuoco che mi arde dentro, e credo anche Senroth voglia questo...
Poi c'è lei... dei, non so cosa pensare di lei... o forse non ne ho ancora il coraggio...
Verrà tutto fuori tanto... devo solo lasciarmi andare.