Apro gli occhi confuso, alle prime pallide luci di Kyra che fanno timidamente capolino dalla finestra. Mi guardo intorno quasi incredulo. Nel sonno immagini di ciò che è accaduto si son succedute senza sosta, ma appena sveglio sembro non ricordare nulla. Mi volto e la trovo, bellissima, silente, il volto sereno quasi sorridente nel sonno. Le sfioro una guancia e il suo calore risveglia in me brividi che non dimenticherò mai. Vorrei svegliarla, baciarla ancora, raccontarle cos'è stata per me quell'improvvisa passione, ma decido di lasciarla dormire, è così dolce, e probabilmente l'annoierei soltanto con le mie parole...
Mi alzo e mi vesto con calma senza far rumore, e prima di uscire la guardo ancora, i raggi di kyra posati su lei ne esaltano le forme ammalianti. Sceso nel salone, esamino il pettorale della mia corazza, il foro provocato da quel raggio che mi ha dilaniato le carni ha una forma perfettamente circolare, è incredibile. Difficilmente riuscirò a ripararlo, per cui infilata la cintura, decido di andare dal fabbro senza indossare l'armatura; se mi vedessero con quel buco qualcuno potrebbe fare scomode domande. Poi volto il capo e vedo il giardino; decido di farci due passi e appena dentro mi colpisce la bellezza di fiori e piante ben curate, e il miagolio di una gatta che già conosco. Cosi' mi fermo con l'intenzione di coccolarla un pò, e appena steso sul morbido prato del giardino, mille pensieri mi sovvengono. La sensazione di pace interiore che mi pervade dalla sera prima, cosa significa? E' davvero quel che penso? La visione di Senroth e' stata... dei, non trovo neanche le parole per descriverlo, è stato... necessario... Egli prima di me ha capito cosa mi accadeva, cosa ci accadeva anzi, e ha deciso per me l'unica cosa sensata da fare, mettere da parte ragione e logica per abbandonarsi ai sentimenti e all'istinto. Solo in questo modo avrei carpito davvero la mia natura, e ora che quelle atroci sofferenze sono solo un ricordo del passato e la macchia che avevo sul petto sembra sparita, una sensazione di libertà e di pace interiore mai provata prima mi pervade. Ancora molte cose ci sono da cambiare, ma una nuova forza mi sostiene.
Poi il ricordo della pacata luce che quelle ametiste le donavano mi porta ad una domanda che dapprima mi provoca un brivido lungo la schiena... "tu cosa credi di essere, per lei?"...
Cosa sarà di quel che è stato ieri, cosa saranno stati per lei quei momenti?
Stendo la schiena a terra e fisso il cielo cercando una risposta, poi capisco che è inutile farsi domande. Gioisci di ciò che è stato, per quello che è stato, senza farti illusioni, e sarà poi quel che deve essere. Lei ha già conosciuto i piaceri e i dolori del dividere il letto con qualcuno, non è una sciocca nè una sprovveduta, e se ti ha concesso ciò che hai avuto non è certo per caso. Mi tocco il collo e sento un lieve dolore che mi riporta alla mente così forti sensazioni da farmi gemere ancora. Forse dovrei parlarle? No.. dopo così poco tempo insieme.. e poi perchè? Cosa pretendi più di quel che ti è stato dato? Del resto, tu tieni alla tua libertà, così come lei tiene alla sua, quindi a che scopo cercare legami forzati, sarà il tempo a decidere cosa farete...
Però... dei, quanto mi sentivo vivo e forte quella sera in piazza... quella luce nei suoi occhi, la terribile scintilla di tenebra che col suo scoccare mi ha acceso in petto quel fuoco incredibile, sentirmi fiero di camminare al suo fianco, poi il niente, tutta la noia che ci circondava è sparita improvvisamente e c'eravamo solo io e lei, e la passione che mi guidava...
Ora basta però, i raggi di kyra sono alti ormai e io sono ancora qui steso in giardino, mentre tanti impegni mi aspettano. devo incontrare assolutamente anche Memian, dopo gli ultimi avvenimenti avremo da fare una bella chiacchierata...
Bella giornata però...