E mi ritrovo ancora a vagare, sola, in queste terre...
Le mie zampe sembrano posarsi a terra sicure, ma in realta' non ho meta, semplicemente continuo a camminare, seguendo le strade, imboccando vie laterali, continuando ancora...e ancora...
La solitudine e' come una cappa oscura che mi avvolge appensantendo i miei passi, mentre i miei pensieri, di cui la maggior parte spiacevoli, mi attraversano la mente come sottili spilli velenosi, che penetrano a fondo e dolorosamente.
Finalmente mi fermo a riposare vicino un lago, le acque immobili e placide, sembrano regalarmi un po' di pace, e poi lo vedo...
Il mio viso riflesso nello specchio d'acqua, i tratti felini tesi in un'espressione quasi dura, ma anche malinconica, le labbra strette a formare una linea sottile, e i miei stessi occhi che mi fissano, cosi tristi, cosi vuoti, mi fanno quasi paura!
Ma non distolgo lo sguardo, continuo a fissare la mia immagine, mentre i ricordi invadono la mia mente con prepotenza...
Vedo una giovane felar che scopre di con stupore, di possedere il dono della magia...E' impaurita e al tempo stesso eccitata, ma ben presto dopo duri allenamenti e con l'aiuto di Phasys, riesce a manipolarla e a utilizzarla con abilita', e' orgogliosa di se stessa e felice.
Ma le sorprese sono appena iniziate, perche' scopre che suo padre e' vivo, e dopo tanti anni che e' cresciuta sola con le sorelle, puo' contare sull'amore paterno.
E poi Elawen, il suo primo e unico compagno, l'unico che ha amato, e il frutto del loro amore, tre dolci e stupendi cuccioli, una famiglia tutta sua.
Ma la felicita' non dura per sempre...
Chiude gli occhi pieni di lacrime, il cuore straziato per cio' che lentamente le e' stato tolto...
Elawen e' scomparso...Che mi abbia abbandonato senza dire una parola?
Non un messaggio, ne' sue notizie, niente di niente. Dove sara? Stara' bene? Domande e dubbi continuano a tormentarmi.
E i dolci e piccoli teneri cuccioli si sono allontanati da me.
Khrysor cresciuto a Dunkle, ore e giorni interi passati insieme al suo shalafi Krisaore ad apprendere la magia; Meeki cresciuta insieme al nonno, apprendendo l'arte della spada e del combattimento; e infine Mekyes, abile fin da piccolo come suo padre nel combattimento a mani nude, si e' allenato da solo, aspettando con ansia il ritorno di Elawen.
La mia solitudine e' stata attenuata dalla piccola felar che ho adottato e dai nipotini, ma anche loro sembrano essere scomparsi.
Non sono stata una buona madre, no. Lo leggo nei loro occhi, li sento distanti, sono quasi certa che provano odio per me.
E ora sono adulti...Non hanno piu' bisogno di me, dei miei consigli, delle mie braccia che li cullino, o di asciugare le loro lacrime.
Mi sento inutile, vuota, e vorrei tanto che tornassero piccoli, vorrei esser voluta stare di piu' con loro, insieme al padre, come una vera famiglia.
Ma forse non sono una buona madre perche' non ho mai conosciuto la mia, avrei voluto imparare da lei, avere i suoi consigli...chissa' com'era...
Non ricordo quasi nulla della mia infanzia, come se la mia mente si rifiutasse di ricordare, ma sarebbe bello poter tornare cucciola, riscoprire le piccole gioie, giocare spensierata, ed essere coccolati da qualcuno che si prenda cura di me.
Non aver pensieri ne' problemi, essere felici solo per una semplice carezza che qualcuno ti fa.
Non provare piu' questo odio e questa solitudine, o l'istinto di uccidere per il puro piacere di farlo, come un animale assetato di sangue e vendetta.
Tiro una zampata nell'acqua e la mia immagine si increspa fino a scomparire tra le onde del lago.
Scoppio a ridere, ma la mia e' una risata quasi isterica e piena di rabbia per le assurdita' a cui sto pensando.
Cerco di calmarmi e fisso a lungo il cielo e le ombre che piano si stanno allungando, mentre la luce va a morire.
Mi guardo attorno, il bosco sembra quasi vibrare di magia, mentre piccole lucciole sembrano danzarmi attorno, ma non ci faccio caso piu' di tanto.
Sospiro e riprendo a camminare, raggiungendo la caverna dove ogni tanto mi fermo a riposare.
Mi accuccio a terra mettendomi comoda e prima di addormentarmi, mi rendo conto con rassegnazione che non si puo' tonare indietro, che la felicita' che avevo e' ormai perduta...che non c'e' piu' niente da fare...