Vagavo ramingo nei territori oltre i confini della foresta di arachnos,

nelle terre brulle dell'ovest.

Il sole era alto nel cielo, la temperatura era comunque sopportabile, anche

sotto una dovuta bardatura.

All'improvviso sulla linea dell'orizzonte vidi un'abbagliante raggio di luce blu che squarcio'

il cielo, dopodiche' apparve qualcosa, inizialmente molto vago, poi, man mano che s'avvicinava,

riconobbi una scura figura a cavallo.

Si avvicinava velocemente, poi, quando fu a piu' o meno cinquanta leghe da me, inizio'

a rallentare venendomi incontro minacciosamente.

Cavalcava uno splendido esemplare, pelo liscio e grigio, la lunga criniera nera perfetta, gambe

muscolose e zoccoli robusti, sembrava inoltre quasi emanare una calma poco rassicurante.

La figura invece, era un uomo della mia altezza, vestito di una lunga tunica grigia, incappucciato

con una strana maschera tribale che gli copriva il volto.

Cosi' scese lentamente dal destriero, con movimenti eleganti e allo stesso tempo decisi, l'atmosfera

si faceva tesa, non sapevo se essere nervoso, preoccupato o tranquillo.

Porto' la mano alla maschera, la sfioro' con il palmo poi afferro' il lato superiore e la tolse, sempre

molto lentamente.

Lo vidi quindi in faccia...e rimasi paralizzato.

Era identico a me, in ogni tratto, se non per una lunga cicatrice sulla guancia sinistra.

Mi lancio' uno sguardo d'odio, identico ad uno dei miei, ero confuso, non sapevo cosa provare anche se

l'aria del misterioso guerriero era poco rassicurante.

Ci guardammo negli occhi per vari minuti, quasi ci stessimo sfidando con lo sguardo.

Ad un certo punto abbasso' il cappuccio e tolse con un movimento la tunica, era uguale a me, persino nel

vestiario.

Alzo' piano la mano destra e poggio' il palmo sull'elsa di Anduring, che giaceva nel suo fodero, come la

mia. La estrae' ed io feci lo stesso, quasi simultaneamente. Avevo dunque capito, che cio' che mi aspettava era un duello.

Vari quesiti attraversavano la mia mente...Quanto sarebbe stato forte un guerriero esattamente come me?

Sarei mai riuscito a sopravvivere? Voleva uccidermi o cos'altro?

Con un fulmineo movimento di gambe si abbasso' e si avvicino' a me tirando il primo fendente.

Conoscevo a memoria ogni mia mossa, alzai dunque lo scudo per pararlo con sicurezza. Fu qui, che rimasi

stupito, si giro' ad una velocita' incredibile su se stesso, con una forte spinta dello stesso scudo mi

sbilancio, mi passo dietro e con una pedata nella schiena mi fece cadere a terra.

Mi rialzai velocemente, alzai anche lo sguardo e vidi con stupore che la sua lama cadeva gia' verso il mio

volto. Alzai la spada, ma non feci in tempo. Ora, un lungo taglio deturpava la mia guancia sinistra, esattamente come

la sua. Mi accasciai a terra incredulo, lui intanto, fece dei piccoli passi indietro, si abbasso' e raccolse

la maschera. La lancio' a pochi centimetri da me e disse: "Solamente il colosso del tuo futuro puo' scalfirti, Grande Guerriero".