← I Reperti · Sola lettura · Cerca nell’archivio

Oggi in piazza del tempio di Kyrandor ho visto una farfalla dalle ali completamente nere che si è trasformata in una fata di fronte i miei occhi.

Parlando con essa ho scoperto che è legata a un felar che le ha salvato la vita diverso tempo fa.

Questo felar dal pelame scuro si è rivelato essere °*ùéì° (qui la pagina sembra rovinata e incomprensibile). Dopo vari avvenimenti ho deciso di aiutare la fata donandogli una parte della mia linfa vitale affinché potesse continuare a vivere, ma adesso mi assale il dubbio di aver fatto la cosa sbagliata. Spero che il male che ho intravisto nel suo cuore non contagi Therial.

Filgor

O mascarpone quanto sei dolce e gustoso

nel pancino mio tu trovi riposo

puoi essere usato per le costruzioni

ma ahimè, spesso ti mangiano alle colazioni

Solo loro mi posson capire

quelli che del mascarpone han sentito dire.

Un nano fantasma e uomo pazzo

Loro si che mi han fatto il mazzo

La mia ode io ho finito

e con inchino e con un rutto

io vi saluto del tutto

Oh Dei quanto tempo e' passato da quando l'ho salvata... stava morendo, e io ho accettato di donarle un po' della mia energia... Quando si trasformo' da una cosi' stupenda fatina oscura in una farfalla nera... e finalmente l'ho rivista... bella come non mai... cosi' affascinante e letale...

Come non esaudire i suoi desideri? Mi sono distratto un attimo, e lei era da quel cavaliere, da Filgor... che a quanto mi risulta e' l'araldo di Shod ed anche il capo dei suddetti... e stava per essere aggredita dallo spirito luminoso di quel chierico!

Non ricordo piu' molto dopo... ricordo di aver fatto esattamente come lei desiderava, perche' deluderla sarebbe un dolore troppo grande da sopportare... ricordo che ha pianto tanto... povera creatura... ricordo che ha succhiato il sangue di Filgor, dopo essere tornata farfalla... in quel momento ho davvero creduto che non ci fosse piu' nulla per cui vivere.

E ricordo il suo ultimo desiderio, prima di tornare a svolazzarmi accanto... il sacro ordine... se e' questo che desidera, allora cosi' sara'. Tutto per la sua gioia...

Onore a te, oh Hazon!

Dopo il mio lungo perigliare, il perdersi del mio animo nel terrore di aver perso la divina benevolenza, ed i tanti anni trascorsi a cercar una ragione umana alle volonta' divine, al fin giunsi alla comprensione.

Ero ancor giovine quando chiamato nei celi da un dio misericordioso, fui da lui abbigliato per portar sulla terra la speranza della Luce. Ma a quei tempi il mio giovane impeto mi portava a cercar la pugna ovunque senza cercar pieta' negli esseri tenebrosi.

Il dio dopo un lunga giornata passata a tessere tessuti, prima di congedarmi mi diede un compito che si rilevo' poi la mia sofferenza.' prendi questo prezioso monile, e dallo all'unico uomo saggio ed anziano che cammina nella LUCE. Nessuno deve sapere che tu hai questo compito, e neanche a te e' concesso di posar piu' gli sguardi su questo oggetto. Mettilo da parte e non lo prender piu' fino alla consegna'

A nulla valsero i mie dubbi circa come identificare il saggio. Nessun altra parola, ma solo un monito: ' perdi quell'oggetto e d ite non ne restare traccia nemmeno nelle memorie delle genti.'

A lungo ho cercato, e mentre cercavo le Tenebre mi tentavano, ed io non potevo portare la mano all'elsa. Mai potetti piu' combattere ne rischiar in un duello. l'onere era troppo.

Solo una volta l'ira di un legislatore mi costrinse a tener fede al giuramento di alleanza fatto come Cavaliere del sacro ordine, e pugnar dovetti mietendo tante vittime. E gli dei mi punirono portando via la mia spada nelle acque del fiume.

Da allora un lunga vita di soofferenza, insulti, e costrizioni, e non capivo perche' gli dei mi avessero abbandonato a tale destino. Nulle valsero le mie preghiere, nulla sapevano gli altri dei ne mai avrebbero dovuto sapere. Il mio fardello portai e con lui tutte le mie pene.

Molti amici vidi morire, e mai mi fu concesso di dar loro aiuto. Mai compresi il fine divino.

MA, dopo oltre 30 anni, quando ormai le mie mebra stanche a stento reggevano la mia armatura, un volto e delle parole mi portarono l'illuminazione: Il volere divino era che io comprendessi la via della pazienza oltre che del perdono. La strada avevano tessuto affinche' io divenissi cavaliere, e come tale, unico a non aver mai visto il mio Gram maestro e signore.

Non avevo capito che le uniche due persone che mai avevo incontrato erano in verita' la stessa: il vecchio saggio lucente ed la mia guida!!!

Il mese scorso fui chiamato al castello da una voce imponete e calda: Filgor in persona chiedeva la mia presenza! giunto al suo cospetto la mia anima si riprese, nei suoi occhi una profonda luce mi infondeva senerita'.

'Ho deciso che sarai il mio vice, Ermete, e della parola dei Cavalieri del Sacro ordine sarai Ambasciatore!' Le sue parole mi riempivono di orgoglio ma non riuscivano a scuotere la mia anima: altro era la rivelzione che si impossessava di me. Il SAGGIO E' LUI!

Ora era tutto chiaro, anche il mio destino, ed il sofferente cammino che mi aveva portato li, ad essere volonta' degli Dei tra le umane genti. Solo purificandomi con la pazienza e la sofferenza avrei potuto svolgre il mio compito.

Preghai ancora gli Dei e loro si palesarono nella possente figura del Dio Della Terra. A lui consegnai l'oggettto e la risoluzione dell'oracolo e rimise la mia esistenza ne lcaso mi fossi sbagliato. Con Gioia appresi che la mia missione era finita.

Avevo celato a tutti, ed anche ai miei stressi amici il segreto per tanti anni. Le stesse anime malvagie, tra imperatori e demoni mai avevano capito il fardello che trasportavano, e questo mi ha dato il polso di quanto le forse delle tenebre sono fallaci e poco attente.

Onore a te Hazon, che mai mi abbandonasti, e che la gloria degli dei lucenti mi avvolga, premiandomi per la mia epica missione dando segno della loro potenza.

ONORE e LUCE!

Ermete Paladino della FEDE ed Ambasciatore dei Cavalieri del Sacro Ordine

*/ alzando la griglia dell'elmo, volge lo sguardo fiero e sereno dopo 30 anni (/off 7 mesi!!!/off) al lato luminoso del celo, e sorride /*

Mio caro diario,

e' molto che non scrivo... troppe cose sono successe e molte stanno accadendo...

Tutto mi ha portata a cercare vecchi tomi polverosi... ho deciso di scrivere molti libri per metterli a disposizione del luogo che voglio creare...

Sono molto vicina agli elfi e sentendoli parlare la loro lingua riesco a capire qualche parola... so che e' complicato imparare una lingua ma forse si puo' almeno comprenderla a grandi cenni...

Cosi' torno di nuovo ai miei ricordi e a quei due anni terribili passati tra i drow... mi chiedo se con un po' di pratica io riesca a ricordarmi qualche cosa...

Faro' delle ricerche... vedremo dove mi porteranno..

Dopotutto, il viaggio mi ha fatto bene.

Parte della mia sofferenza è svanita, e ho avuto modo di riflettere a lungo, rilassando la mia mente e il mio corpo, lontano da qualsiasi tensione..

Sì, mi sento meglio, più viva.

Sulla sponda di un fiume con la chitarra in mano....

Nan-na bo-bo nan-na bo-bo tutti i bambini dormono ma il mio no....

Nan-na bo-bo nan-na bo-bo tutti i bambini dormono ma il mio no....

Nan-na bo-bo nan-na bo-bo tutti i bambini dormono ma il mio no....

Nan-na bo-bo nan-na bo-bo tutti i bambini dormono ma il mio no....

smette di suonare...le lacrime gli innondano il viso impedendogli di continuare...

E di nuovo salgo la collina, per la terza volta, l’ultima. Perché solo tre volte gli dei ci concedono di comandare al tempo. Perché il cerchio del passato deve chiudersi. Guardo le stelle immobili nella luce fioca di Marhis velata dalle nuvole. E, come sempre, il grande albero mi da riparo. E, come sempre, il gesto compone le fascine. Per l’ultima volta, la parola le incendia.

E di nuovo sono lì, con l’innocenza amara dei miei 17 anni e tu sei con me. Avvolto nelle tue spire parli alla mia mente (eri conscio dell’imminenza della fine?) di strategie di fuga e di dove cercare riparo in caso di separazione forzata. “Vai a Kyrandor e cerca di Phasys, può insegnarti molto, se riesce a sopportarti” la tua risata si ripete nella mia mente e ti sorrido con la solita smorfia che mi arriccia il naso, subito cancellata da un brivido improvviso (ero conscia anch’io dell’imminenza della fine?).

La foresta ci protegge e ci avverte. Il suo improvviso silenzio è un segnale di fuga. E fuggiamo come tante altre volte prima, non puoi più proteggermi, ma mi hai insegnato a farlo e, quasi in automatico, mi nascondo certa della riuscita di una strategia più volte fortunata. Ma questa volta è con loro un Signore più potente, più scaltro, più forte. Circondata, cerco di dibattermi con le mie scarse forze e ancora minori capacità. Mi inchioda alla sua volontà e, prigioniera senza catene, seguo i vincitori.

Rivivo, con l’orrore che cristallizza l’urlo in una smorfia dolorosa, quella notte impietosa di domande e di rispose che escono dalle mie labbra d'automa. Mi strappano tutto, l’innocenza, la magia, i nostri rifugi. Solo una cosa non riescono a togliermi, nonostante mi forzino la mente, nonostante la Sua orribile potenza, non sapranno mai il luogo del tuo nascondiglio (sei vivo? dimmi, sei vivo?).

Ma tutto finisce ed anche la notte degli orrori passa. Stracciata e lacera, mi ritrovo finalmente sola. Via, sono andati via, liberandomi mente e corpo, sicuri, nella loro protervia, di avermi piegata. Ma prima di essere loro questa casa era mia e ne conosco ogni segreto. Rido sommessamente, quasi impazzita di dolore ed umiliazione, ma più forte di loro, mentre apro il passaggio e corro piegata in due lungo il cunicolo che mi riporta alla foresta e all’improvvisa coscienza della mia solitudine.

Nell’acqua della chiara fontana lavo le ferite e il ricordo della notte. Seguo il tuo consiglio e, mentre il fuoco si spegne, rivivo il mio arrivo a Kyrandor.

La notte mi avvolge in un abbraccio silenzioso. Ho rivissuto ogni cosa ed ora il passato può chiudersi su se stesso come un cerchio magico da cui ho ricevuto la linfa per continuare a vivere. Guardo la notte e la notte mi guarda e, mentre Marhis cede il posto a Kyra, sento che un nuovo cerchio sta per aprirsi verso un inconoscibile futuro che ora sono pronta ad affrontare.

Rigiro sul dito, sorridendo impercettibilmente, l’anello che mi ha regalato. E il nome di Vallac mi accarezza la pelle.

Il sole era sorto da pochi minuti...

Quella mattina l'aria era fresca...

Decisi che era ora di partire, fare un lungo viaggio verso Kyrandor. Qui a Titan Valley non c'è più nulla per me. Ho deciso che da oggi il mio nome sarà Osioron.[...]

Ecco... sono quasi giunto al famoso campo di addestramento nei pressi del tempio di Kyrandor, ho intensione di apprendere l'arte della guerra, e dicono quei chierici potrebbero aiutarmi.[...] Ho appena ricevuto il diploma del tempio, spero solo di venire bene accolto dalla gente di qui... Per ora, posso solo sperare.

Ormai mi sentivo pronto per tornare dal vecchio mastro di lotta, per dimostrargli che ero consapevole di essere padrone di tutti i suoi insegnamenti.

Ma la paura che tutto il percorso fatto a nulla fosse servito, mi riempiva di dubbi. A fidi amici chiesi di accompagnarmi a misurarsi con un famoso e potente Drago che vive nelle lontane terre del ponente. Ma dovetti scoprire che ancora qualcosa mancava alla mia preparazione: io, l'amico vampiro, la fida strega, e il perenne compagno stregone andammo a pagar visita alla mia nera signora.

La rabbia mi porto ad uccidere un'ombra che passava vicino ai nostri corpi mentre tentava di depredarli, e proprio in quel momento un'illuminazione divina si infuse in me: mi sentivo finalmente pronto.

Chiesi alla compagnia di lasciarmi solo con il drago, e chiamai a me tutte le mie forze. Usai l'astuzia e le sole mani, e il drago peri' e la sua vita si disciolse come fosse fumo al vento.

Ora sono pronto a percorre la mia via....una nuova via.

[Appena raggiunto il livello EROE primo mob assassinato il Drago delle terre dell' Ovest]