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Un diario avvolto da un panno bianco, con una copertina rosso antico. Sulla copertina un decoro dorato con al centro una piccola pietra di luna.

Non me ne capacito.

Va avanti da numerosi giorni ed è fenomeno frequente.

Desiderio di combattere, uccidere...

Scuote la testa, si piega sul foglio

Bere il sangue del mio nemico.

Dev'essere la frenesia di combattere. Tutti qui paiono presi dal combattere...
O forse è una sorta d'idrofobia?

La mano si ferma sul foglio, la rockseer -pelle bianchissima, occhi verde bottiglia profondo, labbra dipinte di rubino- si ferma e guarda in alto. Uno sguardo non disperato, non angosciato, ma sofferto, trepidante, incredulo.

Non può essere, non deve essere, l'Antico Morbo...

Ma voglio proprio mentire a me stessa?

Io pensavo che... che fosse finito, ecco. Che la Disgrazia si tramandasse di padre...in figlio...

Sto mentendo a me stessa... invece... c'è qualcosa che non voglio ricordare...

...o in figlia? Era mio padre, l'infetto, mia madre lo diceva sempre...

...già, l'ultima volta che lo vidi, con la gola squarciata...quello sguardo così umano...

...mamma, così premurosa, così cambiata da quella disgrazia tanto che si rifugiò in eremo nelle Grotte Esterne. Poterla andare a trovare solo poche volte alla settimana, così triste, così provata... così...

...colpevole?

Lo sguardo verde si spalanca di colpo, per poi richiudersi, tranquillo

Così sofferente, così penitente.
Cara mamma... cosa ti hanno fatto. Il tuo sposo, la tua famiglia, i tuoi simili...

...la tua bambina...

Un singhiozzo scuote il ventre della ragazza, si china di colposul diario e lacrime ne bagnano la superfici e singhiozzi scuotono il petto dell'elfa delle rocce.

Com'è inutile cercare di andare contro la propria natura.
Ho sempre vissuto tra gli intrighi e i doppi, o anche tripli, giochi, e non so davvero come io possa aver pensato di smettere di farlo.
Ho provato a farlo, per poco l'ho anche fatto, ma dev'essere stato solo lo strascico della mia convinzione, perchè adesso ci sono di nuovo dentro fino al collo.
Pazienza..continuerò come il ragno a tessere le mie ragnatele e sorriderò nel vedere gli insetti inermi tra le sue trame..come ho sempre fatto.
Devo dire che già mi piace l'idea...

Ormai è passato molto tempo dall'ultima volta che lo vidi... tutto è così diverso quando sono senza di lui.

Spesso mi capita di udire delle voci che circolano sul suo nome tuttora dopo la sua scomparsa, come fosse una leggenda:
"Posso confermarvi che Aral Nirvail è stato uno dei più forti guerrieri che abbia mai visto"
"Vi dico con certezza che la sua corazza e il suo animo nobile risplendevano molto di più rispetto a tantissime altre persone"

Oramai senza la sua compagnia le persone che una volta mi salutavano assiduamente sembrano neanche far caso alla mia presenza e tutto ciò mi manda in collera.
Tutta questa gente che parla di lui come una divinità scesa dal cielo non la sopporto, pochi l'hanno conosciuto bene come me e tanti meno quanto abbia lavorato per raggiungere i suoi obiettivi.

Per chiunque "Nirvail" è sinonimo di Aral, probabilmente nessuno ricorda che anch'io sono un Nirvail, ma d'altra parte non posso contraddirli: non ho mai fatto nulla di così eroico o di così memorabile, ma ora ho intenzione di impegnarmi intensamente come guerriero per far si che anch'io un giorno venga ricordato per la maestria dimostrata in battaglia e non per vincoli di sangue.