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Un mezz'elfo...
Dovrei odiarlo con tutte le mie forze, invece i miei sentimenti sono di opposta natura, ma per un periodo è stato davvero così... Lo odiavo per il suo sangue, per il fatto stesso che il mio cuore non conosceva che odio, e non tralasciamo che voleva rubarmi la mia prima cena sostanziosa conquistata con le mie forze!

Abbiamo convissuto per parecchio tempo, in fondo per me era meglio così, ucciderlo o mandarlo via sarebbe stato stupido, ero ferita e spaesata, mentre lui sembrava già aver capito come giravano le cose, e sembrava essere un buon cacciatore, con lui avevo sicuramente maggiori probabilità di mangiare e rimettermi in forze.

Vivendo insieme a lui ho imparato a sopravvivere in superficie e sono riuscita a dedicarmi come volevo alla magia, con tutta la concentrazione di cui avevo bisogno, perche' fortunatamente la diffidenza, reciproca, che aveva nei miei confronti faceva in modo che non ci parlassimo spesso, anzi, praticamente mai.

Col tempo, la nostra diffidenza divenne discrezione e quindi rispetto degli spazi, non ricordo quando è stato che mi accorsi di apprezzare la situazione a cui eravamo arrivati e di trovarlo addirittura simpatico...

Sorrido con aria assorta e appoggio il pennino intinto nell'inchiostro...
Oggi Nywulf mi ha fatto leggere una pagina del suo diario, racconta il nostro primo incontro... Lo ricordo come se fosse ieri... E ricordo anche cosa pensai, mentre guardavo soddisfatta quella figura un pò sparuta dai capelli neri e arruffati spalancare quegli occhi di ghiaccio quando gli sono ricomparsa davanti:

C'è chi dentro a una selva oscura ci si ritrova nel mezzo della vita, io mi ci sono trovata subito...
E c'è chi ci incontra una guida per i propri affanni, io ci ho trovato un altro sventurato.
Sono davvero fortunata, non c'è che dire.

Quella selva era Haon Dor.
E lo sventurato proprio Nywulf.
Io assaporavo con gioia i miei primi momenti di libertà e con frustrazione il duro impatto con la superficie e con la troppo lenta rimarginazione della mia ferita, per giorni non ho mangiato, per giorni ho potuto camminare solo di notte a causa di quella maledetta luce che confondeva i miei occhi.
Provai a cacciare quando cominciai ad abituarmi, non potevo continuare a digiunare, anche se il mio cervello era ancora annebbiato...

Più vicino...

Era la mia prima preda, una quaglia un po' magra ma comunque adatta a ciò che volevo farne... E l'avevo in mano, sorridevo ancora trionfante e compiaciuta di me stessa, quando qualcosa attirò la mia attenzione altrove e rapidissimamente una figura sfrecciò di fianco a me strattonando violentemente la quaglia dalle mie mani e portandomela via!

Maledizione!

Lo raggiunsi subito, e dopo averlo guardato bene cominciai a pensare a come punirlo...

Sono davvero fortunata, non c'è che dire.

Mi rivolsi a Nuenis, la più umile delle ancelle a palazzo, ma anche la più forte... Pensavo sarebbe stata discreta, invece dopo avermi portato a forza di braccia fuori dalle caverne, in superficie, e dopo avermi lasciata nella foresta, confusa e disorientata, tornò indietro di corsa, ad avvertire gli altri della mia fuga...

Costretta a gattonare, a strisciare come un verme... Che umiliazione

Trovai un nascondiglio al buio, e finchè non fui di nuovo in grado di camminare non ne uscii...

Testarda e incosciente...
Ricordo con che presunzione ho lacerato i tendini della gamba sinistra, e scuoto la testa.

Il corpo d'altronde n0n mi serviva per studiare la magia, solo la mente era importante... Ma non avrei mai immaginato che non sarei più guarita completamente. Di sicuro saperlo non mi avrebbe fermato, ma forse un briciolo di attenzione in più l'avrei prestata...

Il male era insopportabile, e la fasciatura stretta non mi portava nessun sollievo, avrei avuto bisogno d'aiuto per fuggire...
Dannazione!

In verità la magia e la mia condizione di rinnegata sono strettamente legati tra loro... Sono fuggita che avevo 14 anni, ne stavo per compiere 15... Una ragazzina. Allo scadere del mio quindicesimo compleanno avrei cominciato gli allenamenti a tempo pieno, e non avrei più avuto alcun tempo per la magia, passione che avevo coltivato fin da infante... Mia madre l'aveva ribadito anche quando sono andata a parlarle la notte prima di fuggire, o, come dicono loro, di essere cacciata.

- Voglio studiare da strega, voglio diventare Shalafi, la guerra non mi importa... Perlomeno, voglio combatterla con altre armi
- No, è assolutamente impossibile. Lo sapevi che gli allenamenti non ti avrebbero permesso il proseguimento dello studio della magia, eppure hai voluto continuare... Ora è giunta l'ora di smetterla con questi giochetti infantili, e che non se ne parli più.

Tentar non nuoce, dicono, io la mia decisione l'avevo già presa, con o senza il benestare della capofamiglia.

Così stanno le cose? Allora dovrete rifiutarmi...
Che ragazzina testarda.

E adesso? Tutto crolla, come al solito... Dare per scontate certe cose è sempre deleterio, ecco un'altro insegnamento di cui non imparerò mai a tenere conto...
E' nella mia natura.
Beh, in realtà io conosco la mia natura ma non so chi sono... Gia'... Ma io ce l'ho un'identità?

Sono un'elfa oscura... Ma sono la vergogna della razza intera... Ormai questa frase mi è stata ripetuta fino alla nausea... Ne fuggo da anni ed anni ormai, il mio legame con le mie radici è praticamente inesistente!

Sono una strega... Ma non sono capace di spezzare un dannato, stupidissimo incantesimo. Posso esser davvero chiamata tale se niente di quello che ho studiato vale? Se una vita intera consacrata alla magia non mi permette di risolvere i miei problemi, o quelli di chi mi sta accanto?