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Speravo... di poter usare questa parola solo per intendere me e sir Lethenil...o comunque persone a me affini...
o comunque... persone.
Al ritorno dal mio lungo viaggio credevo di aver lasciato da qualche parte il mio passato e il brutto incidente, ma il tocco di Sorhaja lascia tracce indelebili e ritrovando Dhora fui costretta ad affrontare quelli che pensavo fossero solo sospetti.

La prima volta che tento' di vedere cosa c'era in me eravamo in tre, in un atrio, sotto una magnifica cascata, io, Milady Dhora ed un felar con un occhio stranamente rosso... non ho memoria di cio' che successe dopo le monotone e inquietanti parole che la dama pronunziava tenendo alto il suo medaglione.
Al mio risveglio nulla era mutato nella mia anima, ero convinta che... che non fosse successo nulla ma i miei capelli, ora bianchi, testimoniano il contrario.

Non potendo piu' negare l'esistenza di quest'essere decisi dunque di affrontarlo una seconda volta, il felar non si presento' con noi, ne nessun'altro... ero sola con la piccola luce di therial a mostrarmi la via...
Non ho segni nel corpo a testimonianza dell'accaduto, ma aprendo gli occhi mi trovai in uno strano luogo... dalla bellezza sinistra. Li ad accogliermi oltre la dama trovai un potente Drow che evidentemente non gradiva la mia presenza e scappai ritrovandomi con sir Lethenil.
Attesi con lui il ritorno della strega che tento' di chiarirmi l'accaduto... ma... cio' che giunse alle nostre orecchie non ha davvero alcun senso...

Dhora sa'... Dhora...

Qualcuno mi disse una sera, una bella sera sotto un cielo antico che ora ho voluto dimenticare, che il viaggio è un'occasione. Un modo per ritemprare la propria anima, un modo per riabilitare sè stessi. Ritenevo che le parole quel qualcuno fossero sagge e dettate dall'esperienza. Non avrei mai creduto che io stesso (a quell'epoca ero molto giovane), prima o poi, avrei dovuto intraprenderne uno di tale lunghezza.
La prima volta lo compii perchè altro non potevo fare. Se fossi restato sarei morto. Solo ora mi rendo conto che la morte sarebbe stata molto preferibile a questo strazio... Come una fiamma che con lentezza indefinibile brucia un ramo secco. Mi sento consumato, privo di energie... Credo sia più che normale, nello stato in cui mi trovo... Purtroppo non ho confronti su cui basarmi. Finora non ne ho trovati altri. Come me. Anche se molti mi hanno aiutato a gettare tutto nell'oblio... Ma come fai a dimenticare del tutto un'essere così bello, perfetto?! Legato così profondamente con la tua essenza da farti morire con lui, nel caso di un'evenienza simile? Forse, in effetti, è per questo che la morte ancora non mi ha notato...
Il secondo viaggio lo intraprenderò a breve. Quando l'evidenza di questo fatto mi è balzata alla mente, non ho potuto resistere... Al richiamo... E ne sono felice. Felice! Come un bambino al suo primo sorgere del sole! Finalmente rivedrò la terra dei miei padri. Ma più di ogni altra cosa, rivedrò Lei. Per gli Déi, quanto tempo è trascorso... Solo guardando in cielo me ne rendo conto...

Non ci sono più Draghi a solcarlo...

Quasi non riesco a trovare le parole per la gioia d'aver rivisto il mio maestro. Troppo tempo, era trascorso dal nostro ultimo incontro, che sebbene fosse ben vivo nella mia mente era lontanissimo nel tempo.

Un elfo, vestito da viaggio, come tale l'ho salutato quando l'ho veduto in presenza del druido di Haon dor.
Solo la sua voce, e il ciondolo di Eldamar di cui oramai i miei simili hanno dimenticato il senso, l'hanno tradito.

E' incredibile come possano passarci vicine le persone che ci sono care e il nostro occhio possa tradirci.
La sua saggezza non e' mutata, viceversa io lo sono. Ho perso parte degli ideali di gioventu', piuttosto lunga per un elfo, e lentamente sto incominciado a comprendere parte degli insegmaneti di Lilim.

Farò tesoro di quanto, ci siamo detti nel nostro ultimo incontro, ho solo il rammarico che sia stato troppo breve...Troppo...Neanche il tempo di sapere qual'e' la destinazione del suo viaggio. Spero che il destino mi conceda una seconda opportunita' per rivederlo.

Ore otto della sera, giorno della distruzione, il quattro del mese di Chastil.
Inizio stasera il mio diario, che intendo tenere come aggiunta agli appunti di studio che già da tempo trascrivo con diligenza sui miei libri. E' passato ormai molto tempo da quando sono partito dalla mia terra per viaggiare verso il sud, ove antiche leggende narravano si potesse carpire il segreto di molte magie, e ascoltare misteriose storie. Lungo il mio pellegrinare sono finito alle porte di una città chiamata Kyrandor, il cui aspetto devo dire mi rallegra abbastanza. Sto iniziando pian piano a conoscere le vie di tutta la cittadina, e, non avendo soldi per comprare le mappe in vendita presso Melancoly, sto cercando di memorizzare i tragitti più percorsi. Sono anche alla ricerca di un membro della cabala degli Shalafi, dovrei assolutamente trovarne uno al più presto, poichè fremo dalla voglia di apprendere quel nuovo incantesimo per la creazione di oggetti ornamentali, credo si tratti di fiori; avrei anche da chiedere informazioni riguardo alla mia domanda per entrare a far parte della cabala, in maniera da poter essere seguito nel mio studio e apprendere l'arte magica più velocemente, ma ahimè, sembra che gli Shalafi non siano esattamente ben accetti all'interno delle mura della cittadina, come tempo fa venni a sapere per mezzo di un passante. Del resto, neanche io mi sento propriamente un cittadino di Kyrandor, così come non lo sono mai stato di nessuna città. Ciò che mi interessa e mi preme al momento, è studiare, approfondire, e scoprire cose nuove.

Un anello veramente bello, non ne avevo mai veduti di simili tra quelli forgiati dagli elfi miei simili.

Thelindear, l'elfo dallo sguardo triste, me l'ha venduto per un prezzo veramente ragguardevole.
Pare sia stato trovato nell'acropoli della città, ma non ha saputo dirmi di piu'.
Chissa' a chi e' appartenuto???
Avverto però uno strano potere, tenendolo tra le mani: il suo colore verde va mutando assumento tonalita' via via diverse.

Non credo pero' sia questo il suo unico, potere. Mi rivolgereri al mio maestro, Lilim, ma sono anni che non lo vedo, mi domando se stia bene...

Donarlo a Laeire, potrebbe non essere stata una scelta molto saggia, o forse sto solo facendomi dei problemi per nulla...

sono un..... non ho parole....
seguimi mi ha detto e io sperando di poter capire perche' aveva ucciso lo spazzino l ho fatto...
ecco.... sempre a cercare il buono in tutti.... e adesso mi ritrovo con l ennesima figura da...... e senza la rosa dono di Siya.....
perche'.....?

Quell'elfa sapeva troppo.. anche se ancora non era niente.. Certa gente si immischia in cose troppo rischiose per chiunque.. E' una noia dover sempre esliminare questa gente che vuol sapere più del dovuto..
Sono andato da lei.. tentava di fuggire, che cosa inutile.. come se non potessi distruggerla con un semplice colpo anche se fosse fuggita..
L'ho guardata meglio. Era riuscita a scoprire qualcosa, anche se niente di particolarmente rischioso, ma comunque sapeva farci. Quindi un'idea: 'Perchè non attrarla a me? Perchè non farle dimenticare, e averla al mio fianco?' Era stata capace, era riuscita in parte in quello che riesce solo a pochi, ed era anche piuttosto bella.. Fu un attimo, la fissai, spalancando gli occhi nella notte, la foresta dorata ci assisteva, e subito si avvicinò, attratta da me, tentando di toccare la mano rivolta verso di lei. La avvolsi nel mantello per portarla via, ormai non era più un pericolo, e volevo pensare cosa farne. Mi alzai in volo lentamente, con lei stretta a me, passò un istante, quando sentii qualcosa. La mia reazione fu di leggera meraviglia, non era una cosa che mi capita frequentemente, così mi posai di nuovo a terra. La osservai meglio, mi avvicinai col viso al suo corpo, per sentire la sua energia.. Aveva il dono. Una fortuna, per lei. Pochissimi lo hanno, quasi nessuno ha la possibilità di sfruttarlo al fianco di qualcuno che saprebbe come guidarlo. Lei era fra questi. La portai alla torre, nonostante ci fossero solo animali attorno, ho visto maghi trasformarsi in cose ben peggiori.. Poi lì, al sicuro dagli sguardi di tutti, non sentivo la presenza di nessuno attorno a me, la portai ad un legame ben più grande di quello precedente. Mentre prima era solo un'attrazione che la portava ad ubbidirmi in tutto e per tutto, ora si aggiungeva anche un legame di sangue.. Ormai era mia, niente e nessuno avrebbe potuto farci niente.. E poco sarebbe bastato per farla sparire in seguito, se ce ne fosse stato bisogno. Intanto, mi limitai a farle dimenticare quanto aveva scoperto. Quella notte stessa fui ripagato per quel che avevo fatto per lei..

Chissà dove sei in questo momento...
Mi avevi promesso che saremmo partiti insieme, che non mi avresti lasciata da sola, che mi avresti portata con te...
Perché te ne sei andato?
Ogni giorno ti aspetto allo stagno... al nostro stagno... attendo di vederti arrivare all'improvviso, ma non arrivi...
Mi manchi amore mio, mi manca il tuo prendermi in giro, le tue battute sulla mia abilità... dovresti vedere come stò migliorando... io e lei siamo sempre insieme e ci alleniamo spesso, mi stò quasi illudendo di essere diventata brava con le spade...
Torna da noi, lo stagno ci reclama, ha bisogno di te... io ho bisogno di te...
Non sò quanto potrò ancora resistere, fingendo che tutto vada bene... presto dovrò tornare al villaggio delle Ninfe di Jalemin e vorrei averti al mio fianco... insieme a Callea... tutti e tre... tre corpi, una sola mente...
Ti amo Grivar... ritorna...

Da quando mi fu dato lo porto con me, fu Rheshad a lasciarmelo in custodia affinche' io lo restituissi a suo padre. Da molto lo cerco, ma da anni non lo incontro.
Da quando ho con me il libro, devo essere sincera con me stessa, la curiosita' mi sta tentando.. mi chiedo se esso stesso stia cercando di attirare la mia attenzione. Sono ore oggi che fisso la sua copertina, decido di prenderlo in mano e subito inizia a fluttuarmi accanto.. mi mette a disagio ed e' come se mi invitasse ad aprirlo. Forse e' per la mia curiosita' o forse e' il potere stesso del libro ma vedo la mia mano che lentamente lo apre.. chiudo gli occhi ed egli sprigiona una forte luce, solo quando si affievolisce riesco a guardare:

.. Una spada infuocata fluttua sopra una pagina, mente una spada nera sull'altra..

Sono illusioni, ma sembrano cosi' vere.. conosco entrambe le spade, ma a preoccuparmi e' la seconda. Perche' mai il libro mi mostra tale cosa, che collegamento c'era tra colei che mi ha affidato il libro e il proprietario di quella spada?

Ultimamente mi annoio...

credo proprio che mi faro' un viaggio per qualche bel villaggetto mandandolo in fiamme, oppure distruggendolo, insomma: spargendo caos, morte, e distruzione.

Non ho voglia di rischiare la pellaccia per scrivere un messaggio alla piazza dei mercanti, con tutte quelle guardie odiose...

inoltre non ho voglia di salutare la massa di stolti che popolano queste terre.