Qualcuno mi disse una sera, una bella sera sotto un cielo antico che ora ho voluto dimenticare, che il viaggio è un'occasione. Un modo per ritemprare la propria anima, un modo per riabilitare sè stessi. Ritenevo che le parole quel qualcuno fossero sagge e dettate dall'esperienza. Non avrei mai creduto che io stesso (a quell'epoca ero molto giovane), prima o poi, avrei dovuto intraprenderne uno di tale lunghezza.
La prima volta lo compii perchè altro non potevo fare. Se fossi restato sarei morto. Solo ora mi rendo conto che la morte sarebbe stata molto preferibile a questo strazio... Come una fiamma che con lentezza indefinibile brucia un ramo secco. Mi sento consumato, privo di energie... Credo sia più che normale, nello stato in cui mi trovo... Purtroppo non ho confronti su cui basarmi. Finora non ne ho trovati altri. Come me. Anche se molti mi hanno aiutato a gettare tutto nell'oblio... Ma come fai a dimenticare del tutto un'essere così bello, perfetto?! Legato così profondamente con la tua essenza da farti morire con lui, nel caso di un'evenienza simile? Forse, in effetti, è per questo che la morte ancora non mi ha notato...
Il secondo viaggio lo intraprenderò a breve. Quando l'evidenza di questo fatto mi è balzata alla mente, non ho potuto resistere... Al richiamo... E ne sono felice. Felice! Come un bambino al suo primo sorgere del sole! Finalmente rivedrò la terra dei miei padri. Ma più di ogni altra cosa, rivedrò Lei. Per gli Déi, quanto tempo è trascorso... Solo guardando in cielo me ne rendo conto...

Non ci sono più Draghi a solcarlo...