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Ebbene si, e' vero, ho tradito il pegno, e mi dispiace ma questo non e' luogo per angeli.

Addio. Alhashia, L'angelo.

Un angelo e' sceso e mi ha salvata!!!! MI HA SALVATA!!!!

Riprendo in fretta il corpo dell'elfa ora so' chi sono, so' cosa voglio ora e' solo luce accanto a me! Il cuore riprende a battere l'elfa si alza e mi sorride per invitarmi a tornare da lei, ed io eseguo, sono tornato!

Alashia e' il mio nome, nulla temo ormai, il tempo e' giunto, cosa succedera' lo scopriro' quando lo dovro' scoprire, intanto basta star fermi, e' ora di correre!!!

Lancinante mi assale il dolore mentre ascolto l'ultimo battito dal corpo dell'elfa. E' morta. L'ultima guerriera non respira piu'. Chi si prendera' cura di me? Chi mi proteggera' dal dolore del mondo?

Quanto e' bello il colore dei suoi occhi, quasi me ne innamoro... in essa ho disegnato tutto cio' che potevo chiedere in una luminosa... dove andro' a rifugiarmi ora?

Come lava incandescente bruciano, lente, solenni e interminabili lacrime... Adesso sono veramente solo.
Raccolgo il corpo e spicco il volo, ho deciso non e' su questa terra che posso vivere... troppe ingiustizie troppo dolore troppo buio, e di certo ne kyra ne marhis possono darmi la luce di cui necessito. Non so' accontentarmi, cosi' volo. Volo. Volo volo e volo veloce verso il tetto del mondo e poi oltre: attendetemi anime morte salgo da voi a ristorare e riposare la' dove nessuno conosce la parola buio!

Chiudo gli occhi lasciandomi accarezzare dalla brezza ed istintivamente tendo la mano e la stringo, cercando qualcosa... qualcuno...

No. Non posso svanire.

Mento e mento ancora ripendendomi "Demone sei e demone resterai, vattene prima di far male a qualcuno!"

No. Un demone non pensa cosi', non si comporta cosi'... un demone non teme per nessuno.
No. Devo andare sono un demone, continueranno a cacciarmi.
No.

Ora e' tardi pero', un occhio mi ha riconosciuto, una mano e' stata tesa verso di me... Come posso abbandonarla?

Con foga mi rigetto verso il corpo, lo batto lo scuoto non si alza... non batte piu', e le mie lacrime non basteranno a riportarlo in vita.

Chi... chi puo' venire a salvarmi... ora?

Citazione:
Col vento tra i capelli ho riaperto gli occhi, l'elfa stava ancora correndo... e col suo svelto passo raggiunsi verso sera le prime lande desolate del nord. Neanche lo stelo d'un fiore accanto a me, il vento termina la sua esibizione tra tristi note... poi tutto tace.

Fu allora che decisi di alzarmi e di abbandonare il corpo dell'elfa...

Vivere vivere vivere... ho troppa voglia di vivere...

Non ho mai vissuto tanto allungo e tutto assieme... Cio' che sapevo l'ho dimenticato per ritornare seme... e io stesso creai Laeire per farmi da scudo... non dovevo uscire fuori... non dovevo nemmeno ricordarmi di esistere... dovevo solo sopravvivere come ho sempre fatto...

Ma una notte, preoccupata per lei, incolpandosi ingiustamente di errori mai commessi, una luce mi risveglio'... La intimai con la paura e subito richiusi gli occhi forte forte. Ma si sa', io... non faccio paura a nessuno... Cosi' ritento' ancora e questa volta non opposi resistenza. Il risultato sorprese anche me.

Per ore giocammo non curandoci di nulla, ero felice... ero solo felice. Presi coraggio e osservai il mondo mentre ella lo colorava... che splendore che perfezione... era di questo che avevo veramente paura...

Molte parole ho pronunziato, forse troppe anche per me... e troppe ne ascoltai per non desiderare di tornare a vivere.

Demone mi chiamano, e demone mi faccio chiamare. So' pronunziar solo menzogne, ferire uccidere e far soffrire. A te piccolo uomo il mio mortale segreto, tu solo hai visto gli eserciti che per secoli e millenni ho creato in mia difesa...

A tutti ho mentito... per primo a me stesso.

A chi posso offrire i miei servigi mentre dormo?

Il corpo dell'elfa e' ancora li disteso, il cuore batte ma come mi aspettavo... non parla piu'.

Breve... e' sempre troppo breve... la mia permanenza in un luogo... Ora capisco e dalla mia piccola luce accetto consigli... Lo posso affrontare solo io. Cosi' parto... sola col mio demone... dalle bianche ali che di luce propria iniziano a splendere.

Cosi' senza salutare nessuno... senza un rumore senza un suono... nuovamente parto.

Ora so'... nn e' lui l'intruso... ma ancora troppo ho da capire... troppo da chiarire... e non posso farlo con accanto le persone che amo, perche' uno sbatter d'ali errato e tutto svanirebbe... no. Non posso rischiare tanto... cosi' nuovamente parto.

Addio miei cari amici e compagni di gioco... addio....

Speravo... di poter usare questa parola solo per intendere me e sir Lethenil...o comunque persone a me affini...
o comunque... persone.
Al ritorno dal mio lungo viaggio credevo di aver lasciato da qualche parte il mio passato e il brutto incidente, ma il tocco di Sorhaja lascia tracce indelebili e ritrovando Dhora fui costretta ad affrontare quelli che pensavo fossero solo sospetti.

La prima volta che tento' di vedere cosa c'era in me eravamo in tre, in un atrio, sotto una magnifica cascata, io, Milady Dhora ed un felar con un occhio stranamente rosso... non ho memoria di cio' che successe dopo le monotone e inquietanti parole che la dama pronunziava tenendo alto il suo medaglione.
Al mio risveglio nulla era mutato nella mia anima, ero convinta che... che non fosse successo nulla ma i miei capelli, ora bianchi, testimoniano il contrario.

Non potendo piu' negare l'esistenza di quest'essere decisi dunque di affrontarlo una seconda volta, il felar non si presento' con noi, ne nessun'altro... ero sola con la piccola luce di therial a mostrarmi la via...
Non ho segni nel corpo a testimonianza dell'accaduto, ma aprendo gli occhi mi trovai in uno strano luogo... dalla bellezza sinistra. Li ad accogliermi oltre la dama trovai un potente Drow che evidentemente non gradiva la mia presenza e scappai ritrovandomi con sir Lethenil.
Attesi con lui il ritorno della strega che tento' di chiarirmi l'accaduto... ma... cio' che giunse alle nostre orecchie non ha davvero alcun senso...

Dhora sa'... Dhora...