Gio 1 Lug 2004
Carborondum
Journal di FurinStava tornando dalla giornata lavorativa a Rocca d'Aspide. Anche se quel giorno era festa per tutta il territorio subordinato alla rocca, lui aveva preferito andare a lavorare fra la roccia. Si diresse verso il suo villaggio, situato quasi al fondo della collina. Notò subito che invece degli usuali pinnacoli di fumo che uscivano dai camini accesi, erano presenti enormi colonne di fumo capì immediatamente che qualcosa di strano era accaduto. Si precipitò giù dalla vallata, attraversando piccoli boschi, fino a che vide che tutti gli edifici erano stati bruciati. Allora con la forza della disperazione e con le lacrime agli occhi corse con più fiato che aveva in corpo; la testa gli pulsava e moltitudini di pensieri gli affollavano la mente, ma nessuno di questi lo preparò mai abbastanza a ciò che la sua anima dovette sopportare: gli edifici che si ergevano ancora in piedi erano tutti carbonizzati, come gelati da un fuoco implacabile e improvviso, gli abitanti, suoi compagni Nani, cugini e fratelli erano tutti morti, sciolti come cera da quello stesso fuoco... Di loro trovò solo irriconoscibili corpi straziati in un mare di sangue.
Lasciò il villaggio quella notte stessa, dopo aver scavato una fossa comune.
L'ultima cosa che fece, prima di partire per un viaggio senza ritorno, fu di piantare un grosso cartello con su scritto il nome da me dato al mio villaggio:
CARBORUNDUM