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La felar apre gli occhi alle prime luci dell'alba, ma subito si rende conto che c'e' qualcosa di strano nella caverna.

Si stiracchia per poi mettersi a sedere, e finalmente nota il tomo abbandonato poco distante da lei.

Si avvicina curiosa, prendendolo tra le zampe: la copertina e' spessa e viola, con il simbolo di una clessidra con un bastone trasversale dalla testa di drago.

Aggrotta le sopracciglia e si guarda attorno, come aspettandosi di vedere il proprietario, ma la caverna sembra deserta.

Incerta sul da fare resta immobile, continuando ad osservare lo strano tomo, poi la curiosita' ha il sopravvento, e senza pensarci due volte lo apre iniziandolo a sfogliare.

Simboli arcani e parole scritte in un miscuglio di lingue riempiono le pagine del libro, alcune cancellate dal tempo, altre incomprensibili per lei.

Continua a sfogliarlo, pagina dopo pagina, leggendo avidamente, saltando pezzi che non riesce a decifrare, apprendendo la storia del tempo che il libro sembra narrare minuziosamente.

Le ombre si allungano nella caverna, segnando l'inizio di un'altra notte, ma Sybil non sembra accorgersene, immersa completamente nella lettura, fermandosi di tanto in tanto solo per far brillare le sfere di luce che dolcemente lievitano vicino a lei.

Poi ad un certo punto si blocca, la sua attenzione ora aumenta, mentre la sua zampa sfiora la pagina che ha davanti.

I simboli e le lettere sono in rilievo, di un pallido giallo, alcune parole a meta' cancellate dal tempo.

La felar passa piu' volte lo sguardo sull'intera pagina, cercando di decifrare il significato di ogni simbolo e di ogni parola, me e' come se la sua mente fosse bloccata.

Socchiude gli occhi e respira profondamente e a lungo, poi tornando a inizio pagina, prende a leggere ad alta voce.

Questa volta il significato delle parole sembra penetrare nella sua mente, e man mano che legge le lettere si illuminano di una calda e brillante luce dorata, mentre la caverna sembra impregnarsi di magia.

Spalanca gli occhi stupita, ricordandosi improvvisamente che alcune magie riportate nei libri, scattano quando viene recitata la formula ad alta voce.

Vorrebbe fermarsi, mentre il suo cuore si riempie di timore, ha paura di scatenare qualcosa che lei non conosce.

Ma si rende conto che non riesce a fermarsi, che qualcosa la costringe a continuare, mentre la sua bocca si muove continuando a recitare ad alta voce la formula.

E' giunta ormai alla fine, le ultime parole cancellate a meta', ma lei continua, terminandole, forse in modo errato.

E quando la sua voce si spegne e la caverna cala nel silenzio, Sybil alza la testa lentamente come aspettandosi qualcosa.

Ma niente sembra accadere, si sente solo il suo sospiro di sollievo che dolcemente riecheggia nella caverna.

E poi succede...La stanza sembra perdere forma e consistenza, la fievole luce delle sfere diventa accecante, e tutto inizia a girare vorticosamente attorno alla felar, che a occhi spalancati si ritrova a galleggiare nel vuoto.

Una clessidra le appare davanti, sembra scandire il tempo lentamente, poi sempre piu' velocemente, mentre un'aura di pura magia l'avvolge dolcemente, come guidata da mani invisibili.

Per un attimo dietro la clessidra compare l'enorme testa di un drago dorato, che sbiadisce fino a formare un volto di uomo forse, segnato dal tempo, dalla lunga e fluente barba candida, e una voce profonda sembra mormorare alcune parole...

'Forte e' il tuo desiderio, ed e' stato questo a invocarmi. Una benedizione o forse una maledizione, che puo' essere sciolta dallo stesso desiderio, ma cosa desideri realmente? Solo tu...'

Le parole si confondono, coperte dal debole urlo che si alza nella cavena, poi improvvisamente tutto torna normale, forse e' durato un attimo o forse ore...

Infine un dolce miagolio, e al centro della stanza, seminascosta da un vestito rosso, appare il musetto di una cucciola di felar, dai grandi occhi azzurri e una piccola macchia a forma di goccia sulla fronte.

Il tomo sembra essere scomparso...

E mi ritrovo ancora a vagare, sola, in queste terre...

Le mie zampe sembrano posarsi a terra sicure, ma in realta' non ho meta, semplicemente continuo a camminare, seguendo le strade, imboccando vie laterali, continuando ancora...e ancora...

La solitudine e' come una cappa oscura che mi avvolge appensantendo i miei passi, mentre i miei pensieri, di cui la maggior parte spiacevoli, mi attraversano la mente come sottili spilli velenosi, che penetrano a fondo e dolorosamente.

Finalmente mi fermo a riposare vicino un lago, le acque immobili e placide, sembrano regalarmi un po' di pace, e poi lo vedo...

Il mio viso riflesso nello specchio d'acqua, i tratti felini tesi in un'espressione quasi dura, ma anche malinconica, le labbra strette a formare una linea sottile, e i miei stessi occhi che mi fissano, cosi tristi, cosi vuoti, mi fanno quasi paura!

Ma non distolgo lo sguardo, continuo a fissare la mia immagine, mentre i ricordi invadono la mia mente con prepotenza...

Vedo una giovane felar che scopre di con stupore, di possedere il dono della magia...E' impaurita e al tempo stesso eccitata, ma ben presto dopo duri allenamenti e con l'aiuto di Phasys, riesce a manipolarla e a utilizzarla con abilita', e' orgogliosa di se stessa e felice.

Ma le sorprese sono appena iniziate, perche' scopre che suo padre e' vivo, e dopo tanti anni che e' cresciuta sola con le sorelle, puo' contare sull'amore paterno.

E poi Elawen, il suo primo e unico compagno, l'unico che ha amato, e il frutto del loro amore, tre dolci e stupendi cuccioli, una famiglia tutta sua.

Ma la felicita' non dura per sempre...

Chiude gli occhi pieni di lacrime, il cuore straziato per cio' che lentamente le e' stato tolto...

Elawen e' scomparso...Che mi abbia abbandonato senza dire una parola?

Non un messaggio, ne' sue notizie, niente di niente. Dove sara? Stara' bene? Domande e dubbi continuano a tormentarmi.

E i dolci e piccoli teneri cuccioli si sono allontanati da me.

Khrysor cresciuto a Dunkle, ore e giorni interi passati insieme al suo shalafi Krisaore ad apprendere la magia; Meeki cresciuta insieme al nonno, apprendendo l'arte della spada e del combattimento; e infine Mekyes, abile fin da piccolo come suo padre nel combattimento a mani nude, si e' allenato da solo, aspettando con ansia il ritorno di Elawen.

La mia solitudine e' stata attenuata dalla piccola felar che ho adottato e dai nipotini, ma anche loro sembrano essere scomparsi.

Non sono stata una buona madre, no. Lo leggo nei loro occhi, li sento distanti, sono quasi certa che provano odio per me.

E ora sono adulti...Non hanno piu' bisogno di me, dei miei consigli, delle mie braccia che li cullino, o di asciugare le loro lacrime.

Mi sento inutile, vuota, e vorrei tanto che tornassero piccoli, vorrei esser voluta stare di piu' con loro, insieme al padre, come una vera famiglia.

Ma forse non sono una buona madre perche' non ho mai conosciuto la mia, avrei voluto imparare da lei, avere i suoi consigli...chissa' com'era...

Non ricordo quasi nulla della mia infanzia, come se la mia mente si rifiutasse di ricordare, ma sarebbe bello poter tornare cucciola, riscoprire le piccole gioie, giocare spensierata, ed essere coccolati da qualcuno che si prenda cura di me.

Non aver pensieri ne' problemi, essere felici solo per una semplice carezza che qualcuno ti fa.

Non provare piu' questo odio e questa solitudine, o l'istinto di uccidere per il puro piacere di farlo, come un animale assetato di sangue e vendetta.

Tiro una zampata nell'acqua e la mia immagine si increspa fino a scomparire tra le onde del lago.

Scoppio a ridere, ma la mia e' una risata quasi isterica e piena di rabbia per le assurdita' a cui sto pensando.

Cerco di calmarmi e fisso a lungo il cielo e le ombre che piano si stanno allungando, mentre la luce va a morire.

Mi guardo attorno, il bosco sembra quasi vibrare di magia, mentre piccole lucciole sembrano danzarmi attorno, ma non ci faccio caso piu' di tanto.

Sospiro e riprendo a camminare, raggiungendo la caverna dove ogni tanto mi fermo a riposare.

Mi accuccio a terra mettendomi comoda e prima di addormentarmi, mi rendo conto con rassegnazione che non si puo' tonare indietro, che la felicita' che avevo e' ormai perduta...che non c'e' piu' niente da fare...