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Ebbene si, di impresa si tratta!

Vagavo per i meandri dela Torre della Magia, assieme al mio Maestro, il prode Ermete. Egli stava illustrandomi la struttura della Torre medesima, intuendo che il Questor di Kyrandor in futuro spesso mi avrebbe cola' inviato per disbrigare faccende Divine. Cosi' accadde che, aprendo il mio Maestro una porta, ci trovammo di fronte una donna alta, dall'aspetto altero e avvolta in drappi preziosi.

Trattavasi null'altro che della Maga superiora della Torre! Se terribile e' la sua magia, ancor di piu' lo e' la sua ira! Eppure, fummo destinati ad imbatterci in suddetta ira, esperimentandola in tutta la sua devastante ferocia, giacche' la maga parea parecchio irritata dalla nostra improvvisa apparizione.

In particolare, ci accorgemmo della gravita' della situazione quando la Maga, con atteggiamento davvero poco onorevole per una donna del suo lignaggio, principio' a profferire parole d'ira ed improperi contro me ed il mio onorabile Maestro Ermete. In quel preciso istante, uno sguardo fulmineo del Maestro mi diede la possibilita' di portare lo scudo all'altezza del viso, giacche' un dardo magico scagliato dalla Maga aveva cercato di trafiggermi!

Parea incredibile, la maga ci stava attaccando! Capisco che chiunque puo' avere una giornata negativa, ma scaricare le proprie ire su due pacifici avventurieri mi pare davvero troppo! Ci tocco' difenderci, e macchiare di sangue le lame che brandivamo; se il male e' estremo, alle volte tocca rispondere con estremo rimedio...

Quando Ermete grido'<>, capii che era la mia occasione per dimostrare cio' che avevo imparato durante gli allenamenti. Dopo una battaglia che quasi mi stremo', riuscii ad infliggere il colpo letale alla Maga, che cadde in terra priva di vita. Sia pace alla sua anima, chissa' cosa la tormentava... Rimasi un po' scosso dalla ferocia con la quale fummo aggrediti e che ci costrinse a difenderci...

Tornato a Kyrandor, ricevetti i complimenti del mio Maestro per l'impresa compiuta, un'impresa che avrebbe potuto costarmi la vita, se non avessi avuto Ermete al mio fianco, durante la pugna. Dovro' stare attento, in futuro, se mi rechero' presso quella torre, qualcuno potrebbe voler vendicare la morte della Maga...

Onore al Clan!

Da questo momento sono il Primo Cavaliere del Clan dell'Onore, che fa capo al Maestro Ermete.

Ripagherò la fiducia del mio Maestro con la dedizione, il sudore, la lealtà, l'amicizia e l'indefesso impegno che contraddistinguono ogni Paladino degno di codesto nome.

Lo farò per me, per la mia Vita, per l'Onore.

Dal momento dell'investitura sento dentro me che un novello spirto di luce chiara si è acceso, come una fiamma che rischiarerà il mio viaggio e quello di chi meco si mena per le strade di Therial. Uno spirto che guida chi ha scelto, fra le vie possibili, quella della Purezza, della Legge, dell'Onore.

Periglioso e lungo sarà il cammino, ma la fortezza d'animo e l'ardore saranno miei compagni di ventura, assieme ai nobili animi degli avventurieri che deciderano di unirsi a me e al nostro Clan.

Onore al Clan!

Sento tensione nell'aria di Therial, qualcosa che nella mia giovine vita di avventuriero non avevo mai sentito. Avverto un sentimento che sta dividendo le genti, percepisco che questo sentimento è negativo. Lo sento anche nelle parole del prode Yemj, in quelle di Madama Flaminea. Che succede? Forse qualcosa di troppo grande per il piccolo Pax...

Questo sentimento si mischia all'enorme giubilo che oggi mi ha acceso una nuova fiamma dentro l'animo. L'essere diventato Primo Vassallo del Maestro Ermete rappresenta per me il primo passo per entrare in codesto mondo di Meritevoli e Saggi, il primo onore del quale essere davvero all'altezza. Tripudio e speranza nel domani, dunque, per il piccolo Paladino. Eppure il sole appare ancora velato, qualcosa di oscuro è all'opera... Pax

Ecco il bello della gioventù: il suo essere latrice di belle promesse e la sua caratteristica che la avvicina, per singolare metafora, ad un frutto acerbo. C'è la forza, ma non c'è ancora la disciplina; c'è la vita, ma è dispersa in mille strade, pur senza seguirne una in particolare. In attesa che il frutto maturi, ciò che viene prima di esso si forma, gradualmente, acquistando nuova dolcezza ogni giorno che passa, fino alla sua maturazione finale.

Le mie parole sono state fulgida dimostrazione di ciò: come è possibile servire la Giustizia, il Bene, se, mentre si parla, si è già tratta la spada? Come si può essere Paladini, senza rifiutare le animosità (tranne quando davvero inevitabili), le dispute e le faziosità?

Dice bene Ermete, alla cui saggezza ed illuminazione sinceramente mi ispiro, quando corragge le mie parole. Ma, e qui il saggio Ermete avrà sicuramente compreso, si tratta solo di lasciare che il tempo faccia il suo corso, e che il giovane Paladino abbia a rendersi conto di ciò che è giusto. Normale la sua foga (non intendo giustificarmi...), se su Therial si impara prima a combattere e solo poi a scegliere la propria precipua via. Il frutto è maturando, e le parole di chi ha più esperienza mi sono da splendente stella, nel cammino della conoscenza. il frutto vuole tempo e luce buona, il futuro ci dirà.Paladino lo si diventa, non lo si nasce...

Ecco quello che sono:solamente un piccolo Paladino, perso nella vastità di una Therial che non sempre ti abbraccia. Un viandante, un passeggero di questo strano convoglio che è la vita. Un sospiro, nel clamore delle spade che cozzano e che annunciano come i tempi del fuoco non siano ancora finiti. E noi in mezzo, sempre pronti a tirare fuori la spada e gridare:<>. Affinchè ogni goccia di sangue versato per la Giustizia non sia sprecata, o scordata; affinchè chi muore per il bene non sia solo morto, ma vivo nel cuore e nei gesti di chi continua il viaggio. Affinchè ci si ricordi di noi, non solo come guerrieri, ma come figli puri della Libertà e della Luce. Per questo io sono qui, per questo proverò a stare in piedi e a non fuggire anche se il nemico si approssima.Per tutto ciò, e solamente per ciò la mia spada brilla nel sole, ed i miei occhi scrutano la notte:perchè sono un Paladino. Il bene non vince, ancora, ma i suoi nemici si consumano nella battaglia. D'altronde, io non sono altro che un semplice Paladino. Solo un Paladino...