Dom 1 Ago 2004
A lungo mi parlarono, nel mio passato, di un leggendario guerriero che compi' imprese impossibili.
Si diceva che fosse invincibile grazie alla sua preziosa armatura, sepolta poi insieme al suo cadavere logorato dal tempo infinito.
Giravano pero' diverse voci di vecchi viandanti che sostenevano che l'armatura fosse stata recuperata e posta in fondo ad un labirinto infinito, le cui mura sono indistruttibili e i guardiani imbattibili.
Nella calma piatta di un mezzogiorno come gli altri, decisi quindi di partire alla ricerca di questo labirinto, che i viandanti dicevano si trovasse scavato nella montagna dei nani.
Raccolsi i miei stracci e con la mia fidata sacca e la mia fidata spada mi incamminai verso la montagna.
Arrivai ai piedi verso sera, e decisi di fare ancora un po' di strada prima di fermarmi per la notte, solitamente ci mettevo molto meno di mezza giornata per arrivarci ma le mie vecchie gambe non avevano piu' l'efficenza degli anni passati.
Arrivai sulle ultime praterie prima delle rocce nude del monte e decisi di accamparmi per la notte.
Dormii serenamente cullato dal suono dei grilli e dei lupi insonni. Mi svegliai presto, altrimenti non sarei arrivato al labirinto prima di sera.
Camminando una giornata intera infatti, arrivai alla porta del lungo labirinto tra le miniere, decisi di fermarmi per la notte per addentrarmi il giorno seguente.
Un silenzio inquietante pervadeva la zona, nessun rumore, nessun verso o gemito, il silenzio totale vi era oltre il mio affannato e vecchio respiro.
Il sole era coperto dalle nubi il mattino dopo e mi svegliai a giornata inoltrata, mi affrettai a prepararmi per entrare con la spada tratta e la lanterna ben in vista.
Non ero ancora nel labirinto, ma camminavo lungo uno stretto e tortuoso sentiero tra le rocce sporgenti della caverna.
Camminai per molto tempo, senza sole non potevo stimare pero' la durata del mio viaggio, mi fermai quando le mie gambe andavano avanti solamente per inerzia.
Decisi quindi di dorimre sotto un grande picco di roccia, faceva molto freddo, accesi un fuoco, che non avrei dovuto accendere...