Gio 16 Nov 2006
Il mio obiettivo e' vicino, sempre piu' vicino, sono con il Capobranco, faccio strada io nella foresta di Haon Dor.
Si cammina rapidi e silenziosi lungo un oscuro sentiero tra gli alberi, l'umano incappucciato mi segue da vicino non lo sento nemmeno. Arrivati davanti ad un grande faggio, sento un fruscio alle mie spalle, Il Capo mi prende per il collo e mi tira verso su, arrampicandosi agile su un filo bianco che pende dal vecchio albero.
Mi guardo attorno e vedo una tela gigantesca, e lui che sorridendo malignamente mi ci lancia dentro.
"Avanti liberati prima che lei ti sbrani davanti ai miei occhi...quando e se riuscirai a fuggire dalla sua tela, raggiungimi dove sai."
Mi dimeno, e mi intrappolo sempre piu', devo stare calmo, devo stare fermo e freddo.
L'uomo e' gia' andato via, e sento la tensione dei fili aumentare ritmicamente sotto di me, non vedo che succede, il mio collo e' bloccato, ma intuisco.
Famelica e' uscita dalla sua tana e viene verso di me sicura che avra' in pasto un tenero mezzoelfo.
Mi piego verso le ginocchia e con la punta delle dita riesco a prendere la punta di ossidiana che, da sempre ormai, porto legata al polso.
Taglio, strappo e salto fuori su uno dei rami, lei ancora lontana si ferma, vedo a malapena i suoi occhi rossi guardarmi con rabbia ed un filo di delusione, sorrido e vado via.
Arrivo al punto di incontro, la sua aurea rosa e' li che mi attende.
S:"Bene Ragno, non nascondo che pensavo di non vederti piu'..."
N:"Eh??...Ragno?"
S:"Si, come un ragno caccia con la sua tela e ne fa' la sua unica arma micidiale, tu hai i tuoi utensili e con quelli fai le tue armi, non e' cosi? quell'utensile ti ha salvato la vita...immagino non sia la prima volta.
Cosi come la tela sfama da sempre lei, la tua punta di ossidiana sfama da sempre te."
Ragno....