Mar 14 Nov 2006
..e come potrei desiderarti,
quando il dolore che soffri tu è anche quello che attanaglia me?
Eppure, ora ricordo che in me c'è ancora vita.
Mar 14 Nov 2006
..e come potrei desiderarti,
quando il dolore che soffri tu è anche quello che attanaglia me?
Eppure, ora ricordo che in me c'è ancora vita.
Lun 13 Nov 2006
“Quaglia che fai?”
Edi mi scopre mentre pensieroso porto il pennino alla bocca...
“ormai sei uno scrittore, non un ramingo”
Aggiunge scuotendo la testa e sorridendomi, le faccio un rapido occhiolino e riprendo a scrivere..
...il primo che feci fu' un pugnale con manico in ebano, il pugnale lo trovai proprio a Doom era arrugginito e coperto dalla nera terra lavica, ne ripuli' la lama, lo riaffilai con cura e con un pezzo di Ebano feci un semplice manico.
Guardai con orgoglio la mia prima vera arma, fatta tutta da me, fino a quel momento avevo usato bastoni appuntiti e pietre naturalmente affilate, ora con le pietre feci i miei artigli, e gli utensili usati diventarono i miei denti, continuai a cercare vecchie lame nascoste sul fianco della montagna, lame figlie di guerre e scontri dimenticati, da sempre quei luoghi erano territorio di continue lotte per la sopravvivenza ma anche per il potere...
Lun 13 Nov 2006
Fiancheggiamo l'ingresso della fortezza e ci muoviamo verso il fianco est del monte, ognuno dei due inizia la cernita, Diaspro, quarzo e sopratutto ossidiana...
Mentre raccolgo penso a tutti i tipi di utensili fattibili con quelle pietre, utensili da intaglio da sgrossatura e finitura e mentre penso, vedo Edi concentrata sui poteri delle varie pietre mentre ridacchia soddisfatta di riprendere in mano le pietre che avevano segnato i nostri anni alla foresta, immancabilmente pero' il mio pensiero in questi luoghi non puo' che essere per Jayreen..
Lun 13 Nov 2006
lunghissimi abbracci e carezze con Edi, il solito massaggio rilassante sui divanetti della balaustra, la chiacchierata per aggiornarci sulle nostre conoscenze comuni e sulle vicende delle terre di therial.
Le propongo di venire con me a Doom.
Con il solito sorriso ed entusiasmo accetta, la prendo sottobraccio e come due compari usciamo dal satiro d'oro.
Cappuccio sul viso e via rapidi spariamo dal quartiere vecchio, lasciando come traccia solo le nostre risate mentre continuiamo a chiacchierare.
A Doom riprenderemo possesso delle nostre arti, e sull'onda di quest'entusiasmo ci incamminiamo.
Lun 13 Nov 2006
Il nodo della riunione a cui partecipai verteva sul cosa fare di me.
Garulf un grosso lupo nero giovane e forte, con una stella bianca sulla fronte, era il piu' nervoso di tutti e votava per il mio abbandono, si vedeva che non gli piacevo e probabilmente non gli era mai piaciuta l'idea di Jayreen, la lupa bianca, di portarmi li alla grande pietra.
Jayreen, invece, facendo valere il comando era del parere che sarei dovuto entrare nel branco per imparare a sopravvivere nella foresta e che poi sarei stato libero di scegliere cosa fare della mia vita.
Come far parte di un branco di lupi? Io un giovane mezzo elfo di appena 14 anni senza zanne e senza artigli, in che maniera avrei potuto cavarmela durante le battute di caccia? Le leggi del branco sono severissime, chi non collabora o non puo' collaborare e' solo un peso per il branco, una bocca da sfamare in piu' ed un punto debole per il branco stesso, e doveva essere allontanto.
La riunione sembrava senza uscita con Garulf e la maggior parte del branco che votarono per il mio abbandono, Jayreen e pochi altri erano di tutt'altro avviso.
Lei salto' giu' maestosa dalla pietra venne verso di me e guardandomi mi disse in maniera telepatica. Non lo scordero' mai.
Òlo so che mi capisci, io ti osservo da quando sei arrivato ad Haon Dor e vedo un cacciatore dentro di te, ma e' ancora troppo pauroso ed inesperto per uscire fuori, io ti aiutero', se sarai in grado di procurarti zanne ed artigli per unirti a noi, farai parte del branco.
Vai a Doom ora, e torna con zanne degne di un lupo ed artigli degni di un cacciatore, impara a costruire le tue armi, impara a ripararle.
Vai Nywulf, non deludermi ”
Torno' rapida sulla pietra, ululo' alla luna e' comunico' cosi la soluzione da lei proposta al resto del branco. L'idea della lupa albina convinse tutti; Garulf mi squadro', era convinto che non sarei mai piu' tornato...
Lun 13 Nov 2006
Direi che e' il caso di rimettersi in viaggio mi incammino verso sud ho appuntamento con Edi al satiro d'oro, e camminando continuo a ricordare...
...Iniziavo a riprendermi, non so cosa mi dessero da mangiare ma mi faceva bene, iniziavo a capire la societa' dei lupi, ordinata da una gerarchia molto semplice ma molto efficace.
Il Capobranco e' tale solo quando riesce ad interpretare i desideri e le necessita' del suo branco.
Notai, durante la mia lunga convalescenza, che comunicavano tra loro, il loro guaire, ringhiare, ululare, faceva parte di un codice di comunicazione che dapprima intuivo solo osservando le azioni e reazioni degli interessati, poi iniziai addirittura a coglierne le sfumature, quasi come iniziassi a tradurre nella mia mente quello che volevano dire.
Si stava risvegliando in me un sesto senso atavico, il contatto con quelle bestie smuoveva in me capacita' ancestrali che, ormai negli esseri piu' intellettualmente evoluti, si erano perse purtroppo.
Iniziavo ad accorgermi quando parlavano di me...
Lun 13 Nov 2006
Con questi ricordi in testa riprendo il mio cammino, stretto dentro il mantello e con il viso coperto dal cappuccio evitai Kyrandor, mi sarei diretto a nord, al limitare delle pianure erbose, per poi riprendere la via maestra.
Mi veniva naturale ed automatico dirigermi verso la quercia di Gervin, ormai dopo il nostro primo incontro eravamo giunti ad un buon compromesso di convivenza, lui non si poteva muovere dal suo covo, troppe persone erano vogliose di fargli la pelle, ed io, in cambio della sua “ ospitalita' ”, dividevo con lui parte delle mie refurtive.
Eccomi davanti alla quercia, entro, riaccendo il fuoco e senza mangiare mi metto a scrivere tutto quello che mi e' tornato alla mente durante il ritorno da Moria...
...Che Botta! Qualcosa o qualcuno mi trascinava, mi svegliai e vidi che la lupa ed un'altro lupo piu' piccolo mi trascinavano per le gambe, mi guardai attorno, sembrava ancora Haon Dor ma forse a causa della mia posizione orizzontale non riconobbi precisamente dove mi trovavo, mi portarono in una radura e la lupa salii su una grossa pietra, al suo ululato accorsero altri lupi. Ero fermo e zitto da ore, le gambe ferite e deboli, il branco di lupi era davanti a me e mi osservava, l'unica fonte di sicurezza veniva da lei in cima alla pietra, il suo manto bianco quasi splendeva con la luce della luna ormai alta, doveva essere il Capobranco.
...sbadiglio, dormiamoci su....
Lun 13 Nov 2006
mi ripresi lentamente, meta' del mio corpo era ancora dentro la quercia, quando aprii gli occhi il muso di un lupo era a pochi centimetri dal mio viso, ma non ringhiava verso di me anzi, leccava la mia ferita e con il resto del corpo accucciato mi scaldava, mi mossi di scatto senza riuscire ad alzarmi e lui si mosse con me, si porto' ritto sulle zampe aspettando la mia prossima mossa.
Mi toccai la ferita, era completamente rimarginata, la sentivo pero' ancora viva e pulsante nonostante sentissi con le dita la cicatrice, come un unguento era stato messo perche' quando guardai la mia mano notai delle tracce di una pasta gialla sui polpastrelli, non ci potevo credere...
Quel lupo mi aveva curato, non so come ne perche' ma lo aveva fatto, ora mi guardava ed aspettava come un mio cenno, mi misi a sedere appoggiandomi alla quercia, lui venne verso di me poggiando il muso sulle mie gambe, lo guardai e mi resi conto che era una femmina, una lupa di dimensioni ragguardevoli dal pelo completamente bianco e, nonostante ci trovassimo in una palude, immacolato in maniera quasi irreale.
Chissa' Edi che fine aveva fatto, se era riuscita a raggiungere la capanna, se era riuscita a curare la sua caviglia, dovevo raggiungerla, feci come per alzarmi ma crollai al suolo ero ancora esausto, la lotta con il bandito dentro la quercia mi aveva sfinito ero tutto lividi e tagli, mi appoggiai alla quercia, mi coprii con il mantello e mi addormentai mentre vidi la lupa allontanarsi...
..un leggero sorriso mi scappa, il cappuccio lo copre, se dovesse passare qualcuno mi prenderebbe per un malato di mente che ride da solo...
Lun 13 Nov 2006
Rumore di foglie calpestate e qui nulla di strano in una foresta, se non che lo stesso tipo di rumore veniva da piu' direzioni, segno che piu' bestie si muovevano quasi in simultanea, in maniera coordinata...
mi allarmai e feci capire subito ad Edi quale era la mia paura.
Lupi, un branco di lupi, eravamo finiti nel loro territorio abituale di caccia e la nostra chiacchiera aveva attirato la loro attenzione, eravamo le loro prede.
Un ringhio dai cespugli davanti a noi, le nostre mani si intrecciarono, fu' una questione di Attimi e poi fummo di nuovo in fuga, la ferita di Edi nella corsa riprese a sanguinare e lei ricomincio' zoppicare vistosamente.
Affianco alla nostra corsa quella dei lupi, strana la differenza tra la corsa di un branco di lupi e la corsa delle loro prede, il branco e' organizzato sembra quasi aver previsto tutto, ce li sentiamo sempre sopra, nonostante i repentini cambi di direzione, ed in questi un buco in una quercia davanti a noi.
Mi ci infilai dentro trascinando con me Edi, un piccolo sospiro e mi lanciai verso nord, sempre all'interno del grande albero ormai morto, nella speranza che i lupi avessero perso le nostre tracce.
Mi fermai un istante e un improvviso fiotto del mio sangue mi macchio' il mantello.
Una furia velocissima mi feri', una lungo taglio solcava il mio volto a partire dalla base del volto sin dietro l'orecchio sinistro, persi molto sangue ma continuai a combattere, tenendo Edi dietro di me.
Sanguinavo io dal mio volto, sanguinava vistosamente lei dalla sua caviglia ferita, stavo avendo la peggio, cadevo di continuo, non vedevo piu' nulla e mi affidai ai miei riflessi riuscendo a spingere Edi verso sud ed a dirle:
“ vai, sparisci, ci rivediamo alla capanna “
la vidi titubante e la spinsi poi dentro un buco che portava fuori dalla quercia, solo dopo mi trascinai fuori.
Persi conoscenza.
Lun 13 Nov 2006
Finalmente sono fuori.
La luce di Kyra non infastidisce i miei occhi sbiancati dalle tenebre, assaporo pero' con calma l'aria che, nonostante sia umida ed ancora un po' viziata, sembra ridare un po' di colore alla mia pelle.
Aria umida che mi fa' venire in mente quella della antica palude, e mi fa' venire in mente la prima volta che ci misi piede...
Passeggiavamo al limitare della vecchia palude di Haon Dor alla ricerca di legna per accendere un fuoco per la notte, ricordo che volevamo ripararci lontano dalla capanna ad est della foresta, ci rendevamo conto che il sentiero li vicino era troppo conosciuto e volevamo evitare spiacevoli incontri.
La grotta del grizzli faceva al caso nostro, pero' ci serviva legna da ardere, per non dividerci andammo insieme, si trattavano delle nostre ultime ore uniti alla foresta di Haon Dor.
Le nostre vite si stavano per dividere, la nostra convivenza stava per essere spezzata dal destino che ognuno di noi avrebbe poi seguito inconsapevole.