Con questi ricordi in testa riprendo il mio cammino, stretto dentro il mantello e con il viso coperto dal cappuccio evitai Kyrandor, mi sarei diretto a nord, al limitare delle pianure erbose, per poi riprendere la via maestra.
Mi veniva naturale ed automatico dirigermi verso la quercia di Gervin, ormai dopo il nostro primo incontro eravamo giunti ad un buon compromesso di convivenza, lui non si poteva muovere dal suo covo, troppe persone erano vogliose di fargli la pelle, ed io, in cambio della sua “ ospitalita' ”, dividevo con lui parte delle mie refurtive.
Eccomi davanti alla quercia, entro, riaccendo il fuoco e senza mangiare mi metto a scrivere tutto quello che mi e' tornato alla mente durante il ritorno da Moria...

...Che Botta! Qualcosa o qualcuno mi trascinava, mi svegliai e vidi che la lupa ed un'altro lupo piu' piccolo mi trascinavano per le gambe, mi guardai attorno, sembrava ancora Haon Dor ma forse a causa della mia posizione orizzontale non riconobbi precisamente dove mi trovavo, mi portarono in una radura e la lupa salii su una grossa pietra, al suo ululato accorsero altri lupi. Ero fermo e zitto da ore, le gambe ferite e deboli, il branco di lupi era davanti a me e mi osservava, l'unica fonte di sicurezza veniva da lei in cima alla pietra, il suo manto bianco quasi splendeva con la luce della luna ormai alta, doveva essere il Capobranco.

...sbadiglio, dormiamoci su....