mi ripresi lentamente, meta' del mio corpo era ancora dentro la quercia, quando aprii gli occhi il muso di un lupo era a pochi centimetri dal mio viso, ma non ringhiava verso di me anzi, leccava la mia ferita e con il resto del corpo accucciato mi scaldava, mi mossi di scatto senza riuscire ad alzarmi e lui si mosse con me, si porto' ritto sulle zampe aspettando la mia prossima mossa.
Mi toccai la ferita, era completamente rimarginata, la sentivo pero' ancora viva e pulsante nonostante sentissi con le dita la cicatrice, come un unguento era stato messo perche' quando guardai la mia mano notai delle tracce di una pasta gialla sui polpastrelli, non ci potevo credere...
Quel lupo mi aveva curato, non so come ne perche' ma lo aveva fatto, ora mi guardava ed aspettava come un mio cenno, mi misi a sedere appoggiandomi alla quercia, lui venne verso di me poggiando il muso sulle mie gambe, lo guardai e mi resi conto che era una femmina, una lupa di dimensioni ragguardevoli dal pelo completamente bianco e, nonostante ci trovassimo in una palude, immacolato in maniera quasi irreale.
Chissa' Edi che fine aveva fatto, se era riuscita a raggiungere la capanna, se era riuscita a curare la sua caviglia, dovevo raggiungerla, feci come per alzarmi ma crollai al suolo ero ancora esausto, la lotta con il bandito dentro la quercia mi aveva sfinito ero tutto lividi e tagli, mi appoggiai alla quercia, mi coprii con il mantello e mi addormentai mentre vidi la lupa allontanarsi...

..un leggero sorriso mi scappa, il cappuccio lo copre, se dovesse passare qualcuno mi prenderebbe per un malato di mente che ride da solo...