Povere piccole anime fragili. Così deboli, così inscure. Così pronte ad aggrapparsi ad ogni speranza. Deliziosamente, afferrano la mano che gli è tesa. Oh, com'è affascinante il loro tenero sorriso di riconoscenza, prima che la stessa mano li abbandoni, per lasciarli cadere nell'abisso!

Dolce Tabitha... Devi soffrire parecchio, per essere costretta a dar fiducia proprio a me. Ed è incantevole pensare che il motivo di tanta insicurezza è la persona che ami, e che sicuramente ti ama. Così, a causa del vostro stesso amore, sfruterò le tue debolezze e le tue paure, ti darò nuova speranza e in realtà come un parassita mi inserirò nella tua mente e nella tua anima, a soffiarvi dentro altre paure, altre insicurezze.

E lo splendido paradosso sarà che non sarai più in grado di fare a meno di me, dei piccoli bagliori di luce che lascerò trapelare nel manto d'ombra che avvolgerà la tua anima. Povero, piccolo animaletto spaurito...

E tu, Illirian, forse non saprai che in fondo sei tu la causa di tutto. Che ti devo ringraziare per la tua follia, e per la tua cecità. Ma non ti preoccupare, ti sarò riconoscente: quando avrò finito, ti riconsegnerò quel burattino rotto e spezzato che sarà Tabitha!!!

Ahahahahha!!!!!