Gio 1 Gen 2004
Khazira...
Journal di CaladrassAvevo iniziato questo diario con uno scopo ben preciso.
Scopo che ora, nel tempo, pare essersi perso: non riesco a tenere un diario ordinato e preciso di tutto cio' che mi accade, non e' nella mia natura, e non mi fa ne' bene ne' male... Mi e' indifferente, non mi aiuta a riflettere.
Ma devo scrivere, devo sfogarmi in un qualsiasi modo, o rischio di impazzire.
Dalla finestra della camera mia e di Elediel, nel palazzo del Drago, arrivano gli odori del sottobosco... La leggera fragranza delle felci e delle foglie bagnate dalla rugiada, quell'odore intenso e dolciastro di terra bagnata, il profumo dei fiori che si dischiudono... e' l'alba ormai, e un'altra notte senza riposo e' passata.
...e' tornata...
Dei del cielo, come ha fatto a scappare dalle segrete del tempio?
...non e' cambiata... dopo quasi dieci anni, non e' cambiata neppure un briciolo... e' splendida, troppo bella per apparire reale, troppo empia per apparire desiderabile...
Perche' il passato continua a tormentarmi in questo modo?
Perche' non mi e' dato vivere in tranquillita' e serenita' come tutti?
Khazira... Cosa devo fare? E' evasa, lei stessa l'ha ammesso... grazie a quella inquietante armatura che indossa... Cos'e'? Come l'ha avuta? Come mi ha trovato? Perche' mi cerca?
...no, io so bene perche' mi cerca... vuole vendetta...
Dovro' combattere, non posso scappare. Non c'e' via di fuga, non c'e' compromesso: daltronde, non ce n'e' mai stato con lei.
Lucido la spada, la bellissima e tremenda lama che Elediel mi ha donato mesi fa: dolce, amata Elediel, tu sai che non ho il coraggio di difendermi, tu sai che mi pesa brandire le armi foss'anche per difendermi... Cos'hai voluto dirmi con quel dono, Elly?
...no, inganno me stesso e inganno anche te, con questa domanda... Io so cos'hai voluto dirmi... so cosa devo fare... Combattere.
Khazira va fermata. E' pericolosa, ora come non mai... E ancora non conosco i suoi poteri.
"Un Sacro Araldo reca nelle sue battaglie l'essenza delle cose, giacche' sa che non potra' portare tutto.
Reca una gemma nella propria anima, e ne conosce il nome: "Speranza", e la culla al petto come pargolo amato, mai venendole meno, incantato dal suo bagliore.
Reca una lama nel proprio pugno, e ne conosce il nome: "Fede", e la sua mano ne cinge l'elsa, perche' essa e' tutto cio' che avra' per difendersi nella peggiore delle battaglie che lo attendono... La battaglia contro se stesso.
Reca un'armatura attorno al proprio corpo, e ne conosce il nome: "Umilta'", e giammai ne scorda il prezioso insegnamento, giacche' Egli sa la prima delle verita': noi non operiamo miracoli, ma ne siamo veicolo, affinche' la volonta' divina si manifesti e compia.
Tenendo la gemma alta sopra la testa, affinche' rischiari il proprio cammino, l'Araldo indossa la propria armatura e impugna la propria spada, affinche' sia pronto nell'ora della battaglia: rischiarato dalla speranza, armato della propria fede, vestito d'umilta', Egli sa che la vera lotta non e' nel conflitto ma in ogni giorno di vita concessagli..."
...la calma e' giunta, assieme alle parole che l'Abate ci leggeva sempre prima d'ogni rito.
Se la mia strada e' una sola, la percorrero' senza timore.
Se avro' la possibilita' di scegliere... Prego Marhis di ispirare il mio cammino.
La mia gemma risplende, la mia spada e' affilata, la mia armatura ben salda: qualunque cosa succeda, posso affrontare Khazira.
*Caladrass Pherelen*