*[Spostato dalle vecchie bacheche:] Da anteporre a tutto ciò che è scritto qui, pensieri di una Phasys mooolto giovane..*

Diibith era un piccolo villaggio in una terra remota; era uno scuro, piccolo posto dove

raramente i raggi del sole penetravano tra le nere fronde degli alberi... e li' passai la

mia infanzia. Ora provo a ricordare quei momenti, quasi indifferente.. Non so che fine abbia

no fatto i miei amici, non so che fine abbia fatto il villaggio.. non me ne importa niente.

Passai tutta la mia infanzia in quel dannatissimo villaggio, pieno di gente come me, ma non

uguale a me. I miei genitori erano dediti all'arte arcana della necromanzia. Sono cresciuta

in un luogo tetro e saturo di morte..ero gia' morta dentro. Continuavo a essere sgridata,

"se non studi non diventerai mai come noi!" piu' loro mi dicevano di studiare e meno aprivo

libri. Mi opprimevano. Non li sopportavo piu'. Un giorno il nostro villaggio fu invaso da

predoni, barbari.. vidi l'impotenza dei miei genitori di fronte ad un fatto del genere.. la

loro magia non servi' a nulla. Vidi il sangue che ancora cadeva mentre venivano trucidati

davanti a me. Non mi chiesi neanche il motivo del perche' venni risparmiata.. L'assassino

mi guardo' con aria di sufficenza, probabilmente indeciso se lasciarmi vivere o morire, e

intanto, leccandosi le labbra, ammirava la magnificenza della sua impresa, sua e di quei

suoi compagni, tanto superiori alla debole magia del mio villaggio. Io stetti ferma, senza

osare muovermi, fino a quando non se ne furono andati tutti. Smidollati, pensai. E lo penso

tutt'ora.

Un brivido mi assale a ripercorrere questi ricordi. Quando la gente mi dice che dovrei

studiare, mi torna alla mente quel truce episodio, e rispondo "non ne ho bisogno". I piu'

saggi penseranno che sono una sciocca, ma io mi rifiuto di leggere libri di magia.

Preferisco imparare dal vivo ogni tipo di conoscenza, praticare direttamente cio' che i

miei genitori leggevano soltanto... Non voglio diventare come loro. "Sono superiore a

loro", mi dico...ma e' una mera illusione. Che passa subito.

Me ne andai da casa mia sicura, fiera e orgogliosa...

Ora mi guardo allo specchio e non mi riconosco piu'. Sono stanca dentro. Mi sento morta.

Provo invidia per tutto e tutti, in alcuni momenti odio il mondo intero, soprattutto provo

invidia per la bellezza altrui, mi guardo e noto che i difetti dello spirito stanno

divorandomi, infettando anche il mio corpo.... Non so che fine abbia fatto la mia

fierezza...giuro che se lo sapessi andrei a riprendermela.

Per sfogare la mia frustrazione uccido e infierisco sugli altri. La mia vita e' vuota.

L'unico bagliore e' mio marito. E i pochi amici che ho. Il resto e' nulla. Il mondo non

mi ha mai dato nulla. Rido istericamente, cercando di soffocare la tristezza nel mio cuore..

.e poi piango in silenzio ma vorrei gridare.. non sono neanche degna di essere chiamata

Strega. L'accidia mi sta divorando, e io non sono in grado di muovere un dito, proprio come

allora....