Il mio e' un mondo che si sgretola.

L'amore per Khazira mi portera' alla follia, o forse l'ha gia' fatto: non so piu' quali pensieri mi appartengano e quali vengano indotti dalla sua malia, non so piu' quello che faccio e quello che dico, non so piu' cosa e' giusto e cosa e' sbagliato.

L'unico appiglio al raziocinio e' un pensiero, fisso e preciso: non deve, non deve, non deve risvegliare... Lui.

Colui che giace negli abissi del mare dei Dragoni deve continuare a dormire: non permettero' mai che torni, non permettero' che mi rimetta in catene, schiavo e men che umano. No, non posso.

Khazira... Khazira non esiste piu', ormai. L'ho compreso oggi, quando ha tentato di strangolarmi nel bosco sacro: e quando l'ho vista davanti a Callea, a Lamwothor... No, non glielo permettero'. Non esiste sentimento che possa spezzare la mia volonta': la volonta' che ho riconquistato dopo tanti anni di schiavitu', l'urlo del mio cuore che mi dice che non posso permetterle di fare del male a nessuno, soprattutto a Callea.

Cosi' simile a com'ero io, cosi'... vicina a diventare anche lei uno strumento di un potere che non conosce e non capisce, ma che e' costretta a subire. Callea.

No, non permettero' mai che accada: non permettero' che accada ancora, non assistero' impotente ad un'altra uccisione.

Io non permettero' mai, mai, che una persona a me cara subisca un simile destino.

...la mia Khazira non esiste piu': ho potuto vederla per un istante, il giorno in cui colui che riposa nel mare dei Dragoni le e' stato strappato dal corpo dall'Eklashirael.

Vivro' di quel ricordo, se necessario: ma non permettero' mai all'essere che ora la possiede di distruggere cio' che di caro ho adesso.

Non permettero' che Callea diventi cio' che sono diventato io, tempo fa.

Non permettero' che si ripeta.

Mai.

Mai.

Mai...