...sai cos'e', amore?

E' da un po' che me lo chiedo... com'e' iniziato tutto questo. Mi sono legato a te, ma ancora mi chiedo: perche'?

Le mie orecchie risuonano dei tuoi sussurri appassionati

Delle tue labbra sensuali i miei occhi sono pieni

Le mie mani ancora profumano della carezza della tua carne

Eppure, non posso fare a meno di chiedermi: perche' proprio tu?

Fu quel giorno - ricordi, amore? - il giorno in cui mi desti alla luce. Il giorno in cui mi reclamasti per te. Il giorno in cui uccidesti Ellesil, insieme all'assassino di sua madre, in quel villaggio di glivi adagiati sul fianco della montagna - il mio villaggio, amore, ricordi Sentiara? - e reclamasti il mio corpo come tuo.

Mi ribattezzasti Grivar.

Nutristi la mia carne e la mia anima di un nettare troppo dolce - dolce, dolce vendetta, tanto amara quanto piu' e' bruciante, ma tanto dolce quanto piu' e' amara.

E ora, amore... Ora capisco.

Era la tua forza che amavo.

La tua forza rombante, quel fuoco che ardeva ruggendo e che ti possedeva nel profondo, quell'estasi frammista a piacere che ti prendeva in battaglia - e ricordo, il barluginio della tua lama quando s'immergeva tra le carni degli elfi alati, il sorriso di trionfo sul tuo volto, il sangue che imbrattava le tue vesti e la tua pelle.

...ma sai cos'e', amore?

Ti ho osservata, nascosto, nell'isola degli elfi alati. Ti ho veduta combattere e compiacerti di una forza che e' solo illusione, effimera chimera che non ti appartiene piu', ormai.

Sai cos'e', amore?

...sei debole, oggi.

Cosi' debole che potrei romperti tra due dita, se stringessi troppo o troppo velocemente.

Cosi' debole che, amore...

..oggi ti dico addio.

E' tempo che io voli sulle mie ali,

Che io suoni la musica della mia vita.

Portero' con me il dono che il tuo nero ricettacolo di morte mi ha donato, quello stesso dono che oggi mi ha permesso di superarti.

E portero' con me il ricordo delle nostre notti e delle nostre battaglie.

Questo, e nulla piu', amore...

Perche' da oggi sono libero.

Non hai piu' la forza di trattenermi, ormai...

Va' per la tua strada, anima tormentata. Non sento colpe nell'abbandonarti: mi hai usato tanto quanto io ho usato te, se non di piu'. Oggi, siamo pari.