Sono stanca, maledettamente stanca.
Ho atteso, ho aspettato il ritorno delle mie sorelle, ma di loro nessuna traccia.
Ho fallito. Non sono riuscita a tenere unito il clan, e ora loro chissa' dove erano finite.
Svanite nel nulla, probabilmente in viaggio e alla ricerca di chissa' cosa.
Osservo il fuoco, quel fuoco che dolorosamente mi ricorda il passato, dove tutte insieme sedevamo, per parlare o semplicemente restare in silenzio a osservare quel cielo stellato che sembrava essere la risposta ai nostri sogni.
Ricordo ancora le parole di mia madre...

Un fuoco per riscaldare le membra stanche, il profumo del bosco e la sua magia per sentirsi a casa, il cielo stellato per allietare il cuore da ogni dolore.
Cosi' immenso, cosi' infinito ci fa sentire piccoli, ma ci dona la visione delle stelle, ci dona la visione della stupenda Marhis che alta nel cielo ci osserva e ci culla nella sua fievole luce.
Sentirsi liberi ma al tempo stesso sentirsi uniti in un vincolo che mai nessuno potra' sciogliere, nemmeno la morte.
Il dolore, l'amore, la sofferenza, l'odio e qualsiasi altro sentimento prima o poi scemano, ma queste cose di cui vi parlo mai nessuno ce le potra' togliere.
Bisogna solo temere la solitudine, perche' e' un fardello pesante da portare, perche' non tutti sono in grado di essere anime solitarie.
Ma voi non lo sarete mai, sorelle per sempre, potrete sempre contare l'una sull'altra, impavide e fiere di cio' che siete.

Ho sempre creduto nelle tue parole madre, ma non mi hai mai detto cosa fare nel caso in cui il legame si spezzi.
Non mi hai mai detto come affrontare la solitudine.
Non mi hai mai detto che sarebbe potuto succedere.
Ho fallito. Mia e solo mia la colpa.
Sono debole, ora piu' che mai.
E questo nero cielo mi divora facendomi sentire inutile su questa terra.
Non trovo piu' conforto in nulla, e forse dovrei partire anche io...Ma per andare dove?
L'idea di viaggiare mi alletta, ma non poter condividere con nessuno le mie sensazioni renderebbe il viaggio inutile ai miei occhi.

E' raro che mostri la mia debolezza, ma qui ora mi sento a disagio.
Agli occhi degli altri sono un abominio, vengo guardata con divertimento e a volte con disprezzo.
Troppo alta ai loro occhi, forse poco aggraziata, troppo schietta, troppo impulsiva, troppo sprezzante, troppo amante del combattimento.
Mia madre era cosi', eppure mio padre l'aveva amata davvero.
Eppure affascinava con la sua presenza, con un semplice sguardo.
Io invece ho avuto solo la conferma che non posso minimamente paragonarmi a lei, che farei meglio a stare lontano dagli altri, e continuare a indossare la mia maschera di indifferenza, quando in realta' le ferite che infliggono sono sempre piu' profonde.
Sono stata umiliata un'ultima volta, sono stata una stupida ad aver anche solo pensato di poter tentare, di credere che fosse diverso.

Ho sempre creduto nelle tue parole madre, ma non mi hai mai detto cosa fare nel caso in cui il legame si spezzi.
Non mi hai mai detto come affrontare la solitudine.
Non mi hai mai detto che sarebbe potuto succedere.
Ho fallito. Mia e solo mia la colpa.
Sono debole, ora piu' che mai.
E questo nero cielo mi divora facendomi sentire inutile su questa terra.
Non trovo piu' conforto in nulla, e forse dovrei partire anche io...Ma per andare dove?
L'idea di viaggiare mi alletta, ma non poter condividere con nessuno le mie sensazioni renderebbe il viaggio inutile ai miei occhi.

E' raro che mostri la mia debolezza, ma qui ora mi sento a disagio.
Agli occhi degli altri sono un abominio, vengo guardata con divertimento e a volte con disprezzo.
Troppo alta ai loro occhi, forse poco aggraziata, troppo schietta, troppo impulsiva, troppo sprezzante, troppo amante del combattimento.
Mia madre era cosi', eppure mio padre l'aveva amata davvero.
Eppure affascinava con la sua presenza, con un semplice sguardo.
Io invece ho avuto solo la conferma che non posso minimamente paragonarmi a lei, che farei meglio a stare lontano dagli altri, e continuare a indossare la mia maschera di indifferenza, quando in realta' le ferite che infliggono sono sempre piu' profonde.
Sono stata umiliata un'ultima volta, sono stata una stupida ad aver anche solo pensato di poter tentare, di credere che fosse diverso.

Ora tutto cambia. In fondo al cuore restero' per sempre un'amazzone, ma  ormai il clan e' morto.
Saluto qui ora le mie sorelle, con la speranza che un giorno esse ritornino.
Riprendero' gli allenamenti, e trovero' nuovi compagni d'arme.
Sara' visibile la mia spada ma non il mio cuore.
Ora cerchero' colui che potra' darmi un altro scopo.
La mia abilita' al suo servizio, questo e solo questo.
Spero accetti cio' che ho da offrirgli, null'altro mi interessa ora.
Confido nella mia forza, confido nella mia anima e nel mio cuore.
Spero non mi abbandonino, spero non sia tutto inutile.

E voi sorelle mie vegliate su di me, perche' io vi porto nel mio cuore.
Il vostro affetto e' l'unica dolcezza che conosco ora.
Possiate essere sempre libere e forti, possiate un giorno sentirvi grandi e immense come il cielo...

Addio amazzoni...O arrivederci...