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Dheadis vigesimo giorno del mese di Pharadia:

La luce sta scemando e le ombre si allungano sulla strada, ma vedo in lontananza le svettanti mura della citta'. Sono trascorsi piu' di tre mesi da quando ho intrapreso il mio viaggio ad est del continente dall'isola che sorge lungo la linea dell'orizzonte. L'isola del giglio bianco, o almeno cosi' io l'ho sempre chiamata. Mi accampero' qui per questa notte, le provviste dovrebbero bastare per un altro giorno di marcia.

Sono sola in questa impresa perche' e' giusto che sia cosi', spero che mio padre e mia madre stiano bene e non si struggano per il pensiero, ma dopotutto han mia sorella Maowel cui badare e questa e' la mia strada. Intendo portare a termine cio' per cui sono partita, trovare gli antichi scritti del maestro Soamun e studiarli per trovare la strada migliore per il raggiungimento dell'armonia e dell'equilibrio perfetti. Il fuoco si sta spegnendo, ora e' bene che lo ravvivi e che mi riposi, domani giungero' alle porte di Kyrandor.

E' da un'anno ormai che vago per Therial...ricordo come se fosse ieri il giorno in cui lasciai casa per partire perquesto viaggio...

In quest'ultimo anno i miei studi della magia sono proceduti bene, ho fatto molti progressi da allora, e sinceramente non pensavo che un solo anno di studi intensi potesse rendere tanto..

Ho fatto anche molte conoscenze, fra cui ho trovato buoni amici e compagni di viaggio, e spero vivamente di non perderli mai

Insieme a loro ho anche scoperto molte cose sul mondo che mi circonda, fra cui la visione di alcuni stupendi draghi.

Su torno ai miei studi

*Chiude il diario e continua lo studio di alcune polverose pergamene*

La felar apre gli occhi alle prime luci dell'alba, ma subito si rende conto che c'e' qualcosa di strano nella caverna.

Si stiracchia per poi mettersi a sedere, e finalmente nota il tomo abbandonato poco distante da lei.

Si avvicina curiosa, prendendolo tra le zampe: la copertina e' spessa e viola, con il simbolo di una clessidra con un bastone trasversale dalla testa di drago.

Aggrotta le sopracciglia e si guarda attorno, come aspettandosi di vedere il proprietario, ma la caverna sembra deserta.

Incerta sul da fare resta immobile, continuando ad osservare lo strano tomo, poi la curiosita' ha il sopravvento, e senza pensarci due volte lo apre iniziandolo a sfogliare.

Simboli arcani e parole scritte in un miscuglio di lingue riempiono le pagine del libro, alcune cancellate dal tempo, altre incomprensibili per lei.

Continua a sfogliarlo, pagina dopo pagina, leggendo avidamente, saltando pezzi che non riesce a decifrare, apprendendo la storia del tempo che il libro sembra narrare minuziosamente.

Le ombre si allungano nella caverna, segnando l'inizio di un'altra notte, ma Sybil non sembra accorgersene, immersa completamente nella lettura, fermandosi di tanto in tanto solo per far brillare le sfere di luce che dolcemente lievitano vicino a lei.

Poi ad un certo punto si blocca, la sua attenzione ora aumenta, mentre la sua zampa sfiora la pagina che ha davanti.

I simboli e le lettere sono in rilievo, di un pallido giallo, alcune parole a meta' cancellate dal tempo.

La felar passa piu' volte lo sguardo sull'intera pagina, cercando di decifrare il significato di ogni simbolo e di ogni parola, me e' come se la sua mente fosse bloccata.

Socchiude gli occhi e respira profondamente e a lungo, poi tornando a inizio pagina, prende a leggere ad alta voce.

Questa volta il significato delle parole sembra penetrare nella sua mente, e man mano che legge le lettere si illuminano di una calda e brillante luce dorata, mentre la caverna sembra impregnarsi di magia.

Spalanca gli occhi stupita, ricordandosi improvvisamente che alcune magie riportate nei libri, scattano quando viene recitata la formula ad alta voce.

Vorrebbe fermarsi, mentre il suo cuore si riempie di timore, ha paura di scatenare qualcosa che lei non conosce.

Ma si rende conto che non riesce a fermarsi, che qualcosa la costringe a continuare, mentre la sua bocca si muove continuando a recitare ad alta voce la formula.

E' giunta ormai alla fine, le ultime parole cancellate a meta', ma lei continua, terminandole, forse in modo errato.

E quando la sua voce si spegne e la caverna cala nel silenzio, Sybil alza la testa lentamente come aspettandosi qualcosa.

Ma niente sembra accadere, si sente solo il suo sospiro di sollievo che dolcemente riecheggia nella caverna.

E poi succede...La stanza sembra perdere forma e consistenza, la fievole luce delle sfere diventa accecante, e tutto inizia a girare vorticosamente attorno alla felar, che a occhi spalancati si ritrova a galleggiare nel vuoto.

Una clessidra le appare davanti, sembra scandire il tempo lentamente, poi sempre piu' velocemente, mentre un'aura di pura magia l'avvolge dolcemente, come guidata da mani invisibili.

Per un attimo dietro la clessidra compare l'enorme testa di un drago dorato, che sbiadisce fino a formare un volto di uomo forse, segnato dal tempo, dalla lunga e fluente barba candida, e una voce profonda sembra mormorare alcune parole...

'Forte e' il tuo desiderio, ed e' stato questo a invocarmi. Una benedizione o forse una maledizione, che puo' essere sciolta dallo stesso desiderio, ma cosa desideri realmente? Solo tu...'

Le parole si confondono, coperte dal debole urlo che si alza nella cavena, poi improvvisamente tutto torna normale, forse e' durato un attimo o forse ore...

Infine un dolce miagolio, e al centro della stanza, seminascosta da un vestito rosso, appare il musetto di una cucciola di felar, dai grandi occhi azzurri e una piccola macchia a forma di goccia sulla fronte.

Il tomo sembra essere scomparso...

E mi ritrovo ancora a vagare, sola, in queste terre...

Le mie zampe sembrano posarsi a terra sicure, ma in realta' non ho meta, semplicemente continuo a camminare, seguendo le strade, imboccando vie laterali, continuando ancora...e ancora...

La solitudine e' come una cappa oscura che mi avvolge appensantendo i miei passi, mentre i miei pensieri, di cui la maggior parte spiacevoli, mi attraversano la mente come sottili spilli velenosi, che penetrano a fondo e dolorosamente.

Finalmente mi fermo a riposare vicino un lago, le acque immobili e placide, sembrano regalarmi un po' di pace, e poi lo vedo...

Il mio viso riflesso nello specchio d'acqua, i tratti felini tesi in un'espressione quasi dura, ma anche malinconica, le labbra strette a formare una linea sottile, e i miei stessi occhi che mi fissano, cosi tristi, cosi vuoti, mi fanno quasi paura!

Ma non distolgo lo sguardo, continuo a fissare la mia immagine, mentre i ricordi invadono la mia mente con prepotenza...

Vedo una giovane felar che scopre di con stupore, di possedere il dono della magia...E' impaurita e al tempo stesso eccitata, ma ben presto dopo duri allenamenti e con l'aiuto di Phasys, riesce a manipolarla e a utilizzarla con abilita', e' orgogliosa di se stessa e felice.

Ma le sorprese sono appena iniziate, perche' scopre che suo padre e' vivo, e dopo tanti anni che e' cresciuta sola con le sorelle, puo' contare sull'amore paterno.

E poi Elawen, il suo primo e unico compagno, l'unico che ha amato, e il frutto del loro amore, tre dolci e stupendi cuccioli, una famiglia tutta sua.

Ma la felicita' non dura per sempre...

Chiude gli occhi pieni di lacrime, il cuore straziato per cio' che lentamente le e' stato tolto...

Elawen e' scomparso...Che mi abbia abbandonato senza dire una parola?

Non un messaggio, ne' sue notizie, niente di niente. Dove sara? Stara' bene? Domande e dubbi continuano a tormentarmi.

E i dolci e piccoli teneri cuccioli si sono allontanati da me.

Khrysor cresciuto a Dunkle, ore e giorni interi passati insieme al suo shalafi Krisaore ad apprendere la magia; Meeki cresciuta insieme al nonno, apprendendo l'arte della spada e del combattimento; e infine Mekyes, abile fin da piccolo come suo padre nel combattimento a mani nude, si e' allenato da solo, aspettando con ansia il ritorno di Elawen.

La mia solitudine e' stata attenuata dalla piccola felar che ho adottato e dai nipotini, ma anche loro sembrano essere scomparsi.

Non sono stata una buona madre, no. Lo leggo nei loro occhi, li sento distanti, sono quasi certa che provano odio per me.

E ora sono adulti...Non hanno piu' bisogno di me, dei miei consigli, delle mie braccia che li cullino, o di asciugare le loro lacrime.

Mi sento inutile, vuota, e vorrei tanto che tornassero piccoli, vorrei esser voluta stare di piu' con loro, insieme al padre, come una vera famiglia.

Ma forse non sono una buona madre perche' non ho mai conosciuto la mia, avrei voluto imparare da lei, avere i suoi consigli...chissa' com'era...

Non ricordo quasi nulla della mia infanzia, come se la mia mente si rifiutasse di ricordare, ma sarebbe bello poter tornare cucciola, riscoprire le piccole gioie, giocare spensierata, ed essere coccolati da qualcuno che si prenda cura di me.

Non aver pensieri ne' problemi, essere felici solo per una semplice carezza che qualcuno ti fa.

Non provare piu' questo odio e questa solitudine, o l'istinto di uccidere per il puro piacere di farlo, come un animale assetato di sangue e vendetta.

Tiro una zampata nell'acqua e la mia immagine si increspa fino a scomparire tra le onde del lago.

Scoppio a ridere, ma la mia e' una risata quasi isterica e piena di rabbia per le assurdita' a cui sto pensando.

Cerco di calmarmi e fisso a lungo il cielo e le ombre che piano si stanno allungando, mentre la luce va a morire.

Mi guardo attorno, il bosco sembra quasi vibrare di magia, mentre piccole lucciole sembrano danzarmi attorno, ma non ci faccio caso piu' di tanto.

Sospiro e riprendo a camminare, raggiungendo la caverna dove ogni tanto mi fermo a riposare.

Mi accuccio a terra mettendomi comoda e prima di addormentarmi, mi rendo conto con rassegnazione che non si puo' tonare indietro, che la felicita' che avevo e' ormai perduta...che non c'e' piu' niente da fare...

***Si lascio' cadere tra l'erba accanto al pozzo stanca e sudata. L'incantesimo che aveva appena eseguito le aveva richiesto un grande sforzo di volonta' e di energia, ma era riuscito... Ora osservava l'oggetto che fluttuava davanti a lei soddisfatta...li' avrebbe trascritto tutte le sue scoperte.

Schocco' le dita creando una sfera luminosa per fare luce, la notte quella sera era piu' scura del solito la Luna era coperta dalle nubi che coprivano completamente il cielo impedendo il passaggio anche di un solo raggio lunare.

Prese il suo diario e il suo pennino poi prese a scrivere... ***

...Finalmente dopo lunghi studi e pratiche stancanti ho concluso la mia ricerca sulla Magia Naturale...

Non credevo fosse tato potente, non lo avrei mai immaginato... trascrivero' le mie scoperte le devo tramandare...devo stare attenta: sanno proteggere e recare bene ma usate male sanno essere tremendamente distruttive.

La cosa che temo e' solo una: ora che so maneggiare la magia naturale dei desideri temo che venga scoperta da cuori oscuri... non posso permetterlo per questo trascrivero' tutto nella mia magica pergamena solo i cuori devoti alla luce potranno leggere...

Si', finalmente le mie ricerche sono concluse...

***Chiude il diario e lo rimette nella borsa insieme al pennino...si rilassa e si lascia cadere in un sonno profondo troppo stanca per scrivere altro o semplicemente pensare***

Vagavo ramingo nei territori oltre i confini della foresta di arachnos,

nelle terre brulle dell'ovest.

Il sole era alto nel cielo, la temperatura era comunque sopportabile, anche

sotto una dovuta bardatura.

All'improvviso sulla linea dell'orizzonte vidi un'abbagliante raggio di luce blu che squarcio'

il cielo, dopodiche' apparve qualcosa, inizialmente molto vago, poi, man mano che s'avvicinava,

riconobbi una scura figura a cavallo.

Si avvicinava velocemente, poi, quando fu a piu' o meno cinquanta leghe da me, inizio'

a rallentare venendomi incontro minacciosamente.

Cavalcava uno splendido esemplare, pelo liscio e grigio, la lunga criniera nera perfetta, gambe

muscolose e zoccoli robusti, sembrava inoltre quasi emanare una calma poco rassicurante.

La figura invece, era un uomo della mia altezza, vestito di una lunga tunica grigia, incappucciato

con una strana maschera tribale che gli copriva il volto.

Cosi' scese lentamente dal destriero, con movimenti eleganti e allo stesso tempo decisi, l'atmosfera

si faceva tesa, non sapevo se essere nervoso, preoccupato o tranquillo.

Porto' la mano alla maschera, la sfioro' con il palmo poi afferro' il lato superiore e la tolse, sempre

molto lentamente.

Lo vidi quindi in faccia...e rimasi paralizzato.

Era identico a me, in ogni tratto, se non per una lunga cicatrice sulla guancia sinistra.

Mi lancio' uno sguardo d'odio, identico ad uno dei miei, ero confuso, non sapevo cosa provare anche se

l'aria del misterioso guerriero era poco rassicurante.

Ci guardammo negli occhi per vari minuti, quasi ci stessimo sfidando con lo sguardo.

Ad un certo punto abbasso' il cappuccio e tolse con un movimento la tunica, era uguale a me, persino nel

vestiario.

Alzo' piano la mano destra e poggio' il palmo sull'elsa di Anduring, che giaceva nel suo fodero, come la

mia. La estrae' ed io feci lo stesso, quasi simultaneamente. Avevo dunque capito, che cio' che mi aspettava era un duello.

Vari quesiti attraversavano la mia mente...Quanto sarebbe stato forte un guerriero esattamente come me?

Sarei mai riuscito a sopravvivere? Voleva uccidermi o cos'altro?

Con un fulmineo movimento di gambe si abbasso' e si avvicino' a me tirando il primo fendente.

Conoscevo a memoria ogni mia mossa, alzai dunque lo scudo per pararlo con sicurezza. Fu qui, che rimasi

stupito, si giro' ad una velocita' incredibile su se stesso, con una forte spinta dello stesso scudo mi

sbilancio, mi passo dietro e con una pedata nella schiena mi fece cadere a terra.

Mi rialzai velocemente, alzai anche lo sguardo e vidi con stupore che la sua lama cadeva gia' verso il mio

volto. Alzai la spada, ma non feci in tempo. Ora, un lungo taglio deturpava la mia guancia sinistra, esattamente come

la sua. Mi accasciai a terra incredulo, lui intanto, fece dei piccoli passi indietro, si abbasso' e raccolse

la maschera. La lancio' a pochi centimetri da me e disse: "Solamente il colosso del tuo futuro puo' scalfirti, Grande Guerriero".

Caro Diario,

come sempre aspetto accadimenti di un certo peso prima di aprirti e renderti partecipe della mia vita, è che ho così tante cose a cui pensare...

Ora sono nella veranda di casa mia, in compagnia del mio draghetto preferito, a godermi Marhis e la notte eterna che il mio amore Lyonel ha fatto predisporre solo per me... Ora lui è fuori per qualche lavoro e io mi riposo, qualsiasi cosa che faccio mi affatica e, sai, non è la vecchiaia, eheheheh, ma bensì... Sono incinta!

La certezza l'ho avuta ieri, dopo l'ennesimo malore, ma lo sentivo dentro da un po'. Sai? io vedo già la sua faccia, le sue manine, so già il suo sesso e sono praticamente certa della srada che seguirà... me lo sento dentro. Nonostante questo ho il terrore (e quando ci penso lo stomaco mi si ritorce come un serpente) che possa nascere creatura maledetta come me...

Ieri l'ho detto al futuro papà, mi aspettavo una reazione diversa: questo è stato un vero regalo degli Dei, non era stato pensato o programmato, e credevo che a Lyonel pesasse, ora come ora, con tutte le cose che abbiamo da sistemare, il pensiero di una creatura da crescere ed educare, invece la sua reazione è stata un dono quasi quanto grande tanto la creatura che sta facendo aumentare il mio grembo: era felice.

Riesce sempre a rassicurarmi, con i suoi gesti e le sue parole: quando gli ho esposto il mio timore ha detto che troveremo una soluzione, cercheremo qualcuno che possa aiutarci a espellere il male che ho dentro in modo da non trasmetterlo al piccolo, e, se non ci riusciremo, potremmo gestire la cosa tranquillamente... Io sono una vampira, ma sono quasi riuscita a controllare il mio lato oscuro, secondo lui ci riusciremo anche con nostro figlio...

Mmm non voglio nemmeno pensarci... brr...

Ieri un giovane vampiro, di nome Vallac, ha chiesto che l'aiutassi e lo educassi a reprimersi e a controllarsi, ma le uniche risposte che sono stata in grado di dargli sono stati semplici consigli che ai più giovani sembreranno mere sciocchezze: ascolare il proprio cuore e non la propria sete, permettere ad esso di controllare la propria vita e non al bieco desiderio del caldo e fluido sangue...

Chissà se ha afferrato i miei consigli: mentre gli parlavo ha azzannato senza pietà un piccolo coniglio maculato che ci guardava con i suoi occhioni teneri e dolci (ovviamente scatenando l'ira di Lyonel, amante degli animali e seguace di Ganeidon). Lo comprendo così bene quel Vallac... non troppo tempo fa mi comportavo anche peggio, mordendo al collo poveri satiri spensierati che si davano alla pazza gioia, ignari della follia che poco dopo gli sarebbe piombata addosso senza clemenza alcuna...

Oggi ho espresso le mie paure a Turpis, un uomo così puro e pieno di principi, che, dopo avermi fatto una bella predica sul fatto che metterò alla luce una creatura senza avere avuto il consenso di Aelistea sulla mia unione con Lyonel, mi ha suggerito di recarmi al tempio di Althea, a nord di Kyrandor, e pregare per lei... Sinceramente la cosa mi spaventa un po': Althea che ascolta una vampira? Mmm e se con le mie preghiere non facessi altro che scatenare la sua ira su di me? Come posso io, creatura delle tenebre, chiedere aiuto alla dea custode del Sole? Turpis dice che proprio per questo motivo mi aiuterà...

Non mi resta che attendere Lyonel e sentire il suo parere... Ora mi corico un pochino...

Dopo il lavoro in laboratorio, il mio studio sulla scienza alchemica si estende e continua..Permettendomi di aumentare la quantità della mia conoscenza, e soprattutto in un campo finora quasi estraneo per me.

Studi a parte, è vero che il tempo guarisce tutto.Questo, nonostante tutto, è un periodo davvero sereno, tranquillo, non c'è nulla di particolare che mi angosci..Si', ho anche avuto modo di ritrovare vecchie amicizie, ciò ha contribuito a rendermi felice..Insegno in un'Accademia..Mi chiedo per quanto potrò dire di essere tranquilla come ora...

Maestro Turpis ha dato ad Ayrie una missione! Vuole che Ayrie diventi Sacerdotessa!!! Lui parlato di foresta incantata e di una bellissima da cercare...

Ayrie spera di riuscire in breve tempo... Ayrie ora si mette subito a cercare!

*disegna un grande lupo, un arial e una piccola gnoma con le treccine sul dorso del lupo*

Stava tornando dalla giornata lavorativa a Rocca d'Aspide. Anche se quel giorno era festa per tutta il territorio subordinato alla rocca, lui aveva preferito andare a lavorare fra la roccia. Si diresse verso il suo villaggio, situato quasi al fondo della collina. Notò subito che invece degli usuali pinnacoli di fumo che uscivano dai camini accesi, erano presenti enormi colonne di fumo capì immediatamente che qualcosa di strano era accaduto. Si precipitò giù dalla vallata, attraversando piccoli boschi, fino a che vide che tutti gli edifici erano stati bruciati. Allora con la forza della disperazione e con le lacrime agli occhi corse con più fiato che aveva in corpo; la testa gli pulsava e moltitudini di pensieri gli affollavano la mente, ma nessuno di questi lo preparò mai abbastanza a ciò che la sua anima dovette sopportare: gli edifici che si ergevano ancora in piedi erano tutti carbonizzati, come gelati da un fuoco implacabile e improvviso, gli abitanti, suoi compagni Nani, cugini e fratelli erano tutti morti, sciolti come cera da quello stesso fuoco... Di loro trovò solo irriconoscibili corpi straziati in un mare di sangue.
Lasciò il villaggio quella notte stessa, dopo aver scavato una fossa comune.
L'ultima cosa che fece, prima di partire per un viaggio senza ritorno, fu di piantare un grosso cartello con su scritto il nome da me dato al mio villaggio:
CARBORUNDUM