Dalla mia risalita in questo mondo di luce, sento che la mia personalita' si sta' lentamente limando.
Sto imparando la pazienza. naturalmente e' ridotta per via del mio carattere impulsivo e orgoglioso, ma e' gia' una buona cosa. Le razze inferiori in superficie sono così sfacciate!!!
Nonostante questo ho fatto incontri interessanti, tra cui entrambi gli imperatori riconosciuti dagli elfi scuri di superficie.
Il primo incontro e' avvenuto casualmente, mentre esploravo la zona vicina a Lamwhothor.
Mi ero addentrata nel suo territorio, e lui mi ha intimato,inizialmente gentilmente, poi minacciosamente, di andarmene.
Il suo sguardomi ha ricordato un animale in caccia, che difendeva il suo territorio, l'aria sfrigolava attorno a lui, la magia crepitava nell'aria.
Sebbene sapessi di stare per cacciarmi in qualche guaio, non ho potuto mettere a tacere il mio orgoglio e la mia lingua tagliente.
L'ira di quell'elfo oscuro era tale che evoco' una creatura d'ombra allo scopo di uccidermi... ad ogni modo sono ancora viva.
Ora che ci penso a mente lucida, e che la rabbia non oscura i miei pensieri, devo dire che si e' comportato in modo onorevole e giusto, non avrei fatto niente di diverso al suo posto. Anche il fatto che abbia tentato di uccidermi lo considero normale, niente di meno di quel che mi sarei aspettata. Rispetto il suo potere, ma non gli darei mai la soddisfazione di dirglielo.
L'altro "imperatore" lo incontrai trammite Derfel: l'unico gith che ho avuto modo di apprezzare fin'ora. Derfel sosteneva che avrei potuto essere un ottimo elemento da inserire in Cha'el Balan (ottenendo io stessa dei vantaggi), quindi nonostante le riserve che gli avevo gia' illustrato, acconsentii ad incontrarlo. L'imperatore pero' non sembrava pensarla come lui. Ricordo con particolare vivezza le parole "...a cosa mi servirebbe un'altra strega?" che hanno segnato un nuovo livello al mio limite di pazienza.
Con arroganza e un'aria seccata quindi, mi ha proposto di diventare "razziatrice".
Mentre il mio cervello gridava a piena voce che anche l'ultimo dei guerrieri e il piu' rozzo dei barbari poteva fare il razziatore, e che era nientemeno che un lavoro da macellaio, la mia voce cercava di spiegargli con apparente calma come sarebbe stata una mossa piu' saggia darmi dei compiti piu' adatti a me.
Anche Derfel cerco' di farlo ragionare, ma la risposta irata dell'imperatore fu di soffocarmi e di scagliarmi magicamente contro il muro, dicendo che quella era la sua unica offerta.
Penso di aver provato dispiacere per Derfel (se e' questa la parola che qui si usa, quasi sconosciuta nel buio profondo) mentre dignitosamente mi rialzavo e me ne andavo mandando maledizioni verso quel "drow".
Nessuno stregone degno di nota quindi.
A parte forse...
Un elfo oscuro che ho incontrato un paio di volte: nei suoi occhi vi era una grande intelligenza ma nessuna presunzione.
Ricordo con molto piacere la prima volta che lo vidi, o meglio, fu lui che mi vide "bene": insieme ad Horyal, il mio fido umano barbaro (ma assolutamente utile come strumento di distruzione), mi recavo da Dhethor perche' provvedesse a tatuarmi il simbolo della mia fede, e visto il particolare sito del tatuaggio, m'ero completamente svestita.
All'inizio non avevo prestato troppo attenzione a quell'elfo scuro che, assistito a tutta la scena, mi osservava a bocca aperta, notai solo che era piacente quando mi avvicinai per serrargli cortesemente la mascella, solo in seguito notai il resto.
La seconda volta trafficava con delle pozioni e mi permise di assistere ai suoi esperimenti. Silenzioso, sembra molto riflessivo, ma sono sicura che ha potere, molto e se cosi' fosse potrebbe essere un'interessante compagnia.
Mantis... dovro' fare qualche domanda alle persone giuste... e forse la mia cerca di un maestro che mi porti oltre i miei limiti attuali di potenza potra' fare un passo avanti...