In pochi minuti il fumo invase la caverna e mi ritrovai circondato da una numerosa pattuglia di goblin. Non sembravano essere intenzionato allo scontro, ma non avevano nemmeno un'espressione amichevole.
Mi alzai di scatto e presi salda l'elsa della mia spada, loro si muovevano lentamente e molto poco, non sapevo cosa fare. Poi uno di loro alzo' la sua ascia al cielo e mi carico'.
Nemmeno riusci' ad abbassare l'ascia che gia' stramazzava a terra, alla vista del sangue del loro compagno mi saltarono tutti addosso.
C'era poca luce e la visibilita' era poca, da questo punto di vista loro erano favoriti, senza contare il fatto che erano sessanta occhi contro due. Riuscii a parare la prima ondata di colpi, scagliati con poca forza, poi, dalla cima del picco arrivo una freccia a gran velocita', feci appena in tempo ad abbassarmi e far si che colpisse un goblin di fronte a me. Misi la spada in orizzontale e girai su me stesso una volta, ne uccisi sei in un sol colpo. Approfittai degli schizzi di sangue sul volto che mise in confusione la fila dietro e mi avventai su due goblin che sembravano quasi acciecati.
I goblin sono negati per il combattimento, ma quando si parla di prolificare sono imbattibili.
Ne rimanevano quindi ventidue, a me non era ancora sucesso niente, quando un'ascia di piatto mi colpi' alla nuca.
Barcollai per qualche secondo, loro non sembravano pero' approfittare della mia pessima situazione, quando mi ripresi si erano sparsi, la mia vittoria era sempre piu' vicina.
Caricai un gruppetto, poi l'altro e poi l'altro ancora. Erano tutti a terra feriti mortalmente ora.
Raccolsi in fretta le mie cose e corsi lungo il sentiero, per ore.
La caverna si stringeva sempre di piu', faceva sempre piu' freddo e l'aria era piu' umida.
Vidi delle iscizioni dorate in umano antico, era l'entrata del labirinto.
Riposai appena fuori per qualche ora, poi, una volta svegliato entrai senza timore.
Era buio, in profondita' si sentivano strani rumori.
Ad un certo punto, girato un'angolo, vidi un'acciecante massa di fuoco che mi veniva in contro, feci appena in tempo a lanciarmi indietro e schivarla.
Misi la testa oltre lo spigolo del muro e vidi un uomo, di corporatura gracile, molto basso, vestito di strane pelli con dei teschi legati lla cintura...uno sciamano. Girai l'angolo e lo scrutai per vari secondi, quando fece per alzare il bastone balzai in avanti e lo colpii, un pesante fendente alla testa, la figura dello sciamano svani' come fosse nebbia, mi girai ed era dietro di me, che ghignava. Lancio' una voluminosa fiammata dal suo bastone magico, ruscii a pararla con il mio ampio scudo, dopo di che' mi fermai a pensare come sconfiggerlo.
Non c'era nulla da fare, continuava a spostarsi ogni volta che gli andavo in contro, ed ogni volta dovevo proteggermi da una fiammata sempre piu' grande. Ad un certo punto mi stufai, e provai una tattica tanto banale quanto letale infine.
Conoscevo i suoi movimenti ormai, lo caricai velocemente e lui fece l'errore di teletrasportarsi prima che io lo colpissi, mi girai di scatto e con la mia balestra gli assestai un perfetto colpo alla fronte. Non avevo subito alcun danno, se non per il mio scudo annerito. Mi incamminai
La puzza di cadaveri bruciati era forte, di tanto in tanto venivo colpito da conatti o improvvisi mancamenti.
Il labirinto si faceva sempre piu' tortuoso e impegnativo, anche il mio sistema nervoso ne risentiva.
Mi trovai all'improvviso in uno spiazzo, dove potevo scegliere cinque vie diverse.
Stavo cercando di capire qual'era la migliore quando un rumore metallico si fece sempre piu' udibile alle mie spalle, mi girai lentamente e vidi un imponente cavaliere, completamente bardato da un'armatura e un'elmo nero, con un'ascia enorme impugnata saldamente che avanzava.
Indietreggiai di pochi passi e vidi che inizio a correre, quasi come volesse caricarmi.
Alzo' l'ascia e mi si avvento' contro, sferrandomi un colpo di potenza inaudita, lo parai con lo scudo ma l'impatto fu devastante, caddi indietro, la sua forza era incredibile.
Capii che sarebbe stato uno scontro difficile.
Riprese la posizione iniziale velocemente e mi si scaglio' nuovamente contro, questa volta evitai il colpo della sua ascia che si schianto' nel muro. La estrae' come se l'avesse piantata nel fango e riprese la sua furia implacabile.
Sapevo che era fisicamente piu' forte, mi restava solamente testare la sua tattica e la sua intelligenza.
Cerco' di colpirmi nuovamente e pianto' l'ascia nel muro, con piu' profondita', era lento, approfittai dei pochi secondi che gli servivano per estrarre l'ascia per colpirlo ai fianchi scoperti, cosi' da indebolire le sue braccia e quindi i suoi colpi violenti. Si giro' di scatto con l'ascia tra le mani e si accorse subito che la sua forza era diminuita, ora era ancora piu' infuriato.
Stacco' un'ascia da lancio dalla cintura e me la scaglio' contro. Era una mossa inaspettata e riuscii ad evitarla per un pelo abbassando la testa, quando mi rialzai la sua ascia gia' cadeva su di me, evitai anche questo colpo e con un fendete lo ferii ad un braccio, era sempre piu' debole,
ad un certo punto pero' trangugio' qualcosa, e divento piu' veloce, quasi non riuscivo a star dietro ai suoi movimenti, mi colpi' frequentemente sullo scudo che si stava pian piano squarciando, quando lo scudo si ruppe
definitivamente, mi colpi al petto, rovinandomi l'armatura. Sembrava finita. Mi colpi' di nuovo e riuscii a schivare il suo colpo, era scoperto, lo colpii prima alla spalla destra, poi a quella sinistra, non aveva piu'
forza nelle braccia. Si muoveva velocemente ma non quanto me, a questo punto aveva solo un vantaggio di peso, riuscivo persino a parare i suoi colpi, decisi quindi di farla finita e dopo ripetuti fendenti lo colpii alla testa,
stramazzo' a terra, rantolando lievemente.
Respirai profondamente, per recuperare le forze perse.
Ad un certo punto s'illumino' una delle cinque vie, decisi di percorrerla, era un corridoio diritto, infinito, dopo ore di cammino arrivai in una piccola stanza, dove c'era una struttura di legno con un'armatura di pietra
accuratamente appoggiata sopra.
Mi avvicinai e la presi in mano, era pesantissima...
Era dunque questa la forza dell'antico eroe, una stupida armatura di pietra pesante?
Preso dalla rabbia cominciai a tirar fendenti sull'armatura senza nemmeno guardarla, ad un certo punto sentii che stavo tirando fendenti al metallo. Avevo rotto l'involucro di pietra, e sotto vi era un'armatura di perfetta
fattura, piu' leggera e resistente del mithril. Presi tutto dalla piccola struttura e mi diressi verso l'uscita, ma mentre mi accingevo a varcare la soglia della piccola porta d'entrata della stanza, un sasso mi chiuse la strada.
All'improvviso si apri il terreno sotto di me e caddi rovinosamente lungo il crinale della montagna.
Mi svegliai ai piedi di essa, con l'armatura al mio fianco, era fatta.