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Oggi la campana della morte ha suonato per un vampiro.. egli aveva insultato me e mio fratello e come punizione ha ampiamente meritato la morte.. insieme a lui e' morto anche un altro.. non mi ha attaccato di sua spontanea volonta,forse per difendere il suo amico, allo stesso modo Tricksty mi sara' grata per averli uccisi entrambi con l'aiuto di mio fratello driz

In una fiala lo hanno racchiuso, dannati!

Non posso più dormire, non posso più migliorare la mia esperienza, ma quello è il meno.

Sto male al solo pensiero che il mio spirito sia manipolato da quelle luride e malvagie mani, posso solo sperare che non sia utilizzato per scopi immondi o per fare del male a qualcuno.

Come potrò mai perdonarmi di aver sia pure involontariamente causato un immenso dolore all'amato Cavaliere? Non riesco a farmene una ragione, anche se il suo cuore puro e colmo di luce e onore non attribuisce a me alcuna colpa.

Ho almeno espiato il mio errore, pagando il mio debito con la giustizia, ma benché sia questo un lieto evento, non riesce a disperdere la fosca nube che opprime il mio cuore.

Ermete, mio amato, giuro davanti ad Hazon e agli Dei tutti, che sempre sarò al vostro fianco, sul campo di battaglia o nella pace, a sostenervi, con parole ed opere, e darò la mia vita per voi, se sarà necessario.

Tutto... qualsiasi cosa, piuttosto che vedere ancora le lacrime nei vostri meravigliosi occhi.

Mi accingo a prepararmi per l'ennesimo viaggio a Malo.

Viaggio che oramai faccio ogni 5 anni, benchè molto tempo fa non ne avrei assolutamente avuto voglia.. ora non posso fare a meno di dedicar mezzo mese del calendario a questo pellegrinaggio, all'insaputa di Kobrakai.

Mi trovo a Lamwothor e penso bene di fare un saluto alla locanda della magia nera, che ci ha ospitati tante volte a me e alla vecchia Orda, sfamati, dissetati e donato sonno prezioso.

La locanda e' mezza piena come al solito, o forse mezza vuota.. saluto i presenti entrando, che si azzittiscono nel vedermi, mi avvicino al bancone e compro la solita razione per il viaggio, saluto l'oste.

Dopodichè mi avvio verso il portale che conduce a Kyrandor, mentre la mia mente sta già tastando il sentiero che i piedi dovranno percorrere.. In piazza dei Mercanti c'è molta gente, come sempre. Mi fermo a parlare con la donna che avevo aiutato in precedenza, che mi fa dono di un bastone, comodo per le passeggiate, quel che cercavo.

Ringrazio di cuore la donna, e alzando la cappa m'incammino, per l'ennesimo viaggio verso quel piccolo villaggio sperduto verso la fine del mondo.

La Strada Maestra d'Oriente, lunga e disseminata di viandanti, si fa quasi minacciosa al calar della luce di Kyra, e quei fastidiosi cavalieri al posto di controllo mi irritano alquanto. Dopo aver visto che non sono ne ricercata ne contrabbandiera, mi lasciano andare per la mia strada.

Quando Kyra si fa meno luminosa, di un colore tendente all’arancione le risaie e i campi si tingono si un rosso innaturale, per poi cadere preda di Marhis, nel blu, e sebbene sia una visione piacevole, la strada non mi sembra per niente sicura ma la vista di Nuova Thalos mi dona sollievo. In altre situazioni il crepuscolo mi avrebbe dato gioia; cavalcando al fianco dei miei compagni desiderosi di sangue non avrei avuto timori.. mentre ora.. sola, impacciata e votata al cammino, sarei una facile vittima di qualunque predone..

Lascio riposare le mie stanche gambe a Nuova Thalos, mentre sento scalciare entusiasmo dal grembo, che devo trattenere con tutta la forza..

Alle prime luci dell'alba mi rimetto in cammino, sorretta dal mio bastone. La strada verso il mare non è cambiata per niente, passo accanto alla spiaggia e mi fermo ad ammirare il mare.. così blu e tranquillo..

Mi rimetto subito in cammino verso il fiume quando mi viene di nuovo fame, allora mi fermo in una radura e comincio a consumare l'acquisto della Locanda della Magia Nera.

Mi rimetto in cammino, costeggiando il lunghissimo fiume nel senso contrario, cammino guardando le caverne naturali sopra al fiume, segno che un tempo l’acqua raggiungeva livelli ben più elevati.

Continuo a seguire il suo percorso abbandonando le pianure, le colline brulle fanno capolino tra l’erba alta mentre il fiume prosegue verso est, verso i canneti, mentre la montagna dal cocuzzolo calvo e quasi luminoso sembra ingrandirsi, dietro l’erba alta cinque piedi, che ondeggia grazie alla brezza diurna.

Devo fare un giro molto largo, perché ad un certo punto, andando verso est, il fiume taglia in una ricca landa d'erbe simile ad un oceano, e il loro aroma e' forte qui, e i loro colori variano dal verde chiaro al marrone dorato.. un vero incanto..

Kyra sta per spegnersi di nuovo, lentamente, per la quarta volta durante questo mio viaggio. Trovo un posto confortevole dove riposare, e per sicurezza, per molti metri attorno a me, spargo due tipi di polveri che da buona strega alchimista porto sempre dietro. Comincio allora a sonnecchiare tranquilla, consapevole che chiunque ci passi sopra cadrà addormentato come una pera!

E’ un nuovo giorno, Kyra si illumina di nuovo. Consumo lentamente un nuovo pasto mentre la polvere attorno a me sta perdendo effetto, e controllo di avere tutto con me.. si, la polvere ha fatto il suo dovere anche stavolta!

Ri prendo il mio cammino e all’improvviso scorgo le montagne verso nordest, segno che il villaggio non è lontano.

All’avanzare di un abitante del villaggio sul sentiero mi copro bene col cappuccio, ignoro il suo blaterare sui goblin e mi allontano, verso le mura di Malo che cominciano a farsi più vicine..

Attraverso le mura del villaggio, entro, sono dentro, per un attimo sono a casa! Malo sembra un villaggio molto antico e le mura, alte al massimo 12 piedi e costruite alla bell’e meglio, non hanno più utilità difensiva, servono solo a delimitare la zona del villaggio. Riconosco i grandi giardini di Malo, anche se il fango ora li predomina, una volta erano fiorenti e colorati, attorno ad ogni casa c’era spazio sufficiente per un giardino e molto altro.

Camminando trovo una bambola nel fango, sicuramente calpestata. La raccolgo e cerco di ripulirla, stando attenta agli sguardi della gente, che sicuramente non mi riconoscerebbe, ma non si sa mai!

Attraverso il villaggio a passo spedito, gettando uno sguardo al ponticello di legno, e passando sul piccolo campo di fagioli zucche e meloni, quasi mi sembra di vederli nel piatto, il tipico piatto di Malo. Nel complesso, Malo è un bel posto.

Svolto a nord verso il cuore del villaggio, lasciandomi alle spalle le due torri dall’altra sponda del fiume, attraversato dall’antico ponte.. questo antica strada, dicevano gli anziani, esisteva prima che fosse costruito il villaggio, la sua età dev’essere così grande che ai lati, gli alberi sono stati tagliati per essere resi utili al villaggio, e da allora non sono più cresciuti. Li ricordo uguali nella mia infanzia. Finalmente, il mio viaggio è quasi giunto al termine, me ne accorgo ascoltando le voci degli abitanti del villaggio che si fanno mano a mano più vicine, il cuore del villaggio, ad ovest, pullula di gente. Tuttavia, stando bene attenta a coprirmi con il cappuccio, svolto a destra, verso est, e mi lascio alle spalle le costruzioni in pietra del cuore del villaggio, e camminando con l’ausilio del mio bastone mi addentro nella valle, la lunga valle costeggiata da montagne innevate, circondate da nubi basse che le aiutano a ridurre la temperatura.. comincio a sentire freddo!

Mi fermo un attimo, poso il bastone, e mi concentro. Entro in contatto col piano elementare del fuoco dove dimorano gli spiriti degli elementi, mi concentro fortemente, e nel frattempo recito l’antica strofa che vincola gli spiriti ad obbedire alla mia richiesta di aiuto, aiuto contro il freddo, “sfainfrauai qare”! Raccolgo il bastone senza più temere il gelo, e mi incammino, un po’ affaticata dal mio stato fisico.

Le cose si complicano quando il sentiero che sale è esposto sul letto del fiume, e diventa molto scivoloso.. pronuncio la comune formula per la levitazione, e fluttuando sul fiume ho risolto questo problema.

La mia meta è ormai vicina, dopo una settimana di viaggio. Kyra sta per spegnersi ancora, quindi affretto il passo anche se fatico, e risalendo il fiume costeggiato dai fiori mi ritrovo nel solito spiazzo sulla montagna, con un bivio. Prendo quello a nord, passando davanti al solito soldato dormiente, e mi ritrovo su uno spiazzo della montagna che sembra aprirsi sul cielo! Il panorama seppur terribile è spettacolare, e ogni volta che passo di qui mi fermo incantata a guardarlo.. i fiori che già dal fiume in discesa cominciano ad essere onnipresenti, qui diventano veramente molti, sono quasi arrivata.

Cammino ancora per poco eé Fiori dappertutto! Sono arrivata.!

Qui non c’è nessuno, mi tolgo il cappuccio, e lascio che i raggi di Marhis illuminino la lapide a me tanto cara. Mi inginocchio.

Marhis benedici questo luogo e abbi pietà della sua anima!

Mi chino sulla sua tomba, accarezzando il nome inciso sopra, prima che un mare di ricordi mi segnino il viso d’acqua.. senza dire una parola, creo una rosa rossa e la poso ai piedi della lapide.

Arsh, spero tu sia in un posto migliore, ora.

Prego Marhis per te ogni sera allo spegnersi di Kyra..

Nessuna risposta mi ritorna da questo luogo bello quanto sperduto, e questa singolare visione, una lapide che si erge in un campo di bellissimi fiori, mi fa ricordare di quanto la vita degli umani sia immensamente breve..

Chino la testa e comincio a pregare Marhis, ma come al solito i ricordi e le sensazioni distraggono le mie preghiere, e questa volta si aggiunge lo scalpitare nel mio grembo..

Sarebbe stato tuo, questo, Arsh?

Su una scogliera un ragazzo..osserva il mare...il vento dolcemente gli scuote i capelli....i suoi occhi verdi osservano l'orizzonte cercando un punto...li..nell'infinito....

In quegli occhi qualcosa è cambiato....il tempo li ha cancellati...tramutandoli in temuta maliconia...

Una lacrima riga il suo viso....mentre il vento con le sue spire cerca di farla scomparire...come farebbe un padre affettuoso...

(Forral stringe in mano un pezzo di carta trovato attaccato ad un sasso, e piangendo dice)

La mia vita... condannata ad un destino beffardo e malvagio, ha avuto una totale risvolta grazie a te... Maestro! Tu mi hai insegnato a sopravvivere in questo mondo orribile, insegnandomi le più antiche arti oscure e sostenendomi nei momenti bui... riuscendo così a difendermi dal destino crudele... sei stato come un padre per me... lo sei stato sempre...

Ora mi ritrovo nuovamente solo... con un avvenire incerto e una grande tristezza sulle spalle.

(Il volto di Forral è rigato dalle lacrime di un pianto straziante)

Ma non ti deludero Maestro! Non posso deluderti! Hai fatto troppo per abbandonarmi alla tristezza e non mantenere alto il tuo nome!

Io piango la morte di un padre e di un grande ed ineguagliabile maestro... Melf! Padre!

(Il pianto ora impedisce a Forral di parlare)

(Forral si alza e se ne va barcollando...)

(Forral mormora)

Therial piangerà la tua scomparsa...

...un buffo salto, non v'e' dubbio. Mi fa sorridere la fatalita' del destino, che ha voluto offrirmi questa interessante esperienza.

...no, non c'entra il destino: e' il mio carattere, e' stata la mia arroganza e la rabbia di vedere la mia caccia disturbata, a cacciarmi in questi guai.

Non importa. Il flusso del tempo scorre per tutti, e nei gorghi delle sue acque limacciose e insondabili si celano infinite possibilita' di crescita, per chi sa sfruttare la sconfitta come lezione, l'umiliazione come monito, l'errore come esempio... Ma ancora non sono sconfitto, no. Oggi di sicuro hanno imparato a essere un po' meno spavaldi, quel sedicente "branco". Chi fossero, ad oggi lo ignoro: fatto sta che l'eccessiva fiducia in se gli e' costata la sconfitta, e di questo ringrazio ma non mi illudo: la prossima volta verranno preparati, e non mi bastera' stordire i lupi e fuggire, no...

Specie uno di loro mi impensierisce. L'hanno chiamato capo, e la sua voce aveva un timbro cosi' particolare, cosi' strano... che razza di creatura fosse, lo ignoro: e' stato l'unico abbastanza astuto da rimanere sempre celato al mio sguardo, e dunque ad oggi e' sicuramente il piu' pericoloso di loro, per me, dal momento che ne conosco la voce ma non le fattezze. Uno di loro mi s'e' presentato come Dhora, una arial dai curiosi modi, talvolta educati e fin troppo cortesi, altre sfacciatamente irriverenti, altre ancora bruschi e violenti. Penserei sia schizzofrenica, ma e' presto per dirlo. Un secondo uomo invece era un umano che hanno chiamato un paio di volte "Yemj", e credo sia quello che mi dara' meno problemi: e' spavaldo, non semplicemente reso incauto dall'eccessiva sicurezza di se del momento, ma proprio piuttosto spaccone naturalmente di suo. E sono sicuro che, al contrario degli altri, continuera' a sottovalutarmi. Me ne compiaccio.

Non conosco i nomi dell'elfa e dell'altro umano, dunque c'e' poco che possa fare nei loro confronti... Ma contro i primi due, so gia' che misure adottare.

...una vera fortuna aver udito quel discorso tra il nano e l'uomo, in piazza... Oh, si... mi costera' un po', ma ne varra' sicuramente la pena.

La cosa mi eccita.

Sono forti, taluni anche singolarmente, ma sicuramente quando cooperano diventano letali: si vedeva da come mi cacciavano senza sosta, sono abituati a essere predatori.

E questa volta, da cacciatore sono preda.

E non ci saranno sempre elfi oscuri a difendermi, no... Vorrei tanto sapere cosa sta dicendo a Khazira, adesso... Ma il tempo lo dira'.

Adesso sono preda, e la cosa mi eccita.

...fatemi divertire, "branco"... E vedro' se valgo abbastanza da rivelarmi un osso duro da rodere perfino per avversari tanto affiatati.

Finora lo sono stato.

almeno credo che fossero quelle... curioso... se ne sono uscite in massa, di fianco a me, mentre camminavo lungo un sentierino della foresta fuori da Dunkle Stadt...

simili a farfalle, ma tanto piu' affascinanti... nere... cosi' nere che si mimetizzavano nella notte, e nelle ombre proiettate dalla luna...

reggevano tutte insieme una portantina di fili d'erba... sopra questa, un' altra di queste fatine... distesa...

mi sono avvicinato lentamente, quasi avessi paura... ma loro invece di scappare sono svolazzate tutte attorno a me... cosi' belle perche' potessi dire o fare alcunche'...

devono avere visto il tatuaggio che porto sulla spalla... perche' una di esse ha detto... "straniero che di Asuka porti l'effige, un briciolo della tua vita in questo caso si addice"... "la nostra regina e' morta prematuramente, e con la tua energia la sveglieremo sicuramente!"

impossibile descrivere appieno come mi sentivo... allo stesso tempo ero divertito, incuriosito, in lutto, ma soprattutto terribilmente affascinato da quelle creature... non potei rifiutare...

mi dissero che dovevo solo restare fermo, mentre loro avrebbero preparato tutto... e io le osservavo, le studiavo, guardavo come erano organizzate... come un bambino che per la prima volta vede un formicaio... vidi le fatine disporsi in cerchio attorno a quella che doveva essere la regina morta... e a cantilenare qualcosa...

dentro di me sentii un cambiamento... come se la vitalita' che possedevo mi stesse lentamente lasciando... e in quel momento la regina si muoveva, sbattendo le ali... ero come stregato... e lo divenni ancora di piu' mentre le altre fatine continuavano a cantilenare e a gesticolare, guardando la loro regina trasformarsi in una splendida farfalla dalle ali nerissime con dei riflessi bluastri... proprio quella che e' con me ora... e che non mi lascera' mai... e che io non abbandonero' mai...

Tanti mi prendevano in giro perche' parlavo male....ma d'altronde la mia lingua e' il felino...e poi sono ancora piccola...adesso sto' studiando...pero' e' brutto il Therialese...poco pratico da parlare, con tutte quelle pronuncie assurde...dovrebbero essere gli altri a imparare felino, si....sarebbe meglio.

Una stanza spoglia, dalla finestra semi aperta spira una lieve brezza colma del profumo di fiori.

Sul grande letto al centro della stanza un giovane uomo si agita nel sonno.

-Vattene! Cosa vuoi da me?! No no, ferma cosa vuoi fare... Lei noooo! Maledettaaaaaaa!

L'uomo si sveglia, scostando le coperte dal corpo nudo. Si passa una mano sulla fronte scostandosi i capelli dagli occhi, asciugandosi cosi il sudore.

Gli occhi gli brillano di un'inquietante luce.

Prende lo specchio dalla sua sacca e si guarda. Due occhi uguali ai suoi lo guardano di rimando. Ma l'immagine non e' speculare, gli gli occhi, l'uno bianco e l'altro blu sono invertiti e il viso... il viso che si vede riflesso e' quello di una bellissima donna, i capelli corvini, le labbra rosse e piene, la pelle leggermente ambrata...

-Danae... ti riporterò qui. Abbi fiducia.

La donna posa una mano sulla superficie dello specchio, e così l'uomo.

Nial avvolge lo specchio in un piccolo drappo di stoffa e lo ripone nella sacca. Si alza, si allaccia l'armatura, impugna la spada.

- Un'altra alba...

Pesanti passi rieccheggiano per le vie deserte di Therial, passi colmi di odio.

Qualunque cosa..per noi mortali..vedendo un mio portale estinguersi e sbriciolarsi, oggi stesso, ho capito quanto siano effimeri gli affetti, e le felicità..che nulla è per sempre.Mai lo avevo sperato..ma..