Seduta ai piedi della grande quercia, avvolta dal silenzio e dalla tranquillita' della foresta, mentre scrivo in questo diario, immagini vivide scorrono nella mia mente, delle persone che ho incontrato, dei luoghi che ho visitato.
Finalmente il mio cuore ha ritrovato la pace, qui ad Haon Dor, l'unico luogo dove mi sento al sicuro, l'unico posto dove mi sento a casa, dopo che il nostro villaggio e' stato distrutto, e noi costrette a ripiegare verso queste terre.
Mi chiedo spesso se le mie sorelle si trovano bene qui, se sono felici, e se ripensano alla casa che hanno perso, alle compagne morte in battaglia, al dolore che hanno provato...
In poche siamo scampate alla morte, ma questo non vuol dire che siamo meno forti, non vuol dire sconfitta no...Le amazzoni non moriranno, ma continueranno a lottare finche' una di noi avra' vita, finche' avremo onore e saremo dedite l'una all'altra, finche' il legame che ci unisce restera' saldo, e continueremo a credere nei nostri valori.
Con mio grande piacere, altre si sono aggiunte al clan, e questo mi rincuora, vista la diffidenza con cui tutti ci guardano, per non parlare di coloro che non ci capiscono o meglio non vogliono capire ne ascoltare, o peggio non rispettano le nostre idee, insultandoci.
Ma lascio che tutte le parole mi scivolino addosso con indifferenza, ricambiando le gelide occhiate con altrettanta freddezza, i risolini di scherno con sorrisi di commiserazione, perche' in fondo poco mi importa di cosa pensano di me.
Mi lasciano molto perplessa gli elfi scuri, con il loro comportamento strano e a volte contraddittorio, ma ne ho conosciuti pochi qui, e spero non siano tutti come quell'elfo scuro dai grandi poteri...Ma ora che ci penso aveva una corona in testa...Una persona importante dunque, conosciuta, temuta e rispettata, a quanto ho visto. E' a lui se devo il ritardo dei miei allenamenti, questa debolezza che ancora ogni tanto mi assale e mi costringe a riposare, il dolore delle bruciature che ho sul corpo...E per cosa? Per aver affermato di conoscere l'indole della loro razza, per aver detto di averne uccisi alcuni, per aver difeso donne che da loro venivano maltrattate.
Rido pensando alle sue parole, riguardo alla superiorita' della loro razza, perche' di certo io non mi sento superiore ne' inferiore a nessuno, ed e' stato uno sbaglio lasciarmi in vita, perche' diventero' per lui un problema, di questo puo' esserne certo. Forse non riusciro' piu' nemmeno a rivederlo, o di certo in uno scontro diretto non saro' fortunata come la prima volta, perche' il suo potere e' grande, ma prometto a me stessa di combattere con onore, lascio poi agli Dei la scelta di decretare la mia fine.
Ma la colpa e' solo mia, perche' mi sono fidata dell'altro drow sacerdote, di certo suo amico, che mi ha portato in quel posto isolato, una trappola mi ha teso e io ci sono cascata...Sono una stupida! Ma non ripetero' l'errore una seconda volta, no di certo, si sbaglia se crede di potermi manipolare, soprattutto ora che ho chiaro cosa pensa degli umani...'Divertenti giocattoli...' Si cosi' ha detto...Spero per lui che giri alla larga da me, altrimenti prima o poi si rendera' conto di quanto possano far male questi 'giocattoli'...
Lentamente sorrisi, i miei occhi brillavano pericolosamente alla luce della luna, mentre sentivo l'adrenalina scorrere veloce, come ogni volta mi capita al sentore di un'imminente battaglia.
Appoggiata con la schiena al grande albero, il diario aperto, appoggiato sulle mie gambe, osservo ancora una volta le mie sorelle dormire attorno al fuoco: sembrano tranquille, i loro volti rilassati, ma a un attento osservatore non sfuggirebbero le loro mani appoggiate all'elsa della spada accanto a loro, i muscoli delle braccia tesi anche nel sonno e pronti a scattare, a un minimo segno di pericolo.
Eccole le mie amazzoni, le grandi combattenti, la sua famiglia. Impavide e letali, quanto allegre e seducenti, orgogliose e caparbie, ma sempre pronte a dimostrare il loro valore in ogni occasione...
Le guardo soddisfatta, mormorando che non le deludero', certa che loro non deluderanno me, e lentamente scivolo nel sonno, lasciandomi cullare da dolci ricordi...