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Ora che tutto si perde nel silenzio, ora che la notte pare aver inghiottito ogni fievole barlume di speranza, ora che sono solo con i demoni che mi attanagliano. Solo ora vedo che la Luce chiede impegno, sacrificio, costanza, e grande forza di volonta'.
Il mio fratello e maestro piu' grande non e' piu' in queste lande, e' partito per un viaggio dal quale, probabilmente, non tornera' piu'. Ed io resto ancora solo, con i segni delle lotte passate, che bruciano e preannunziano le ombre del futuro ed il prosieguo della ricerca, instancabile.
Prego Chastil, il Misericordioso, affinche' illumini la mia via e guidi i miei passi nel silenzio delle notti solitarie. Prego perche' non e' abbastanza quello che faccio, prego perche' la misura non e' ancora colma, e i ribaldi oscuri adoratori delle tenebre ancora s'appressano alle porte del regno della Luce, per strappare tutto cio' che riluce.
Prego perche' non e' ancora finita, ed il mio compito e' ben lungi dal compiersi...

Sono stanca, maledettamente stanca.
Ho atteso, ho aspettato il ritorno delle mie sorelle, ma di loro nessuna traccia.
Ho fallito. Non sono riuscita a tenere unito il clan, e ora loro chissa' dove erano finite.
Svanite nel nulla, probabilmente in viaggio e alla ricerca di chissa' cosa.
Osservo il fuoco, quel fuoco che dolorosamente mi ricorda il passato, dove tutte insieme sedevamo, per parlare o semplicemente restare in silenzio a osservare quel cielo stellato che sembrava essere la risposta ai nostri sogni.
Ricordo ancora le parole di mia madre...

Un fuoco per riscaldare le membra stanche, il profumo del bosco e la sua magia per sentirsi a casa, il cielo stellato per allietare il cuore da ogni dolore.
Cosi' immenso, cosi' infinito ci fa sentire piccoli, ma ci dona la visione delle stelle, ci dona la visione della stupenda Marhis che alta nel cielo ci osserva e ci culla nella sua fievole luce.
Sentirsi liberi ma al tempo stesso sentirsi uniti in un vincolo che mai nessuno potra' sciogliere, nemmeno la morte.
Il dolore, l'amore, la sofferenza, l'odio e qualsiasi altro sentimento prima o poi scemano, ma queste cose di cui vi parlo mai nessuno ce le potra' togliere.
Bisogna solo temere la solitudine, perche' e' un fardello pesante da portare, perche' non tutti sono in grado di essere anime solitarie.
Ma voi non lo sarete mai, sorelle per sempre, potrete sempre contare l'una sull'altra, impavide e fiere di cio' che siete.

Ho sempre creduto nelle tue parole madre, ma non mi hai mai detto cosa fare nel caso in cui il legame si spezzi.
Non mi hai mai detto come affrontare la solitudine.
Non mi hai mai detto che sarebbe potuto succedere.
Ho fallito. Mia e solo mia la colpa.
Sono debole, ora piu' che mai.
E questo nero cielo mi divora facendomi sentire inutile su questa terra.
Non trovo piu' conforto in nulla, e forse dovrei partire anche io...Ma per andare dove?
L'idea di viaggiare mi alletta, ma non poter condividere con nessuno le mie sensazioni renderebbe il viaggio inutile ai miei occhi.

E' raro che mostri la mia debolezza, ma qui ora mi sento a disagio.
Agli occhi degli altri sono un abominio, vengo guardata con divertimento e a volte con disprezzo.
Troppo alta ai loro occhi, forse poco aggraziata, troppo schietta, troppo impulsiva, troppo sprezzante, troppo amante del combattimento.
Mia madre era cosi', eppure mio padre l'aveva amata davvero.
Eppure affascinava con la sua presenza, con un semplice sguardo.
Io invece ho avuto solo la conferma che non posso minimamente paragonarmi a lei, che farei meglio a stare lontano dagli altri, e continuare a indossare la mia maschera di indifferenza, quando in realta' le ferite che infliggono sono sempre piu' profonde.
Sono stata umiliata un'ultima volta, sono stata una stupida ad aver anche solo pensato di poter tentare, di credere che fosse diverso.

Ho sempre creduto nelle tue parole madre, ma non mi hai mai detto cosa fare nel caso in cui il legame si spezzi.
Non mi hai mai detto come affrontare la solitudine.
Non mi hai mai detto che sarebbe potuto succedere.
Ho fallito. Mia e solo mia la colpa.
Sono debole, ora piu' che mai.
E questo nero cielo mi divora facendomi sentire inutile su questa terra.
Non trovo piu' conforto in nulla, e forse dovrei partire anche io...Ma per andare dove?
L'idea di viaggiare mi alletta, ma non poter condividere con nessuno le mie sensazioni renderebbe il viaggio inutile ai miei occhi.

E' raro che mostri la mia debolezza, ma qui ora mi sento a disagio.
Agli occhi degli altri sono un abominio, vengo guardata con divertimento e a volte con disprezzo.
Troppo alta ai loro occhi, forse poco aggraziata, troppo schietta, troppo impulsiva, troppo sprezzante, troppo amante del combattimento.
Mia madre era cosi', eppure mio padre l'aveva amata davvero.
Eppure affascinava con la sua presenza, con un semplice sguardo.
Io invece ho avuto solo la conferma che non posso minimamente paragonarmi a lei, che farei meglio a stare lontano dagli altri, e continuare a indossare la mia maschera di indifferenza, quando in realta' le ferite che infliggono sono sempre piu' profonde.
Sono stata umiliata un'ultima volta, sono stata una stupida ad aver anche solo pensato di poter tentare, di credere che fosse diverso.

Ora tutto cambia. In fondo al cuore restero' per sempre un'amazzone, ma  ormai il clan e' morto.
Saluto qui ora le mie sorelle, con la speranza che un giorno esse ritornino.
Riprendero' gli allenamenti, e trovero' nuovi compagni d'arme.
Sara' visibile la mia spada ma non il mio cuore.
Ora cerchero' colui che potra' darmi un altro scopo.
La mia abilita' al suo servizio, questo e solo questo.
Spero accetti cio' che ho da offrirgli, null'altro mi interessa ora.
Confido nella mia forza, confido nella mia anima e nel mio cuore.
Spero non mi abbandonino, spero non sia tutto inutile.

E voi sorelle mie vegliate su di me, perche' io vi porto nel mio cuore.
Il vostro affetto e' l'unica dolcezza che conosco ora.
Possiate essere sempre libere e forti, possiate un giorno sentirvi grandi e immense come il cielo...

Addio amazzoni...O arrivederci...

Ho volato oltre Thalos, ho sorvolato il mare dei draghi fino a giungere a Freeport, ho volato per giorni fermandomi di tanto in tanto per riposare.
Ieri ho deciso di passare la notte in una locanda. Mentre cenavo e' giunto un bardo ed e' stato ascoltando le sue canzoni che ho scoperto quel che stava accadendo su Therial: racconto' di un'oscura reliquia e di avventurieri che si stavano impegnando a ritrovare dei frammenti tra di loro ho riconosciuto qualche nome, racconto' poi di strane ombre che arrivavano con un'appiccicosa foschia, parlo' di Inquisitori e Demoni e mi ritrovai col cuore in gola quando udii il nome del demone che tanto perseguita Nuun.

Desiderio di tornare.. e se gli fosse successo qualcosa? ma no sa cavarsela benissimo da solo, non ha bisogno del mio aiuto, almeno e' cio' che spero. Eilivan? Zorg e gli altri dell'Accademia? devo ripetermi piu' volte che stanno tutti bene, ora altro mi aspetta, devo ritrovare quegli antichi rituali clericali sono certa che sono ancora recuperabili..

L'oggetto metallico al centro della mia fronte mi regalo' un leggero dolore e io lo vidi: incatenato con gli occhi sanguinati, era tra elfi.. scossi il capo, era stata una visione! Mi alzai di scatto decisa a tornare indietro, ma sapevo che non avrei potuto farlo e se anche mi fossi precipitata da lui cosi' che avrei risolto?

Tornata nella mia camera e dopo aver scritto alcune righe in cui avvertivo i compagni di Nuun, ho ripreso tra le mani la pergamena rileggendola, ho letto il libro che la accompagnava talmente tante volte che ormai ogni singola parola e' impressa nella mia mente. Sorrido malinconica al pensiero che il peggio deve ancora arrivare.. come se non avessi gia' avuto abastanza..

Sto per ripartire diretta verso la Fine del Mondo, da li' arrivero' al Lago di Fiamme e attraversero' le Terre Maledette o almeno io le chiamo cosi' per quelle piaghe che le infestano. Mi aspetta ancora un lungo volo, cerco di non pensare a coloro da cui mi sono allontanata, ma piu' di tutti cerco di togliermi dalla mente l'immagine di quella gnoma che tormenta i miei sogni.

Sempre lo stesso sogno che ogni notte continua in qualche evento:

.. sono avvolta dalla nebbia e sono coscente di essere nel vuoto piu' totale, il nulla e' intorno a me.. dalla nebbia si materializza la gnoma e mi fissa con quel suo ghigno malvagio bramando la mia anima, allunga la mano per afferrarmi, ma ancora non vi riesce anche se ad ogni tentativo che fa sento scivolare via qualcosa di me stessa.. una spada fiammeggiante e un'altra dagli occhi viola si incrociano a mia difesa.. ma io non le impugno e lei resta li' sogghignando in paziente attesa..

Arrivai al nido della fenice, ma appena entrata notai qualcuno avvolto in uno scuro mantello accanto alla fenice.

Mi avvicinai lentamente alla fenice continuando a fissare l'essere messo di spalle.

-Avevano ragione a dirmi che ti avrei trovato qui... Armilan... disse l'essere senza nemmeno voltarsi. Devo parlarti...-

Alzai stupita lo sguardo... quella voce mi ricordava qualcosa... svegliava qualcosa nella mia memoria... ma non dissi nulla.

-Dovrei parlare anche a tuo fratello... ma nessuno sa dirmi dove trovarlo... quindi per ora mi limitero a parlarne con te... Sono tornata a cercarvi, dopo cosi tanto tempo perche ho bisogno di voi...-lentamente l'essere si volto fino a guardarmi dritto negli occhi.

A quel punto non ebbi piu dubbi.... quell'essere, quella donna era mia madre... erano passati 22 anni dall'ultima volta che la vidi, ma non era cambiata per niente... nessun segno di invecchiamento, nulla...

Aprii la bocca per parlare, ma nessun suono usci dalle mie labbra... ero come paralizzata...

-Armilan... ho bisogno di voi... vostro padre e morto tempo fa... liberando l'essere che era in lui... -

Sussultai improvvisamente... -Non... non e possibile... se quell'essere fosse libero... la vita di tutta la famiglia sarebbe in pericolo...- dissi visibilmente preoccupata.

-E infatti e cosi piccola mia... tu e tuo fratello non siete al sicuro nemmeno qui... dovete andarvene al piu presto... sai di cosa puo essere capace... e pericoloso...-

-No madre, non dite nulla a mio fratello... Per lui e importante stare qui... Io invece partiro presto... devo vendicarmi per una cosa...-

-Tuo fratello va avvertito Armilan... lo sai bene...-

-Beh, non sarete voi a farlo... gli parlero io... gli diro tutto... ma voi statene fuori... Ha migliorato molto la sua tecnica in questi anni... e lo ha fatto per uno scopo preciso...-

-Capisco Armilan... ricordo perfettamente quando ve ne andaste... cosa mi disse...-

Titubante mi avvicinai a lei... -Gli diro tutto io... non preoccuparti... ma tu intanto vattene... non puoi stare qui... non e come a casa, qui nessuno sa chi sei... Non sei al sicuro... le guardie non ti proteggeranno in questa citta... sei una perfetta sconosciuta... quindi vattene ora...-

-Me ne vado... ma sappi che siete in pericolo... dovete proteggervi... tornate a casa... li le guardie potranno proteggervi...-

-No, io non tornero a casa... e non lo fare nemmeno lui... vai ora... e non preoccuparti per noi... ci sei riuscita per molti anni... puoi continuare a farlo!-

La fissai a lungo... sapevo che stava tentando di manipolare i miei pensieri e farmi tornare a casa con lei... ma sapevo anche come proteggermi da lei... e dalla sua magia... ma mio fratello no... lui e forte con i pugni... ma non saprebbe contrastare la magia di nostra madre...

Quando lei capi che era inutile usare la sua magia su di me, mi saluto e se ne ando... e solo allora notai che si era portata due guardie per proteggerla... sta invecchiando... e la sua magia e meno potente di un tempo... ero riuscita a tenerle testa piu facilmente di quanto pensassi... La vidi andarsene, e solo quando non sentivo piu la sua aurea malvagia nell'aria mi rilassai lasciandomi cadere seduta...

Ora devo partire... non posso piu attendere...andro a parlare con mio fratello e partiro...

Da Esme. Io, mia madre, e il suo compagno chiacchieravamo tranquillamente, dopo tanto tempo..
Egli apparve, nelle tenebre piu' oscure..

Sembrava stupito che Flaminea avesse una figlia con il tatuaggio di Kyra, ma non mi tratto' con disprezzo, anzi, con indifferenza...

Un Demone gli tolse i poteri, rendendolo completamente privo di forze. Feci cio' che sentivo: mi illuminai della luce di Kyra, senza accorgemene, e presi le sue mani...

Sentivo un fluido scorrere...da me verso il suo corpo...riprendeva tono e vigore..

Flaminea mi guardava come qualcosa di mai visto..dopo, ricordo solo di aver urlato il suo nome, e di averla invocata..lei..

Alla Torre, egli perse una mano...una creatura gliel'aveva mozzata, davanti alla Maestra. Avevo le mani insanguinate del suo sangue. Mi chiamo' a se'. Risplendei di nuovo, ma senza successo.

Seduta sulle radici di Kyra, mi apprestavo a portargli nuove cure..sembravano avere successo...Ma la mano cadde nuovamente. Ora, ne ha una scheletrica, dagli artigli di adamantite.

Lo curai come meglio potei, seguendo gli insegnamenti di Nacya...

Perche' mi aiuti...?Dovrei essere l'essere che aborrisci di piu'...

Non importa quale sia la razza, o la famiglia, il colore degli occhi, della pelle, o il sesso..Ogni creatura merita interesse, perche' ha un cuore che batte, e pulsa..

Gli sorrisi, continuando a tamponargli la fronte, perlata di sudore. Egli mi sorrise di rimando..

Ero triste, perche' non avevo saputo aiutarlo, e ridargli la mano che gli era stata troncata. Mi ripetevo di essere inutile, e di non sapere mettere in pratica gli insegnamenti di Nacya..

..Prese il mio viso, e lo porto' davanti al suo...i nasi quasi si toccavano..Mi guardo' dritto negli occhi..Quei suoi occhi di neve..cosi' bianchi..

Sei stata bravissima. Nemmeno un chierico della tua stessa Fede riesce a fare cio che tu sei riuscita a compiere..Ti ringrazio..

Mi sentivo ancora una fallita, ma quelle parole mi toccarono, in fondo.

..Mi arruffo' i capelli, sorridendomi..

Incontrai mio padre. Mi illuse. Mi illuse di volermi ancora bene. Piansi...non volle che lo abbracciassi...Mi illuse..

Perche' mi tratti cosi'? Cosa ti ho fatto, affinche' tu ti comporti cosi' nei miei confronti?..Non lo senti, il bene che ti voglio..? Non t'importa..?

Questo, avrei voluto dirgli; Ma corsi via, piangente. In fondo, conoscevo gia' la risposta...

Ho volato per giorni verso la direzione indicatami, ma nulla di nuovo vedevano i miei occhi. Stanca ho planato in un bosco era notte, le nuvole erano alte in cielo e nemmno la luce di Marhis riusciva a penetrarle. Accesi un fuoco e mi addormentai senza nemmeno accorgermi..

Fu un rombo di tuono a risquotermi dal profondo sonno in cui mi ero lasciata andare, diluviava e il gelo percorse ogni fibra del mio corpo. Quando aprii gli occhi vidi la gnoma china su di me, vidi le sue mani che impugnando strani attrezzi facevano qualcosa alla mia fronte e io..ero completamete paralizzata. La notte incombeva fitta, l'unica fonte di luce era una sfera fluttuante e illuminato da essa vidi il vecchio che mi aveva indicato la via, era diverso ora: piangeva e fluttuava a mezz'aria, indossava una raffinata armatura elfica, ma era uno spirito, vidi le catene attorno ai suoi polsi e alle sue caviglie e vidi che lo tenevano legato alla gnoma stessa.. Non riuscivo a parlare, e lei stava facendo qualcosa al mio corpo..

..non sentivo nulla solo freddo fino alle ossa,avrei tremato in condizioni normali ma nemmeno quello il mio corpo riusciva a fare. Non nudivo rumori, ma vedevo la gnoma coperta interamente di nero china sul mio ventre, alla mia mente giunse il terrore che mi stesse divorando, poi si alzo' con un ghigno soddisfatto e fu come se riprendessi il controllo del mio corpo all'improvviso..

Mi svegliai! mi guardai intorno.. ma cosa.. forse era stato solo un sogno! Kyra diede vita all'alba e un piacevole tepore mi invse le membra, si sicuramente si era trattato di un incubo.. Il mio pensiero fu smentito dall'improvvisa fitta che ebbi al livello della pancia, mi piegai cadendo riversa a terra, quando la fitta passo' costrinsi me stessa guardare.. tolsi le vesti quel che vidi fu un tatuaggio che copriva interamente la pancia, dal seno all'inguine, dal fianco destro a quello sinistro. Qualcosa nella mente mi disse che raffigurava l'indiscusso Imperatore di tutti i demoni e diavoli, colui che aveva abbandonato la luce.. era l'angelo caduto, l'angelo che era stato il piu' vicino a Colui che dice di essere l'alfa e l'omega e che tiene lo splendente libro della Vita.

< Ti ha scelta.. Sacerdotessa Vergine di Tricksty.. sarai la sua sposa.. non potrai scappare.. ma se vuoi salvarti trova quel che cerchi, ritorna sui tuoi passi e cammina verso est.. sempre verso est.. >

Fu un sussurro nella mia mente, ma io riconobbi quella voce era la gnoma, un moto d'ira verso di lei mi porto' un forte dolore al centro della fronte.. toccai e sentii un qualcosa di metallo freddo fuso con la mia carne.. rabbrividii.. Se il tatuaggio era la testimonianza che ero stata scelta che altro mi aveva fatto..

< .. Questo e' il mio prezzo.. i tuoi sogni saranno miei, fin quando tu non ti arrenderai.. e sarai mia..  > la voce tacque e tutto torno' normale, mi specchiai in una pozzanghera e vidi l'oggetto che avevo sulla fronte: un serpente attorcigliato attorno ad un bastone che terminava con uno strano Teschio..
Pregai Tricksty, ma quell'oggetto mi impediva di comunicare con la mia Signora.. ero stata privata dei miei poteri da chierica.. Sentii la disperazione e il terrore nascere nel mio cuore, carezzai il tatuaggio e mi dissi che quell'essere non l'avrebbe avuta vinta cosi', l'avrei combattuto ad ogni costo.

Trovero' il libro, riprendero' i miei poteri, e scaccero' per sempre quella maledetta gnoma col suo schifoso Imperatore.

Questo e' un periodo difficile... dovrei occuparmi dei libri e allo stesso tempo dei frammenti di reliquia... riguardo a questi ultimi non son molto interessato, al contrario di molti altri stolti so gia' che unendo i frammenti si scateneranno grandi forze di cui dubito di riuscire a prendere il controllo, il numero delle persone che sono alla loro ricerca e' troppo elevato.. che si uccidano pure tra di loro mentre Tricksty si allieta con la dolce visione..

al contrario.. sono interessato all'avventura che sto intraprendendo insieme alla demone Sorhaja e Gara riguardante degli arcani libri, soprattutto perche' nel corso di questa ci sono stati molti nemici sui quali mi son divertito a lanciare su di essi il mio incantesimo piu' forte: l'incantesimo della morte, l'incantesimo che richiama al mondo di tricksty le anime degli stolti che non meritano di vivere su questo mondo ma che devono vivere la propria esistenza su di un'altro rimpiangendosi e pensando ai loro fallimenti e cosa sarebbe successo se avessero intrapreso un'altra strada, anche se per loro e' troppo tardi... tuttavia, ci sono alcune strane ombre che son immuni a questo incantesimo e che ho dovuto uccidere insieme a Sorhaja, a Gara e ai miei golem.La signora della magia disse che dopo aver trovato gli arcani libri, chi li possedeva avrebbe aperto un portale con un piano del regno dei demoni, chissa' se essi cadranno sotto il controllo del loro padrone come fanno i miei golem oppure si ribelleranno, comunque vada quando il portale si aprira' io gia' saro' pronto al peggio...

tentero' di trovare i libri mancanti ma nel frattempo... sfoghero' una parte dell'odio che porto nel cuore su queste cacciatrici e le ombre

Tenebre. Un cupo suono. Dolce respiro.

La nera armatura disposta su uno al centro al centro della stanza, brilla fiocamente di nera luce, inquietante il suo aspetto, opprimente alla vista.

E lei sedeva sul letto, di fronte ad essa, i suoi occhi ne seguono i contorni, ne ammirano la perfezione e il nero metallo, osservano le falci di luna tinte di rosso che la decorano.
Sorseggia il vino che colma il suo calice.
Lo stringe con dita delicate e leggere, e pallido il suo volto riluce alla fievole luce della candela posata sul comodino accanto a lei.

Khazira...Cosi' debole, cosi' affranta. Sento che qualcuno ha spezzato le catene...
Quel nero cuore che ti batte nel petto sta per essere totalmente divorato.
Puoi riaverlo Khazira se e' lui che ti serve...
Riportalo a te...

Gelo. Fredde paroli metalliche eppure brucianti come lingue di fuoco dell'inferno stesso.
Una voce che proviene da lontano, ma cosi' chiara, una voce vibrante di oscuro potere che penetra con forza nella mente, soggiogandola e seducendola.

''Lascialo in pace e' libero ora. Non e' piu' legato a me, e' forte ora. Il patto e' stato sciolto, paghero' io il suo tributo, qualunque esso sia.
Lui non ti serve, non piu' ormai. Trovero' qualcun altro che possa compiacerti...''

Una risata. Feroce, carica di disprezzo e ironia, assordante e sferzante.
L'armatura sembra prendere vita, sembra osservarla con strana intensita'.

Tu pagheresti il tributo al suo posto? Sai cosa vuol dire questo Angelo maledetto?
Posso richiedere il tuo sangue, posso distruggere il tuo corpo, sfigurare la tua pelle!
Solo il tuo dolore potrebbe placarmi, solo la tua sofferenza, quella che mai nessun altro ti ha inflitto!
Rischieresti questo per un arial insignificante?
Un arial che ti ha abbandonata, strappandoti quel piccolo barlume di umanita' che possedevi, quella fievole speranza che vibrava dentro di te.
Ho sentito il tuo dolore Khazira, cosi' simile al dolore provocato dal tradimento di Caladrass.
Tradita due volte...
Riportalo a te e uccidilo!

Un feroce urlo. Rumore di vetri infranti. Frammenti del calice ai piedi dell'armatura, il vino rosso che la imbratta, come sangue immondo.

'' NO! Io ho scelto! E tu devi rispettare la mia decisione, perche' ne pago il prezzo e le conseguenze!
E l'ultimo gesto che mi viene dal cuore...
Non tormentarmi piu' con le tue parole. Non ingannarmi piu' con le tue dolce tentazioni. Da troppo ormai ti servo, e mai potrei tradirti.
TI conosco bene, come tu conosci me. E sai benissimo che non potrai farmi cambiare idea...''

Silenzio. Silenzio opprimente e inquietante. Lungo, interminabile, angosciante.
Poi finalmente la risposta.

Ebbene Khazira...Hai fatto la tua scelta.
Il tributo che ti chiedo e' alto e la sofferenza e il dolore che patirai saranno niente in confronto ai giorni che hai passato nelle prigioni dell'Ordine dei Paladini della Luna.
Niente in confronto ai tradimenti subiti.
Solo la morte potrebbe donarti la pace, ma anche in quel caso, piccola mia, desidererai solo non essere mai nata.
Non puoi liberarti di me perche' sono l'unica cosa che ti e' rimasta.
Decidero' io quando non mi sarai piu' utile e trovero' qualcun altro che ti sostituira'.
E ora....

La voce che diventa un flebile e sogghignante sussurro.
La bionda donna siede sul letto, inerme.
Il capo chino, non guarda piu' la nera armatura.
Ripensa forse al passato, o semplicemente attende nel tetro silenzio e nell'oscurita' contrastata solo dalla debole luce della candela.
Ed ecco che il male puro sembra palpitare in quella stanza, vibrante di potere come non mai.
Ed ecco che il silenzio viene interrotto da un rumore sordo.
Non sara' mai piu' la stessa.

E la candela si spegne...

Che Tricksty possa perdonarmi.

Che gli Dei Oscuri tutti possano perdonarmi.

Che il mio rango di ricercatrice possa essere riscattato, con il tempo.

E sono certa che il primo passo, per questo, sia il riconoscere il mio errore. Ho peccato, sì, di Presunzione; ho avuto troppa fiducia nelle mie arti; ho sottovalutato l'elfo, e per una volta sono stata sconfitta. Ho contravvenuto al principio di umiltà nel percorso di conoscenza, e non ho preso le giuste misure contro un avversario di cui non conoscevo la capacità, come invece ho sempre ritenuto giusto fare. Sì, ho in seguito ritrovato la razionalità e ho avuto la mia vendetta poichè non permetto a nessuno di trastullarsi con le mie spoglie, ma rimane che ho errato una prima volta e che quell'impertinente avrà ciò che si merita...

E tutto questo, perchè?Per quella reliquia. Mi ottenebra la ragione, mi ammalia, risveglia in me un desiderio di potere che non credevo di celare, la sua sola vista ha acceso la mia determinazione. Ma questo, non mi permette di ragionare lucidamente. E ancora non so cosa risveglieranno, quei cristalli, una volta uniti. Non mi ero forse ripromessa di studiare, a riguardo? Basta, non devo mai più permettere che la loro malia si impossessi di me. Devo essere lucida, poter ragionare.

E questo mi è stato dimostrato una volta di più: mi sono trovata di fronte a un potere che sì, ho sempre stimato forte, ma che non riuscivo a percepire appieno. Ho sempre rispettato l'Imperatore delle Tenebre, ma ora più di prima lo riverisco. E quella sua forza non deriva dalla furia cieca, no. Dovrà servirmi da esempio e ammonimento, presto.

Mio Signore e Padrone,

Furion Kirnal,

Infuso dell'essenza stessa dell'ombra e della morte, corrotto dal male piu' puro e del male piu' puro portatore e veicolo,

A Voi il mio rispetto, mio signore.

Vorrete, io spero, perdonare la sfrontatezza che mi costringe, mio malgrado, ad affrontare per epistola un simile argomento. Accettate le mie piu' umili scuse, e credetemi se Vi dico che non v'e' mancanza di rispetto alcuna nel mio agire in tali termini.

Purtroppo, mio Signore, sono ricercato e braccato da un gruppo di... Curioso, non saprei dire cosa. Tagliagole, sembrerebbero. Strisciano in silenzio e si muovono furtivi, per poi, una volta arrivati vicini, parlare con aria ebbra di sicurezza e spavalderia. Sono avversari interessanti e instancabili, costoro che chiamano se stessi "Alsandair". Dunque, come dicevo, perdonatemi se non posso di persona affrontare il discorso: sono certo che nella Vostra infinita saggezza ne comprenderete bene il motivo.

Vi giurai fedelta', quasi due anni or sono, giurando di servire Voi e l'oscuro impero di Cha'el Balan. Le mie motivazioni le conoscete... Non vi insultero' ritenendo di dover spiegare a Voi, che sicuramente gia' tutto sapete, che accettai quell'incarico solo per seguire la donna che possedeva il mio corpo e la mia anima, il mio cuore e la mia mente.

E ora... Ora non capisco piu', mio Signore e non piu' Padrone Kirnal. Quella forza e' svanita... No, non e' svanita. E' semplicemente rimasta quella che sempre e' stata: solo che ad oggi non esercita piu' alcuna malia su di me...

E cosi', a malincuore, devo chiederVi di considerare nullo il giuramento che prestai due anni or sono. Era un giuramento che non facevo col cervello, ma col cuore - se non con altro organo, il mio Signore non se ne dolga se mi rivolgo in tal guisa ma Egli sa, nella sua grande saggezza, che il vero e' contenuto in queste irriverenti parole.

Il mio giuramento, mio Signore, e' di tornare a servirVi se scopriro', durante questo viaggio alla ricerca di me stesso, se tale e' davvero la mia strada. La Vostra forza, mio Signore Kirnal, non e' mai messa in discussione: Vi rispetto e Vi temo, e non e' mia intenzione sfidare la Vostra autorita'.

Eppure... Devo ritrovare me stesso, e sono certo che la perdita di un semplice razziatore, neppure dei migliori se mi e' concesso dirlo, non costituira' per voi una perdita tale da voler mobilitare un esercito sulle mie tracce.

Vi ringrazio per tutte le verita' che mi avete mostrato, con azioni, poteri e parole. La Vostra verita' e' incisa profondamente nel mio cuore, e mormora di un lato oscuro di questo mondo, un lato che e' tenebra e perdizione, un lato che dite essere destinato a predominare.

Non mi sento di dar torto alla verita' che sussurra dentro di me e che Voi mi avete instillato, ma voglio vedere con i miei occhi, appurare con i miei sensi... E morire da libero, se morire e' il mio fato.

Sono certo che voi Voi, nella vostra infinita' nobilta' e liberta', capirete quale forza mi spinga ora a comportarmi in tal guisa.

Le mie benedizioni e del mio saluto sono poca cosa al Vostro confronto: dunque, accettate il mio rispetto come segno di questo commiato.

Quello lo avete conquistato con la Vostra forza e determinazione: e lo avrete sempre.

Grivar, non piu' Razziatore di Cha'El Balan