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Il mio stato di apatia e' ingovernabile. Non ho voglia di mangiare. Rimango chiusa nel Tempio da Nacya, e la dolce melodia mi culla. Non ho voglia di uscire, di andare in giro...perfino di arrivare da Esme, che tutto sommato, non e' cosi' lontana dal Tempio.
Non ho piu' voglia di niente. E penso.
"Dimagrisci e impallidisci a vista d'occhio!! Renditi conto della situazione in cui ti trovi!" -mi rimprovera Flaminea.
E' tutto inutile, di vivere non ho voglia...
Continuo a pensare al matrimonio, e a Tecliss.
Non si e' piu' fatto sentire; Non ha dato sue notizie in alcun modo. Lo aspetto, pero'.
So gia' come sara' il mio matrimonio..come andra' a finire...
Forse e' proprio questa mia possibilita' di prevedere che mi distrugge il futuro...o forse..e' solo il futuro a distruggere me.
Spero di non apparire troppo smunta, quando saro' all'altare. Cerchero' di rendermi presentabile, e di essere sorridente come una volta...

Da giorni ormai non si spostava da li, sostenuta dalle imponenti ali nere, si stagliava maestosa nel cielo, come un angelo nero. Gli occhi color nocciola fissavano la citta', cosi piccola da quell'altezza, e di notte si perdevano tra le tenebre del cielo e i freddi raggi di Marhis, scrutando, cercando qualcosa che il suo sguardo non riusciva a catturare.

Tristezza.

Non riusciva a scacciarla. Si era insinuata cosi' a fondo dentro di lei, che ormai non provava null'altro.

Odio?

No, non provava odio per alcuno, ne amore ormai. Coloro che conosceva si erano persi nel limbo del tempo e dello spazio, la solitudine ormai era diventata la sua compagna. Aveva cancellato parte di se' per lasciare posto a una nuova essenza, forte e sublime, tenebrosa e ammaliante, ma non bastava per farla sentire viva, era stato tutto inutile.

Si sentiva fuori posto ormai in quelle terre, non aveva piu' uno scopo, non aveva piu' un senso, e aspettava solo che i suoi fratelli la portassero via, per sempre. Chiudeva gli occhi e alzava le braccia, cercando un contatto con loro, urlando con quanto fiato aveva in gola nell'antica lingua. Me nessun sussurro le giungeva, anche loro si erano dimenticati di lei.

E sempre la stessa domanda rimbalzava nella sua mente: per chi, per cosa vivere?

E il tempo scorre lentamente, senza che esso segni il suo viso.

E le sue nere piume cadono, come lacrime di un cuore che non puo' gemere.

E le sue mani plasmano un sogno che non puo' esistere.

Una figlia del vento che non puo' volare, incatenata a un peso di cui non riesce a liberarsi.

Una figura dimenticata e solitaria che non puo' far altro che cantare della sua tristezza.

Un'anima che sorride ora solo verso la morte e non puo' far altro che cancellare la sua vita.

Un demone che cercava la liberta', ma ha trovato solo desolazione.

Nulla vale piu' il suo sangue, debole ormai la sua essenza, ma lei continua a danzare nella notte, cercando il segno di una speranza.

Perche' non puoi piangere demone triste?

Non posso crederci, sono ad un passo dal traguardo: entrare a far parte del sacro ordine dei cavalieri. Fin da quando ero un piccolo elfo vivevo con i miei genitori ed essi mi accudirono e mi insegnarono molte cose, tra cui l'amare ed apprezzare tutto cio' che e' bene.

Purtroppo essi all'eta' di 10 anni quando prese a fuoco la foresta ove vivevo diedero la loro vita in cambio della mia... che brutto ricordo, pero' io non rinnegai gli insegnamenti che mi diedero e li usai a scopi benefici per aiutare la gente piu' povera e malcapitata degli altri,  ed allora che decisi di divenire un paladino e di farmi guidare da un'unica e immensa luce: la luce dell'albero di Kyra. Fin da quando avevo 10 anni aiutavo i poveri briganti e i nomadi senza una casa: mi ero posto uno scopo a quei tempi, tentare di portare la pace nel mondo e di farla rimanere senza che gli esseri oscuri e malvagi intervenissero a discapito di essa.

Oggi quel sogno di divenire un cavaliere del sacro ordine si avvera sempre di piu'... spero tanto che possa unirmi ad essi ed aiutarli con le mie imprese a portare la pace in tutta therial

Sono le 8 del mattino del Giorno di Dheadis, 34o del Mese di Pharadia.

Mi trovavo da Cuervo, quando Nico mi disse di recarmi nel regno degli specchi... non capivo il perche, ma come ho sempre fatto gli ho dato ascolto.... Stava parlando con due persone... quel demone che si e preso il corpo di Dhora... Nico mi disse che era li che dovevo fermarmi... allora attesi, in silenzio, di capire il perche mi trovavo li... Quando rimanemmo soli io e quel demone cominciammo a parlare... della sua vendetta per quell'essere sacro... cominciai a capire come si sentiva, cosa provava e perche voleva vendetta.

Mi tornarono in mente gli ultimi giorni passati con Wirowd, quel demone che era in me, e tutta colpa sua, lui lo ha fatto partire, Wirowd voleva vendicarmi... E partito e non  e mai tornato... Andai a cercarlo... e quando lo trovai era con quella felar, riuscii a sapere il suo nome, Nybeth... decisi di tornare in citta... ma quella felar sarebbe morta...

Senza un motivo evidente cominciai a parlarle di questo, a raccontarle di Wirowd... giurando che mi sarei vendicata di quella felar... Mi chiese se ne ero sicura, se era veramente cio che volevo... non avevo dubbi, e giurare vendetta davanti al Demone della Vendetta puo essere pericoloso... Mi porse la mano,e la strinsi senza pensarci troppo. Un nero globo ci avvolse... sentivo il suo potere scorrere lentamente dentro me, il mio cuore si riempiva di Vendetta, Odio e Rabbia... mentre un Demone si tatuava sul dorso della mia mano... 

Quando lasciò la presa mi sentivo un'altra, un'energia che non avevo mai sentito scorreva nelle mie vene... e alimentava il mio odio per quella felar.

Morirà... appena Dhora sarà tornata partiro, alla ricerca di quella felar, e avrò la mia vendetta.

Sono le 8 del mattino del Giorno di Deothium, 21o del Mese di Marhis.

Lascio queste pagine a chi trovera' questo diario nel caso io non abbia avuto successo nelle mie ricerche..

Girai di citta' in citta' alla ricerca di qualcuno che potesse tradurre quella pagina,avevo perso quasi le speranze, nessun sacerdote o stregone era riuscito ad aiutarmi, e coloro ai quali avevo mostrato il libro che accompagava la pergamena mi dissero che era pura follia e che non avevano intenzione darmi ascolto.

< E' una maledizione e' una follia tu sei pazza!! > questo e' quello che mi dissero. Chiunque avesse visto il libro sembrava terrorizzato e si chiudeva a riccio cacciandomi.

Una settimana fa una gnoma mi ha raggiunta mentre mangiavo ad una locanda: era vecchia dai lunghi capelli bianchi, il volto raggrinzito eppure nei suoi occhi lessi un grande potere, mi disse di recarmi al porto di Kyrandor aveva qualcosa per me, mi diede un appuntamento in piena notte..

Sono andata all'appuntamento e lei comparve silenziosa come uno spettro, mi disse di raggiungere l'isola dei drakyri e di cercare l'elfo piu' vecchio dell'isola

< mai si fa vedere, e' un'anima martoriata dalle sue azioni, ma ti ascoltera' >

La gnoma sorrise e sembro' acora piu' uno spettro, non mi lasciai intimorire quando vidi i suoi occhi gelididi brillare di rosso e la sua mano distendersi verso di me. Restai immobile, lasciai che mi sfiorasse il volto nascosto dal velo e lei chiese la sua ricompensa con un ghigno malefico.

< Mia cara ragazza, ora mi devi qualcosa, ma non e' ancora il momento.. rammenta quando giungerai al culmine del tuo viaggio dovrai dimostrare la tua fede > detto questo si dissolse come uno spettro.. quell'incontro mi lascio' turbata, ricordo che arrivai persino a pensare che Tricksty aveva deciso di aiutarmi in quest'impresa, ma quella gnoma non poteva essere lei..

La mattina successiva raggiunsi l'isola dei drakyri, iniziai a domandare dell'elfo di cui mi aveva parlato la gnoma e presto scoprii che tutti erano disgustati da quel vecchio elfo,ma ne avevano un reverenziale timore e nessuno sapeva come trovarlo.. camminai per giorni riposando ogni tanto,ma comunque tropo poco: volevo trovarlo ad ogni costo.

Ero tropo stanca per tenere gli occhi aperti e scivolai nel sonno senza nemmeno accorgermene, sognai quella gnoma la sognai mentre mi prendeva l'anima come pagamento e mi svegliai con un grido. Fu allora che lo vidi.. mi maledissi per essermi addormentata in quel modo, davanti a me c'era un essere completamente ammantellato di nero, era immobile ma sentivo il suo sguardo su di me. Restammo in silenzio per alcuni minuti, non avevo mai provato paura, ma quel giorno la provai.. una paura di cio' che e' sconosciuto e di cio' che non si riesce a comprendere.. mi ritorno' in mente il necrodemone, ma di certo non poteva essere lui sicuramente l'Accademia non gli avrebbe permesso di girare indisturbato.

< Ti aiutero' > disse con voce roca e in un arrangiato Therialese < ma dovrai pagarmi per il mio lavoro > avanzo' verso di me e io sentii come rumore di catene, mi parlo' in un sussurro < la strada che hai scelto di percorrere potrebbe portare alla tua morte, ma non esultare poiche' potresti perdere quello che piu' brami.. sei ancora disposta a continuare? >

Avevo ormai capito che era il vecchio elfo e la paura iniziale passo' in pochi attimi.. ricordai di nuovo chi lasciavo.. no.. lui non ha bisogno di me e se morissi.. per lui sarebbe una liberazione.. in quanto ad Eilivan, no non dovevo morire sia il drow che l'accademia avevano ancora la mia parola dovevo riuscire.

Annuii convinta e decisa, meglio rischiare la vita che lasciare che il necrodemone camminasse per Therial.

Restai con il vecchio elfo per un paio di giorni, mi descrisse cosa mi sarebbe accaduto se non avessi avuto successo, mi racconto' la sua storia egli era sato un chierico partito alla ricerca del mio stesso tomo ed ora era.. uno spirito a meta', non moriva e non viveva, la sua anima non era piu' sua.. ma non volle dirmi di piu' su quello. Tradusse la pergamena e l'unica cosa che mi chiese fu di tornare da lui se avessi avuto successo.

Cerca oltre i confini, giungi alla fine del mondo, trova le porte aprendo il cuore e non vacillare o vedrai il nulla senza ritorno.. Attraversa i ponti non voltarti indietro o precipiterai, nel cuore dell'ombra troverai quello che cerchi ma a quale prezzo? sta a te decidere avventuriero..

Questa era la traduzione, prima di andare il vecchio mi diede uno strano oggetto: era un oggetto circolare che conteneva una lancetta che segnava sempre il nord.. mi disse di camminare sempre verso sud ovest. Lo ringraziai promettendogli che sarei tornata per saldare il mio debito.

Prima di partire decisi che sarei passata un ultima volta a Kyrandor magari avrei incontrato lui e l'avrei salutato, forse per sempre o forse no.

a volte credo che la vita non abbia senso, un inutile passare del tempo, a cui pone fine Tricksty.

Il mio cuore soffre, ma un giorno: troverò il modo per farlo smettere.....

Mi sono stabilita da Nacya. Sembra che tutta quella luce mi faccia bene.. E' una donna saggia e forte, lei..

Io invece...

Mi sento completamente spiazzata, inutile, piccola e incapace di portare felicita' all'uomo che sto per sposare...e a coloro che credono in me.

Mi ha rimproverata. Dice che non devo insultarmi. Dice che sono la sua degna erede...lei, mia madre..

Ma cos'altro dovrei pensare..? Non ne ho mai fatta una giusta, mi sembra di sbagliare tutto, di non riuscire...

Penso...e ancora penso...e ancora penso...Passo il mio tempoa pensare..a pensare a cosa mi sta accadendo, al perche' mi sento cosi'...annichilita, priva di vitalita'.

Vorrei che quella volta, quando mi gettai dai rami di Ibrantheloth, non mi fossi piu' risvegliata. In fondo...lui se n'e'e andato, mi ha abbandonata...

Non smettero' di volergli bene, nonostante abbia litigato con mia madre, e nonostante i due si odino: amo entrambi. Ma lui...e' diverso..

Non so se mia madre lo sapesse che ero innamorata di lui, ma se lo avesse saputo, non me ne stupirei: e' una donna intelligente e scaltra.

Erede...di cosa? Di vilta', di inutilita'...di...vergogna? Si vergogna: mi vergogno di me stessa, di cio' che sono...non dovrei...ma questo sento di me...piccola sciocca e idiota creatura..

Spero che la luce di Kyra possa aiutarmi...

Mi sono resa conto che le regole a cui devo attenermi sono cambiate. Non che siano molte...Ella mi lascio' libera, legandomi solamente a qualche..'avviso'..

Porterai una maschera sul volto, figlia mia, poiche' non e' saggio che tu mostri il tuo viso alla stirpe di coloro che hai ucciso. Che questa maschera ti dia nuova vita, e che tu possa essere la mia Ambasciatrice...Sei destinata, e con me sai chi v'e'...non c'e' bisogno che parli...Ora va', mortale, e sbriga cio' a cui sei destinata...nei secoli...

Capii che una di quelle regole stava cedendo..e non era necessario che la seguissi...Cio' che indossavo cominciava ad essermi inutile...

          ...Non voglio ancora mostrarmi...

Che una mezza Luna copra meta' del mio viso, e lasci l'altro alle brezza del vento...

Avevo lasciato l'Angelo presso Nacya dopo aver discusso animatamente con Nuun.

Zorg Kashaza Kiryonde e un elfo erano li'.. mai mi sono fidata di qualcuno ma quel giorno dovetti farlo come dovetti fidarmi, giorni prima, delle parole di quell'elfa scura, Kiryonde, che voleva imprigionare la Creatura Oscura in un diamante... lessi nei suoi occhi la consapevolezza e la competenza..

Li lasciai per cercare un antico sapere clericale che potesse ostacolare creature extraplanari...eppure qualcosa mi diceva che avevo commesso degli errori e che non avrei piu' potuto "discutere" con lui come facevamo un tempo...

...Errori... da quando in qua io riconosco di aver fatto errori, di certo non e' stata colpa mia, non sono io a travisare la realta' delle cose, tra i due quello che ha sempre parlato e' stato lui e sempre lui interpretava il contrario di quello che erano le mie azioni.. non e' colpa mia..

Dedicando la mia intera esistenza a Tricksty avevo rinunciato a vivere, perche' ora mi disturbava tanto non poter piu' parlare con quell'arial? il fatto che non si fidasse di me, mi feriva, riflettevo su quel che avevo detto e fatto, iniziai a ricordare il nostro passato..

.. Come poteva fidarsi!.. la consapevolezze mi raggiunse forte e chiara, non potevo pretenderlo dopo quel che avevo fatto, ma la cosa non avrebbe dovuto interessarmi, io ero morta consacrandomi a Tricksty anni fa, quello che provavo in quel momento erano solo segni di una debolezza di una vita mortale, di un essere mortale. Congiunsi le mani e pregai l'Oscura Signora..

Ricordo che mi svegliai di cattivo umore, avevo fatto sogni tormentati dalla coscenza.. Assurdo! scacciai quei pensieri e mi chiusi giorni nella gilda dei chierici. Spulciai ogni libro che mi diede il sacerdote, ma quel che trovai non era abbastanza. Forse in qualche enorme biblioteca avrei potuto trovare qualcosa.. uscita dalla gilda iniziai a camminare per Therial fermandomi in ogni biblioteca di ogni citta', parlai con tutti i chierici che incontravo nel mio cammino senza guardare a che fede appartenessero.

Cercai e trovai indizi sparsi un po' ovunque, tutto mi riconduceva ad un antico Tomo che sembrava intitolarsi "Il Sigillo della Morte". Guardai la pergamena che avevo tra le mani, era scritta in una lingua che non conoscevo, ma nel libro in cui l'avevo trovata era scritto che era la mappa del Sigillo... ora dovevo solo trovare qualcuno che riuscisse a tradurla.

Presi con me libro e pergamena sottraendolo alla biblioteca in cui mi trovavo.. avevo deciso di iniziare il viaggio e non sapevo se sarei sopravvissuta, ma ne valeva la pena...

Stavo raccattando le mie cose nel silenzio della mia stanza, fuori Marhis splendeva in cielo e i suoi raggi penetravano la camera delicati e gentili. Una serie di pensieri si affollo' nella mia mente: ricordi di chi lasciavo.. chi lasciavo? nessuno che avesse realmente bisogno di me, quell'arial non aveva mai realmente avuto bisogno di me.. lo diceva piu' per convincere se' stessa. L'accademia? mi dissi che questo viaggio in fondo lo facevo anche per loro. Poi i pensieri tumultuosi si calmarono sulla figura di un drow, il suo ricordo per me era sempre stato piacevole... lui era l'unico che riuscisse a capirmi fino in fondo..

Eilivan.. pronunciai il suo nome nella mia mente, ogni volta che mi era accanto riusciva ad arrivare fino in fondo al mio essere, mentire non serviva con lui poiche' per quanto mi sforzassi di mentirgli e mentirmi lui sapeva sempre la realta' dei fatti, lo ferivo lo pugnalavo, ma lui sapeva sempre cosa si agitava in me. Avrei desidereto avere questo rapporto anche con.. Scossi la testa: era tempo di partire..

Camminando per la valle...

Gli ultimi eventi...mi hanno allontanato da cio che avevo giurato di difendere in principio...ma ora è giusto tornare sulla antica via....rinascere....

Chi dice che non abbiamo futuro...si sbaglia, noi ci siamo.

Se nelle notti illuminate dalla candida luna ti metti ad ascoltare con l'anima riesci a percepirlo...flebile...ma ogni giorno più forte...è un brusio di fondo...che ascoltato bene diviene battito...è il cuore pulsante del nostro popolo...è un segnale... la rinascita è vicina...

Questo cuore...avrà bisogno di protezione....avrà bisogno di sangue, quello del suo popolo...e il mio...

La riesco ad intravedere....tre volte Kyrandor....alti palazzi argentei...ponti che la collegano tra una riva e l'altra...fratelli che camminano...si...fratelli che vivono....tutto cio..sarà il frutto della nostra Dedizione e del nostro Sacrificio....

Con Chastil  testimone, rinnovo i miei antichi voti, da ora in avanti la mia vita sarà dedita soltanto alla rinascita....io ne sarò fautore...fonderò un ordine di Fratelli....assieme a loro difenderò il mio popolo da tutto e da tutti...

Troppo tempo l'abbiamo passato a compiangerci, ora è venuto il momento di riprenderci cio che un tempo chiamavamo...casa...