Mer 23 Mar 2005
Demone triste
Journal di RheshadDa giorni ormai non si spostava da li, sostenuta dalle imponenti ali nere, si stagliava maestosa nel cielo, come un angelo nero. Gli occhi color nocciola fissavano la citta', cosi piccola da quell'altezza, e di notte si perdevano tra le tenebre del cielo e i freddi raggi di Marhis, scrutando, cercando qualcosa che il suo sguardo non riusciva a catturare.
Tristezza.
Non riusciva a scacciarla. Si era insinuata cosi' a fondo dentro di lei, che ormai non provava null'altro.
Odio?
No, non provava odio per alcuno, ne amore ormai. Coloro che conosceva si erano persi nel limbo del tempo e dello spazio, la solitudine ormai era diventata la sua compagna. Aveva cancellato parte di se' per lasciare posto a una nuova essenza, forte e sublime, tenebrosa e ammaliante, ma non bastava per farla sentire viva, era stato tutto inutile.
Si sentiva fuori posto ormai in quelle terre, non aveva piu' uno scopo, non aveva piu' un senso, e aspettava solo che i suoi fratelli la portassero via, per sempre. Chiudeva gli occhi e alzava le braccia, cercando un contatto con loro, urlando con quanto fiato aveva in gola nell'antica lingua. Me nessun sussurro le giungeva, anche loro si erano dimenticati di lei.
E sempre la stessa domanda rimbalzava nella sua mente: per chi, per cosa vivere?
E il tempo scorre lentamente, senza che esso segni il suo viso.
E le sue nere piume cadono, come lacrime di un cuore che non puo' gemere.
E le sue mani plasmano un sogno che non puo' esistere.
Una figlia del vento che non puo' volare, incatenata a un peso di cui non riesce a liberarsi.
Una figura dimenticata e solitaria che non puo' far altro che cantare della sua tristezza.
Un'anima che sorride ora solo verso la morte e non puo' far altro che cancellare la sua vita.
Un demone che cercava la liberta', ma ha trovato solo desolazione.
Nulla vale piu' il suo sangue, debole ormai la sua essenza, ma lei continua a danzare nella notte, cercando il segno di una speranza.
Perche' non puoi piangere demone triste?