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*un messo si avvicina a Keyla, fissandola con aria imbarazzata*

*borbotta qualcosa a proposito di un sacro tempio e di una missiva, quindi depone tra le sue mani un plico in carta pergamena, con un sigillo in ceralacca su cui spicca il simbolo sacro di Marhis, quindi si dilegua con un inchino, imbarazzato*

Sorella,

non ti ho mai scritto, e questa e' di sicuro la peggiore delle occasioni per darti l'opportunita' di conoscere la mia grafia, me ne rendo conto... Ma ti prego di non prendere alla leggera quanto sto per dirti, Keyla.

Devi fare attenzione. Voglio che tu stia piu' all'erta possibile, e preferirei che tu mi venissi a cercare in Ofcol, nel Tempio Dorato dove sono ospite al momento.

...c'e' una grande minaccia nell'aria, Keyla... Sei in pericolo, e come te lo e' anche Elediel, cui ho gia' provveduto a spedire una missiva... Purtroppo e' in viaggio, sicuramente per motivi di studio, e purtroppo non mi e' possibile raggiungerla...

Non posso dirti molto, Keyla... C'e' una persona, una donna, che mi cerca... E vuole la mia morte.

So gia' che starai sorridendo nel leggere queste parole... Bada, Keyla, non e' un'avversario facile, e sicuramente non agira' da sola. Diffida di chiunque, diffida delle ombre, diffida della stessa notte, e recati al piu' presto possibile da me.

Se tu dovessi, nel viaggio, incontrare una donna dai lunghi capelli biondi, vestita d'una pesante armatura nera, dagli occhi verdi e dall'aria amichevole... Scappa, Keyla, per cio' che di piu' caro hai al mondo, scappa senza voltarti.

E' un demonio, tu non sai neppure di cosa potrebbe essere capace... Se sa di te, se sa che sei mia sorella, verra' a cercarti di sicuro.

Non posso dire altro, questo plico potrebbe essere intercettato e letto... Ti aspetto al Tempio Dorato, dove attendero' con ansia il tuo arrivo...

Marhis ti accompagni e protegga, sorella...

Perdonami, Keyla... sono sempre stato una fonte di guai inesauribile per voi tutti... mi dispiace, mi dispiace... perdonami, sorella...

Ti prego, parti immediatamente, e non voltarti mai nel cammino verso Ofcol...

Con affetto,

*Caladrass*

*L'elfo estre infretta una pergamena dalla sua sacca*

*la calligrafia appare incerta*

Cara madre,

Lo so che mi mancherai tanto, come tanto mi manca mio padre,

spero che ritornerete presto, insieme,

Drakall

*una lacrima ha lasciato qui il suo indelebile stampo*

*la pergamena viene piegata e chiusa nel diario, dopodichè

l'elfo pronuncia qualche arcana parola e il diario brilla, in seguito

il diario viene riconsegnato al messo che se ne va con un inchino*

Avevo iniziato questo diario con uno scopo ben preciso.

Scopo che ora, nel tempo, pare essersi perso: non riesco a tenere un diario ordinato e preciso di tutto cio' che mi accade, non e' nella mia natura, e non mi fa ne' bene ne' male... Mi e' indifferente, non mi aiuta a riflettere.

Ma devo scrivere, devo sfogarmi in un qualsiasi modo, o rischio di impazzire.

Dalla finestra della camera mia e di Elediel, nel palazzo del Drago, arrivano gli odori del sottobosco... La leggera fragranza delle felci e delle foglie bagnate dalla rugiada, quell'odore intenso e dolciastro di terra bagnata, il profumo dei fiori che si dischiudono... e' l'alba ormai, e un'altra notte senza riposo e' passata.

...e' tornata...

Dei del cielo, come ha fatto a scappare dalle segrete del tempio?

...non e' cambiata... dopo quasi dieci anni, non e' cambiata neppure un briciolo... e' splendida, troppo bella per apparire reale, troppo empia per apparire desiderabile...

Perche' il passato continua a tormentarmi in questo modo?

Perche' non mi e' dato vivere in tranquillita' e serenita' come tutti?

Khazira... Cosa devo fare? E' evasa, lei stessa l'ha ammesso... grazie a quella inquietante armatura che indossa... Cos'e'? Come l'ha avuta? Come mi ha trovato? Perche' mi cerca?

...no, io so bene perche' mi cerca... vuole vendetta...

Dovro' combattere, non posso scappare. Non c'e' via di fuga, non c'e' compromesso: daltronde, non ce n'e' mai stato con lei.

Lucido la spada, la bellissima e tremenda lama che Elediel mi ha donato mesi fa: dolce, amata Elediel, tu sai che non ho il coraggio di difendermi, tu sai che mi pesa brandire le armi foss'anche per difendermi... Cos'hai voluto dirmi con quel dono, Elly?

...no, inganno me stesso e inganno anche te, con questa domanda... Io so cos'hai voluto dirmi... so cosa devo fare... Combattere.

Khazira va fermata. E' pericolosa, ora come non mai... E ancora non conosco i suoi poteri.

"Un Sacro Araldo reca nelle sue battaglie l'essenza delle cose, giacche' sa che non potra' portare tutto.

Reca una gemma nella propria anima, e ne conosce il nome: "Speranza", e la culla al petto come pargolo amato, mai venendole meno, incantato dal suo bagliore.

Reca una lama nel proprio pugno, e ne conosce il nome: "Fede", e la sua mano ne cinge l'elsa, perche' essa e' tutto cio' che avra' per difendersi nella peggiore delle battaglie che lo attendono... La battaglia contro se stesso.

Reca un'armatura attorno al proprio corpo, e ne conosce il nome: "Umilta'", e giammai ne scorda il prezioso insegnamento, giacche' Egli sa la prima delle verita': noi non operiamo miracoli, ma ne siamo veicolo, affinche' la volonta' divina si manifesti e compia.

Tenendo la gemma alta sopra la testa, affinche' rischiari il proprio cammino, l'Araldo indossa la propria armatura e impugna la propria spada, affinche' sia pronto nell'ora della battaglia: rischiarato dalla speranza, armato della propria fede, vestito d'umilta', Egli sa che la vera lotta non e' nel conflitto ma in ogni giorno di vita concessagli..."

...la calma e' giunta, assieme alle parole che l'Abate ci leggeva sempre prima d'ogni rito.

Se la mia strada e' una sola, la percorrero' senza timore.

Se avro' la possibilita' di scegliere... Prego Marhis di ispirare il mio cammino.

La mia gemma risplende, la mia spada e' affilata, la mia armatura ben salda: qualunque cosa succeda, posso affrontare Khazira.

*Caladrass Pherelen*

...E' passato quasi un mese,ormai da quando ho sconfitto Kull.Da allora ho abbandonato il mio rifugio alla torre della Magia,anche perche ho sentito in giro che Thanys,il piu' abile ladro di Therial,e' sulle mie traccie,dicono che voglia vendere il mio manto a Krisaore dopo averlo rubato. Ma credo che ci sia anche dell'altro:ho sentito dire che Kull fa parte di una cabala,credo di nome Alsandair, o simile:fose cosi' si spiega come facesse a trovarmi sempre...Ho saputo cha anche Thanys potrebbe fare parte della stessa cabala...che non sia solo una coincidenza?!

In aggiunta credo che lo stesso Krisaore sia sia mobilitato,per cercarmi....Giungo da Nonaton per riflettere un po,in pace...

Lode a voi potente Dea della Natura, grazie per aver ascoltato le mie suppliche e avermi mostrato il luogo in cui la mia allieva Dhora e Jibu son stati rinchiusi saro' per sempre debitore nei vostri confronti O Divina...

Giorno dell'Ombra, 22° del mese di Pharadya

Sto completando un lavoretto per Deleth alle Isole dei Pirati.. Quel maledetto Lizard finalmente è morto dopo essermi fatta strada con il mio pugnale tra le guardie.. quando all'improvviso vengo attaccata alle spalle da quel maledetto Lord..

Ho combattuto finché ho potuto..già avevo perso molto sangue..stavo per essere sconfitta e sentivo che le mie forze piano piano mi stavano abbandonando..quando ad un certo punto.. una pugnalata arriva dalle mie spalle e si conficca rapida e violenta tra le costole del malcapitato Lord... mi giro e vedo dinanzi a me Krisaore in persona..mi faccio da parte e mentre riprendo fiato sento un urlo straziante.. Il Lord è morto.. Ho Salva la vita..

Krisaore un po' affannato per la battaglia si gira e mi guarda con occhi gelidi.. un brivido mi percorre la schiena.. Comincia a parlare: "mezzo sangue..come sei finita qui?..".. Non riesco a rispondere.. mi sto ancora riprendendo dalla dura battaglia quando lui riprende.. " MezzoSangue un giorno tornerò per farmi ripagare di averi salvato la vita..".. I miei occhi iniettati di rabbia lo guardavano quasi volessero squartarlo.. tra tutti proprio lui.. ma ancora prima che io potessi parlare.. Lui era già svanito nell'ombra..

La giustizia deve essere senz'altro rivista quando chi e' nel giusto e non esita a pronunciare il vero viene condannato alla stessa pena di chi uccide brutalmente alle spalle.

La sfida con il mio Nemico ormai dura da anni e lui ha cambiato arma. Ha estratto la penna e si e' rivolto a quel pallido arial che ha la presunzione di giudicare come gli dei. Criminale e' possibile che io lo sia, ho ucciso in vita mia mille e piu' ubriachi, vagabondi, spazzini e cani randagi per il solo motivo che ero nervoso, ma non mi si puo' condannare per giusta causa. Quel prete merita la tomba e anche il Dio che dice di professare dovrebbe accorgersi che tra i suoi fedeli ce n'e' uno che usa l'inganno e la vigliaccheria come sua arma migliore. Sputo volgarmente sul nome della giustizia se e' questo il suo modo di agire, se e' arrivata a paragonare me ad un assassino qualsiasi (non ho ucciso io), se arriva a condannare chi segue la legge e se non considera chi la infrange solo perchè amico del Giudice. Aspetto con pazienza la mia vendetta, la mia tela è già intessuta...

Kahn il necromante ossessivo

Ormai sono giorni che mi fai vivere solo, e ancora non ne capisco il motivo. Mi dici che sono diverso, che per te rappresento un pericolo...

Ma come puo' l'amore rappresentare un pericolo? Mi ha insegnato cosa vuol dire vivere per una persona, mi hai donato il sentimento piu' bello che possa esistere, ed ora ti prego, non riprenderti cio' che mi hai dato.

Quando sei tornata dal tuo allenamento ero contentissimo, avrei voluto urlarti "Guarda! Sono un soldato! Ho un lavoro! Posso finalmente sposarti!" Ed invece nulla e' andato secondo i miei pensieri...

Che senso ha continuare a vivere senza te? Le cose intorno non hanno piu' lo stesso significato, tutto sembra morto, tutto sembra essere spento, non voglio diventare come il paesaggio che adesso mi circonda, non uccidere anche me..

Sto accarezzando questo volatile, con la speranza che il suo volo lo porti da te, e prego gli dei affinche' lo proteggano, perche' con lui non viaggia soltanto questa lettera,

ma a fargli compagnia e da guida c'e' anche la mia speranza, ed il mio amore per te...

Ti amo davvero tanto Phelyans, e' la mia condanna e la mia felicita', e continuero' a farlo, perche' nessuno puo' impedirmelo.

Probabilmente non ti rivedro' piu', non so nemmeno se mi ami ancora, o se nel tuo cuore qualcuno ha gia preso il mio posto. Ma io resto qui, sognando il tuo ritorno, confidando in cio che mi hai insegnato...

Ricordandoti che al mondo, esiste in guerriero, il cui cuore batte solo per te, e lo fara' per sempre...

Tuo... Majuro

ieri mentre discutevo col mio imperatore Furion, e con il mio amico majuro,mi senti diverso,affrontammo uno strano discorso,e..............senti una strana sensazione in me...............le mani mi sudavano......la testa...si quella era la cosa.....che mi faceva piu male....persi il controllo....di me stesso.....ero accecato da odio.........senti per la prima volta in me la vera potenza delle tenebre.....ricordo anche che attaccai il mio amico..Majuro....................Majuro! L' avevo quasi ucciso quando caddi a terra non capivo piu niente..........mi risvegliai.........e capii che avevo perso una cosa molto importante per me.....................................un amico

Un giorno tutti gli animali combattenti

sottomessi al lavoro

decisero, una volta stretti i denti,

d'eleggere un condottiero

che preservasse gl'interessi loro.

Doveva esser fiero,

grande e forte come un toro,

che sapesse tener unita st'alleanza

con in testa un gran cimiero

e l'aura tutta d'oro.

E c'eran tutti all'adunanza:

i Cani e i Gatti soriani.

i Maiali ed una Scrofa,

un Drago di metallo boro boro,

tutti buoni a menar le mani

e a mostrare la possanza.

Un Somaro, che c'aveva l'ambizione

di farsi elegger e s'era messo addosso

una pelle di Leone,

disse: - Bestie tutte io son commosso.

la guerra, i soprusi, la violenza:

ecco il programma che c'ho io!

Ch'e' lo stesso vostro! Per cui

voterete compatti il nome mio... -

E difatti venne eletto proprio lui.

Sto Somaro, assai contento, fece un raglio

e solo allora il popolo bestione

s'accorse dello sbaglio

d'aver preso un ciuco per leone!

"Buffone... co***one... imbroglione!"

- Ho preso il possesso -

disse allora il Somaro - e non la pianto

neppure se vi prende un accidente,

non son Falco ne Leone,

e peggio per voi che mi c'avete messo.

Non volo, ne ruggisco manco un tanto

zitti! e rispettate il Presidente! -