Sono oramai due giorni, due lunghissimi ed estenuanti giorni. Non dormo, non mangio, non bevo, non vedo altro che l'imperfezione. I miei gesti seguono il ritmo del mio respiro, l'affanno, la disperazione e gli esigui sprazzi di memoria. Non posso chiudere gli occhi, non posso pensare, non posso abbandonarmi a me stessa, non posso cedere alla fragilita'.
Dolori lancinanti alla testa, al ventre e al corpo tutto. Il cuore ha assaporato la linfa non sua, la mente e' labile come le fronde al vento di tempesta e l'anima e' imprigionata nel dramma a noi piu' atroce. Tra cio' che ci e' comunemente concesso io non posso avvalermi del ricordo perche' troppo profonde sarebbero le ferite arrecate alla mia sanita' mentale. Bestie, carogne, esseri infidi. Questo sapone non riesce nel suo scopo. Assassini, crudeli, spietati e animaleschi. Non va piu' via la macchia. Ed io mi sono ridotta al pari livello. Bestia, carogna, infida. Penso a futili argomenti.
Assassina, crudele, spietata e animalesca. Non porto lutto e non ne ho portato a loro. Bastarda. Mi preme solo la sopravvivenza della mia apparenza. Sgualdrina.
Finalmente le macchie e l'odore, il ribrezzo che aveva impregnato le mie vesti e il mio corpo e i miei capelli, sono scivolate via, trasportate dal corso del tempo e delle acque. Mi detesto.