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Ancora una volta sono qui davanti a questi fogli ingialliti, l'inchiostro semprenero che ho portato dalle mie terre riluce sotto la lampada...

Non riesco a dormire.

E' da quando sono arrivata in superficie che non dormo, uno... due mesi??

In ogni caso non fa differenza, anche mio padre dormiva molto poco... forse era la consapevolezza del riposo eterno che 'aspettava.

Ma un drow non puo' mai sapere quando la Signora lo accogliera' fra le sue braccia...o lo

gettera' nel piu' tormentoso degli inferni.

Mi ritorna in mente a volte... il suo sangue sull'altare sacrificale e mia madre ghignante

con il pugnale tra le mani...

E' stata quella la prima volta che gli spiriti mi hanno parlato.

E da allora non mi hanno piu' abbandonato.

Questo dono pericoloso, lo stesso che ha messo in pericolo la mia vita e da cui sono

dovuta fuggire, ora mi ha aperto le porte per qualcosa di nuovo e inaspettato...

non so a cosa mi portera' ma sento che le porte del destino si sono chiuse alle mie spalle.

Non c'e' piu' fuga, ora devo affrontare quello che mi aspetta...

...Si,posso chiamarlo esilio ormai...Bandito dalla citta' protette di Therial,inseguito da Dunkle Stadt....Non e' la migliore delle situazioni,ma ne sconforto ne rancore travolgono la mia mente. Sono perfettamente tranquillo,solo, ma sereno... che sia la svolta decisiva della mia vita?boh,forse....ma non importa assolutamente, la mia patria non e' Kyrandor o qualsivoglia citta' protetta dalla legge....Ho gia' una patria....sorrido..."vero Imperatore?"...

La mia solitudine,comunque,non e' totale,assolutamente.Posso andare dove e da chi voglio....fare e dire cio' che mi pare, in mezzo a questo mondo di esseri inferiori...io e i miei pensieri...si mi piace molto.

...la mia magia centra il bersaglio...Kull cade a terra piu' morto che vivo,lascia andare la sua arma,e sembra ad un passo dalla morte,in fin di vita.Koryu e' spiazzato,l'ho colto di sorpresa,non sa cosa fare..indietreggia.Furion ripresosi scompare nelle Tenebre e io raccolgo in fretta il manto e lo indosso,subito scompaio.

Ritorno alla Torre della Magia sentendo nell'aria le parole dell'Imperatore che riecheggiano per tutta Therial:"Bene cosi',Legatius"

Dopo alcune ore...

Sono troppo curioso,ansioso di sapere... decido di tornare a Kyrandor;debitamente coperto dal mio manto mi reco nella Piazza del Popolo.In mezzo alla folla riconosco subito l'Imperatore e la Regina Phasys; di fronte a loro Koryu e Kull,il quale ancora sanguinante, si sta riprendendo.Noto anche una figura familiare,in mezzo a loro che sta ascoltando cio' che i presenti dicono:e' Alisterion,il legislatore.Stanno parlando dello scontro avvenuto poche ore prima....Furion e Phasys si accorgono subito della mia presenza e mi fanno cenno di non rivelarmi.Il 'processo' sta finendo e Alisterion decide di incriminare me e Kull dell'accaduto...."Si!soffri ancora Kull!Sofferenza eterna!".Sogghigno soto il manto....Veniamo incriminati,dopodiche,molto soddisfatto, torno alla torre prima di farmi attaccare da una guardia...

"Dunque, arrivo' finalmente il giorno del collaudo. Il Maestro Tarradimionfesl mi concede nientemeno l'onore di provare lo strumento al posto suo. Ricordo le sue parole come fosse ieri:

"Caro, caro Sklirtlwemils! Mio diletto discepolo; mio preferito tra gli allievi!"

"Ma Maestro, io sono l'unico suo allievo"

"Dettagli, dettagli" rispose sventolando noncurante una mano in aria "Hai fatto molti progressi in questi mesi e voglio premiarti. Vuoi accettare l'onore di provare l'opera, peraltro SICURISSIMA, che ho tanto amorevolmente costruito al posto mio?"

Come potevo rifiutare? Finalmente il Maestro aveva rotto il guscio di noce in cui serbava i suoi sentimenti e aveva dimostrato quanto fosse a me affezionato. Non ho mai amato il mio Maestro quanto quel giorno"

Skiweis si asciugo' gli occhi inumiditi e si soffio' il naso otturato con la manica della casacca, poi, trattenendo un singhiozzo, prese un'altro sorso di birra dal boccale accanto a lui, e continuo'.

"Insomma accettai. Mentre il Maestro si avviava frettolosamente dietro un tavolo ribaltato con una pentola ben calzata in testa, io mi posizionai al centro del laboratorio con il PRODUCISOFFIOREGOLABILEAPOMPETTA tra le mani. Regolai la pompetta, e al via del Maestro attivai il meccanismo. Non so cosa accadde di preciso, so solo che lo stantuffo che regolava il flusso salto' via, lasciando libero l'elementale di sfogarsi in tutta la sua forza!

Fu terribile.

Incapace di dominare tanta violenza, cominciai a sbandare pericolosamente per tutta la sala.

Le candele si spensero, e questo puo' essere considerato un successo, solo che insieme ad esse il soffio elementale spazzo' via tutta l'attrezzatura del laboratorio.

Un inferno.

Cocci di vetro, pentole, libri, sedie; tutto si andava ammucchiando in ina turbinante orizzontale d'aria. Non potendo resistere oltre a quella pressione, diressi il getto verso l'alto: la colonna d'aria fece atempo a scoperchiare il tetto del laboratorio e a sputare nel cielo limpido tutta la mobilia che aveva collezionato durante il disastroso esperimento prima che il Maestro riuscisse a chiudere l'ampolla con un tappo di sughero.

"Uau!!" dissi io.

"Vattene, Dea della Collera, ti prego, vattene..." disse lui.

FINE SECONDA PARTE

I miei genitori.

Ho di loro un vago ricordo.. l’odore della loro pelle, il loro volto chino su di me per accudirmi. E poi.. No! No! Non voglio ricordare altro! Vi prego..

Quella notte..

Non dimenticherò mai quel volto avvicinarsi a me e sussurrarmi: Adesso sei mio!

I corpi dei miei genitori in terra, senza vità, quella nube e quella caverna.

Vi rimasi a lungo. Almeno 12 anni li ho passati lì, al buio più completo.

Sono stato nutrito, educato, addestrato. In fondo ho anche voluto bene a quella persona, ma doveva pagarla. Aveva sterminato la mia famiglia e rapito me per i suoi scopi.

Quel povero essere…solo.

Ormai troppo vecchio, Lui aveva bisogno di un discendente.

I suoi continui esperimenti portavano solo alla creazione di orrende creature. Io rappresentavo la sua ultima speranza.

Le sue cure nei miei confronti erano maniacali, ben presto diventai forte,forse ancor piu’ di quanto lo stesso Ciquala si aspettasse.

Arrivò il momento.

Riuscii a fuggire,scappare lontano;trovai fortunosamente la strada per Kyriandor; le sue fogne furono il mio rifugio per svariati anni. Gli insegnamenti di quell’essere mi servirono molto. Riusci ad ottenere rispetto e protezione dagli altri esseri della fogna.

Mi procuravo danaro per sopravvivere facendo piccoli sporchi lavoretti per Deleth, lui mi promise che mi avrebbe aiutato.

Giunse quel giorno, mi avvicino e mi disse, adesso ti donerò i poteri necessari a sconfiggerLo. Mi scopri il collo e mi morse.. solo allora capii.

Mi risvegliai nuovamente nel covo di Ciquala. Per tutto il tempo in cui avevo creduto di esser libero in realta’ ero tenuto sotto stretto controllo da Lui, non ero fuggito.. il mio allenamento era solo continuato fuori, ed ora dopo quel morso ero indissolubilmente legato a lui!

Divenni sempre piu’ forte. I poteri che mi aveva donato erano davvero portentosi.

Piu’ cresceva la mia forza piu’ aumentava il mio odio e la mia sete di vendetta.

Ma non sarei mai riuscito a vendicare la mia famiglia. Ciquala era vecchio ma le sue guardie temibili. Due draghi sotto il suo controllo, li avevo visto bruciare uomini, forti guerrieri, in pochi istanti.

Continuerò il mio allenamento, un giorno avrò la mia vendetta, quel giorno lui avrà compiuto la sua più grande opera…

Mordekay

"Dunque volete sapere come ho deciso di diventare un avventuriero" Aprendosi l'ultimo bottone dei pantaloni, Skiweis allungo' le gambe sul tavolo dondolandosi in bilico sui piedi della sedia.

"Benissimo" Schiocco' le labbra bagnate di schiuma, preparandosi al lungo racconto.

"Dunque. Dovete sapere che al mio villaggio ho avuto l'onore di essere allievo del venerabile Maestro Tarradimionfesl, esperto mago e valente scienziato" inizio' il piccolo gnomo, interrompendosi improvvisamente quando la sedia scivolo' sotto di lui, rovesciando insieme birra e barba di gnomo sullo sporco pavimento della taverna. Vedendo l'amico a gambe all'aria completamente ricoperto di schiuma, Luthger il nano esplose in una profonda risata che fece tremare la taverna fino alle fondamenta.

"Ah, ah! Che c'é, Skiweis, le sedie degli umani sono troppo instabili per il delicato senso dell'equilibrio di uno gnomo?"

Rialzandosi, Skiweis si sistemo' di nuovo al tavolo ancora bagnato, questa volta assicurandosi di avere i piedi ben piantati sul pavimento.

"Ehm, già, già. Faro' un reclamo al taverniere. Comunque, come vi stavo dicendo, ero allievo del Maestro Tarradimionfesl. Ricordo ancora le sue parole di incoraggiamento: "Sklirtlwemils, indegno escremento di topo! Non hai ancora imparato a sdoppiarti? Lo sanno fare anche i bambini! Scherzo della natura, cervello di Hobgoblin!" Eh, si. Un po' burbero il Maestro, e molto esigente. Ma sapevo che mi era molto affezionato, e che mi parlava cosi' solo per spronarmi a fare del mio meglio. Un giorno, il Maestro decise di realizzare un coraggioso progetto, uno strumento che avrebbe aperto una nuova frontiera, la fusione tra scienza meccanica e magica, senza naturalmente dimenticare la sua utilissima funzione! Uno strumento rivoluzionario, che avrebbe cambiato per sempre le abitudini della nostra tranquilla comunità!

Si chiamava il PRODUCISOFFIOREGOLABILEAPOMPETTA.

Una pompetta regolabile collegata ad un'ampolla di ferro in cui è imprigionato un elementale dell'aria che avevamo evocato insieme. Serviva per spegnere le candele troppo in alto per uno gnomo"

Il nano accanto a lui comincio' a sputare birra ovunque e a tossire. La faccia gli si infiammo'.

"Tutto questo po' po' di marchingegno solo per spegnere delle candele?"

"Si! Non è assolutamente geniale?!"

Davanti alla faccia illuminata di Skiweis, Luthger non ebbe cuore di dire quello che pensava, e inghiotti' insieme all'ultimo sorso di birra le parole che avrebbe voluto pronunciare. Resto' ancora qualche secondo in silenzio, indeciso, poi rispose:

"Si, davvero. Geniale. Continua, và, è meglio"

FINE PRIMA PARTE

Si ringrazia Luthger per la partecipazione straordinaria

Medico giorno per giorno la profonda ferita sul mio petto, e il mio pensiero vola a quelle ore passate chiuso in prigione... Quel marchese... Axyacos, mi incatena le braccia e comincia a fare domande... sa che faccio parte dell'esercito di Furion, ma come fa a saperlo? Qualcuno ha parlato? Qualcuno ha tradito?

Mentre nella mia mente le idee si sovrappongono comincia a schiaffeggiarmi, sempre piu' forte! Dalla mia bocca fuoriesce sangue, ma non cedo, provo a difendermi, le catene tengono bel salde le mie braccia, nemmeno i miei muscoli riescono a spezzarle, e lui lo sa. Continua a farmi domande, provando piacere nel massacrarmi... non rispondo, mi difendo come posso... Axyacos non sembra gradire il mio comportamento, estrae un pugnale, infila la punta sul pettorale sinistro... Tengo il dolore dentro di me, ma lui sembra gioire di questo ed inizia l'affondo, arrivando fino all'addome... Il dolore e' troppo forte, perdo quasi i sensi...

Axyacos sembra arrendersi, esce dalla stanza, ma subito dopo vedo entrare la figura di Krisaore... Quel marchese deve avergli detto qualcosa... sembra voler continuare il lavoro del suo suddito, per me e' finita! Inizia anche lui a fare domande, ma non parlo.. vengo frustato continuamente, nuove ferite si aprono sul mio volto e sulle gambe, sono troppo debole per sopportarle... ma ad un tratto Krisaore termina la sua tortura, sembra volermi lasciare libero.. Cosa avra' in mente? Posa il mio corpo quasi privo di vita sul suo leone... Esco fuori dalla cella, sento Krisaore pronunciare qualcosa e la mia mente cade nel buio... Mi risveglio all'entrata della sua citta', con lui accanto... Mi racconta una strana storia, ma i miei ricordi sono diversi dai suoi, troppo diversi! Qualcosa e' successo, qualcosa non mi convince...

...Appena esco dal portale mi ritrovo nella Piazza dei Mercanti e cerco di fare mente locale... mi dirigo verso il fiume e giungo in Piazza del Popolo: li inizio a sentir risuonare nell'aria rumori di scontro...inizio a correre.

Quando arrivo sul ponte vedo che l'Imperatore Furion combatte contro Koryu e anche contro il dannato Kull.Furion li batterebbe entrambe ma combatterli assieme e' un impresa molto ardua. Furion si trova con le spalle al muro e' ferito...'Correte gambe dannazione!Correte!'....arrivo alla distanza utile per poter pronunciare le mie magie..."usa la parola della morte Legatius.."sono le parole che mi si imprimono nella mente:lancio via il mantello,mi concentro......Kull......la magia si concentra in me,i miei occhi brillano gialli....e lancio la parola della morte contro Kull,che mi aveva aggredito a tradimento! "Muori dannato Kull!" urlo a scuarciagola...

...Sono ormai due giorni che aspetto qui,nascosto nell'ombra. Dunkle Statd mi sta cercando,ho qualcosa che le appartiene, che vuole....ma non mi avra'! Percorro le stanze della Torre della Magia ricordando il periodo ivi trascorso,ma riesco a vedere solo immagini confuse.Mentre aspetto continuo ad allenarmi nella pratica delle Magie,dalle piu' banali alle piu' complesse e pericolose.

Sento all'improvviso un senso di angoscia e il bisogno di agire... un lampo nella mia mente 'Furion ha bisogno di me...' Mi concentro intensamente...'e' a Kyrandor!'.

Apro un portale magico e mi lancio alla sua ricerca....'Sto arrivando!!'

Signora dell'Amore,

ascoltate la preghiera

di una sofferenza mortale

che aumenta al calar della sera..

Lo sguardo della gente

accende rabbia nel mio cuore

e le sue aspre parole

fanno crescere un rancor silente,

scappo nella foresta

tra le creature della Natura

finchè ira non muore e bontà si desta

ma troppo non dura.

Alle prime parole di un elfo arrogante

sento fuoco nelle mie vene

l'ira rende la vista più pesante

e la mia voce scura diviene.

Aiutemi Divina,

aiutate vi prego

questa piccola regina,

regina in terra delle stelle

che teme che il suo cuore

possa dell'oscurità e della sua pelle

assumere il colore..