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"I giorni seguenti, il Maestro non volle vedere nessuno. Come poi mi spiego' sua nipote, che gli portava da mangiare, si era chiuso nel laboratorio per progettare una macchina che gli ricostruisse il tetto. Nel frattempo, visto che eravamo nella stagione delle piogge, Tarradimionfesl utilizzava la sua geniale invenzione per spazzare via le nuvole da sopra casa sua. so che puo' sembrare un utilizzo egoistico dei miracoli della scienza, ma d'altra parte voi vorreste che vi piovesse in salotto? Io non credo proprio."

"Dopo un mese comincio' di nuovo a ricevere visite: il nostro capo, Svirlinedibor; persino mia mamma, Ullabella, che gli porto' la sua mitica zuppa di lucertole! Se volete un giorno vi invito a casa mia e ve la faccio assaggiare"

"Che sfortuna!" disse Luthger "purtroppo non posso mangiare le lucertole"

"Ah no? E come mai?" chiese curioso Skiweis

"Ehm, ecco, le lucertole mi fanno male. Ecco, si! Sono allergico alle lucertole, proprio cosi'!" rispose il nano.

"Che peccato. E voi?" disse skiweis rivolgendosi agli altri commensali, i quali, molto, molto rapidamente si unirono a Lutgher nel rifiutare il gentile invito dello gnomo, adducendo chi una scusa chi un'altra.

"Oh, capisco. Beh, vi perdete una prelibatezza. Comunque, il Maestro inizio' a ricevere tutti tranne me. Evidentemente, il suo orgoglio gli impediva di ammettere il fallimento davanti al suo diletto allievo. Ma io dovevo fargli sapere quanto poco mi importasse! Cosi' decisi di ribellarmi al bando -cosi' lo chiamava il Maestro- che mi pendeva sulla testa e, arrampicandomi sulla casa, mi affacciai dal tetto sfondato e lo salutai..."

"Dunque, arrivo' finalmente il giorno del collaudo. Il Maestro Tarradimionfesl mi concede nientemeno l'onore di provare lo strumento al posto suo. Ricordo le sue parole come fosse ieri:

"Caro, caro Sklirtlwemils! Mio diletto discepolo; mio preferito tra gli allievi!"

"Ma Maestro, io sono l'unico suo allievo"

"Dettagli, dettagli" rispose sventolando noncurante una mano in aria "Hai fatto molti progressi in questi mesi e voglio premiarti. Vuoi accettare l'onore di provare l'opera, peraltro SICURISSIMA, che ho tanto amorevolmente costruito al posto mio?"

Come potevo rifiutare? Finalmente il Maestro aveva rotto il guscio di noce in cui serbava i suoi sentimenti e aveva dimostrato quanto fosse a me affezionato. Non ho mai amato il mio Maestro quanto quel giorno"

Skiweis si asciugo' gli occhi inumiditi e si soffio' il naso otturato con la manica della casacca, poi, trattenendo un singhiozzo, prese un'altro sorso di birra dal boccale accanto a lui, e continuo'.

"Insomma accettai. Mentre il Maestro si avviava frettolosamente dietro un tavolo ribaltato con una pentola ben calzata in testa, io mi posizionai al centro del laboratorio con il PRODUCISOFFIOREGOLABILEAPOMPETTA tra le mani. Regolai la pompetta, e al via del Maestro attivai il meccanismo. Non so cosa accadde di preciso, so solo che lo stantuffo che regolava il flusso salto' via, lasciando libero l'elementale di sfogarsi in tutta la sua forza!

Fu terribile.

Incapace di dominare tanta violenza, cominciai a sbandare pericolosamente per tutta la sala.

Le candele si spensero, e questo puo' essere considerato un successo, solo che insieme ad esse il soffio elementale spazzo' via tutta l'attrezzatura del laboratorio.

Un inferno.

Cocci di vetro, pentole, libri, sedie; tutto si andava ammucchiando in ina turbinante orizzontale d'aria. Non potendo resistere oltre a quella pressione, diressi il getto verso l'alto: la colonna d'aria fece atempo a scoperchiare il tetto del laboratorio e a sputare nel cielo limpido tutta la mobilia che aveva collezionato durante il disastroso esperimento prima che il Maestro riuscisse a chiudere l'ampolla con un tappo di sughero.

"Uau!!" dissi io.

"Vattene, Dea della Collera, ti prego, vattene..." disse lui.

FINE SECONDA PARTE

"Dunque volete sapere come ho deciso di diventare un avventuriero" Aprendosi l'ultimo bottone dei pantaloni, Skiweis allungo' le gambe sul tavolo dondolandosi in bilico sui piedi della sedia.

"Benissimo" Schiocco' le labbra bagnate di schiuma, preparandosi al lungo racconto.

"Dunque. Dovete sapere che al mio villaggio ho avuto l'onore di essere allievo del venerabile Maestro Tarradimionfesl, esperto mago e valente scienziato" inizio' il piccolo gnomo, interrompendosi improvvisamente quando la sedia scivolo' sotto di lui, rovesciando insieme birra e barba di gnomo sullo sporco pavimento della taverna. Vedendo l'amico a gambe all'aria completamente ricoperto di schiuma, Luthger il nano esplose in una profonda risata che fece tremare la taverna fino alle fondamenta.

"Ah, ah! Che c'é, Skiweis, le sedie degli umani sono troppo instabili per il delicato senso dell'equilibrio di uno gnomo?"

Rialzandosi, Skiweis si sistemo' di nuovo al tavolo ancora bagnato, questa volta assicurandosi di avere i piedi ben piantati sul pavimento.

"Ehm, già, già. Faro' un reclamo al taverniere. Comunque, come vi stavo dicendo, ero allievo del Maestro Tarradimionfesl. Ricordo ancora le sue parole di incoraggiamento: "Sklirtlwemils, indegno escremento di topo! Non hai ancora imparato a sdoppiarti? Lo sanno fare anche i bambini! Scherzo della natura, cervello di Hobgoblin!" Eh, si. Un po' burbero il Maestro, e molto esigente. Ma sapevo che mi era molto affezionato, e che mi parlava cosi' solo per spronarmi a fare del mio meglio. Un giorno, il Maestro decise di realizzare un coraggioso progetto, uno strumento che avrebbe aperto una nuova frontiera, la fusione tra scienza meccanica e magica, senza naturalmente dimenticare la sua utilissima funzione! Uno strumento rivoluzionario, che avrebbe cambiato per sempre le abitudini della nostra tranquilla comunità!

Si chiamava il PRODUCISOFFIOREGOLABILEAPOMPETTA.

Una pompetta regolabile collegata ad un'ampolla di ferro in cui è imprigionato un elementale dell'aria che avevamo evocato insieme. Serviva per spegnere le candele troppo in alto per uno gnomo"

Il nano accanto a lui comincio' a sputare birra ovunque e a tossire. La faccia gli si infiammo'.

"Tutto questo po' po' di marchingegno solo per spegnere delle candele?"

"Si! Non è assolutamente geniale?!"

Davanti alla faccia illuminata di Skiweis, Luthger non ebbe cuore di dire quello che pensava, e inghiotti' insieme all'ultimo sorso di birra le parole che avrebbe voluto pronunciare. Resto' ancora qualche secondo in silenzio, indeciso, poi rispose:

"Si, davvero. Geniale. Continua, và, è meglio"

FINE PRIMA PARTE

Si ringrazia Luthger per la partecipazione straordinaria