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la mia vita..la mia arte.. solo ora mi rendo conto quanto poco la conosco..
solo dopo quello che e' successo.... un fendente, una vampata di fiamme dalla lama e qualcosa comincia a cambiare... un alone nero come la notte...oscuro come l'abisso... si sprigiona dalla spada... un ombra.
Striscia sul terreno cercando chissa' cosa e infine comincia ad accumularsi in una forma a me ben nota..una katana, ma non una qualsiasi...Tatsu.. anche se sembra piu' una sua gemella oscura. La impugno, sembra non avere consistenza da quanto e' leggera.. ma quando colpisce si irrigidisce come un macigno...e taglia come il vento. Lei mi capisce.. da poco la vedo e gia' siamo un unica cosa, come se da millenni avessimo combattuto assieme.. una sensazione simile l'avevo provata solo con Tatsu...

Kensun si sofferma ad osservare le due katane, si rialza pacatamente, le rinfodera e si avvia verso la citta' con un sorriso sul viso.

ero in piazza dei mercanti a passeggiare, quando un urlo chiedeva aiuto...
mi precipito sull avventuriera aggredita da due vili...
mi preparo ad aggredirli per proteggere la malcapitata..... ma all improvviso un forte calore pervade le mie mani e prima che riuscissi a capire cosa esattamente fosse un fascio esce dai miei palmi e disintegra i due....
un attimo dopo oltre che stupito, una strana sensazione mi pervade...
mi sento vuoto, sento freddo! e per un attimo il buio mi circonda...
devo parlare con Siya devo parlarci!

Non ci credo ancora nemmeno io.
Ho incontrato un angelo nero e invece di morire ho riso.
Abbiamo riso insieme.
Mi prendeva in giro, mi provocava, era pronto ad uccidermi eppure abbiamo riso insieme.

E ridere mi piace.
Non ricordo di aver mai riso così tanto.
Amo da sempre il bello che mi circonda e quando non ce ne è intorno a me vado a prenderlo a casa di qualcun'altro ma non ricordo di essere mai stato così felice prima.
Se solo il mio canto fosse quello di un bardo potrebbe attraversare i ponti che ci separano e portare la mia gioia da colei che amo.
Ma bardo non sono e per questo mi farò saltimbanco.
E se il banco non ci sarà lo ruberò.
E se non ce ne sarà da rubarne non importa io salterò lo stesso ridendo di me e con me.
Andrò da lei ora e non importa quanto sarà strano ma l'amerò che lei mi ami o no.
Forse dovrei andarci camminando sulle mani per avere una diversa visuale delle cose.
Ma sono egoista e preferisco poter prima guardare i suoi occhi.

Un messaggio trovato in una bottiglia porta sempre brutte notizie.
Me lo dicono tutti i marinai.
Non so perche', ma sento un po' di tristezza.
Speriamo almeno di riuscire a concludere l'affare con quel'altro nano.
Se la cosa gli interessa, potrei ricavarci un bel gruzzolo...
In fondo la pergamena potrebbe portare al ritrovamento di un bel tesoro, magari potrei vendermi a lui come guida...

Ho visto un uomo pregare gli dei affinche' gli spalancassero le porte delle stanze dell'oscura signora, la dove lo attendevano suo padre, la madre, le sorelle, i fratelli e i padri di suo padre.
Ho visto un uomo gia' morto levarsi in un ultimo scontro, vincerlo, sedersi su un tumulo di cadaveri ed osservare il nemico in fuga prima di morire spada alla mano.
Quell'uomo non aveva altro che le sue mani, che ha reso serve dell'onore della battaglia ricevendone in dono l'immortalità delle sue gesta e i funerali di un re.
Quell'uomo era un guerriero e un condottiero, calmo nella concitazione della lotta e saggio nel comando.
Quell'uomo ha vissuto una vita onorevole degna dei suoi padri.

Io, invece...

Hazon e le gesta che ispira nei cuori dei suoi eroi e non la volubile Aelistea guidino d'ora innanzi i miei passi.
Se quanto ho avuto e' quello che meritavo e che il destino mi ha riservato in fatto d'amore, che sia la mia rinnovata scelta di onorare Hazon il mio passo più saggio a chiudere con un passato a cui do l'addio.

Ebbene si, e' vero, ho tradito il pegno, e mi dispiace ma questo non e' luogo per angeli.

Addio. Alhashia, L'angelo.

Illinhyir donato ad un nano, il pegno tradito.
Lo stesso nano a conoscenza di più fatti di quanti non ne conosca io.
Il tumulo del ciliegio a fare da custode ai miei pensieri che segnano il mio viso ogni, giorno più tetri, ogni giorno più indecifrabili.
Il cammino comune interrotto...

Un angelo e' sceso e mi ha salvata!!!! MI HA SALVATA!!!!

Riprendo in fretta il corpo dell'elfa ora so' chi sono, so' cosa voglio ora e' solo luce accanto a me! Il cuore riprende a battere l'elfa si alza e mi sorride per invitarmi a tornare da lei, ed io eseguo, sono tornato!

Alashia e' il mio nome, nulla temo ormai, il tempo e' giunto, cosa succedera' lo scopriro' quando lo dovro' scoprire, intanto basta star fermi, e' ora di correre!!!

Da quando mia madre e il consiglio dell'Harat mi hanno imposto di trascorrere del tempo nelle terre degli uomini per mantenere gli impegni presi ancor prima che io nascessi ho visto cose che nemmeno immaginavo nella vita relativamente tranquilla di Harat-dum.

Certo di tanto in tanto una scorreria degli orchi o dei troll, qualche gigante poco socievole, per non contare dei duergar che vivono poco lontano da noi sempre più intenti a impicciarsi in affari loschi, provocavano non poco scompiglio ed io che mi ritenevo una maestra d'ascia trovavo modo di impiegare gli insegnamenti di zia Ezrharat.

Ma nulla mia aveva preparato ad un esperienza così spaventosa.

Acqua!

Acqua dappertutto!

Per la prima volta nella mia vita ho temuto seriamente di non avere scampo. Cosa avrebbero potuto fare le mie spade o la mia ascia contro un nemico simile?

I marinai che mi attendevano sulla riva per aiutarmi a salire sul loro misero legno se la ridevano spudoratamente di me, solo per questo sono riuscita a smettere di tremare e a costringermi a fare i pochi passi su quella dannata passerella.

Nelle miniere dell'Harat più di una volta sono passata su sporgenze e ponti molto più strette e instabili ma quei due metri non li dimenticherò mai, è stato come avviarsi spontaneamente verso le fauci di un mostro ignoto e immenso.

Il viaggio... un incubo... mai avrei pensato di sentirmi indifesa e impotente nella mia lorica e con la sacra ascia fra le mani.

Lo chiamano mare dei dragoni... se almeno un drago ci avesse attaccato pur se in equilibrio precario su quel misero legno avrei potuto mostrare a quegli sciocchi umani beffardi quanto vale una nana... invece... sono rimasta tutto il tempo rintanata sotto una vela con gli occhi stretti a pregare tutti gli dei possibili e immaginabili perchè mi salvassero.

Finalmente l'incubo e' finito e mi sono ritrovata bagnata e tremante su una spiaggia al di la' del mare..... pochi passi sulla terraferma ed ero di nuovo in me..... ce ne sarebbe voluto prima di riattraversare tanta acqua a bordo di una noce di legno.

Cercare una certa caverna era questo il mio scopo..... quindi ascia in spalla e in cammino.

I marinai mi avevano suggerito di cercare un nano che gestiva una taverna poco lontano.... si' poco lontano..... era dall'altra parte dell'isola..... o penisola..... qualsiasi cosa fosse quel posto.

E là credo di aver incontrato l'essere più spaventoso che mai mi sia capitato di immaginare anche nel peggiore dei miei incubi, nemmeno la traversata del mare reggerebbe al confronto.

Alto, grosso come una tigre dei ghiacci o un leone di montagna, probabilmente più grosso, nero come la notte e come la notte nero il suo cuore.

All'inizio la conversazione e' stata strana..... ma incredibilmente intrigante considerando che di fronte a me avevo uno sconosciuto..... ma poi..... poi tutto si è trasformat in un incubo..... quei bambini..... e quel povero lupo..... e la sua voce..... la sua voce che sembrava ferire il mio spirito.....

Dovrò scoprire più che posso su quest'essere..... forse era un felar..... il felar piu' antico ha detto lui..... forse..... forse e' stato lui che cinque generazioni fa' distrusse quasi del tutto il mio casato..... devo scoprire..... indagare..... sapere!

...demone si faceva chiamare...Non piu un giorno non mi chiesi chi davvero fosse Alhasia...demone si faceva chiamare...come un'alter ego del male...o del bene,io conoscevo solo l'elfa innocente e buona...non l riconobbi all'inizio...ma poi si rivelo' per quello che era veramente..un essere al quale piaceva giocare...libero e felice di esser tornato a vivere..anche solo per un'istante...un demone menzoniero...ma dal quale traspariva la sua vera natura..ed una realta' che forse gli andava stretta........Parlammo ancora ed ancora..svelandomi di lui........piccolo uomo mi chiamava......ebbi il piacere di incontrare laeire nuovamente dopo quell'incontro,..qualcosa era cambiato in lei,....sarebbe partita per un viaggio... neanche i suoi affetti l'hanno potuta trattenere....