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Adesso che porto qusto titolo, Sir Pax, le cose non sono cambiate...
Era da molto tempo che non avevo voglia di scrivere, era forse da troppo; e adesso, che questo titolo mi sta attaccato addosso come un calzone comodo ma nuovo, io penso ancora al passato...penso al mio maestro, al tempo passato con lui, alle sue parole e ai suoi nobili gesti. Penso anche al modo in cui l'ho perso, e al fatto che riesco ancora a sentire la sua voce e a vedere il modo in cui teneva la spada in mano: fiero, in perfetto equilibrio, piu' dell'elsa e del filo della lama. Riusciro' ad essere mai come lui? potro' anche io portare alto il nome del Clan e della Luce, come fece lui? Spero di si, e spero che un giorno, se avro' fatto bene, Ermete possa vedere tutto cio', compiacersi del suo allievo e fratello. Lo spero...

Ma si, che c'e' di male...
Con il soprannome che ho..

Mi ha portata in un luogo davvero meraviglioso. Probabilmente, anche se altrui, ci stabiliremo li'. Lo preferisco, quasi, alla Foresta Incantata d'Arcadia.
Ho avuto modo di studiare le piante, e di conoscerne gli effetti sul corpo umano.

Non male...non male..
Anche se ancora non e' finita.

Dolce e soave musica, triste e maliconica.. era poesia era un opera d'arte..
Seguii le note, chi poteva suonare quell'incantevole melodia in una terra come quella in cui viviamo.
La trovai circondata da immagini fugaci, immagini che erano fantasmi di note incantate. Era una ninfa che giocava apparentemente ignara di tutto, era come una visione per quelle fatate immagini che la circondavano e le davano splendore..
Non smise mai di suonare, ne' mai mi guardo', mi sedetti al suo fianco per ascoltare e fu come trovare un attimo di tranquillita'.. la musica che sapeva produrre giungeva fin negli angoli piu' remoti, una cetra fatata capace di riprodurre immagini illusorie d'ogni sorta a seconda del volere del bardo..
Mai mi guardo'.. lei suonava e ascoltava..
Un solo sorriso fu il suo parlare tra le note, mentre riusciva a regalarmi una notte tranquilla.. perche' suono' per me per tutta la notte instancabile.. e' vero' l'avevo pagata, eppure quella creatura mite e silenziosa rispettava la mia richiesta.. ma che dico no.. fu piuttosto un comando, ma accetto' il bardo..
L'alba porto' con se' l'ultima nota e cosi' il bardo, con eleganza e stile nobiliare, si congedo' con un artistico inchino e qualche parola:
_Spero vi sia piaciuta la mia arte signore..alla gilda dei bardi mi potrete trovare ogni volta che lo desiderate_

Poi le ombre la celarono e la realta' torno' fredda per ricordarmi doveri e compiti promessi..

Questi tempi, sono così stanchi.
Io, sono così stanca.

Là, sulla sabbia rovente lambita dalle dolci onde del Mar Edryetemi, per un attimo ho desiderato sfaldarmi e scomparire, lasciandomi alle spalle tutto: Therial, il potere, la Torre, il cuore.

Sono così stanca, di questo tempo immobile, secco, sterile, privo di ogni guizzo di crescita. Questo tempo in cui...vivo, in cui sono costretta a vivere: troppe cose mi ci legano. Troppi obblighi, troppi piaceri, troppi vizi. Del resto, sarei una divinità se potessi andarmene a cuore vuoto.

Eppure sarebbe bastato poco: un gesto d'abbandono, e via, via tutto. Therial, potere, Torre, cuore.

Ma non voglio. Ho promesso, tanto tempo fa, di non cedere, di non fallire, di non cadere in debolezze letali. Ed ora sarei codarda, se lo facessi: soffro, sì, ma non è proprio dei coraggiosi combattere per ciò in cui si crede? Dunque io questo farò, per onorare le promesse che ho fatto a me stessa. Dimentica della stanchezza, dimentica del dolore.

Sulla spiaggia dell'Antica Palude mi sedei, e feci cio' di cui da qualche tempo avevo perduto memoria.
Chiusi gli occhi, e nel concentrarmi piccoli filamenti, simili a quelli della ragnatela, si materializzavano fra le mani;
Non sentii piu' nulla vicino a me: ero concentrata fino ad estraniare tutto quanto era al di fuori di me stessa e della mia vita, anche lei, mia madre, che nel frattempo mi guardava, osservando le mie espressioni.

'Molti sono i sogni...molti i desideri..molte le vie, e gli incroci..'
'Solo una Via sembra portare alla fine...'

Non mi rendevo conto di stare parlando, e fu lei a farmelo notare, alla fine.

'Grandi bestie...terribili e malvagie...corrono sul sentiero, e volano nell'aria....'

Incubi.

'Lui...avanza nel cielo grigio...il vento spira freddo...e non c'e' via d'uscita..'
'Una donna gli si affianca...bruna...eterea..'

E alla fine...

'Sogni saranno...ed Incubi anch'essi...La Fine e' vicina...Entrambi mi guardano...e sembrano unirsi...per poi scoparire...nel grigio del cielo..che nero diventa...e nulla v'e' piu'...Lontano e' ormai l'Albero da cui nascesti, dice una voce, di donna e di uomo...Segui la Via, e ormai ci conosci...cio' che hai compiuto non e' andato perduto...Lotta e' ancora..Ma la Fine e' vicina..'

Molta solitudine ho provato prima di arrivare a Kyrandor... ove ho trovato avventurieri di ogni sorta, di ogni credo, di ogni razza, che mi hanno aiutato.
Ancora molta strada ho da fare, ma mi sento più forte grazie alla mia fede, che mi accompagnerà da qui a sempre.
Per ogni avvenimento, per ogni forza, ne esiste una contraria, che ne bilancia ogni tipo di effetto, rendendo le esistenze possibili...
Lode all'Equilibrio di ogni cosa, lode a AryHann!

Quanto poco basta a rendere felici le persone... Quanto poco basta per distruggerle...
Un cielo stellato, un tramonto da ammirare... Ma è la storia che insegna più di tutte quanto siano preziose le cose belle di questo mondo, e con quanta facilità esse possano andare perdute...
La Conoscenza è la chiave che aprirà tutte le porte dell'anima. Unita ai giusti propositi, e soprattutto se condivisa con le giuste persone, essa può portare la luce in terre che per secoli hanno conosciuto nient'altro che ombra e dolore.
Ma come sapere quali siano i giusti propositi? Per non parlare poi delle persone... Di poche mi fido, ma molte meriterebbero la mia fiducia...

Conserverò i miei segreti, ancora... Fino a che non sarà strettamente necessario svelarli... Non vorrei mai che cadessero nelle mani sbagliate, proprio ora che sono così vicino... Così vicino...

Dopo mesi di studio, anni di apprendimento presso gli shalafi e ricerche nel sottosuolo ho collezionato i testi necessari. Ed infine il momento e' giunto, non so se sperare in gilyaren, di certo avro' bisogno di tutta la mia conoscenza e di tutta la mia abilita'.
Lo sento, lentamente il mio corpo decade, mi sento sempre piu' stirato, aggrappato con un filo del mio spirito alla vita, vita che ho sempre messo in discussione con le arti di cui dispongo. Ora sono pronto a mettere in discussione la mia vita per salire un nuovo gradino della scalinata verso un potere sempre maggiore. Condannato paradossalmente a risalire i gradini come uno schiavo, schiavo di se stesso e del suo essere, condannato a perseguire il potere come senso stesso della vita. Che senso ha tutto cio'? Forse e' proprio per questo che esistono gli dei, per dare un senso alla vita, per custodire il segreto della vita stessa.

Un sogno...una notte senza fine mi ha portata alla tragedia: non ricordo chi o cosa sognai, ma al mio risveglio, il Tatuaggio dell'Albero era per meta' rigoglioso, e per meta' spoglio, morto.
Un sonno troppo lungo per rendersene conto...Troppe cose sono cambiate...e per di piu', ora c'e' lui, che col suo morso mi ha resa diversa, qualcosa che io non voglio diventare..

La Luce in me ancora brilla, ma sento che piano s'affievolisce..

Non sprecherò neppure un altro giorno
a cercare il motivo per cui scelsi di partecipare a quel gioco..

E' andato troppo oltre
E' ora che finisca

La notte è scesa sulla mia vita mentre tu eri immerso nel sonno
Sangue che scende, è forse un sogno?

Ho giocato il mio ruolo e ho subito la vergogna
Mentre tu fingi ancora che nulla sia reale

Bugiardo, tu mi tenti...
Non so che cosa fare, io non ho colpa, nè sono il motivo!

Lui non ha mai voluto davvero giocare il suo ruolo, in questo gioco
Portato troppo oltre, divenuto privo di controllo.

(Nota OFF: le parti in corsivo sono riferite al passato)